Oggi, la diagnostica per immagini rappresenta un campo di confronto industriale globale, con protagonisti come General Electric, Philips, Siemens, Fujitsu e Samsung, e una crescente presenza di mercato per l'italiana Esaote. Tuttavia, le sue origini sono radicate nelle scoperte e nelle invenzioni di scienziati europei e italiani.
Alessandro Vallebona, a cui Genova ha dedicato la strada che conduce al Parco scientifico e tecnologico degli Erzelli, è uno di questi precursori. Questo celebre radiologo, scomparso nel 1987 a Genova, è riconosciuto come il grande clinico e tecnologo a cui si deve l'invenzione della stratigrafia, antesignana dell'attuale tomografia computerizzata.
La sua storia, intrisa di concretezza e visione, anticipa un approccio innovativo ai rapporti tra università e industria. Vallebona, ordinario di radiologia medica all'Università di Genova dal 1950 al 1969, nel 1930 propose "una nuova metodica radiodiagnostica" sulla rivista La Liguria Medica, definendola "una modalità tecnica per la dissociazione radiografica delle ombre". Nel 1934, al Congresso di Zurigo, riprese l'argomento, battezzando il suo metodo "stratigrafia".
La Stratigrafia: Un'Innovazione Chiave
Giorgio Cosmacini spiega che la stratigrafia permette di "sfogliare pagina dopo pagina" la regione del corpo studiata, consentendo di leggere le parti più interessanti, a differenza della radiografia che offre un'immagine a tutto spessore con sovrapposizione di parti.
Immaginando un libro stampato su carta trasparente osservato contro una fonte luminosa, si otterrebbe un'immagine confusa. L'invenzione di Vallebona ha permesso di passare da una visione sintetica (il libro intero) a una analitica (le singole pagine).
A partire dalla fine dell'Ottocento, con Wilhelm Conrad Röntgen in Germania (scopritore dei raggi X nel 1895 e premio Nobel per la fisica nel 1901), la radiologia si diffuse in tutta Europa. In Italia, pionieri come Vittorio Maragliano a Genova, Felice Perussia a Milano, Mario Bertolotti a Torino, Aristide Busi a Bologna e Massimiliano Gortan a Trieste contribuirono a lanciarla. Vallebona, allievo e successore di Vittorio Maragliano, appartiene alla "seconda generazione di studiosi", in un periodo in cui la disciplina era ormai consolidata e perfezionata. Egli fu uno dei grandi innovatori di questa fase.
Come afferma Cosmacini, Vallebona intuì negli anni Cinquanta che il futuro avrebbe superato la bidimensionalità della stratigrafia per raggiungere la visione tridimensionale, ma l'insufficienza dei mezzi tecnici dell'epoca non gli permise di concretizzare questa intuizione.
Vallebona: Uomo e Scienziato
Chi ha conosciuto Vallebona lo descrive come un uomo elegante, signorile, con l'immancabile sigaro. Cosmacini lo definisce "baronale, certo, ma molto meno di altri", sottolineando che ostentava il sapere, non il potere. Nonostante la sua candidatura al premio Nobel nel 1960, non lo ricevette a causa della preferenza accordata alla scienza teorica rispetto a quella applicata e per la forte concorrenza dell'olandese Bernard George Ziedses des Plantes.
Giacomo Garlaschi, suo allievo e ordinario di diagnostica per immagini all'Università di Genova, ricorda l'atteggiamento paterno e incoraggiante di Vallebona verso i giovani, un'attitudine che egli stesso aveva sperimentato con il suo maestro, Vittorio Maragliano, fondatore della scuola genovese di radiologia.
Vallebona incarnava una complessa figura: romantico nella visione della scienza, pragmatico e orientato al futuro nelle sue inquietudini del Novecento. Garlaschi ricorda che Vallebona sosteneva che "i cambiamenti in medicina devono essere rivolti al bene del paziente, non a quello del medico", motivo per cui non brevettò la sua invenzione.
La Modernità di Vallebona e il Contesto Genovese
La modernità di Vallebona risiede nella sua duplice veste di medico che crede nella missione della medicina e di inventore di talento. La sua Genova, capitale della tecnologia in epoca meccanica e aspirante tale in tempi digitali, fornì un terreno fertile per il suo lavoro.
Collaborando con aziende private come la Meschia e la Zuder, il clinico-tecnologo fu tra i primi a implementare una cooperazione tra Università e impresa in stile California, un modello oggi invocato per potenziare la competitività dell'industria italiana. Esaote, una delle dieci maggiori aziende mondiali di imaging diagnostico, ha trovato in questa collaborazione un'applicazione concreta.
Tra il mondo di Vallebona e l'impegno di Esaote esiste un filo conduttore. Un radiologo riconosce che la sua specializzazione è nata dalla tecnica e dipende da essa. La diagnostica per immagini si distingue da altre discipline mediche (eccetto anestesia e rianimazione e medicina nucleare) a causa della pericolosità delle radiazioni ionizzanti utilizzate nelle apparecchiature radiologiche.
Intelligenza Artificiale e Radiologia
L'intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando il campo medico, in particolare l'analisi dell'imaging radiologico. L'AI può migliorare l'accuratezza delle diagnosi e ridurre il rischio di errori, oltre a ottimizzare l'efficienza dei processi di imaging medico.
Nonostante i vantaggi, è importante sottolineare che gli algoritmi di intelligenza artificiale non possono sostituire l'esperienza e il giudizio di un radiologo esperto. L'AI dovrebbe essere utilizzata per aumentare le capacità dei radiologi, assistendoli nell'interpretazione delle immagini mediche e nella generazione di possibili diagnosi.
Il ruolo dei radiologi è destinato a evolvere, con una collaborazione sempre più stretta con l'intelligenza artificiale per fornire la migliore assistenza possibile ai pazienti. La paura dell'impatto dell'IA sulla medicina è paragonabile alla paura del pilota automatico negli aerei, che non ha sostituito i piloti ma li ha assistiti.
Tecniche di Diagnostica per Immagini e Radioprotezione
La crescente utilità delle metodiche di diagnostica per immagini ha portato allo sviluppo di tecniche non basate sulle radiazioni ionizzanti (come ultrasuoni e risonanza magnetica) e all'uso diffuso della radiologia interventistica. Tuttavia, è fondamentale considerare i potenziali rischi derivanti dall'uso di queste metodiche.
I TSRM (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica) e i radiologi sono formati nell'ambito delle metodiche di diagnostica per immagini, e la protezione dalle radiazioni ionizzanti è un aspetto cruciale per garantire la sicurezza dei pazienti.
- L'obiettivo principale delle esposizioni alle radiazioni ionizzanti in ambito medico è massimizzare il beneficio con il minimo danno al paziente. La responsabilità della giustificazione all'uso di una particolare procedura ricade sui medici specialisti di riferimento.
- La Commissione Internazionale per la Protezione in Radiologia (ICRP) promuove l'uso di Livelli Diagnostici di Riferimento (DRL) per ottimizzare la protezione dalle radiazioni. La ESR (European Society of Radiology) e la EFRS (European Federation of Radiographer Societies) sostengono i DRL europei e hanno partecipato a progetti in questo ambito, come il progetto "PiDRL" sull'imaging pediatrico.
- Le apparecchiature per radiologia interventistica e tomografia computerizzata devono essere dotate di dispositivi per la valutazione della dose al paziente e di sistemi di ottimizzazione della dose. Il D.Lgs. 101/2020 prevede la registrazione dei dati relativi alle radiazioni durante la procedura.
L'attenzione alla qualità e alla sicurezza delle apparecchiature è ribadita nel D.Lgs 101/2020, con la sorveglianza delle attrezzature radiologiche da parte delle Regioni e Provincie autonome e la formazione e l'aggiornamento del personale coinvolto nelle attività radiologiche, in particolare per quanto riguarda la radioprotezione.
In sintesi, l'intelligenza artificiale e le procedure di radiologia interventistica rappresentano le principali innovazioni tecnologiche nel campo dell'imaging radiologico, che continua ad evolversi per offrire diagnosi più precise e trattamenti meno invasivi.
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