Gli esami del sangue sono utili per diagnosticare o monitorare diverse condizioni di salute. Ma quante ore di digiuno sono necessarie prima di sottoporsi agli esami del sangue? È uno dei dubbi più frequenti che si hanno quando ci si appresta a fare gli esami ematici, da quelli più comuni come la misurazione del glucosio, a quelli meno frequenti, tra cui il reuma test. Vediamo di fare chiarezza.
Digiuno: Quando è Necessario?
In linea generale il digiuno rappresenta la condizione ottimale, in quanto una recente assunzione di cibo può determinare una maggiore concentrazione di grassi, tale da rendere meno accurata l’esecuzione dell’analisi del campione. L’assunzione di cibo, infatti, crea un film lipidico riscontrato nel siero (parte liquida del sangue) dove vengono effettuate la maggior parte degli esami, e ciò può diminuire un’accuratezza del risultato.
Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.
Alcune analisi che si effettuano attraverso un prelievo ematico infatti richiedono necessariamente il digiuno nelle ore precedenti per poter essere lette correttamente. La concentrazione di alcuni nutrienti presenti nei cibi, tra cui gli zuccheri, i grassi, le proteine, le vitamine, possono infatti rimanere elevate nel flusso sanguigno anche per ore dopo averli assunti e influenzare i risultati.
È convinzione comune che sia sempre necessario digiunare per almeno 8 ore prima degli esami del sangue, perché la maggior parte dei cibi e delle bevande che assumiamo ogni giorno contengono alcune sostanze che possono momentaneamente alterare la composizione sanguigna fino a falsare l’interpretazione degli esami del sangue.
Analisi che Richiedono il Digiuno
Digiuno strettamente necessario per:
- Glicemia
- Trigliceridi
- Acido folico
- Sideremia
- Insulina
- Vitamina B12
- Acidi biliari
- Acido urico
- Amilasi
- Lipasi
- Elettroliti (sodio, potassio, calcio, cloro, magnesio)
Questa ristrettezza è dovuta agli effetti della torbidità che si manifestano sui fenomeni di dispersione o assorbimento della luce che trovano applicazione in buona parte delle tecniche analitiche ancora impiegate nelle strumentazioni dei più moderni e tecnologici laboratori di analisi e determinando inaccurate alcune determinazioni.
N.B.
L’eccessivo digiuno oltre le 24 ore è da evitare poiché causa riduzione della glicemia e aumento della bilirubina.
Digiuno: Cosa Significa Esattamente?
«Digiunare prima delle analisi del sangue significa astenersi da qualsiasi tipo di alimento, tranne dall’assunzione di acqua, che non deve essere aromatizzata né dolcificata» spiega Michela C. Speciani, medico chirurgo esperto in nutrizione applicata. «Anche un pezzetto di biscotto consumato a poca distanza dalle analisi del sangue può avere un grande impatto metabolico e alterarne la leggibilità. Per questo se l’indicazione medica per un esame è il digiuno, è importante rispettarla» dice l’esperta.
Alimenti Consentiti
È consentito invece assumere prima del prelievo, salvo che non si esegua il profilo ormonale, poiché non inficia in maniera incisiva, uno/due bicchieri d’acqua o un caffè/thè/camomilla purché amaro. A titolo di esempio si precisa che anche il profilo ormonale se eseguito per la prima volta sarebbe opportuno eseguire a digiuno.
«Essere idratati prima di un prelievo è utile per aiutare a ricostruire rapidamente il volume che viene prelevato. Ma bere molta acqua a poca distanza dagli esami del sangue può aumentare la “parte liquida” dello stesso, con la conseguenza di diluire ciò che si sta cercando e alterare quindi la leggibilità dell’esame stesso» dice l’esperta. «Bene, quindi, salvo diversa indicazione specifica, qualche sorso di acqua nelle ore prima al prelievo, bevendo normalmente la sera precedente. Mentre bere abbondantemente a breve distanza dal prelievo stesso potrebbe non essere particolarmente indicato».
Cosa Mangiare a Cena la Sera Prima
«La cena, salvo diversa indicazione medica, può essere quella che di solito si fa, evitando naturalmente eccessi che non fanno parte della nostra quotidianità e che potrebbero rendere i risultati degli esami peggiori di come sarebbero nella nostra normalità» dice l’esperta. «A volte può servire anticiparla un po’, quando serve che le ore di digiuno prima dell’esame siano almeno 8».
Ore di Digiuno per Esame Specifico
La quantità di ore di digiuno necessaria dipende dal tipo di esame.
- Glicemia: «Per le analisi del sangue della glicemia sono di solito indicate almeno 8 ore di digiuno» dice la dottoressa Michela C. Speciani. Livelli elevati a digiuno, superiori ai 100 mg/dl possono indicare una condizione di diabete o prediabete.
- Colesterolo: «Anche nel caso delle analisi del colesterolo nel sangue, l’indicazione a oggi è quella di astenersi dal cibo e da qualsiasi tipo di alimento solido o liquido, tranne dall’assunzione di acqua non dolcificata e non aromatizzata, per almeno 8 ore».
Farmaci e Integratori
Fermo restando che è opportuno mantenere le stesse abitudini farmacologiche e alimentari, l’assunzione di farmaci/integratori può influenzare l’accuratezza analitica dei test di laboratorio. L’effetto provocato non è sempre prevedibile a causa di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco pertanto è consigliabile nei soggetti sani o asintomatici evitare se possibile, sempre su consenso medico, l’assunzione di farmaci quali ansiolitici, antinfluenzali, antinfiammatori, analgesici.
Un introito eccessivo di Biotina (VITAMINA B7 o VITAMINA H), può interferire con i risultati di alcuni test: (fT3), (fT4), paratormone (PTH), tireotropina (TSH), 25OH vitamina D, cortisolo, o (FSH), (LH), prolattina (PRL), C-peptide, estradiolo, (DHEAS), testosterone, ferritina, folati, HBcIgM, troponina cardiaca I (cTnI), digossina, NT-pro-BNP, progesterone, estradiolo (CA 19-9 antigen) e tireoglobulina; producendo un significativo aumento o decremento della concentrazione riportata nel risultato finale.
Resta inteso che qualora fino ad oggi si sia eseguito il prelievo in costanza di terapia senza averla sospesa, è opportuno mantenere la medesima abitudine, sempre previo consenso del Medico.
Monitoraggio Terapeutico Farmaci
In caso di analisi eseguita al fine del monitoraggio terapeutico si consiglia di eseguire il prelievo prima dell’assunzione della dose successiva salvo diversa indicazione del Medico prescrittore.
Attività Sportiva
L’attività sportiva intensa e protratta nel tempo o l’uso di elettrostimolatori può generare variazioni di alcuni enzimi muscolari come il CPK e LDH.
Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.
È infine necessario considerare anche se una persona ha svolto attività fisica la sera prima di sottoporsi alle analisi del sangue.
Importanza della Postura
Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%).
La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina.
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