Radiografia dell'Omero Sano: Interpretazione e Protesi di Spalla

Quando un intervento di protesi di spalla diventa necessario? Un intervento di protesi di spalla non è mai obbligatorio. Come spesso succede in ortopedia, eccetto che talvolta per le fratture, esiste una scelta. Sempre.

Due condizioni sono necessarie: la prima condizione necessaria, ma non sufficiente, consiste nell’avere una spalla consumata. Ci sono diversi tipi di consumo, ma per ricorrere alla protesi il consumo deve essere irreparabile.

La seconda condizione è che il consumo limiti fortemente la qualità della vita del soggetto coinvolto. Se una spalla anche distrutta dà pochi problemi meglio rispettarla. Non intendo dire che se ci sono pochi problemi bisogna accontentarsi. Intendo dire che la spalla può essere migliorata con le cure conservative.

Intervento di Protesi di Spalla: Prevenzione e Alternative

Meglio riparare che sostituire. Questo è un motto che vale sempre. Mentre nel ginocchio o peggio nell’anca la protesi è difficile da prevenire dato che le condizioni predisponenti sono scarsamente modificabili, nella spalla è diverso. La principale causa di artrosi della spalla sono le lesioni tendinee croniche. E le lesioni tendinee sono riparabili se prese in tempo. Altrimenti possono in età ancora giovane essere sostituite con un trapianto di tendini dalla schiena. Insomma prevenire è sempre meglio che curare.

Finito con le premesse, superata la possibilità delle cure conservative ed esclusa la possibilità di un transfer muscolo tendineo, un intervento di protesi di spalla può essere necessario. Prima di tutto da una radiografia. La radiografia mostra un restringimento della rima articolare gleno omerale, oppure una risalita della testa omerale. Sono due famiglie diverse di problemi. Una legata principalmente alla forma che per genetica abbiamo della spalla, l’altra generalmente ad una lesione cronica irreparabile della cuffia dei rotatori.

Tipologie di Protesi di Spalla

La tipologia di protesi di spalla è differente a seconda della patologia di cui ogni persona soffre. E per il buon risultato dell’intervento la giusta scelta tra protesi e protesi è il primo passo per il successo. Vediamo insieme cosa significa.

Protesi di Spalla Anatomica

Se il problema è uno scorrimento tra testa dell’omero e glena allora la protesi anatomica è la scelta giusta. A seconda dello stato dell’osso e dell’età del paziente questo impianto ha il vantaggio di essere molto poco invasivo. Può essere eseguito senza stelo in modo da poter essere facilmente sostituito se necessario nel futuro in caso di mobilizzazioni o usura dei tendini.

È più impegnativa la riabilitazione, ma il risultato finale è estremamente naturale come movimento e sensazioni per il paziente.

Protesi di Spalla Inversa

Al contrario, se la testa omerale è risalita per l’assenza della cuffia dei rotatori, una protesi di spalla anatomica non può essere impiantata. Esiste dunque il modo di cambiare l’anatomia invertendola. Questo consente di avere una spalla stabile da subito senza la necessità della cuffia dei rotatori.

La riabilitazione è molto più semplice, mentre il risultato finale pur essendo apprezzato dalla popolazione specialmente negli anziani, non è del tutto naturale. Le nuove protesi stanno comunque progressivamente migliorando il feeling ed il design conferito da questa protesi di spalla.

Protesi Inversa di Spalla: Cosa Succede Dopo l'Intervento?

Dopo la chirurgia avrete da portare un tutore. Se siete stati operati per una protesi di spalla le limitazioni non saranno tanto maggiori rispetto a quello che facevate prima. Infatti una spalla dolorosa e disfunzionale che deve essere operata non viene più utilizzata normalmente da anni. Spesso i pazienti sono già abituati a farne a meno in tante circostanze. Pertanto una limitazione nelle prime 4-5 settimane dopo l’intervento non è grande cosa.

Tutore Post-Operatorio

Il tutore più comodo è quello in abduzione a 15° per la spalla. In realtà non è la protesi inversa di spalla ad avere bisogno di essere immobilizzata. Più che altro si tratta di fare guarire il tendine sottoscapolare che viene distaccato per l’impianto e dopo viene nuovamente riparato all’osso.

Sarà possibile rimuovere il tutore per l’igiene personale, mettersi e togliersi i vestiti, e mangiare. Sarà inoltre necessario eseguire semplici esercizi autogestiti per mobilizzare il braccio da sdraiati oltre che sgranchirsi mano polso e gomito per non tenerli completamente immobilizzati.

Rimozione Punti e Tempi di Recupero

I punti si levano a circa 3 settimane dall’intervento. Generalmente lo fa il medico fisiatra del nostro reparto oppure il medico di famiglia. In questo momento si controlla anche che gli esercizi siano svolti correttamente e che il tutore venga portato nella maniera giusta.

Il recupero dopo protesi inversa di spalla è relativamente rapido. Si tratta di un recupero progressivo ma semplice. Alla rimozione del tutore tutte le piccole cose delle attività quotidiane vengono eseguite liberamente. Tra il 2 e 3 mese dall’intervento si recupera anche la forza per le cose più pesanti. Il recupero completo si raggiunge a circa 6 mesi dall’intervento.

Limitazioni Post-Impianto

Ci sono le normali limitazioni della protesi. Lo sport ad alto impatto e le attività manuali pesanti sono sconsigliate da eseguire in maniera sistematica. Il resto delle altre attività sono libere. Le eccessive escursioni di movimento sono da evitare per un modesto ma reale rischio di lussazione.

Se anche il lato opposto è malato dopo un periodo di 4-6 mesi si può eseguire anche l’intervento controlaterale.

Centri di Eccellenza per la Chirurgia della Spalla

Quando si soffre per un problema di salute la prima domanda che nasce è: dove posso farmi curare? Orientarsi non è semplice. In un paese come il nostro quando si parla di chirurgia della spalla i centri di eccellenza sono molti e può essere difficile fare una scelta tra le diverse strutture d’Italia. Proviamo a vedere quali criteri possono aiutare nel reperire il posto giusto per operarsi.

Passaparola e Impegno Scientifico

Come per un buon ristorante, il passaparola è un metodo efficace e spesso naturalmente seguito per scegliere dove curarsi. Un amico che si è già operato può suggerirci un’esperienza particolarmente positiva che può trascinarci verso un professionista e portarci a selezionare determinati centri di eccellenza per la chirurgia della spalla. Condividere le informazioni può aiutare altre persone a stare bene.

Un secondo criterio non meno importante del primo è chiedersi se il professionista a cui ci si affida sia attivo nell’insegnamento e nella ricerca scientifica. I migliori chirurghi della spalla in Italia hanno a cuore la formazione su tutti i livelli: verso i colleghi, verso i fisioterapisti, verso i giovani e verso i pazienti.

Ricerca e Valutazioni Oggettive

Esistono on-line siti di comparazione tra le diverse strutture ospedaliere pubbliche e private che sulla base dei dati forniti dal sistema sanitario nazionale nel Programma Nazionale Esiti cercano di filtrare le strutture che per volume di casi trattati sono ritenute valide per una determinata patologia.

L’esperienza coltivata in questi anni è a disposizione dei pazienti anche in Lombardia dove, come Ortopedico della Spalla alla Casa di Cura Privata del Policlinico di Milano, il dottor Lorenzo Castellani ha trasferito tutta la competenza dimostrata in Toscana. Questo nell’ottica di porsi a livello dello standard elevato della città che vanta la presenza dei migliori chirurghi della spalla in Italia. La chirurgia della spalla a Milano è l’eccellenza di Italia ospitando un gran numero di specialisti dedicati alle patologie dell’arto superiore e all’artroscopia dello sportivo.

Mantenere l'Eccellenza

Nella chirurgia della spalla l’eccellenza va mantenuta: lo sforzo degli specialisti è quotidiano e costituisce uno stimolo fondamentale per la nostra attività da ora e per sempre nel futuro. Nella chirurgia della spalla i centri di eccellenza li costruiamo ogni giorno, con i nostri pazienti. Dando fiducia. Umanità. Progresso tecnologico.

La Protesi di Spalla Anatomica Come Prima Scelta

La protesi di spalla è un intervento che può rendersi necessario di fronte ad un consumo dell’articolazione di grado avanzato che provochi un grave disturbo nelle attività di tutti i giorni. Negli anni i risultati di questo intervento si sono mostrati sempre più affidabili, consentendo a molte persone di tornare a condurre una vita normale.

Indicazioni: Anatomica o Inversa

Ogni volta che i tendini siano irreparabilmente danneggiati è consigliato l’impianto della protesi inversa, mentre quando i tendini sono normali la scelta cade su un impianto anatomico. Il risultato in termini di recupero del movimento più simile possibile a quello normale, la protesi anatomica è di gran lunga superiore alla protesi inversa.

Fattori Collaterali e Risultati a Distanza

Alcuni fattori collaterali hanno però portato molti chirurghi a scegliere un impianto non anatomico anche quando i tendini della cuffia dei rotatori sono presenti in considerazione di due fattori: la facilità del recupero post-operatorio nelle protesi inverse e la paura che una cuffia intatta in un paziente anziano possa non essere funzionale. Si aggiungono anche dei dati molto incoraggianti sulla sopravvivenza dell’impianto inverso di epoca moderna.

Il Paziente Ideale per la Protesi Anatomica

I criteri di selezione sono noti e non vanno abbandonati. Le artrosi concentriche che abbiano un consumo dell’articolazione senza risalita della testa omerale sono l’obiettivo. L’indagine TAC è essenziale per valutare la possibilità dell’impianto. L’analisi TAC permette in previsione di un impianto protesico di valutare parametri fondamentali: confermare l’integrità della cuffia valutando l’atrofia grassa dei ventri muscolari della cuffia dei rotatori, e valutare il tipo di usura ossea per correggere ove possibile inclinazione e versione della glena.

Il Posizionamento della Glena

Il punto cruciale per la sopravvivenza dell’impianto diventa dunque il corretto posizionamento della superficie glenoidea. La ricerca ci viene incontro dunque con impianti sempre più evoluti che diventano osteointegranti, permettono di correggere deficit di orientamento e permettono di ospitare innesti di osso dove necessario per colmare difetti altrimenti incolmabili con la tecnica di preparazione.

Messaggio Finale per i Pazienti

La protesi di spalla non è una sola. Esistono differenti tipologie e differenti tecniche per adattare la chirurgia alle necessità del paziente. E’ fondamentale sviscerare il problema prima di operarsi per capire veramente quale sia la scelta ottimale. In particolare bisogna chiedersi se i propri tendini della cuffia dei rotatori siano integri oppure no. Già dalla radiografia ci può essere un’idea per il tipo di consumo. L’esame TAC diventa poi fondamentale per chiarire lo stato dei muscoli della cuffia dei rotatori. Il passaggio successivo è la stima dei difetti ossei. Dove ci sia un difetto osseo correggibile bisogna prepararsi ad affrontarlo. Difetti ossei maggiori potranno invece far propendere per impianti differenti.

La radiografia, in genere richiesta per altri motivi, permette di sospettare la presenza di osteoporosi qualora nel referto sia riportata la dicitura “segni di osteopenia”. In questo caso, nella lastra l’immagine dell’osso risulta meno bianca, e quindi meno densa.

Per la diagnosi di frattura prossimale dell’omero o per la scelta della tipologia di intervento chirurgico da utilizzare, è di fondamentale importanza l’utilizzo di esami strumentali.

  • Radiografie: le RX, effettuate in diverse proiezioni, permettono di osservare la frattura in questione.
  • TAC: è di grande utilità nelle fratture particolarmente comminute, in quanto consente di osservare approfonditamente i vari frammenti e può fornire informazioni aggiuntive sia per la classificazione della frattura che per la pianificazione dell’operazione chirurgica.

L'esame non è invasivo ma la macchina può essere rumorosa durante l'acquisizione delle immagini. Le persone che soffrono di claustrofobia potrebbero non sopportare l'esame, esistono RMN "aperte" (artroscan) un pò meno sofisticate e precise ma che permettono lo studio articolare a coloro i quali hanno difficoltà ad eseguire l'esame con apparecchi "chiusi".

Proprio grazie al fatto che questa macchina non viene considerata nociva talvolta se ne fa un uso improprio ed eccessivo gravando non poco sui costi sociali essendo un'indagine molto onerosa, per questo motivo dovrebbe essere prescritta sempre come risultato di una stretta collaborazione tra il proprio Medico di Medicina Generale ed uno specialista del settore.

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