Che cos'è la biopsia della prostata?
La biopsia prostatica consiste nel prelievo di campioni di tessuto della ghiandola che vengono analizzati al microscopio per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali.
La biopsia prostatica è una manovra invasiva non esente da rischi e viene eseguita utilizzando la guida ecografica.
Come viene eseguita la biopsia prostatica?
La biopsia può essere effettuata per via transrettale o transperineale, aiutandosi con l’ecografia per visualizzare la ghiandola prostatica.
- Nella biopsia transrettale (che è la più diffusa), il prelievo di campioni dalla prostata viene effettuato con uno speciale ago fatto passare attraverso l’ultima porzione dell’intestino (il retto).
- Nella biopsia transperineale il prelievo è effettuato invece attraverso l’area compresa tra l’ano e la base dello scroto (il perineo).
La scelta dell’una o l’altra modalità dipende soprattutto dalla sede in cui si sospetta che sia localizzato il tumore.
La sonda ecografia consente di vedere in ogni momento le aree della ghiandola che vengono raggiunte dall’ago da biopsia. Durante la procedura, una sonda ad ultrasuoni (circa 10 cm), ricoperta di gel lubrificante, viene inserita nel retto. L’ecografo utilizza gli ultrasuoni per ricostruire sul monitor le immagini della prostata. Tali immagini fornite in tempo reale aiutano l’urologo a svolgere la procedura.
Vengono utilizzati speciali aghi da biopsia muniti alla loro estremità di un uncino tagliente (cripta) in grado di prelevare piccoli frustoli di tessuto prostatico.
La biopsia prostatica prevede il prelievo di frustoli a livello dell’apice, dalla zona media e della base della zona periferica della prostata. Il numero di prelievi effettuati varia in relazione al volume della ghiandola prostatica.
- Per prostate di volume inferiore o uguale a 30 cc è indicata l’esecuzione di 8 prelievi.
- Nei pazienti con volume prostatico compreso tra 30 e 50 cc è indicata l’esecuzione di 10-12 prelievi.
- Nei pazienti con prostata di volume superiore a 50 cc è preferibile l’esecuzione di un numero di prelievi superiore, compreso tra 14 e 18.
Durante l’esecuzione della manovra, sia con l’approccio transrettale che con quello transperineale, il paziente può avvertire dolore nonostante l’esecuzione dell’anestesia. Raramente il paziente può avvertire un malessere generale caratterizzato da un aumento della sudorazione e dalla sensazione di perdita della coscienza.
Biopsia transrettale
La biopsia per via transrettale viene eseguita in anestesia locale. La sonda ecografica introdotta nel retto è munita di un canale per il passaggio di aghi sottili. Le punture di anestetico possono provocare un certo fastidio. Dopo qualche minuto, nel canale della sonda ecografica viene inserito un ago sottile da biopsia e si procede all’esecuzione dei prelievi di tessuto prostatico.
Biopsia transperineale
La procedura viene eseguita in posizione ginecologica. Il medico esegue un’esplorazione rettale per escludere la concomitante presenza di anomalie della parete rettale. Il paziente viene invitato a sollevare con una mano i testicoli. La cute localizzata tra i testicoli e l’ano viene depilata e disinfettata. Il punto d’ingresso dell’ago è localizzato 1,5 cm al di sopra dell’ano. A tale livello, si iniettano alcuni ml di anestetico locale con un ago sottile e corto. Durante questa fase il paziente può avvertire un certo grado di fastidio o dolore dovuto in parte al passaggio dell’ago ed in parte all’azione dell’anestetico.
Un sottile canale metallico cavo viene introdotto lungo il percorso anestetizzato fino a raggiungere la prostata. Questo sistema renderà agevole e non fastidioso per il paziente il ripetuto passaggio dell’ago da biopsia.
Perché si verifica il sangue nelle urine (ematuria) dopo la biopsia?
Il prelievo dei frustoli prostatici può comportare un sanguinamento all’interno della prostata. La presenza di sangue nelle urine (ematuria) e/o nel liquido seminale (emospermia) sono eventi comuni sia alla biopsia transrettale che a quella transperineale. Per alcune settimane dopo l’esecuzione della biopsia prostatica con approccio transrettale è possibile assistere alla perdita di sangue dal retto (rettorragia) . Tale evenienza si osserva nel 10-40% dei casi.
Tutti i pazienti hanno sangue nelle urine e nelle feci, nonché nello sperma (per un massimo di sei settimane).
Le complicanze più frequenti sono un lieve sanguinamento con presenza di sangue nelle urine, nelle feci o nello sperma che può durare fino a più di un mese dopo l’esame.
Tale evenienza è molto più frequente e grave nei pazienti che assumono farmaci che interferiscono sulla coagulazione. Per tale motivo è indispensabile sospendere questi farmaci prima dell’esecuzione della biopsia.
Cosa fare in caso di ematuria post-biopsia?
Generalmente, il disturbo scompare spontaneamente e non deve destare preoccupazioni. Non preoccuparsi se comparissero gocce di sangue nelle urine durante la minzione, nelle feci o nello sperma: tale sanguinamento di lieve entità, può perdurare per alcuni giorni. Dopo una biopsia prostatica è opportuno astenersi dall’attività sessuale per almeno uno o due giorni.
Preparazione alla biopsia prostatica
La biopsia prostatica - consistente nel prelievo di campioni di tessuto della ghiandola che vengono analizzati al microscopio per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali - è un esame che può rivelarsi fastidioso e richiede un’attenta preparazione per ridurre i rischi di complicanze.
Ecco alcuni step fondamentali nella preparazione:
- Sospendere almeno 7 giorni prima e 7 giorni dopo l’esame eventuale terapia antiaggregante.
- Eseguire una settimana prima della prestazione i seguenti esami ematochimici: PT, PTT, PSA Totale e libero.
- In caso di terapia anticoagulante (Coumadin, Sintrom) contattare l’urologo che eseguirà l’esame.
- Eseguire un clistere (es. Clisma Lax) la sera prima dell’esame e la mattina stessa.
- Iniziare la profilassi antibiotica con Levoxacin 500 mg 1 compressa al giorno alle ore 8:00 cominciando 2 giorni prima dell’esame per un totale di 7 giorni (si raccomanda di non dimenticare di assumere l’antibiotico il giorno dell’esame). Per ridurre al minimo il rischio di infezioni è opportuno assumere prima dell’esame un antibiotico.
Dopo l'esame
Ecco alcuni consigli da seguire dopo l'esame:
- Rimanere in osservazione in sala d’aspetto almeno 30 minuti.
- Rimanere a riposo a casa per almeno 24 ore.
- Non effettuare viaggi troppo lunghi in automobile (superiori alle 2 ore) , non andare in bicicletta, moto o a cavallo e non avere rapporti sessuali per almeno 7 giorni.
Quando preoccuparsi?
In caso di impossibilità alla minzione, di febbre superiore ai 38° C o di importante sanguinamento contattare il Pronto Soccorso più vicino alla propria abitazione.
leggi anche:
- Validità Analisi del Sangue: Quanto Durano i Risultati?
- Radiografie: Quante Se Ne Possono Fare e Rischi per la Salute
- Validità Ricetta Esami del Sangue: Quanto Tempo Ho per Farli?
- Esami del Sangue Tiroide: Costi, Fattori e Opzioni a Confronto
- Ecografia Ginecologica Interna: Scopri il Significato del Puntino Svelato!
- Scopri Come il Fumo di Sigaretta Distrugge i Tuoi Polmoni: L'Importanza della Spirometria
