Creatinina, valori e dialisi: quando è necessaria?

La dialisi è un trattamento che diventa necessario quando i reni non riescono più a svolgere pienamente le loro funzioni ed è finalizzata all'eliminazione di scorie e liquidi in eccesso.

Cerchiamo di capire quando viene prescritta la dialisi e come funziona il trattamento, seduta dopo seduta, e quali sono le possibili conseguenze.

Quando è necessaria la dialisi?

Il medico prescrive la dialisi quando viene diagnosticata un'Insufficienza Renale Cronica allo stadio terminale. Quando i tuoi reni non riescono più a funzionare nel modo corretto la dialisi mantiene il tuo corpo in equilibrio:

  • rimuove rifiuti, sale e liquidi extra per evitare che si accumulino nel corpo
  • mantiene in sicurezza i livelli di alcune sostanze potenzialmente pericolose, come potassio, sodio e bicarbonato
  • aiuta a controllare la pressione sanguigna

Come funziona la dialisi

Esistono due tecniche di dialisi:

  • Emodialisi: viene eseguita in ospedale e nei centri ambulatoriali specializzati e consiste nella depurazione del sangue che attraversa un filtro (un rene artificiale): il sangue viene portato fuori dal corpo dopo la creazione di un accesso vascolare e dopo un processo di depurazione viene reinfuso. La procedura dura 4 ore e viene ripetuta a giorni alterni.
  • Dialisi peritoneale: prevede la depurazione del sangue all'interno del corpo. Può essere eseguita a casa e consiste nell'inserimento più volte al giorno del liquido attraverso un catetere nella cavità peritoneale. La depurazione, quindi, avviene a livello del peritoneo, una membrana che ricopre i visceri addominali. Dopo alcune ore questo liquido contenente le tossine raccolte viene rimosso.

Limite creatinina per dialisi

Con un esame del sangue è possibile diagnosticare un'Insufficienza Renale Cronica e capirne la gravità. Nell'esame vengono presi in considerazione i valori della creatinina nel sangue e la velocità di filtrazione glomerulare (GFR Glomerular Filtration Rate).

La valutazione di questi due valori permette di diagnosticare e stadiare un’Insufficienza Renale Cronica.

Valori di creatinina sierica superiori agli 1,5-2 mg/dl sono indicativi di un’Insufficienza Renale, ma non bastano a prescrivere la dialisi che rappresenta solo l'ultima tappa di un percorso di cura denominato terapia conservativa.

La dialisi (peritoneale o extracorporea) rappresenta, in attesa del trapianto, la scelta quando si è persa circa l'85-90 percento della funzionalità renale e il GFR è inferiore a 15 ml/min.

Dialisi temporanea

In alcuni casi di Insufficienza Renale Acuta dopo un periodo in cui si fa dialisi la funzione renale può migliorare e il trattamento dialitico può essere temporaneo.

In caso di Insufficienza Renale Cronica o allo stadio terminale la dialisi non può essere interrotta in attesa di un trapianto renale.

Conseguenze della dialisi

In passato la dialisi durava 12 ore e comportava non pochi fastidi durante e post trattamento. Oggi con le moderne tecniche la durata del trattamento è 4 ore a giorni alterni e la tecnica è molto più sopportabile.

Dopo la dialisi si sta male? Solo ad inizio trattamento, quando vengono inseriti gli aghi, si può avvertire un po' di fastidio, il trattamento dialitico è ben sopportato dalla maggioranza dei pazienti.

La creatinina è un prodotto di scarto del metabolismo dei muscoli, prodotto in maniera costante dal nostro organismo e eliminato attraverso i reni. La concentrazione di creatinina nel sangue è un indice molto importante per valutare la funzionalità renale. Infatti, un aumento dei livelli di creatinina nel sangue può indicare un malfunzionamento dei reni. La misurazione dei livelli di creatinina è un esame del sangue di routine e può aiutare a identificare precocemente problemi renali.

I valori normali di creatinina nel sangue variano in base all’età, al sesso e alla massa muscolare. Generalmente, per gli uomini, il valore normale si aggira tra 0,7 e 1,3 mg/dL, mentre per le donne tra 0,6 e 1,1 mg/dL. Questi valori possono variare leggermente a seconda del laboratorio che esegue l’analisi.

Un livello di creatinina superiore al normale può indicare un problema renale. I sintomi di un elevato livello di creatinina possono includere affaticamento, perdita di appetito, nausea, confusione e gonfiore delle mani e dei piedi. Le cause di un aumento della creatinina possono essere varie, tra cui malattie renali, disidratazione, consumo eccessivo di proteine, farmaci nefrotossici e malattie muscolari.

La dialisi è un trattamento che riproduce alcune delle funzioni dei reni, come la filtrazione dei rifiuti dal sangue, quando questi non sono più in grado di svolgere il loro lavoro in modo efficace. Il livello di creatinina è uno dei parametri utilizzati per determinare la necessità di iniziare la dialisi.

Quando i reni non funzionano correttamente, la creatinina e altre sostanze di scarto si accumulano nel sangue, causando vari sintomi e complicazioni. Non esiste un valore preciso di creatinina che determini la necessità di iniziare la dialisi. La decisione di iniziare la dialisi dipende da vari fattori, tra cui i sintomi del paziente, la presenza di altre condizioni mediche e il tasso di filtrazione glomerulare (GFR).

Monitorare i livelli di creatinina è fondamentale per la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie renali. Un controllo regolare dei livelli di creatinina può aiutare a rilevare eventuali problemi renali in una fase precoce, quando il trattamento è più efficace. Inoltre, adottare uno stile di vita sano può aiutare a mantenere i reni in buona salute e a prevenire l’aumento dei livelli di creatinina.

È bene sottolineare che la decisione di NON iniziare una terapia sostitutiva renale deve essere una decisione razionale, la più appropriata per un gruppo selezionato di pazienti nei quali la dialisi non migliora la qualità e l'aspettativa di vita.

Nell’ultimo decennio si è assistito ad un notevole incremento di persone anziane, sopra i 65 anni che hanno iniziato il trattamento dialitico. Come abbiamo visto, il paziente con capacità di intendere e volere può decidere di non iniziare il trattamento dialitico. Il medico ha il dovere di indagare le motivazioni di questa scelta e discuterle con il paziente.

In altre circostanze può essere il medico a proporre quest’opzione, qualora ritenga che la dialisi non solo non migliori aspettativa e qualità di vita, ma sia gravosa per il paziente. La finalità sia del nefrologo che del paziente deve essere quella di arrivare ad una decisione condivisa, dove le preferenze, le prospettive e la visione di vita del paziente si incontrano e si integrano con le informazioni di natura clinica in possesso del medico.

Per arrivare a questo obiettivo è necessario partire da lontano, da quando viene diagnosticata la malattia renale. Il problema della comunicazione della prognosi è cruciale. La conoscenza da parte del paziente della sua prognosi è fondamentale per poter assumere orientamenti e decisioni.

La discussione dovrebbe essere incentrata non solo e non tanto sulla volontà di ricevere o meno un dato trattamento, ma sulla percezione del paziente relativamente alla situazione clinica nel suo complesso con o senza un dato trattamento. Infatti molti pazienti sono più interessati a capire come il piano terapeutico potrà influenzare la loro vita quotidiana, anziché conoscere informazioni tecniche o previsioni statistiche che non saprebbero poi come interpretare.

In caso di rifiuto del trattamento dal parte del paziente, è importante escludere la presenza di depressione e di motivazioni sociali (essere di peso alla famiglia, senso di solitudine ed isolamento, difficoltà a raggiungere il centro dialisi, ecc.). Il non avvio della dialisi non dovrebbe mai essere motivato da ragioni sociali.

Bisogna tenere presente che un decadimento cognitivo, spesso misconosciuto, può essere presente nei pazienti che giungono allo stadio V dell’insufficienza renale. Questo decadimento può influenzare la capacità decisionale del paziente.

In caso di insorgenza di una malattia che comporta un progressivo deterioramento della funzione del rene, può essere opportuno che il nefrologo discuta fin da subito con il paziente ed i familiari sia la prognosi sia le terapie che con il progredire della patologia possono rendersi necessarie. È quella che viene chiamata la Pianificazione anticipata dei trattamenti (advance care planning). In quest’ambito deve essere discusso l’eventuale inizio della dialisi.

La pianificazione anticipata dei trattamenti è in realtà un percorso che richiede una comunicazione attiva e costante tra nefrologo, paziente e familiari, per cercare trattamenti appropriati alla situazione clinica ma che tengano debitamente conto delle preferenze del paziente.

Se si è arrivati alla decisione di non iniziare il trattamento dialitico, il paziente continuerà ad essere seguito dalle equipe nefrologica.

È bene discutere con il paziente il luogo delle cura ed il luogo della morte. Queste, oltre alle terapie strettamente mediche, devono prevedere il supporto psicologico, sociale, spirituale. Anche in questo caso le cure sono rivolte sia al paziente che ai suoi cari.

La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina. Viene liberata nel sangue a seguito di lavoro muscolare o di un danno muscolare e il suo valore è un indicatore del funzionamento della filtrazione renale.

La creatina è una proteina presente in abbondanza nei muscoli che ha il compito di conservare l’energia chimica delle cellule muscolari. In realtà la creatina viene eliminata solo in parte con le urine, in quanto parte di quella filtrata a livello del glomerulo renale, viene poi riassorbita dal tubulo.

La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina.

La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della cretininemia.

La clearance della creatinina è un valore che si calcola tenendo conto del volume di urina emesso per minuto e i valori della creatininemia.

La velocità di filtrazione glomerulare è il parametro utilizzato per valutare la gravità dell’insufficienza renale. È il valore che valuta la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito da creatinina e altre scorie.

Sono presenti numerose formule per calcolare il GFR e sono disponibili calcolatori online e applicazioni.

Per insufficienza renale terminale si intende un rene che ha esaurito completamente la sua funzionalità e la sua capacità di filtrare e depurare il sangue.

L’azotemia è un valore che si associa frequentemente a quello della creatinina. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue. Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea.

I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro. I valori normali di creatinina nel sangue sono di 0,8-1,2 mg/dl. Un aumento dei valori può essere indice di danno renale acuto o cronico.

Le malattie renali sono spesso secondarie ad altre patologie. Sono infatti conseguenza di ipertensione arteriosa, obesità, diabete e ipercolesterolemia.

L’insufficienza renale è una condizione in cui i reni non riescono a funzionare adeguatamente, e non sono in grado di eliminare le scorie presenti nel sangue. Si parla invece di insufficienza renale cronica quando la malattia renale è irreversibile e danneggia progressivamente il rene nel corso degli anni.

I segni e sintomi di una malattia renale possono essere numerosi.

È utile anche calcolare il residuo vescicale post-minzionale attraverso un’ecografia che viene effettuata prima e dopo la minzione.

La funzionalità renale viene indagata con esami strumentali e con esami di laboratorio. Fra gli esami di laboratorio di routine sono compresi la funzionalità renale e il dosaggio degli elettroliti.

È utile ricordare che gli elettroliti possono essere dosati, in maniera altrettanto affidabile, attraverso l’emogasanalisi.

Gli elettroliti sono un dato importante per valutare lo stato di idratazione/disidratazione di una persona e hanno un ruolo importante sulla funzionalità della pompa cardiaca.

Per quanto riguarda la creatinina, è un valore routinariamente analizzato nei pazienti con insufficienza renale e/o in dialisi; è un indicatore importante anche in caso di intossicazione acuta da droghe e overdose, poiché i reni sono fra i principali organi che risentono degli effetti acuti delle droghe.

La creatinina è una sostanza di scarto che viene prodotta dal metabolismo muscolare attraverso la disgregazione della creatina e utilizzata dal metabolismo dei muscoli; in condizioni fisiologiche, i reni filtrano la creatinina e altri prodotti di rifiuto del sangue e li eliminano con l’urina. L’azotemia è invece il valore che misura la quantità di urea nel sangue; l’azoto, che proviene dallo smaltimento delle proteine, viene riversato nel sangue sotto forma di urea (sostanza di scarto) grazie al fegato.

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