Quanto Dura una Risonanza Magnetica: Guida Completa

La risonanza magnetica (RM), nota anche con la sigla RMN, è un esame diagnostico innovativo che può essere applicato in numerosi campi della medicina. Di che cosa si tratta? La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici, prodotti da un grande magnete, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti, come invece avviene con la TC (tomografia computerizzata). Questa tecnologia permette di generare immagini tridimensionali e dettagliate del nostro organismo. È in grado di fornire un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo e viene utilizzata per la diagnosi di una grande varietà di condizioni patologiche perché permette di visualizzare soprattutto gli organi interni, insieme allo scheletro e alle articolazioni.

Ciò fa si che la risonanza magnetica venga sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia. In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore.

Come Funziona la Risonanza Magnetica?

Durante un esame RM, una corrente elettrica viene fatta circolare attraverso fili a spirale (bobine) per creare un campo magnetico temporaneo sul corpo del paziente. L’intenso campo magnetico statico attrae oggetti metallici (da quelli piccoli come le chiavi o i telefoni cellulari, a quelli grandi e pesanti come le bombole di ossigeno) e può danneggiare l’apparecchio o provocare lesioni al paziente o al personale sanitario se questi oggetti si trasformano in proiettili. Le onde radio vengono inviate e ricevute dall’apparecchio tramite un trasmettitore/ricevitore; questi segnali sono utilizzati per creare immagini digitali dell’area di corpo scansionata.

La risonanza magnetica impiega magneti potenti che originano un campo magnetico statico molto intenso; tale campo forza i protoni contenuti nel corpo ad allinearsi. Quando poi viene erogata al paziente una corrente pulsata in radiofrequenza, i protoni vengono stimolati ed escono dalla condizione di equilibrio, opponendosi alla forza di attrazione del campo magnetico. Quando la radiofrequenza viene spenta, i sensori riescono a rilevare l’energia rilasciata dai protoni che si riallineano con il campo magnetico.

Il tempo necessario ai protoni per riallinearsi con il campo magnetico, come pure la quantità di energia rilasciata, dipende dall’ambiente e dalla natura chimica delle molecole. Per ottenere un’immagine accurata il paziente viene inserito in un magnete di grosse dimensioni e deve rimanere assolutamente fermo durante l’elaborazione del segnale per non sfocare l’immagine. La Risonanza Magnetica (nota anche con la sigla RMN) è un esame diagnostico innovativo che può essere applicato in numerosi campi della medicina. Conoscere il funzionamento della Risonanza Magnetica richiede un’ampia conoscenza della meccanica quantistica.

Successivamente, il magnete viene spento, così gli atomi vengono ripristinati al loro orientamento originario: tale riassestamento permette la creazione di un’energia che il macchinario cattura per creare le immagini diagnostiche. In parole più semplici, i protoni presenti negli atomi dell'organismo ruotano intorno ad un'asse. A livello pratico, il paziente viene fatto accomodare sul lettino della Risonanza Magnetica, che verrà poi fatto scorrere dentro l’apposita macchina. Prima di entrare nel macchinario però, il paziente deve posare tutti gli oggetti che porta con sé, soprattutto se sono metallici, in quanto potrebbero compromettere i risultati del macchinario.

Ulteriori Dettagli sul Funzionamento

Per alcuni esami RM vengono somministrati endovena farmaci come i mezzi di contrasto al gadolinio, per modificare il contrasto dell’immagine RM. Possono essere somministrati mezzi di contrasto (in genere basati sul gadolinio) per via endovenosa prima o durante la procedura per aumentare la velocità a cui i protoni si riallineano con il campo magnetico. I campi magnetici che cambiano nel tempo creano rumori intensi che possono danneggiare l’udito se non vengono indossate protezioni auricolari adeguate. L’energia in radiofrequenza impiegata durante la scansione RM potrebbe indurre il riscaldamento del corpo.

Altresì, durante l’esame non bisogna indossare lenti a contatto, pacemaker, apparecchi acustici, gioielli e orologi. All’arrivo in ospedale, viene in genere richiesta la compilazione di un modulo sulla propria salute e anamnesi medica. Questi dati sono necessari allo staff sanitario per garantire un esame sicuro. Secondo l’area corporea da esaminare, può essere necessario indossare una vestaglia ospedaliera durante la procedura.

Preparazione all'Esame

Per la scansione il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchio, fatto a tunnel. Prima di iniziare viene chiesto al paziente di togliere tutti gli oggetti metallici, inclusi gioielli, orologi e piercing poiché possono interferire con il campo magnetico. Per eseguire l’esame, alla paziente viene chiesto di stendersi su un lettino, che viene fatto scorrere dentro a un’apposita macchina, e di restare ferma e rilassata per tutta la durata dell’esame.

Secondo l’area corporea da esaminare, può essere necessario indossare una vestaglia ospedaliera durante la procedura. In alcuni casi, può essere necessario astenersi da alimenti e bevande fino a quattro ore prima dell’esame, altre volte occorre bere tanta acqua subito prima dell’RM. Alcuni esami richiedono la somministrazione del mezzo di contrasto. In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.

Per quanto riguarda l’alimentazione, non vi sono particolari restrizioni prima di una risonanza magnetica. Non occorre alcuna preparazione per fare la RM senza contrasto. Nel caso della risonanza magnetica con contrasto, invece, è necessario il digiuno. Il giorno dell'esame si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine. Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili.

Per evitare inconvenienti, comunque, la paziente viene di norma invitata a togliersi tutti i vestiti a esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e a indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso. Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.

Durata dell'Esame

A seconda delle dimensioni dell’area di scansione e il numero di immagini da acquisire, l’intera procedura ha in genere una durata compresa tra i 15 e i 90 minuti; durante questo tempo a tratti l’apparecchio genera forti picchiettii, rumori che corrispondono all’accensione-spegnimento della corrente elettrica all’interno delle bobine dell’apparecchio. Durante l’esame il paziente potrebbe avvertire rumori forti e ritmici prodotti dal macchinario. A seconda delle dimensioni dell’area di scansione e il numero di immagini da acquisire, l’intera procedura ha in genere una durata compresa tra i 15 e i 90 minuti; durante questo tempo a tratti l’apparecchio genera forti picchiettii, rumori che corrispondono all’accensione-spegnimento della corrente elettrica all’interno delle bobine dell’apparecchio.

La durata della Risonanza Magnetica può variare dai 30 ai 60 minuti, ma esistono anche esami che possono durare solamente 15 minuti o addirittura 90. L’esame di Risonanza Magnetica in generale non è un esame di brevissima durata, richiede circa 30 minuti, il tempo necessario per la preparazione della bobina e per l’acquisizione delle immagini in tre dimensioni. Ovviamente la durata dell’esame sarà valutata in fase di esame in base alla tipologia di Risonanza Magnetica che il paziente deve eseguire. La durata della risonanza magnetica varia infatti a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate.

Una singola scansione può richiedere da alcuni secondi a 3-4 minuti. Durante scansioni brevi, potrà essere richiesto di trattenere il respiro. La durata di una risonanza magnetica dipende dall’estensione della parte del corpo da esaminare ma può variare tra i 25 e i 65 minuti. Molti possono trovarsi in difficoltà a mantenersi immobili, come richiesto perché l'esame riesca bene, per tutto il tempo. Si può però chiedere al tecnico che la esegue la possibilità di sgranchirsi un po’ tra una sequenza e l’altra. Si oscilla fra i 20 minuti necessari per uno studio del cranio, ai 60 minuti necessari per studi più complessi.

Controindicazioni e Precauzioni

La risonanza magnetica presenta pericoli specifici per i pazienti con impianti, dispositivi esterni e dispositivi medici accessori. L'esame è controindicato anche per chi, a seguito di incidenti o di interventi chirurgici, ha nel corpo altre strutture metalliche di vario tipo, specialmente se in prossimità di organi vitali, per evitare che i campi magnetici prodotti dalla macchina possano provocare il loro spostamento o il loro surriscaldamento. I pazienti con dispositivi impiantati, quindi, non dovranno sottoporsi a risonanza magnetica, a meno che il dispositivo non sia specificamente indicato come compatibile (RM-sicuro o RM-condizionale). Un dispositivo RM-sicuro è amagnetico, non contiene metalli, non conduce l’elettricità e non causa pericoli in qualunque ambiente RM.

I portatori di pacemaker cardiaco, neurostimolatori e clip intracraniche per aneurisma non devono sottoporsi a risonanza poiché i campi magnetici prodotti dall’apparecchiatura potrebbero alterare il loro funzionamento. Tipicamente si tratta di protesi, chiodi e viti applicate in ortopedia, ma esistono anche altri dispositivi in uso in altri rami della chirurgia (per esempio in interventi di angioplastica su arterie e vene), realizzati con materiali che potrebbero rendere rischioso l'esame. Le protesi del cristallino impiantate per la cataratta prima della metà degli anni Ottanta del secolo scorso o le valvole cardiache metalliche costituiscono un motivo di controindicazione all’esecuzione della risonanza magnetica. Anche se recentemente sono stati messi a punto e introdotti nella pratica chirurgica nuovi materiali che non interferiscono con l’indagine, è bene segnalare ogni tipo di operazione subita in passato.

Sempre per il rischio di avere nel corpo piccole schegge metalliche anche senza esserne consapevoli, è opportuno che chiunque abbia lavorato come tornitore, saldatore, carrozziere, addetto alla lavorazione di vernici metallizzate, oppure abbia subito incidenti di caccia o sia stato vittima di un’esplosione, informi gli operatori. Infine, anche se oggi esistono strumenti a campo aperto, chi soffre di claustrofobia (paura dei luoghi chiusi) può avere delle reazioni ansiose all’interno della macchina.

Lattanti, bambini piccoli e altri soggetti non in grado di rimanere tranquilli devono essere sedati o anestetizzati per poter eseguire la procedura. I pazienti soggetti a claustrofobia anche lieve possono avere problemi a tollerare lunghi tempi di scansione all’interno dell’apparecchio. La risonanza magnetica aperta è un modello aperto sui lati, che sostituisce l’abituale tubo chiuso a un estremo; non circonda quindi completamente il paziente. È stata sviluppata per rispondere alle necessità di soggetti in difficoltà con lo stretto tubo e i rumori della versione tradizionale e a quelle dei pazienti le cui dimensioni corporee rendono impraticabile l’approccio a tubo chiuso.

La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia. È importante comunicarlo al personale medico prima dell’esame. Si raccomanda pertanto di comunicare al personale sanitario se in passato si è avuto questo tipo di problemi, per esempio dentro ascensori o in luoghi molto stretti. Il disagio provocato dalla chiusura nella macchina è oggi molto minore di un tempo, per la disponibilità di apparecchiature ventilate, più ampie e aperte. Nella maggior parte dei casi è sufficiente cercare di rilassarsi e pensare ad altro, ma è importante restare immobili e non parlare per non interferire con l’esecuzione dell’esame.

In ogni caso è opportuno che chi soffre di forme gravi di claustrofobia, epilessia o altri disturbi psichiatrici segnali il problema agli operatori: in casi di necessità è possibile ricorrere a una leggera sedazione, spesso utilizzata anche allo scopo di tenere fermi a lungo i bambini.

Rischi ed Effetti Collaterali

Gli eventi avversi a seguito di risonanza sono molto rari, per esempio negli Stati Uniti, dove tutti gli anni vengono eseguiti milioni di esami, il sistema di vigilanza riceve da produttori, distributori, laboratori e pazienti circa 300 segnalazioni annuali di eventi avversi legati alle scansioni e ai magneti della risonanza. La maggior parte di tali segnalazioni riguarda surriscaldamenti e/o ustioni (lesioni termiche). Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici.

La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito). L'esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio. Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l'esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal rimanere chiusi in un grande cilindro per il tempo necessario all’esame.

Per rimediare al rumore di solito vengono forniti al paziente cuffie o tappi per le orecchie, non è invece consentito l'utilizzo di dispositivi elettronici. Nel corso dell'esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo. È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose della paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare; se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore, con cui si è sempre in contatto tramite un campanello di allarme e un interfono situati all’interno dell'apparecchiatura.

A sua volta, chi esegue l'esame vede e ha sotto controllo in ogni istante il paziente e può quindi sempre intervenire in caso di necessità. Nella sede di tatuaggi, soprattutto se fatti molti anni fa, quando era più comune l’uso di pigmenti metallici, si possono creare irritazioni della pelle.

Dopo l'Esame

L’esame deve essere analizzato da un radiologo (medico specialista nell’interpretazione di scansioni e radiografie) ed eventualmente discusso con altri specialisti. Il radiologo invia il referto al medico richiedente l’esame, che spiegherà i risultati al paziente. Conclusa l'indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione. L'esame comporta dei rischi a lungo termine? La risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione, che interessano le cellule degli organi da esaminare, soprattutto quelli ricchi di acqua.

Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo. Il mezzo di contrasto, quando usato, impiega meno di 24 ore per essere eliminato tramite le urine; gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l’iniezione, e possono includere brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito, dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.

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