Ecografia nella Cirrosi: Interpretazione del Referto

L'ecografia dell'alto addome è un esame diagnostico per immagini che, in alcuni centri, viene eseguito anche in assenza di manifestazioni di danno epatico. Durante l'esame, non è raro riscontrare alcune alterazioni che, pur non avendo sempre un significato clinico immediato, richiedono comunque attenzione.

Quando si riscontra un'alterazione, è fondamentale che la corretta interpretazione del referto ecografico sia effettuata dal medico specialista che segue il paziente. Questo professionista, conoscendo la storia clinica completa e i risultati di altri esami di funzionalità epatica, potrà valutare la necessità di ulteriori accertamenti.

Alterazioni Ecografiche Comuni e Loro Significato

Di seguito, analizzeremo alcune delle alterazioni ecografiche più comuni riscontrate in pazienti con sospetta o accertata cirrosi epatica:

  • Fegato di dimensioni aumentate: L'ecografista confronta le dimensioni del fegato con i valori medi per l'età del paziente.
  • Minima ipertrofia del caudato: Indica un lieve ingrossamento del lobo sinistro del fegato, denominato "caudato".
  • Ecostruttura disomogenea con aree iperecogene come per infiltrazione steatosica a chiazze: L'ecostruttura disomogenea indica che non vi è uniformità nel riflesso delle onde ultrasoniche su tutta l'area epatica. La disomogeneità "a chiazze" suggerisce la presenza di aree di infiltrazione di grasso (steatosica) che hanno una diversa riflettività (iperecogene). Nei bambini è possibile anche che il fegato presenti qualche infiltrazione di grasso (steatosi epatica): questo avviene peraltro di solito quando vi sia una malnutrizione.
  • Esente da alterazioni a carattere di focalità: L'esame esclude la presenza di "foci" o "focolai" di cirrosi, ovvero di aree di formazione di tessuto fibroso, tipiche delle forme iniziali di cirrosi (es. "cirrosi biliare focale").
  • Non dilatazione delle vie biliari intra ed extraepatiche: Significa che le vie biliari sono normali e non sovradistese a causa di un ristagno di bile. Il fegato e, in particolare, le vie biliari possono essere interessate dalla FC, nel senso che la bile può essere densa e quindi non scorrere agevolmente, determinando quindi un suo ristagno nelle piccole vie biliari stesse, con possibile danno alle strutture epatiche. Un qualche livello di interessamento del fegato è dunque abbastanza frequente, ma solo in un limitato numero di casi il problema diventa clinicamente rilevante, con sviluppo di "cirrosi bliare" e sue complicanze.
  • Colecisti incompletamente distesa: Nella fibrosi cistica (FC), la colecisti è spesso piccola (microcolecisti).
  • Asse spleno-portale nei limiti: Indica che le condizioni dei rami venosi del sistema della vena porta (che coinvolge fegato, milza, stomaco, ecc.) sono normali. Questo sistema venoso è alterato in caso di cirrosi epatica.
  • Milza con diametro 10 cm ed ecostruttura e morfologia conservata: La milza presenta dimensioni, struttura ed aspetto normali. In caso di cirrosi epatica, la milza risulterebbe alterata.

Altre possibili risultanze includono un fegato modicamente aumentato di volume, con prevalenza del lobo sinistro, ed un'ecostruttura parenchimale caratterizzata da echi grossolani, indicativi di epatopatia. È importante notare che, in corso di cirrosi epatica, è fondamentale ripetere le ecografie addominali ogni sei mesi, unitamente al dosaggio dell'alfa-fetoproteina, per la diagnosi precoce del tumore del fegato, una complicanza frequente in questi pazienti.

Nel contesto di un'ecografia epatica, lascoperta di un nodulino viene spesso descritta come una cisti benigna. In ogni caso quel nodulino sembra proprio descritto come una cisti benigna.

Monitoraggio e Prevenzione

In ogni caso in corso di Cirrosi Epatica le Ecografie addominali vanno ripetute ogni sei mesi insieme al dosaggio dell'Alfafetoproteina per la diagnosi precoce del tumore del fegato ( complicanza molto frequente in corso di Cirrosi).

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