Lo stress potrebbe essere un fattore di rischio indipendente e incidere in maniera significativa sullo sviluppo del diabete. Nel diabete tipo 2, i fattori di rischio modificabili attraverso cambiamenti dello stile di vita o mediante assunzione di farmaci (come ad esempio la pressione arteriosa o le abitudini alimentari) possono contribuire fino al 60% allo sviluppo della malattia. La quale, nonostante l’attuazione di interventi specifici, continua a diffondersi.
Attraverso la compilazione di questionari, i ricercatori hanno valutato circa 13.000 donne australiane di mezza età nel corso di 12 anni. Lo stress percepito è così risultato un forte fattore di rischio per il diabete tipo 2. Per contro, solo una piccola porzione dell’effetto dello stress sul rischio di diabete (cioè <20%) è risultato agire mediante i cosiddetti fattori di rischio tradizionali, in particolare ipertensione, indice di massa corporea e scarsa o nulla attività fisica. E anche il fumo di sigaretta e la dieta non sembrano aver influenzato in maniera indiretta lo sviluppo della malattia.
Come lo Stress Influisce sulla Glicemia
Lo stress che può essere sia fisico sia mentale aumenta la concentrazione di glucosio nel circolo sanguigno poiché aumenta il cortisolo e questo rende meno sensibili i tessuti all’insulina. In realtà, anche dei bruschi cambiamenti positivi durante il giorno (per esempio una promozione al lavoro) possono aumentare improvvisamente la glicemia. Quindi è fondamentale la gestione dello stress.
Il cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, è l’ormone simbolo dello stress: nei momenti di maggior tensione determina l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, mettendo a disposizione l’energia di cui il corpo ha bisogno. Insieme al cortisolo vengono poi liberate adrenalina e noradrenalina (catecolamine); la combinazione di questi tre elementi aumenta la pressione sanguigna per migliorare le prestazioni fisiche e la prontezza.
Un team di ricercatori dell'Ohio State University, studiando i dati di un importante studio Usa sull’aterosclerosi nella popolazione, ossia il Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis (MESA), si sono concentrati sui livelli di glicemia e di cortisolo per un periodo di sei anni. I soggetti esaminati erano un gruppo con glicemia normale, uno con alterata glicemia a digiuno (detto comunemente pre-diabete, una condizione nella quale la glicemia supere le soglie dei valori normali ma non raggiunge quelli del diabete), e un terzo gruppo costituito da diabetici. E hanno scoperto che, attraverso gli anni, gli aumenti di cortisolo erano in relazione diretta con un aumento dei valori glicemici, specie nelle presone diabetiche. se nelle persone sane (ma non stressate) il cortisolo calava tantissimo di notte, nei soggetti diabetici ciò non accadeva e la curva dei livelli di cortisolo diventava più piatta.
Il Ciclo dello Stress
Lo stress è una condizione ciclica, il cui corso si può dividere in tre fasi:
- Allerta: l’organismo appronta le risorse necessarie ad affrontare la situazione stressante.
- Resistenza: periodo in cui si prolunga lo stress. L’organismo raziona in maniera efficiente le risorse a disposizione, rilasciando l’energia accumulata sotto forma di grasso grazie all’azione del cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, che in questa fase rimane a livelli costantemente alti. Ciò causa quindi una perdita di peso. A mano a mano che le risorse si esauriscono però, si prospetta una condizione di stress cronico.
- Esaurimento: le ghiandole surrenali non riescono più a secernere la quantità richiesta di cortisolo, il cui livello si abbassa fino appunto all’esaurimento. È un fatto naturale che si verifica quando la situazione di stress diventa insopportabile, cui segue uno stato di malessere fisico e psichico.
Stanchissimo al mattino e attivo di sera?
Il livello di cortisolo prodotto varia, descrivendo una curva, durante tutto l’arco della giornata e l’energia di cui disponiamo si modifica proprio seguendone l’andamento. Il picco maggiore si verifica nel momento che precede il risveglio, per fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno per affrontare la giornata.
Lo stress incide su questa curva, facendo in modo che il livello di cortisolo resti alto anche alla fine della giornata. Ciò consente di lavorare fino a notte fonda, ma ostacola il sonno e a lungo andare modifica il ritmo sonno-veglia: al mattino ci si sente stanchi perché i livelli di cortisolo sono bassi, ma aumentano nell’arco della giornata fino a raggiungere picchi eccessivi di sera.
In caso di stress cronico, chi ha i livelli di cortisolo alti alla sera corre maggiori rischi di sviluppare forme di arteriosclerosi legate all’ipertensione, che aumentano a loro volta il rischio cardiovascolare. Inoltre un eccesso cronico di cortisolo debilita il sistema immunitario e può favorire patologie come l’osteoporosi.
Fattori che Influenzano la Glicemia
I livelli di glicemia possono essere influenzati da quasi tutto ciò che avviene nel nostro organismo. Oltre agli alimenti e soprattutto al loro contenuto in carboidrati o zuccheri anche altri fattori influiscono in modo variabile sui valori della glicemia nell’arco della giornata.
Gli zuccheri semplici (come quello che si usa in cucina) aumenta rapidamente la glicemia perché è subito disponibile mentre gli zuccheri complessi (presenti nella pasta, nei cereali, nel pane etc) determinano un incremento glicemico più lento perché le catene di zuccheri devono essere scisse prima di poter essere utilizzate.
La vita sedentaria o la riduzione dell’ attività fisica abituale (per esempio d’inverno o nelle giornate di pioggia o di vento o durante i giorni di festa) favoriscono un aumento della glicemia. Le malattie tendono ad aumentare i livelli di zucchero nel sangue.
Lo stress ha un effetto che può essere variabile: nella maggior parte dei casi tende ad alzare il livello della glicemia, in quanto si riduce la sensibilità all’insulina ma in alcune persone può fare aumentare il rischio di ipoglicemia. Non esistono al momento studi autorevoli che abbiamo chiarito in modo definitivo il ruolo degli ormoni dello stress nelle persone diabetiche.
| FATTORE | EFFETTO |
|---|---|
| Cibi contenenti carboidrati | ↑ Aumentano la glicemia, in rapporto al tipo e alla quantità di carboidrati contenuti |
| Esercizio fisico | ↓ Abbassa la glicemia, favorisce un utilizzo ottimale dell’insulina, consentendo un maggiore consumo di energia |
| Farmaci ipoglicemizzanti | ↓ Riducono i livelli di glicemia |
| Stress | ↑ Si pensa che tenda ad aumentare la glicemia, ma non ci sono prove scientifiche certe |
| Malattie | ↑ Tendono, spesso, ad aumentare la glicemia |
Lo sport e l’esercizio fisico aiutano a ridurre la glicemia grazie al maggior consumo di energia che inducono e che favoriscono un utilizzo ottimale dell’insulina. Proprio per questo il primo trattamento del diabete di tipo 2 prevede le sole modifiche della dieta associate ad una regolare attività fisica: non si parla di sport estremi ma di un’attività moderata ma da praticare in modo costante.
Come Combattere lo Stress e Gestire la Glicemia
Lo stress negativo oggi fa parte della nostra quotidianità, e spesso è legato a situazioni (magari lavorative) non modificabili. Quindi è fondamentale la gestione dello stress.
Esistono alcuni accorgimenti che possono essere messi in atto per far fronte a cambiamenti improvvisi e tenere «sotto controllo» gli ormoni: fare 10 respiri profondi per rallentare sia il respiro sia il battito cardiaco, intraprendere una passeggiata anche di pochi minuti.
Prima di tutto è opportuno calmarsi e ragionare. Quindi, controllare con maggior frequenza i livelli glicemici, per verificare fino a che punto lo stress ha influito sul metabolismo.
Se accusate lo stress in modo eccessivo, potete confidarvi con i familiari e gli amici: vi aiuteranno a comprendere che anche altri hanno lo stesso tipo di reazione emotiva e vi permetteranno, con la loro esperienza, di affrontare meglio il problema.
Importante, comunque sia, è cercare di ridurre la tensione cui siete sottoposti: andate al cinema, leggete un buon libro, in altre parole, distraetevi.
Provate ad esempio, ad allentare la tensione muscolare, mettendo volontariamente in tensione un muscolo o un gruppo di muscoli per qualche secondo, poi allentandolo di colpo. Cominciate dai piedi e risalite progressivamente lungo le gambe, fino al torso, al collo, alla testa. Quando rilassate un muscolo, focalizzate mentalmente la vostra attenzione sulla sensazione di rilassamento e la avvertirete chiaramente.
Altrimenti provate la tecnica della meditazione: si può fare ripetendo costantemente una parola o un suono, fissando intensamente un oggetto, oppure focalizzando l’attenzione sul ritmo della respirazione, oppure ascoltando musica. Si può praticare semplicemente da casa, sedendosi comodamente e ispirando lentamente e profondamente attraverso il naso ed espirando poi dalla bocca.
Infine, è molto importante fare dell’esercizio fisico che aiuti a rilassare i muscoli spesso contratti dallo stress. Questo contribuisce a ridurre il livello di glucosio nel sangue, oltre a migliorare il tono psichico.
Il sollievo dallo stress? Siamo tutti diversi e ciascuno di noi sa cosa può fargli bene e distrarlo dalle preoccupazioni. Certamente una costante attività fisica, anche se leggera, è sempre d’aiuto. Ma anche pratiche fisiche come quelle orientali, dal tai chi al ki gong o allo yoga risultano efficaci per molti. Oppure riprendere i propri hobby abbandonati. Insomma, l’importante è abbassare i livelli di stress e vivere un po’ più sereni.
Alimentazione e Glicemia
La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione.
Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati.
Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione).
Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue.
Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia.
Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue.
Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.
Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.
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