Tipi di Risonanza Magnetica: Una Guida Dettagliata

La Risonanza Magnetica (RM) rappresenta uno degli strumenti diagnostici più avanzati e precisi per l’analisi del corpo umano, senza l’impiego di radiazioni. Grazie alla sua versatilità, è possibile scegliere tra diverse tecnologie progettate per rispondere a esigenze specifiche. Ma quali sono le differenze tra una risonanza magnetica chiusa, aperta e ad alto campo?

Come Funziona la Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica nucleare deve il suo funzionamento ad un principio fisico di base e al movimento degli atomi presenti nel nostro corpo. All'interno di questi macchinari a forma di cilindro cavo sono presenti delle particelle microscopiche, chiamate protoni, che ruotano attorno ad un'asse. Attraverso degli impulsi di radiofrequenza emessi dai gradienti i protoni tendono a modificare la loro posizione iniziale imposta dal campo magnetico statico e questo movimento dei protoni porta alla liberazione di energia, che viene raccolta dal macchinario e inviata ad un computer in grado di tradurre questa energia in immagini.

La potenza dei Gradienti si misura in milliTesla (mT) ed è il secondo parametro molto importante (meno noto ai non esperti della metodica) che consente di valutare la capacità di ottenere belle immagini da una apparecchiatura RMN. È come se il campo statico di una RMN fosse il parametro “cilindrata” di una automobile e i gradienti fossero i “cavalli”: ci sono automobili con cilindrata 3000 cc ma con pochi cavalli e poi ci sono le auto di Formula 1 che hanno cilindrata 1800 cc ma 700 cv di potenza.

La risonanza magnetica (RM o RMN, acronimo per risonanza magnetica nucleare) è una tecnica di imaging non invasiva che consente di ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo umano: attraverso campi magnetici e onde radio è possibile visualizzare organi, tessuti molli, muscoli, articolazioni ed altre strutture, senza radiazioni ionizzanti.

Il funzionamento della risonanza magnetica si basa su un principio sofisticato, ma sicuro. Il paziente entra all’interno del tunnel del macchinario (o “gantry”) che genera un potente campo magnetico, provocando una reazione delle molecole di idrogeno presenti nei tessuti. Grazie alle onde radio inviate attraverso il corpo, la macchina è in grado di registrare i segnali inviati dagli atomi di idrogeno e di elaborarli per creare un’immagine dettagliata.

È bene precisare che la risonanza magnetica non utilizza radiazioni, quindi non espone il paziente agli stessi rischi di una TAC o di una radiografia: questo particolare aspetto la rende adatta anche a soggetti giovani o a chi necessita di controlli frequenti.

Tipologie di Risonanza Magnetica

Esistono diverse tipologie di risonanza magnetica, che si differenziano in base al macchinario utilizzato o alla modalità di esecuzione dell’esame. Quest'ultima distinzione è la prima che salta agli occhi di un utente poco esperto in quanto è diventato di dominio pubblico affiancare alla parola RMN l’intensità di campo che viene espressa in Tesla (di solito per uso clinico da 0,2 Tesla a 3 Tesla).

Le principali sono:

  • Risonanza magnetica chiusa: la più comune, costituita da un tunnel lungo e stretto dove si genera il campo magnetico; offre immagini di altissima qualità, ma può rappresentare un’esperienza spiacevole per chi soffre di claustrofobia.
  • Risonanza magnetica aperta: pensata per alcune esigenze particolari, il macchinario risulta più spazioso e “aperto” lateralmente, rendendo l’esame meno stressante, anche se la qualità visiva può essere leggermente inferiore.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto: viene somministrata una sostanza (a base di gadolinio) per via endovenosa, evidenziando infiammazioni, vasi sanguigni, tumori o alterazioni non facilmente visibili con una normale risonanza.

Risonanza Magnetica Aperta

La RM aperta è una moderna tipologia di risonanza nata dall’esigenza di aiutare alcuni pazienti a sottoporsi in modo sereno e senza stress all’esame diagnostico. Per questo motivo, è possibile ricorrere ad un altro tipo di risonanza magnetica, ovvero quella aperta, in cui il funzionamento di base è sempre legato ai campi magnetici, ma anziché nel cilindro il paziente è immerso in un campo magnetico generato da due grandi piastre una sopra l’altra.

Questo aspetto è molto importante per vari fattori; anzitutto, il macchinario aperto è accessibile anche a persone che soffrono di claustrofobia, attacchi di panico, obesità o sovrappeso, facilitando molto l’esame. Sebbene l’intensità del campo magnetico sia minore, le risonanze a basso campo sono in grado di offrire immagini di alta qualità, specialmente nella ricerca di patologie articolari o del rachide.

La risonanza magnetica aperta è particolarmente indicata per lo studio delle aree del cranio, del midollo spinale, della colonna vertebrale e dell’apparato muscolo-scheletrico toracico.

Risonanza Magnetica ad Alto Campo

Generalmente, un macchinario ad alto campo è in grado di produrre un campo magnetico statico superiore a 0,5 Tesla, che rappresenta l'unità di misura della intensità di campo magnetico. La RM ad alto campo rappresenta l’ultima evoluzione dei sistemi di risonanza magnetica. Sfruttando i vantaggi di una risonanza aperta, questo modello è stato implementato per acquisire immagini in modo rapido e con alta definizione grazie all’uso di un magnete ad alto campo 1.5 Tesla.

La differenza tra i due tipi di apparecchiature è che la qualità delle immagini ottenute è sensibilmente migliore nelle apparecchiature ad alto campo magnetico, con un dettaglio anatomico molto più definito e con un ventaglio di possibilità di studio molto più ampio, quindi nettamente più aderente al quesito cui siamo chiamati a rispondere in relazione alla patologia sospettata. La differenza fondamentale come detto sta nella qualità delle immagini e nel ventaglio molto più ampio di organi e patologie valutabili, fattori nettamente a favore della RM ad alto campo. La RM a basso campo produce immagini nettamente meno definite che pertanto forniscono meno informazioni diagnostiche in senso generale.

Risonanza Magnetica Osteoarticolare

La Risonanza Magnetica Osteoarticolare è un esame diagnostico non invasivo che offre uno studio dettagliato e approfondito di ossa, articolazioni e tessuti muscolari.

Risonanza Magnetica Dinamica

La Risonanza Magnetica Dinamica è una tecnologia innovativa che permette di osservare le strutture anatomiche durante il movimento.

Applicazioni Specifiche della Risonanza Magnetica

Nello specifico, però, questo esame può essere eseguito in maniera più generale o specifica, a seconda di quello che è il quesito diagnostico. Nello specifico, la risonanza magnetica è frequentemente impiegata per esaminare:

  • Cervello e midollo spinale, eventuali patologie neurologiche;
  • Colonna vertebrale, ernie o problemi discali;
  • Articolazioni, ad esempio ginocchia, spalle o anche;
  • Organi interni, tra cui fegato, reni, utero e prostata;
  • Vasi sanguigni, attraverso tecniche specifiche (come l’angio-RM).

Risonanza Magnetica all’Encefalo

Con la risonanza magnetica all’encefalo si studiano gli elementi che risiedono all'interno del capo: cervello, cervelletto, tronco encefalico, ipofisi, ventricoli, nervi acustici. Questo esame consente di analizzare tumori, encefaliti, eventuali malformazioni, sclerosi multipla, patologie che coinvolgono i nervi ottici e acustici, così come di diagnosticare l’idrocefalo e valutare le conseguenze di ischemie, edemi o emorragie cerebrali.

La risonanza magnetica all’encefalo può essere preziosa anche nell’interpretare in modo definitivo sintomi poco specifici, come mal di testa, vertigini, crisi epilettiche, disturbi della vista o comportamenti umorali. Durante la RMN all’encefalo si applica intorno al capo del paziente una bobina ricetrasmittente per l’invio dei dati necessari: la struttura permette di continuare a vedere intorno a sé e di respirare normalmente.

In buona parte dei casi, specialmente quelli un po’ più articolati, si ricorre a una risonanza magnetica all’encefalo con contrasto, che assicura un’accuratezza ancora superiore. In particolare, una variante della risonanza all’encefalo richiede espressamente l’uso di un liquido di contrasto: si tratta angio-risonanza magnetica;, con cui è possibile focalizzare l’indagine sul flusso di sangue nell’area interessata. Se il paziente si trova nell’impossibilità di sostenere l’esame all’interno del macchinario standard, può sottoporsi a una risonanza magnetica all’encefalo aperta.

Risonanza Magnetica della Colonna Vertebrale (RM Rachide)

Anche per esaminare la schiena c’è la possibilità di ricorrere a questa procedura. Con unauna risonanza magnetica della colonna vertebrale, o RM Rachide, si valuta la relazione che lega ossa, dischi vertebrali e radici nervose e rende visibili anche alcune lesioni nell’area considerata. In presenza di dolori costanti nella zona più bassa della schiena, stati febbrili o traumi, si può procedere con una risonanza magnetica lombo sacrale, con cui è possibile individuare tumori spinali, ernie del disco, sciatalgie, discopatie. La risonanza magnetica del tratto cervicale permette di visualizzare nei dettagli tutti gli elementi che lo compongono: midollo spinale, vertebre e dischi.

Risonanza Magnetica degli Arti Superiori e Inferiori

Le caratteristiche della risonanza magnetica si applicano positivamente anche nell’indagine degli arti superiori. Con una risonanza magnetica a polso e mano oppure gomito e avambraccio è possibile rilevare lesioni di varia natura ad articolazioni, tendini e muscoli, così come malformazioni o patologie legate a tumori, traumi o problemi vascolari. Con Artoscan la procedura è semplice: il paziente posiziona l’arto dentro l’apparecchiatura e lo mantiene fermo.

Le caratteristiche della risonanza magnetica si applicano positivamente anche nell’indagine degli arti inferiori. Con una risonanza magnetica all’anca oppure al ginocchio, ogni componente è ben visibile: dalla cartilagine ai legamenti, dai tessuti ossei fino ai tendini.

Risonanza Magnetica all’Addome

Con la risonanza magnetica all’addome è possibile osservare tutti gli elementi dell’area, dagli organi fino a nervi e vasi sanguigni, con l’obiettivo di rilevare o tenere sotto controllo processi infiammatori, infezioni, forme tumorali.

Risonanza Magnetica Cardiaca

Con la risonanza magnetica il cuore e la sua struttura risultano visibili come non è possibile con altri tipi di esame.

Risonanza Magnetica Mammaria

La risonanza magnetica mammaria è un’alleata davvero molto preziosa nella diagnosi precoce di tumore al seno, specialmente nelle giovani donne. Con una RM alla mammella è infatti possibile ottenere immagini altamente precise di eventuali noduli maligni anche di piccole dimensioni, che, essendo vascolarizzati in modo specifico, si possono quindi distinguere dai tessuti normali.

L’esame è adatto alle pazienti con familiarità di cancro al seno o che devono essere monitorate dopo trattamenti chemioterapici, interventi di chirurgia conservativa o inserimento di protesi.

Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata

La diagnosi precoce risulta essenziale nell’affrontare diversi tipi di patologie, fra cui il tumore alla prostata. L’innovazione tecnologica ha permesso di creare un metodo diagnostico ad altissima precisione, la risonanza magnetica multiparametrica. Attraverso questa tipologia di risonanza magnetica, la prostata viene esaminata sulla base di diversi parametri: morfologia, diffusione e perfusione. Questo perché i tessuti di un’eventuale massa tumorale si distinguerebbero dagli altri per una composizione differente.

Ma l’elevato dettaglio diagnostico non è l’unico vantaggio della procedura: associando risonanza multiparametrica ed ecografia endorettale, è possibile eseguire una biopsia prostatica fusion, che permette di effettuare prelievi esclusivamente mirati e approntare il trattamento con rigore ancora maggiore.

Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto

Il mezzo di contrasto usato nella risonanza magnetica è un liquido che viene somministrato al paziente per via endovenosa. L’elemento fondamentale contenuto nel liquido è il Gadolinio. Tale elemento chimico reagisce alle onde elettromagnetiche creando un contrasto paramagnetico, rendendo più nitide le immagini.

Il mezzo di contrasto non è sempre somministrato. Infatti, esso risulta utile in alcuni casi specifici come, ad esempio, distinguere tra vecchie lesioni e nuove lesioni attive in un'area precisa. In buona parte dei casi, specialmente quelli un po’ più articolati, si ricorre a una risonanza magnetica all’encefalo con contrasto, che assicura un’accuratezza ancora superiore.

In generale, questo tipo di liquidi farmacologici è sicuro “pur tenendo in considerazione i rischi generici di ipersensibilità, caratteristici di ogni formulazione iniettabile” (Circolare del Ministero della Sanità 900.VI/11.AG./642 del 17.9.97).

I pazienti con insufficienza renale lieve o severa devono eseguire preliminarmente il dosaggio della creatinina del sangue (ESUR 2012) e presentare il risultato dell'esame al personale medico che valuterà la funzionalità renale. Infatti, i pazienti affetti da insufficienza renale moderata e severa ai quali venga somministrato un mezzo di contrasto sono esposti maggiormente al rischio di sviluppare una rara patologia nota come Fibrosi Sistemica Nefrogenica (FSN).

Preparazione all'Esame di Risonanza Magnetica

La preparazione per una risonanza magnetica è abbastanza semplice, ma può variare in base alla zona da esaminare e all’eventuale mezzo di contrasto. Tipicamente è consigliato:

  • Seguire le indicazioni del medico, che in alcuni casi potrebbe richiedere il digiuno di alcune ore, soprattutto se è previsto il mezzo di contrasto;
  • Portare la documentazione sanitaria necessaria: eventuale ricetta o prescrizione dell’esame, analisi utili svolte in precedenza, i referti più recenti;
  • Comunicare allergie, patologie o condizioni particolari, in particolare la gravidanza, la presenza di pacemaker, protesi o tatuaggi di ampie dimensioni;
  • Indossare abiti comodi e senza componenti metalliche: in molti centri viene fornito un camice adeguato per effettuare l’esame in sicurezza.

Ecco invece cosa non fare prima di una risonanza magnetica:

  • Non indossare oggetti metallici (orologi, gioielli, piercing, fermagli, occhiali e vestiti);
  • Evita di applicare cosmetici e creme, in particolare nella zona da esaminare;
  • Non assumere cibi o bevande nelle ore precedenti, se richiesto dal medico.

In caso di dubbi o problemi è sempre bene informare in anticipo il centro medico, così da valutare altre possibili soluzioni (tra cui la sedazione o l’uso di un macchinario aperto).

L’esame senza mezzo di contrasto non richiede particolari preparazioni. Per effettuare l’esame non occorre interrompere l’uso regolare dei farmaci. Se l'esame viene eseguito con mezzo di contrasto al paziente viene comunicato di eseguire una preparazione specifica (consultabile qui) alcuni giorni prima.

Nei giorni precedenti si possono assumere i medicinali di cui si fa abitualmente uso e seguire la consueta alimentazione. Tuttavia, a seconda del tipo di zona da analizzare vi sono alcune condizioni che impediscono all'esame di svolgersi.

Durata dell'Esame

La durata di una risonanza magnetica, in media, va dai 20 ai 50 minuti, a seconda dell’area da esaminare, dall’uso del mezzo di contrasto e dalla tecnologia utilizzata. Durante l’esame il paziente deve rimanere immobile: è possibile percepire dei suoni ritmici abbastanza intensi, che fanno parte del normale funzionamento del macchinario.

In genere, l'esame può avere una durata dai 15 ai 60 minuti. La durata può variare in relazione a esigenze cliniche e al numero di distretti anatomici (tratti anatomici) da esaminare.

Controindicazioni ed Effetti Collaterali

La risonanza magnetica è un esame sicuro, non invasivo e senza radiazioni: come per qualsiasi procedura, però, è utile conoscere i possibili effetti collaterali, seppur molto rari.

La claustrofobia è la paura di trovarsi in luoghi chiusi, stretti e angusti e di sentirsi in trappola. Chi ne soffre ha sintomi come battito accelerato, brividi e vertigini, sensazione di soffocamento e di oppressione. I macchinari per TAC e Risonanza Magnetica possono essere ritenuti oppressivi da chi soffre di claustrofobia. Questo per via di un retaggio diffuso con i primi modelli che avevano un tunnel lungo e stretto. In realtà, le macchine di nuova generazione hanno un tunnel corto e largo a forma di ciambella che, spesso, è aperto da entrambi i lati.

Nella risonanza magnetica con mezzo di contrasto, alcune persone possono avvertire:

  • Lievi risposte allergiche, come rossore, prurito o nausea;
  • Sensazione di calore durante l’iniezione.

Non esistono evidenze di rischi per la salute a lungo termine derivanti dalla risonanza magnetica: normalmente, anche il mezzo di contrasto viene smaltito dai reni in poche ore.

La risonanza magnetica è un esame sicuro per la maggior parte delle persone, ma esistono alcune controindicazioni che il medico deve valutare attentamente. L’esame è generalmente controindicato, o richiede precauzioni particolari, nei pazienti con:

  • Pacemaker o defibrillatori (non compatibili con la risonanza magnetica);
  • Neurostimolatori, protesi metalliche, valvole cardiache artificiali o clip vascolari;
  • Schegge metalliche nel corpo, soprattutto nella zona del viso e degli occhi.

Se necessaria, la risonanza magnetica può essere eseguita in gravidanza, all’interno del primo trimestre: salvo diversa indicazione medica, è bene evitare il mezzo di contrasto (èperò necessario che il medico ginecologo ne motivi la richiesta). Nei bambini l’esame è sicuro, ma può essere necessaria la sedazione per i più piccoli.

Lettura dei Risultati

Dopo la risonanza le immagini vengono analizzate da un medico radiologo, che interpreterà l’esame diagnostico: il referto viene poi consegnato al paziente entro qualche giorno, anche se in alcuni centri può essere disponibile in tempi più rapidi.

Il referto contiene una descrizione tecnica delle immagini rilevate (strutture, eventuali anomalie e misurazioni) con la relativa registrazione, una conclusione diagnostica e altre indicazioni cliniche, utili al medico curante per eventuali approfondimenti.

I risultati sono attendibili: la risonanza magnetica è una delle metodiche più accurate e sensibili, ma è bene ricordare che la valutazione finale spetta al medico curante.

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