Radiografia del Polso: Interpretazione delle Fratture

La RX al Polso, nota come radiografia del polso, è un esame diagnostico utilizzato per individuare eventuali anomalie nell'area dell'articolazione del polso. Questo strumento è essenziale per diagnosticare e valutare diverse condizioni, tra cui le fratture.

Quando è Consigliata una Radiografia al Polso?

La radiografia del polso è consigliata in diverse situazioni, tra cui:

  • Traumi al polso, anche di lieve entità
  • Dolore persistente al polso nei giorni successivi a un trauma
  • Gonfiore nell'area del polso
  • Controllo per sportivi che hanno subito traumi ripetuti

In definitiva, la RX polso può essere eseguita da tutti, sotto la dovuta prescrizione medica.

Generalmente il primo momento che potrebbe destare l’attenzione è quando subiamo un trauma al polso. Non importa la grandezza del trauma, si consiglia di fare un controllo in ogni caso. Nei casi in cui si tratti di un grande trauma, come una lussazione o una frattura, i risultati sono subito visibili. Sarà quindi più facile capire che è necessario ricorrere all’RX al polso.

Non in tutti i casi la diagnosi è immediata: si tende infatti a sottovalutare i traumi più leggeri. I danni più piccoli, provocati da traumi minori, se non venissero curati nel tempo potrebbero portare a disturbi più gravi o irreversibili. In questo caso bisogna prestare molta attenzione al dolore al polso. Se è persistente nei giorni successivi e se l’area interessata dovesse iniziare a gonfiarsi, dovremmo quindi effettuare una RX polso per verificare la situazione.

Si consiglia una RX di controllo anche a sportivi che hanno più volte subito traumi nell’area. Questo per assicurarsi che sia tutto a posto, anche se il più delle volte questo controllo non è necessariamente richiesto.

In alcuni casi può essere eseguito con l’impiego di radiazioni ionizzanti che consentono di ridurre i rischi legati all’esposizione, dato che le macchine più moderne riescono a ridurre sia i quantitativi di raggi X emessi, sia il tempo di esposizione. Nonostante questo, è però controindicata in caso di gravidanza.

La Frattura di Goyrand-Smith

La frattura di Goyrand-Smith (GSF), detta anche Smith Fracture, fa parte delle fratture distali del radio, descritta per la prima volta da Robert Williams Smith nel 1847. Le fratture distali di polso rappresentano circa il 20% di tutte le fratture della popolazione adulta, con la frattura di Goyrand che costituisce approssimativamente il 5% di tutte le fratture di ulna e radio. L’incidenza più alta è negli uomini giovani e nelle donne anziane.

Nelle fratture più nette, un primo criterio diagnostico è una deformità sul polso con gonfiore visibile sulla parte volare e con la prominenza dell’ulna lungo il dorso del polso. In aggiunta, in casi più complessi, ci può essere anche l’interruzione dell’articolazione radio-ulnare distale e, come complicanza, la lesione del complesso fibrocartilagineo triangolare (TFCC).

All’esame obiettivo è importante anche una valutazione della componente neuro-vascolare dell’estremità. L’incidenza delle compressioni acute del nervo mediano è stimata intorno al 5% dei casi e questa è correlata al grado di dislocazione e all’inadeguatezza della riduzione della frattura. Solitamente, la compressione del nervo è causata dallo spostamento del frammento di frattura nella direzione volare o da una rotazione dello stesso di 180°.

Un altra complicanza neuro-vascolare che ci può essere nei casi di frattura di Goyrand è la sindrome compartimentale che in questi casi dà luogo a una sindrome del tunnel carpale (CTS). L’esame clinico è fondamentale in questo caso per differenziare tra la compressione del nervo e la progressiva neuroaprassia dopo la frattura distale del radio.

Oltre all’esame obiettivo, è essenziale per la gestione dell’infortunio eseguire una Rx quando si sospetta una frattura distale di radio. Solitamente, nella proiezione anteriore viene calcolata l’inclinazione radiale. Nella visione laterale (L) è misurato invece il tilt volare con l’angolo formato tra la perpendicolare all’asse longitudinale del radio e la linea formata tra l’apice volare e dorsale della rima articolare.

Gestione e Trattamento delle Fratture Distali del Polso

Il management delle frattura distale di polso è molto controverso. Questo vale anche per le persone anziane, dove l’incidenza delle frattura distale di polso è maggiore a causa dell’elevata incidenza delle cadute. Questo però non deve essere interpretato come un rifiuto alla chirurgia.

Quindi, in conclusione, il trattamento conservativo deve essere considerato in prima linea per gli outcome funzionali del polso. Ottimizzare il trattamento fisioterapico post trattamento conservativo o chirurgico è fondamentale. Questo perché la frattura distale di polso può potenzialmente diminuire la funzionalità della mano, dovuta in gran parte al movimento della articolazione radio-carpica.

Nel trattamento conservativo, l’immobilizzazione avviene per circa 3 settimane. Una mobilizzazione precoce e l’inizio di esercizi dal giorno successivo alla chirurgia non sono associati a un incremento del rischio di complicanze o a un aumento del dolore. Quindi, sostanzialmente, la decisione sull’immobilizzazione post chirurgica è correlata alle necessità del paziente e alle restrizioni post-chirurgiche.

Durante il periodo di immobilizzazione del polso, gli esercizi per il recupero del ROM cominciano a livello delle dita, del gomito e della spalla, mentre la mano è immobilizzata. Sfortunatamente, solo il 10% dei pazienti riferisce di iniziare la fisioterapia durante il periodo di immobilità.

Successivamente, tolta l’immobilizzazione, l’obbiettivo sarà, oltre al controllo dell’edema e del dolore, anche il ripristino della funzionalità del polso. Un obiettivo fondamentale della fisioterapia è il controllo del dolore e la sua quantificazione.

Per quanto riguarda la terapia manuale, è consigliata generalmente sia passivamente che attivamente attraverso esercizi di mobilità giornalieri soprattutto per le persone che alla valutazione iniziale presentano un polso rigido con ROM limitato entro i 3 mesi post frattura. In questo caso la mobilizzazione, a differenza di quello che si possa pensare, non determina degli effetti negativi nel processo di guarigione, anzi contribuisce a un miglioramento funzionale maggiore.

Va tenuto in considerazione che la rigidità dell’articolazione radio-carpica è una comune complicanza nell’iter riabilitativo delle frattura distale di polso che può influire sulla normale funzionalità della mano del paziente. Questa è più frequente nei pazienti che effettuano il trattamento chirurgico. 1/3 dei pazienti con frattura distale di polso presenta infatti una rigidità post intervento al follow-up. Bisogna quindi, durante il percorso fisioterapico, fare attenzione a questi elementi per limitare la presenza della rigidità radio-carpica.

Un altro aspetto fondamentale della riabilitazione delle frattura distale di polso è il controllo senso-motorio del polso. La riabilitazione deve focalizzarsi anche nell’uso di esercizi di controllo motorio.

Determinare gli outcome è fondamentale per guidare la fisioterapia post frattura di Goyrand.

Esame Radiografico del Polso: Dettagli Tecnici

L'esame radiografico convenzionale del polso include:

  • Valutazione in proiezione antero-posteriore (AP) e latero-laterale (LL), eventualmente obliqua
  • Visualizzazione delle ossa carpali, distali del radio e dell'ulna, e dei capi articolari prossimali del I-V metacarpo

Indicazioni

  • Traumi recenti del polso (sospetto di frattura, lussazione)
  • Dolore cronico del polso di origine non chiarita
  • Sospetto di patologie degenerative o infiammatorie (es. artrosi, artrite reumatoide)
  • Controllo post-operatorio o post-riduzione ortopedica
  • Valutazione di anomalie congenite o displasie scheletriche
  • Monitoraggio di patologie metaboliche ossee (es. osteoporosi)

Controindicazioni

  • Gravidanza (controindicazione relativa)
  • Impossibilità del paziente a mantenere la posizione corretta per le proiezioni richieste

Proiezioni Radiologiche Standard

  • Proiezione postero-anteriore (dorso-palmare)
  • Proiezione latero-laterale
  • Proiezione dorso-palmare in massima deviazione ulnare

Proiezioni Radiologiche Accessorie

  • Proiezione obliqua a 45° in semipronazione o semisupinazione
  • Proiezione volo-dorsale per il Pisiforme
  • Proiezione per il trapezio e l'articolazione trapezio-metacarpale
  • Proiezioni specifiche per le ossa carpali e lo scafoide

Cosa Fare in Caso di Sospetta Frattura

Capita di scivolare in avanti a terra, per i più svariati motivi, mentre si fa sport oppure si è in casa. La naturale e prima reazione d’istinto è di mettere a terra le mani per proteggere il volto: una reazione spontanea che però può provocare un trauma con conseguente frattura del polso o di altre ossa della mano, oppure una cosiddetta “distorsione” con lesione dei legamenti del polso.

«Se il dolore al polso non è eccessivo, da casa è possibile effettuare un primo pronto soccorso applicando del ghiaccio e lasciando il polso a riposo, meglio se immobilizzato temporaneamente creando un supporto rigido su cui appoggiare il polso e poi fermato con un canovaccio o con del nastro adesivo. In caso il polso tenda a gonfiarsi molto e sia presente dolore persistente, è necessario recarsi al Pronto Soccorso per effettuare un esame clinico e una radiografia e confermare la presenza della frattura, le sue caratteristiche, e valutare quindi i trattamenti da eseguire.

«Il trattamento delle fratture di polso varia sulla base di diversi fattori - dice il chirurgo -. In alcuni casi, infatti, durante può essere sufficiente l’applicazione di un tutore, in altri, soprattutto se la frattura è scomposta, è necessario eseguire un intervento chirurgico per la riduzione e la stabilizzazione della frattura. L’intervento più comunemente effettuato è l’osteosintesi con una placca fissata direttamente all’osso con delle viti.

«Una frattura al polso guarisce in genere in circa 5 settimane, ma dopo l’intervento è possibile riprendere quasi subito la mobilità del polso, utilizzando le opportune precauzioni.

Frattura di Colles

La frattura del radio interessa spesso la porzione metafisaria ovvero quella parte dell'osso che sta a circa 1 cm dall'articolazione, in realtà la frattura può interessare anche la parte articolare del radio, tuttavia la maggior incidenza delle fratture interessa la porzione extra-articolare. Una delle più comuni fratture è la frattura detta di Colles in cui il frammento rotto si porta verso l'alto. Questa frattura fu descritta da Abraham Colles nel 1814 un chirurgo irlandese da qui il nome "frattura di Colles".

Trattamenti e Riabilitazione

Se la frattura è scomposta è necessario riallineare i frammenti per ricostituire un'anatomia dell'osso normale per ridurre al minimo le complicanze legate ad una guarigione scorretta.

Per riduzione intendiamo una manovra che porti a riallineare i frammenti di una frattura. Quando questo si ottiene senza intervenire chirurgicamente si parla di riduzione chiusa o incruenta.

Trascorse 4 o 6 settimane dalla frattura, verrà rimosso il gesso e vi sarà prescritta della fisioterapia per recuperare l'articolarità del poso che risulterà, a fine trattamento, rigido e limitato nell'escursione articolare.

Accade a volte che la frattura è molto scomposta o instabile o interessa in modo ampio la superfice articolare in questi casi il trattamento con apparecchio gessato non sarebbe in grado di ricostruire la normale anatomia che avevate prima della frattura, il medico vi proporrà quindi un intervento chirurgico. Parlate con il vostro medico che in base all'esame delle condizioni del vostro polso vi darà un programma riabilitativo più corretto e consono al vostro caso.

Quasi tutti i pazienti presenteranno una rigidità al polso dopo il trattamento, questo in genere tende a migliorare dopo 1 o 2 mesi di fisioterapia. Sarà comunque il vostro medico a darvi le informazioni necessarie su come procedere con il programma riabilitativo.

Sintomi di un Polso Rotto

I sintomi di un polso rotto possono variare a seconda della gravità della frattura, ma comunemente includono:

  • Dolore intenso: Un dolore acuto e persistente al polso, esacerbato dal movimento o dalla pressione.
  • Gonfiore: Rapido gonfiore intorno al polso e alla mano.
  • Deformità: Una visibile deformazione del polso, anche se non sempre presente.
  • Lividi: Comparsa di lividi nella zona del polso e della mano nei giorni successivi all'infortunio.
  • Difficoltà di movimento: Incapacità o estrema difficoltà nel muovere il polso o la mano.
  • Intorpidimento o formicolio: Sensazione di intorpidimento o formicolio alle dita, suggerendo possibile coinvolgimento dei nervi.
  • Dolore alla palpazione: Dolore acuto quando si tocca o si esercita pressione su specifiche aree del polso.

Cosa Fare Immediatamente Dopo un Sospetto Polso Rotto

Se si sospetta una frattura del polso, è fondamentale agire rapidamente per minimizzare il dolore e prevenire ulteriori complicazioni. Ecco i passi da seguire immediatamente:

  • Immobilizzare il polso: Utilizzare una stecca improvvisata, un tutore o una fasciatura per immobilizzare il polso nella posizione più confortevole possibile. Evitare di muovere il polso inutilmente.
  • Applicare ghiaccio: Applicare impacchi di ghiaccio sulla zona interessata per ridurre il gonfiore e il dolore. Avvolgere il ghiaccio in un panno per evitare il contatto diretto con la pelle.
  • Elevare il polso: Mantenere il polso sollevato sopra il livello del cuore per ridurre il gonfiore.
  • Assumere antidolorifici: Assumere farmaci antidolorifici da banco, come paracetamolo o ibuprofene, per alleviare il dolore.
  • Consultare un medico: Recarsi immediatamente al pronto soccorso o consultare un medico ortopedico per una valutazione accurata e un trattamento appropriato.

Trattamenti per un Polso Rotto

Il trattamento per un polso rotto dipende dal tipo, dalla gravità e dalla stabilità della frattura. Le opzioni di trattamento possono includere:

  • Immobilizzazione con gesso o tutore: Nelle fratture non scomposte o minimamente scomposte, il polso viene immobilizzato con un gesso o un tutore per consentire all'osso di guarire naturalmente. Il periodo di immobilizzazione varia da 4 a 8 settimane, a seconda della gravità della frattura.
  • Riduzione chiusa: Se i frammenti ossei sono disallineati (frattura scomposta), il medico può eseguire una manovra di riduzione chiusa per riposizionare le ossa nella loro posizione corretta prima di applicare il gesso o il tutore.
  • Intervento chirurgico: Nelle fratture complesse, scomposte o instabili, può essere necessario un intervento chirurgico per riposizionare i frammenti ossei e fissarli con placche, viti o fili metallici. L'intervento chirurgico può essere anche necessario in caso di fratture esposte o quando la riduzione chiusa non ha successo.
  • Fisioterapia: Dopo la rimozione del gesso o del tutore, è fondamentale seguire un programma di fisioterapia per riacquistare la forza, la flessibilità e la funzionalità del polso. La fisioterapia può includere esercizi di stretching, rafforzamento e mobilità.

Possibili Complicazioni

Sebbene la maggior parte delle fratture del polso guarisca completamente con un trattamento adeguato, possono verificarsi alcune complicazioni, tra cui:

  • Rigidità: Difficoltà nel muovere il polso a causa della formazione di tessuto cicatriziale.
  • Dolore cronico: Dolore persistente al polso anche dopo la guarigione della frattura.
  • Sindrome del tunnel carpale: Compressione del nervo mediano al polso, causando intorpidimento, formicolio e dolore alle dita.
  • Artrosi: Deterioramento della cartilagine articolare, causando dolore, rigidità e gonfiore.
  • Distrofia simpatica riflessa (DSR): Una condizione rara caratterizzata da dolore cronico, gonfiore, cambiamenti di colore della pelle e ipersensibilità al tatto.
  • Mancata consolidazione: L'osso non guarisce correttamente, richiedendo ulteriori interventi chirurgici.

Prevenzione delle Fratture del Polso

Sebbene non sia sempre possibile prevenire le fratture del polso, è possibile adottare alcune misure per ridurre il rischio:

  • Utilizzare protezioni adeguate: Indossare protezioni per i polsi durante attività sportive ad alto rischio di cadute, come skateboard, pattinaggio e snowboard.
  • Migliorare l'equilibrio: Eseguire esercizi per migliorare l'equilibrio e la coordinazione, soprattutto in età avanzata.
  • Rafforzare le ossa: Assicurarsi di assumere una quantità sufficiente di calcio e vitamina D per mantenere le ossa forti.
  • Rendere l'ambiente domestico sicuro: Eliminare i pericoli di caduta, come tappeti scivolosi e cavi sparsi.
  • Trattare l'osteoporosi: Se si soffre di osteoporosi, seguire le indicazioni del medico per prevenire le fratture.

Alternative alla Radiografia

In alcuni casi, possono essere utilizzate altre tecniche di imaging per valutare un sospetto polso rotto, soprattutto quando la radiografia non fornisce informazioni sufficienti o è controindicata. Queste alternative includono:

  • Tomografia Computerizzata (TAC): Fornisce immagini più dettagliate delle ossa rispetto alla radiografia, utile per valutare fratture complesse o per pianificare interventi chirurgici.
  • Risonanza Magnetica (RM): Utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dei tessuti molli, come legamenti, tendini e nervi, utile per valutare lesioni associate alla frattura.
  • Ecografia: Utilizza onde sonore per creare immagini dei tessuti molli, utile per valutare lesioni ai tendini e ai legamenti.

Considerazioni sull'Accuratezza delle Radiografie

L'accuratezza di una radiografia del polso dipende da diversi fattori, tra cui la qualità dell'apparecchiatura radiografica, l'esperienza del tecnico radiologo e l'interpretazione del medico radiologo. In alcuni casi, piccole fratture o fratture non scomposte possono essere difficili da individuare alla radiografia, richiedendo ulteriori esami diagnostici.

Il Futuro della Diagnostica per Immagini delle Fratture del Polso

La tecnologia di imaging medico è in continua evoluzione, con nuove tecniche e strumenti che vengono sviluppati per migliorare la diagnosi e il trattamento delle fratture del polso. Questi progressi includono:

  • Radiografia digitale: Offre immagini di qualità superiore rispetto alla radiografia tradizionale, con una minore esposizione alle radiazioni.
  • Tomosintesi: Una tecnica di imaging tridimensionale che fornisce immagini più dettagliate delle ossa rispetto alla radiografia tradizionale.
  • Intelligenza artificiale (IA): L'IA viene utilizzata per automatizzare l'analisi delle immagini radiografiche, migliorando l'accuratezza e la velocità della diagnosi.
  • Realtà aumentata (RA): La RA viene utilizzata per guidare gli interventi chirurgici, fornendo ai chirurghi una visualizzazione in tempo reale della struttura ossea.

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