Quante ecografie sono raccomandate durante la gravidanza?

La gravidanza non è una malattia e non deve essere vissuta come tale. Per questo è l’ostetrica e non il medico la figura di riferimento per tutte le donne con gravidanza fisiologica.

Come si calcola l’inizio di una gravidanza?

Come si calcola l’inizio di una gravidanza? Quindi la durata della gravidanza coincide con le 38 settimane equivalenti ai nove mesi gestazionali più le due settimane dall’ultima mestruazione.

Il ruolo delle ecografie durante la gravidanza

Quando si parla di gravidanza si fa riferimento ad un periodo molto lungo per la donna durante il quale devono essere effettuati una serie di esami di cruciale importanza per valutare la salute del nascituro e della futura madre. Tra questi esami, quelli che assumono un’importanza fondamentale per le prerogative precedentemente elencate, ci sono le ecografie in gravidanza. L’ecografia è un esame che consente, attraverso l’utilizzo di una sonda e di uno schermo computerizzato, di valutare la conformazione e le problematiche di organi e tessuti altrimenti impossibili da indagare in altro modo, se non attraverso l’utilizzo di incisione chirurgica. Nel caso dell’ecografia in gravidanza, questa risulta di vitale importanza lungo tutta la gestazione per valutare numerosi parametri ed indagare differenti problemi relativi al feto.

Tra questi parametri i più importanti che vanno valutati attraverso le ecografie in gravidanza, vanno ricordati la datazione della gravidanza stessa, la posizione del feto nella sacca di gestazione, la connotazione precisa del sesso del nascituro e la verifica di varie problematiche come i difetti presenti nel liquido amniotico o le problematiche che possono andare a caratterizzare la placenta. Nel quadro d’intervento così delineato le ecografie in gravidanza vengono programmate secondo un preciso calendario impostato in base ad una programmazione settimanale lungo tutti i 9 mesi della gestazione.

Quando programmare le ecografie in gravidanza

Ecco come si sviluppa il programma delle ecografie in gravidanza per come si verifica mese per mese. Le settimane in cui svolgere le ecografie in gravidanza Il programma per svolgere le ecografie in gravidanza viene solitamente suddiviso in tre appuntamenti così ripartiti:

  • ecografia tra la 6a e l’8a settimana;
  • ecografia morfologica tra la 20a e la 21a settimana;
  • ecografia intorno alla 30a settimana.

Ecografia tra la 6a e l’8a settimana

La prima visita ostetrica e la prima ecografia sono consigliate dopo sette/otto settimane dalla data dell’ultima mestruazione. La prima ecografia è utile a confermare la presenza e il numero degli embrioni nell’utero e a definire la datazione.

In questa ecografia viene di solito analizzato lo stato di salute del feto, anche valutando le condizioni di importanza fondamentale come il battito del cuore. Da questo momento, infatti, è più semplice da analizzare il funzionamento cardiaco del feto. In questo appuntamento vengono anche valutate le condizioni morfologiche della sacca gestionale.

Ecografia morfologica tra la 19a e la 21a settimana

L’ecografia del secondo trimestre va eseguita tra la 19° e la 21° settimana di gravidanza. Viene anche definita ecografia morfologica perché serve al medico per studiare la morfologia del feto ed escludere eventuali malformazioni congenite visibili. Uno degli esami più importanti di questo periodo è l’ecografia morfologica, anche nota come “strutturale”, che viene eseguita tra la 19ª e la 21ª settimana.

Detta anche ecografia del secondo trimestre, nel programma delle ecografie in gravidanza questa assume un’importanza fondamentale per una definitiva valutazione della posizione assunta dal feto, potendo così programmare, in particolari casi, la sicurezza di un parto naturale o la necessità di intervenire, nei tempi, attraverso altre modalità ed altri interventi.

Come screening delle anomalie fetali, secondo l’esperienza acquisita, l’ecografia del secondo trimestre permette di identificare eventuali malformazioni fetali, in percentuale variabile a seconda degli organi con una sensibilità di circa il 20-50%, oltre a misurare alcune parti del corpo e confrontarle con le curve di riferimento per valutare lo sviluppo fetale atteso per l’epoca della gravidanza, oltre a controllare il liquido amniotico, visualizzare la sede di inserzione placentare e la localizzazione della placenta.

Ecografia intorno alla 30a settimana

Ecografia del terzo trimestre (30-32 settimana): serve a verificare l’accrescimento del feto, visualizzare i suoi organi e apparati, e controllare il liquido amniotico e la localizzazione della placenta.

Detta anche ecografia del terzo trimestre, in quest’occasione si è in grado di valutare con maggiore precisione quelle che sono le misure del feto con un’ulteriore valutazione delle condizioni del liquido amniotico, potendo così valutare la possibilità di sviluppare patologie di varia natura ed importanza.

Questi appuntamenti, ovviamente, possono essere seguiti e preceduti da ulteriori ecografie in gravidanza. La futura mamma non deve, infatti, sottovalutare nessun segnale che arriva dal feto lungo i mesi della gestazione. Gli appuntamenti prima elencati hanno carattere gratuito se eseguiti presso strutture pubbliche su indicazione del proprio medico di fiducia.

Ecografie speciali

Quelle di cui abbiamo parlato sono definite ecografie classiche. Si ricorre a tale tipologia di esame quando il ginecologo ritiene necessario controllare meglio l’apparato riproduttivo della madre. Con l’ecografia classica infatti non è possibile superare gli strati adiposi del corpo. L’ecografia transvaginale viene effettuata dal ginecologo attraverso una sonda. Anziché passarla sulla pancia, come avviene nell’ecografia classica, il medico la inserisce in vagina.

Prima di iniziare, il ginecologo cosparge di gel la parte su cui farà scorrere una sonda. La donna avverte semplicemente una sensazione di freddo. Le immagini del feto, riprese dalla sonda, vengono visualizzate su uno schermo posizionato davanti al ginecologo. Consente di stabilire di quanti mesi è il feto e di calcolare di conseguenza la data del parto. Serve per controllare lo sviluppo del feto ed escludere che vi siano malformazioni. Durante la seconda ecografia in gravidanza, il medico misura infatti le forme del feto, controllando le dimensioni del cranio, del femore e dell’addome.

Diagnosi prenatale

Inoltre, vengono offerte informazioni sulle diverse possibilità di diagnosi prenatale per rilevare eventuali anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.

Screening del primo trimestre (ultrascreen o bitest): questo esame viene effettuato in due momenti. A 10 settimane la ginecologa effettua la consulenza e il prelievo del sangue. A 12-13 settimane, si effettua l’ecografia per osservare la nuca del feto (traslucenza nucale) per individuare una raccolta di liquido che tutti i feti hanno, ma che in caso di malattie cromosomiche appare ingrossata, e altre strutture. L’esito dell’esame è dato dalla combinazione statistica dei risultati di esami del sangue e ecografia con l’età materna.

  • Test del DNA fetale: un test non invasivo e senza rischi che indaga il DNA del feto che circola nel sangue materno per rilevare la presenza di anomalie cromosomiche (relative ai cromosomi 21, 18, 13 e ai cromosomi sessuali X e Y) o malattie genetiche note (perché già presenti in famiglia).
  • Villocentesi: è un esame invasivo* che consiste nell’aspirazione di una piccola quantità di tessuto della placenta.
  • Amniocentesi: è un esame invasivo* che consiste in un prelievo attraverso l’addome del liquido amniotico dall’utero.

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