Risonanza Magnetica: Cos'è e Come Funziona

La Risonanza Magnetica (RM) è una metodica diagnostica basata sull'applicazione di un campo magnetico ad alta intensità e di onde radio al distretto corporeo da esaminare. Rispetto ad altre metodiche diagnostiche presenta il vantaggio di offrirci immagini in tre dimensioni (3D) oltre alla sua non invasività e senza l'uso di radiazioni ionizzanti. La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica in grado di generare dettagliate immagini anatomiche tridimensionali senza esporre il paziente a radiazioni pericolose per la sua salute; viene prescritta in genere per scoprire e identificare malattie, oltre che per monitorare trattamenti in corso.

Come Funziona la Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica impiega magneti potenti che originano un campo magnetico statico molto intenso; tale campo forza i protoni contenuti nel corpo ad allinearsi. Quando poi viene erogata al paziente una corrente pulsata in radiofrequenza, i protoni vengono stimolati ed escono dalla condizione di equilibrio, opponendosi alla forza di attrazione del campo magnetico. Quando la radiofrequenza viene spenta, i sensori riescono a rilevare l’energia rilasciata dai protoni che si riallineano con il campo magnetico. Il tempo necessario ai protoni per riallinearsi con il campo magnetico, come pure la quantità di energia rilasciata, dipende dall’ambiente e dalla natura chimica delle molecole. Per ottenere un’immagine accurata il paziente viene inserito in un magnete di grosse dimensioni e deve rimanere assolutamente fermo durante l’elaborazione del segnale per non sfocare l’immagine. Durante un esame RM, una corrente elettrica viene fatta circolare attraverso fili a spirale (bobine) per creare un campo magnetico temporaneo sul corpo del paziente. Le onde radio vengono inviate e ricevute dall’apparecchio tramite un trasmettitore/ricevitore; questi segnali sono utilizzati per creare immagini digitali dell’area di corpo scansionata.

Il Ruolo del Mezzo di Contrasto

Possono essere somministrati mezzi di contrasto (in genere basati sul gadolinio) per via endovenosa prima o durante la procedura per aumentare la velocità a cui i protoni si riallineano con il campo magnetico. Per alcuni esami RM vengono somministrati endovena farmaci come i mezzi di contrasto al gadolinio, per modificare il contrasto dell’immagine RM.

Preparazione e Procedura dell'Esame

Il paziente viene fatto sdraiare a pancia in su un lettino, successivamente il lettino viene inserito all'interno dell'anello magnetico dell’unità RM, dove il tecnico radiologo eseguirà l’esame da un computer situato in una stanza esterna. È possibile eseguire l’esame senza o con mezzo di contrasto. Per la scansione il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchio, fatto a tunnel.

In alcuni casi, può essere necessario astenersi da alimenti e bevande fino a quattro ore prima dell’esame, altre volte occorre bere tanta acqua subito prima dell’RM. Secondo l’area corporea da esaminare, può essere necessario indossare una vestaglia ospedaliera durante la procedura. In alcuni casi, l’area del corpo sotto esame, per esempio, la testa o il torace, viene coperta da una struttura. L’acquisizione dell’esame è gestita da un computer, situato in un’altra sala per tenerlo lontano dal campo magnetico generato dall’apparecchio. Il computer è controllato dal tecnico radiologo, che è quindi anch’egli in una sala diversa dal paziente. Durante l’esame, può essere permesso a una persona cara di rimanere in sala con il paziente. I bambini possono per esempio avere un genitore accanto durante l’intero esame.

Durata dell'Esame

Una singola scansione può richiedere da alcuni secondi a 3-4 minuti. Durante scansioni brevi, potrà essere richiesto di trattenere il respiro. A seconda delle dimensioni dell’area di scansione e il numero di immagini da acquisire, l’intera procedura ha in genere una durata compresa tra i 15 e i 90 minuti; durante questo tempo a tratti l’apparecchio genera forti picchiettii, rumori che corrispondono all’accensione-spegnimento della corrente elettrica all’interno delle bobine dell’apparecchio.

Indicazioni e Vantaggi

L’esame è particolarmente indicato per lo studio di parti non ossee o dei tessuti molli del corpo. Dà informazioni diverse dalla TAC, perché non impiega le radiazioni ionizzanti nocive dei raggi X. Nel cervello la risonanza può distinguere tra sostanza bianca e grigia e riesce a diagnosticare anche aneurismi e tumori.

Risonanza Magnetica Funzionale (RMF)

La risonanza magnetica funzionale (RMF) è un tipo speciale di risonanza. Viene impiegata per l’osservazione delle strutture del cervello e per determinare quali aree si attivano (ossia, consumano più ossigeno) durante le diverse attività cognitive.

Controindicazioni e Rischi

L’intenso campo magnetico statico attrae oggetti metallici (da quelli piccoli come le chiavi o i telefoni cellulari, a quelli grandi e pesanti come le bombole di ossigeno) e può danneggiare l’apparecchio o provocare lesioni al paziente o al personale sanitario se questi oggetti si trasformano in proiettili. I campi magnetici che cambiano nel tempo creano rumori intensi che possono danneggiare l’udito se non vengono indossate protezioni auricolari adeguate. L’energia in radiofrequenza impiegata durante la scansione RM potrebbe indurre il riscaldamento del corpo.

I pazienti soggetti a claustrofobia anche lieve possono avere problemi a tollerare lunghi tempi di scansione all’interno dell’apparecchio. I pazienti con dispositivi impiantati, quindi, non dovranno sottoporsi a risonanza magnetica, a meno che il dispositivo non sia specificamente indicato come compatibile (RM-sicuro o RM-condizionale). Alcuni inchiostri usati per i tatuaggi contengono residui metallici, anche se la maggior parte è compatibile con l’esame RM. Lo spazio a disposizione durante la scansione RM può risultare davvero angusto per i pazienti sensibili agli spazi ristretti, per persone obese o particolarmente alte.

Risonanza Magnetica Aperta

La risonanza magnetica aperta è un modello aperto sui lati, che sostituisce l’abituale tubo chiuso a un estremo; non circonda quindi completamente il paziente. È stata sviluppata per rispondere alle necessità di soggetti in difficoltà con lo stretto tubo e i rumori della versione tradizionale e a quelle dei pazienti le cui dimensioni corporee rendono impraticabile l’approccio a tubo chiuso.

Dopo l'Esame

L’esame deve essere analizzato da un radiologo (medico specialista nell’interpretazione di scansioni e radiografie) ed eventualmente discusso con altri specialisti. Il radiologo invia il referto al medico richiedente l’esame, che spiegherà i risultati al paziente.

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