Colonscopia con Sedazione: Durata, Procedura e Preparazione

La colonscopia è un esame endoscopico con cui è possibile osservare la superficie interna del colon e del retto. In breve, la colonscopia è una procedura utilizzata per cercare dei cambiamenti insoliti all’interno del colon e del retto, come tessuti gonfi, irritati e polipi. Si utilizza per la diagnosi di malattie infiammatorie croniche, diverticoli, polipi e tumori intestinali maligni.

La colonscopia è importante per la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto, il secondo tumore più frequentemente diagnosticato nella popolazione italiana. Solitamente si effettua in seguito a esito positivo per sangue occulto nelle feci, un esame previsto nei programmi di screening regionali per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, offerto gratuitamente alla popolazione fra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni fino a 74 anni).

In breve, una visita con colonscopia prevede l’inserimento di un tubo flessibile nel retto del paziente. Quindi, una piccola camera, inserita in cima al tubo, permette di prendere visione dell’interno del colon. Inoltre, nel corso della durata dell’esame della colonscopia è possibile anche rimuovere i piccoli polipi e gli altri tessuti anomali.

Perché fare la colonscopia?

In generale, il medico può raccomandare esami come la colonscopia per i seguenti motivi:

  • Indagare sui sintomi intestinali poco chiari: per comprendere le cause di sanguinamento rettale, diarrea cronica e altri problemi.
  • Eseguire uno screening per il cancro al colon: ogni dieci anni viene raccomandata una colonscopia per ridurre il rischio di tumore.
  • Cercare altri polipi: un esame di colonscopia può rilevare polipi aggiuntivi e rimuoverli.
  • Trattare un problema: a volte la colonscopia può essere eseguita a fini terapeutici.

Tipi di Colonscopia

A seconda della porzione di intestino che si esamina, si parla di:

  • Rettosigmoidoscopia: se vengono visualizzati solo gli ultimi 20-30 centimetri circa del tratto digestivo, costituiti dal retto e dalla parte finale del colon, chiamata sigma. In alcune regioni italiane la rettosigmoidoscopia è utilizzata come test di screening per i tumori del colon-retto, poiché quasi due terzi di questi si sviluppano nel retto e nell'ultima parte del colon.
  • Pancolonscopia o, più brevemente, colonscopia: se lo strumento viene fatto risalire fino a raggiungere l'ultimo tratto dell'intestino tenue.

Come si esegue la colonscopia

La colonscopia è una procedura endoscopica invasiva che la maggior parte delle persone teme perché può essere dolorosa e mettere a disagio. Per questo in genere si ricorre a una sedazione moderata (sedazione cosciente) con farmaci sedativi, ipnotici e antidolorifici, somministrati per via endovenosa, per favorire il rilassamento e ridurre fastidio e dolore. Solo in casi particolari si ricorre a una sedazione profonda, che addormenta completamente la persona.

Durante l’esecuzione dell’esame, il paziente è sdraiato sul fianco sinistro, con le cosce flesse sul bacino e le ginocchia piegate, in posizione fetale. Per garantire una migliore visualizzazione della mucosa, viene insufflata anidride carbonica attraverso il colonscopio, in modo da distendere le pareti intestinali. Il medico esamina le immagini trasmesse dalla microcamera e, se vede una lesione sospetta che potrebbe per esempio essere sintomo di una malattia infiammatoria o tumorale, con apposite pinze introdotte attraverso il colonscopio può prelevare alcuni frammenti di tessuto (biopsia) da sottoporre a esame istologico. Durante l'indagine si possono anche asportare direttamente eventuali polipi (polipectomia).

Nel corso della durata di una colonscopia, probabilmente riceverai un piccola sedazione o un’anestesia. Poi, sdraiato di fianco su un lettino, il medico inserirà un colonscopio nel retto. Questo tubo per la colonscopia è abbastanza lungo e consente di pompare aria, acqua, anidride carbonica, che consentono una visione migliore dell’interno del colon.

In genere, quando lo strumento per la colonscopia viene spostato, allora potresti sentire dei crampi e lo stimolo di evacuare. Inoltre, il colonscopio contiene anche una piccola telecamera sulla punta, che invia immagini all’esterno in modo da facilitare lo studio dell’interno del colon.

Quanto dura una colonscopia?

Di solito, una colonscopia non è un esame lungo e dura tra i trenta e i sessanta minuti. Ma per quanto riguarda la colonscopia, i tempi dell’esame non sono superiori a un’ora. La durata della colonscopia dipende dalla lunghezza dell’intestino esplorato e dall’eventuale necessità di fare biopsie e asportare polipi. Una semplice rettosigmoidoscopia può durare da 5 a 15 minuti, nel caso ci siano polipi da togliere; per effettuare una pancolonscopia ci vuole più tempo, da 20 fino a 45 minuti.

Colonscopia fa male?

In realtà no, la colonscopia non è dolorosa. Tuttavia, raramente, la colonscopia è un esame che comporta qualche rischio.

Possibili Complicazioni

Alcune delle possibili e sporadiche complicazioni della colonscopia diagnostica sono:

  • Reazioni al sedativo utilizzato nel corso dell’esame.
  • Sanguinamento dal sito da cui è stato prelevato un campione di tessuto.
  • Lacerazione del colon.

Colonscopia: Preparazione

Prima di una colonscopia rettale, dovrai svuotare il colon. Infatti, qualsiasi residuo potrebbe rendere complicata la visione del colon e del retto durante la durata della colonscopia. Quindi, per svuotare il colon, il tuo Medico potrebbe chiederti di:

  • Seguire una dieta speciale.
  • Prendere dei lassativi.
  • Regolare i tuoi farmaci (anche interromperli se necessario).

Sì, la preparazione alla colonscopia è fondamentale per la qualità dell’esame. È anche uno degli aspetti più fastidiosi dell’indagine, perché richiede l’assunzione di un lassativo in modo da pulire completamente l’intestino. Al momento della prenotazione, ogni centro consegnerà un foglio con precise istruzioni al riguardo.

È bene leggerle già al momento della prenotazione, annotando sul calendario la data in cui cominciare la preparazione all’esame, e seguirle scrupolosamente per non dover ripetere la procedura una seconda volta, nel caso la parete dell’intestino non sia sufficientemente libera per essere ben esaminata.

Alimentazione Pre-Colonscopia

Per quanto riguarda l’alimentazione, generalmente le restrizioni riguardano i 2 o 3 giorni prima dell’esame, in cui ci si deve astenere da tutti gli alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, pasta e cereali integrali. È possibile, invece, mangiare uova, carne, pesce, brodo, spremute, succhi di frutta, passate, omogeneizzati e, in piccole quantità, pasta e pane di farina raffinata. Di solito, dal giorno o dalla sera prima dell’esame occorre attenersi a una dieta totalmente liquida: si potranno quindi assumere solo brodo di dado (non vegetale), acqua, camomilla, tisane, succhi di frutta senza polpa, bevande analcoliche, caffè o tè senza latte, eventualmente con zucchero o miele. Modalità e orari relativi all’assunzione del lassativo possono cambiare se l’appuntamento è al mattino o al pomeriggio.

Le donne in gravidanza o che allattano, le persone allergiche, diabetiche o con grave insufficienza renale, cardiaca o respiratoria devono segnalarlo all’atto della prenotazione, così che venga loro prescritto un lassativo idoneo.

Dopo la colonscopia

Terminato l’esame di colon rettoscopia, ci metterai un’ora per iniziare a riprenderti dal sedativo. Infatti, avrai bisogno di qualcuno che ti porti a casa, perché ci vuole un giorno per recuperare totalmente le forze. Le ore successive all’esame potresti sentirti gonfio e avere gas. Inoltre, nel corso della tua prima evacuazione dopo una coloscopia rettale, potresti notare del sangue. Ma non devi temere. Infatti, raramente è un motivo di allarme. Ma se continui ad avere delle feci rosse consulta subito il tuo medico.

Sì, il paziente deve farsi accompagnare in clinica e non guidare la macchina per tornare a casa, considerando che l’azione sedativa dei farmaci somministrati prima della colonscopia potrebbe rallentare i riflessi.

Di solito, in seguito alla sedazione, si viene invitati a restare in clinica per una trentina di minuti, in attesa di recuperare la piena lucidità. Una volta riaccompagnati a casa, è bene restare a riposo tutto il giorno. Per 24 ore non si può guidare né praticare altre attività che richiedano attenzione e riflessi pronti, né maneggiare attrezzi pericolosi o assumere bevande alcoliche. Già nel giorno in cui si è stati sottoposti all'esame si può riprendere a mangiare normalmente, cominciando con cibi leggeri.

Risultati di una colonscopia

Dopo qualche tempo, il tuo Dottore avrà i risultati della colonscopia. Se non verranno registrate anomalie nel colon, allora la colonscopia ha registrato dei risultati negativi. Al contrario, l’esito dell’esame sarà positivo.

Nel primo caso, il Medico potrà sottoporti a un’altra colonscopia all’intestino dopo 10 o 7 anni, a seconda delle tue condizioni di salute. Inoltre, c’è anche la possibilità che tu debba rifare l’esame, se c’erano feci che hanno impedito una visione corretta dello stato di salute del colon.

Invece, nel secondo caso, allora vuol dire che il Dottore ha trovato dei polipi. La maggior parte dei polipi non è cancerogena.

Alternative alla colonscopia tradizionale

Colonscopia virtuale

A differenza della colonscopia “classica”, quella virtuale non è invasiva e quindi non richiede l’introduzione di una sonda endoscopica. Consiste in una TC (tomografia computerizzata) a bassa dose di radiazioni che permette di ottenere immagini tridimensionali dell’intestino. Pur essendo un esame attendibile, non permette di rilevare polipi di dimensioni inferiori ai 5 millimetri, né lesioni piatte. Inoltre, con questo tipo di esame non si possono asportare immediatamente i polipi eventualmente rilevati, né effettuare prelievi utili a una biopsia, operazioni possibili solo con la normale colonscopia.

Enteroscopia con videocapsula

L’enteroscopia con videocapsula (VCE) non è un’alternativa alla colonscopia, né alla gastroscopia. Permette di visualizzare l’intestino tenue ed è utile in particolare per la diagnosi della malattia di Crohn, dei tumori dell’intestino tenue o di anomalie vascolari che possono essere causa di anemia.Per effettuare l'esame viene fatta ingoiare al paziente una videocapsula monouso dotata di una microtelecamera, della dimensione di una compressa, in modo che trasmetta le immagini raccolte mentre transita attraverso l’apparato digerente.

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