Radiografia: Definizione Medica, Funzionamento e Applicazioni

La radiografia è uno degli strumenti diagnostici più utilizzati al mondo, grazie alla sua capacità di fornire immagini dettagliate delle strutture interne del corpo umano in modo rapido, non invasivo e indolore. Quando si parla di radiografia ci si riferisce a una tecnica diagnostica per immagini basata sull’utilizzo dei raggi X, una forma di radiazione elettromagnetica capace di attraversare i tessuti e di imprimere un’immagine su una pellicola o su un sensore digitale.

Come Funziona la Radiografia?

I raggi X sono radiazioni ionizzanti che si comportano come fasci di luce che, attraversando il corpo umano, vengono assorbiti in modo differente a seconda della densità dei tessuti attraversati. L´immagine della radiografia a raggi X è in negativo, per cui le parti del corpo più dense, come le ossa, appaiono chiare, mentre i tessuti molli appaiono grigi e gli organi, invece, scuri.

L’assorbimento dei raggi varia in base alla densità del tessuto: le strutture più dure, come le ossa, appaiono bianche, mentre quelle più morbide, come muscoli e organi, assumono tonalità grigie o nere. Se un fascio di raggi (raggi X) attraversa un oggetto esso sarà assorbito in misura proporzionale alla densità delle strutture incontrate. Nel caso specifico, l’osso assorbe molti fotoni, i muscoli e la pelle pochi, l’aria quasi nessuno. La pellicola su cui arrivano i raggi sarà “annerita” in maniera proporzionale alle radiazioni che la raggiungono: l’osso risulterà in bianco, i tessuti molli in grigio medio, l’aria in scuro o in nero.

La radiografia, nella sua forma standard, deve essere eseguita in determinati modi, che devono rimanere sempre costanti: tra questi il più importante è la distanza tra la sorgente raggi X e la pellicola radiografica (posta a contatto con la cute del soggetto) che deve essere sempre uguale a 150 cm.

Quando è Necessaria una Radiografia?

Un’indagine ai raggi X viene prescritta in molteplici situazioni. La Radiografia a Raggi X è un esame indolore e non invasivo che viene utilizzato per lo studio di:

  • patologie osteoarticolari degenerative (artrosi);
  • patologie osteoarticolari traumatiche (fratture);
  • malattie a carico della colonna vertebrale (spondilolistesi, spondiloartrosi, scoliosi);
  • dismetria degli arti inferiori;
  • calcolo dell´età ossea;
  • diagnosi di patologie polmonari (polmoniti, versamenti pleurici e lesioni tumorali);
  • studio dell´addome (calcoli renali, occlusioni e perforazioni intestinali).

Può essere consigliata dal medico specialista per indagare e monitorare l’evoluzione di alcune patologie in molte aree corporee, in seguito alla visita in gastroenterologia, neurochirurgia, neurologia, oncologia, ortopedia, reumatologia e in altre casistiche. Per quanto riguarda l’apparato scheletrico è possibile effettuare la radiografia della spalla, della colonna e del bacino, dell’anca, del cranio, della mano, del polso, del ginocchio o del piede, solo per citare le più comuni.

Radiologia Digitale: Quali Vantaggi?

Fino a qualche tempo fa l´immagine radiografica veniva impressa su una pellicola fotografica, comunemente detta “lastra” che, dopo essere stata valutata e refertata, veniva consegnata al paziente. La moderna tecnologia ha portato in seguito allo sviluppo della Radiologia Digitale, per cui non viene più effettuata la stampa dell´immagine ma questa può essere visionata, refertata e archiviata digitalmente. Tra i diversi vantaggi, la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione permette una migliore qualità e definizione dell´immagine con una ridotta dose radiogena per il paziente.

Radiografia "Sotto Carico"

La radiografia “sotto carico” riguarda lo studio di alcuni segmenti scheletrici eseguito con il paziente in posizione eretta. Con il macchinario è possibile effettuare l´esame degli arti inferiori, del bacino e della colonna in toto sotto carico. Questa tipologia di esami viene richiesta per valutare il segmento scheletrico non a riposo ma, appunto, sottoposto al carico fisiologico in posizione eretta. In questo modo è possibile rilevare eventuali anomalie altrimenti non individuabili ed effettuare particolari misurazioni (angolo di scoliosi, angolo plantare in caso di piede piatto o cavo).

Preparazione e Precauzioni

L´esame viene effettuato in pochi minuti e non è necessaria alcuna preparazione né essere a digiuno, salvo particolari casi che saranno indicati dal medico prescrittore. Al momento dell'esame non devono essere presenti oggetti metallici nell´area di scansione: orecchini, catenine, piercing labiali o linguali, reggiseno con ferretto, cinture e bottoni metallici.

Per quanto con la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione l´esposizione alle radiazioni ionizzanti sia molto bassa, l´esame non deve essere effettuato se si è in stato di gravidanza certo o presunto. Le donne in gravidanza devono comunicare il proprio stato al personale sanitario, in quanto le radiazioni potrebbero interferire con lo sviluppo del feto, soprattutto nei primi mesi. Tutte le pazienti in età fertile vengono “esaminate” come se fossero potenzialmente in gravidanza. Se scoprite di essere in stato di gravidanza qualche giorno dopo esservi sottoposte ad un esame radiologico (o radiografia) fate presente il vostro caso in radiologia.

Radiografia vs. Risonanza Magnetica

Spesso si fa confusione tra i vari esami diagnostici. La principale differenza tra le due tipologie di esami (Radiografia e Risonanza Magnetica) riguarda la diversa metodica utilizzata. La Radiografia si basa, infatti, sull´uso delle radiazioni ionizzanti, i Raggi X, mentre la Risonanza Magnetica sfrutta campi elettromagnetici, non nocivi per gli esseri viventi. La risonanza magnetica, invece, non impiega radiazioni ionizzanti, ma onde radio e campi magnetici.

La Risonanza Magnetica viene richiesta prevalentemente per lo studio dei tessuti molli quali tendini, muscoli, legamenti e cartilagini oltre che per la valutazione dell´osso, in quanto permette di rilevare la presenza di edema, segno di fratture e/o di infiammazioni o tumori ossei.

Statistiche sull'Utilizzo della Radiografia

Secondo i dati del Ministero della Salute, in Italia si effettuano ogni anno circa 45 milioni di esami radiologici, di cui oltre 30 milioni sono radiografie tradizionali. A livello globale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che più del 70% delle diagnosi mediche richieda almeno una radiografia nel percorso diagnostico-terapeutico.

La Scoperta dei Raggi X

Spetta a W. C. Röntgen la scoperta, nel 1895, dei raggi X, chiamati anche in suo onore raggi di Röntgen, e la dimostrazione delle loro principali proprietà utilizzabili ai fini della visualizzazione dello scheletro e del torace. Il successivo perfezionamento delle apparecchiature atte alla produzione e all’utilizzazione di queste radiazioni e l’adozione di mezzi di contrasto capaci, una volta introdotti nel corpo umano, di differenziare ai raggi X organi e apparati, hanno permesso di visualizzare e studiare nel vivente praticamente tutti i sistemi anatomici in condizioni normali e patologiche.

Sin dal suo primo utilizzo nel 1896 la Radiografia a Raggi X ha rappresentato una fondamentale innovazione nel campo della Diagnostica Medica, permettendo di scrutare l´interno del nostro corpo.

Tecnicamente il referto radiografico si ottiene impressionando una pellicola fotografica tramite raggi X. Ciò permette di visualizzare in negativo tutte le formazioni che, in qualche modo, bloccano o riducono il passaggio dei raggi.

Radiologia Interventistica

Branca della radiologia che realizza procedure terapeutiche attraverso l’impiego di tecniche e metodiche radiologiche. Eterogenei sono i campi di applicazione e le tecniche della r. interventistica, le quali sono tutte accomunate dall’utilizzo, nel corso della procedura, di sistemi diversi di imaging come mezzo per la visualizzazione degli organi o apparati da trattare e della strumentazione necessaria (cateteri, guide, protesi, ecc.) per i quali è necessario l’uso di traccianti radioattivi. In ambito vascolare si applica con lo scopo sia di ridurre (cosiddetta embolizzazione terapeutica) sia di aumentare (angioplastica percutanea, trombolisi intrarteriosa) il flusso ematico in un determinato distretto.

Per entrambi questi scopi si attua un cateterismo selettivo del vaso interessato e, per produrre embolie localizzate o indurre la lisi di trombi, vengono introdotte opportune sostanze radioattive. Nel caso dell’angioplastica, invece, viene introdotto un catetere alla cui estremità è situato un palloncino che, posizionato sulla sede della lesione, viene gonfiato al fine di dilatare il vaso stenotico. Inoltre, è possibile effettuare, per via percutanea, drenaggi biliari di ascessi, delle vie urinarie, rimozione di calcoli biliari, resezione della prostata per via endoscopica.

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