Gli esami del sangue sono uno strumento diagnostico fondamentale per molte malattie, perché nel sangue sono riscontrabili valori che indicano chiaramente la presenza, ad esempio, di un’infezione specifica in corso, oppure di marcatori di neoplasie.
Anzitutto è bene chiarire che “analisi del sangue” è un’espressione che significa tutto e niente.
Sono esami utili a individuare un certo tipo di problema di salute in corso, o condizioni che se dovessero diventare croniche potrebbero compromettere seriamente la salute.
Interpretazione e Frequenza degli Esami del Sangue
Ogni quanto andrebbero fatti, quindi, gli esami del sangue?
I risultati degli esami del sangue devono essere valutati nell'insieme dal medico di base che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.
Nell'interpretazione dei risultati va ricordato che l'intervallo di riferimento dell'esame può variare leggermente in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi.
Componenti del Sangue e Loro Funzioni
Il sangue è composto da diverse componenti, ciascuna con una funzione specifica:
- Plasma: è la parte liquida del sangue, composta da acqua, elettroliti e proteine, in particolare albumina e gli anticorpi detti immunoglobuline che controllano la proliferazione di agenti patogeni e eventuali cellule tumorali, cercando di eliminarli. Nel plasma si trovano anche i fattori della coagulazione, che servono per gestire il flusso di sangue per evitare emorragie.
- Globuli rossi (eritrociti): hanno il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni a tutti i tessuti dell’organismo e portare via l’anidride carbonica via dai tessuti e di nuovo ai polmoni. Valori bassi di globuli rossi sono sintomo di anemia, cioè di uno scarso trasporto di ossigeno nel sangue, che si traduce in sintomi quali affaticamento e debolezza.
- Globuli bianchi (leucociti): sono le difese dell’organismo che servono per combattere le infezioni ed eventuali cellule tumorali. Solitamente i leucociti aumentano quando è in atto un’infezione. Abbiamo cinque tipi di globuli bianchi: i neutrofili, che devono eliminare batteri e funghi, i monociti, che combattono le cellule morte o quelle danneggiate, gli eosinofili che uccidono i parassiti, hanno anch’esse il compito di eliminare eventuali cellule tumorali e aiutano la risposta alle reazioni allergiche. Il quarto gruppo di globuli bianchi sono i basofili, cruciali nella risposta alle reazioni allergiche. Infine ci sono i linfociti, che sono di vario tipo. I tre tipi principali di linfociti sono i linfociti T e le cellule natural killer, che combattono i virus e possono riconoscere alcune cellule tumorali, e i linfociti B, che sono quelle che producono gli anticorpi. Valori di leucociti troppo bassi (si parla di leucopenia), possono indicare una minor capacità dell’organismo di affrontare le infezioni, ma non è detto che chi ha pochi globuli bianchi si ammali necessariamente molto spesso. Al contrario, un numero di leucociti troppo alto (si parla di leucocitosi) può indicare - ma non necessariamente, servono ulteriori esami eventualmente per la diagnosi - un’infezione, un processo infiammatorio o in rari casi una leucemia.
- Piastrine (trombociti): cellule che partecipano al processo di coagulazione formando una “diga” fisica per arrestare il flusso di sangue.
Preparazione agli Esami del Sangue
Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsatida comportamenti errati.
In linea generale, ma non sempre, le analisi del sangue devono essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato; durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua.
Qualora l'esame debba testare solamente la parte corpuscolata del sangue (emocromo), invece, il fatto di aver assunto cibi o bevande non ha influenza, quindi il digiuno non è necessario.
Molti farmaci interferiscono con il risultato, quindi, è sempre consigliabile informare il medico se si stanno seguendo delle terapie.
Cosa Fare e Non Fare Prima del Prelievo
- «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.
- Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.
- È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.
- L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviatain Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nelcervello», spiega il dottor Milone.
- Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea. «Tutte le condizioni che comportanodisidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamodisidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».
Quando Evitare le Analisi del Sangue
Ci sono situazioni in cui sottoporsi a esami del sangue potrebbe non essere necessario o addirittura controproducente:
- Check-up non necessari: Fare un check-up quando ci sentiamo benissimo potrebbe non essere la scelta migliore. La medicina ci dimostra che la diagnosi precoce non sempre salva la vita.
- Sovradiagnosi: La letteratura ha dimostrato che molto spesso valori alti di PSA, molto frequenti, sono presenti anche in assenza di neoplasia. Questo significa più alta probabilità di sovradiagnosi, cioè di diagnosi di tumori che con buona probabilità sarebbero stati “fermi” per ancora molto tempo o che non avrebbero mai dato alcun problema.
Rischi della Diagnosi Precoce
“La diagnosi precoce si basa sull’assunto (sbagliato) che tutte le malattie progrediscano da una fase asintomatica, caratterizzata da minime alterazioni biologiche, fino ad uno stadio di malattia conclamata.
Perciò, tanto prima riconosciamo la malattia, tanto più semplice ed efficace sarà la cura.
Il problema, però, è che non tutte le malattie seguono un percorso così lineare: in alcuni casi, evolvono lentamente, in altri presentano un andamento tumultuoso e incontrollabile, in altri casi ancora (la maggioranza) regrediscono in modo spontaneo.
[…] Molte persone, però, non hanno alcuna consapevolezza che la ricerca di malattie in soggetti asintomatici potrebbe avere delle conseguenze negative.
Un gruppo di ricercatori danesi ha seguito oltre 250.000 persone per decenni, confrontando chi faceva check-up regolari e chi no.
Questo articolo vorrebbe invece essere un’accorata supplica contro il fai-da-te sanitario, la prevenzione da volantino e la diagnosi in offerta 3×2. È una difesa appassionata della medicina sobria, giusta, personalizzata.
Costi degli Esami del Sangue
Dipende. Non costa allo stesso modo dappertutto, anche nelle strutture pubbliche.
Le regioni prevedono un ticket fisso intorno ai 40 euro per il “pacchetto base” di analisi, o addirittura l’esenzione per alcune tipologie di esame e per specifiche categorie di persone che soffrono di certe patologie.
I costi variano da regione a regione.
Accortezze Post Prelievo
Esistono alcuni accorgimenti da mettere in pratica subito dopo un prelievo di sangue:
- tenere il braccio disteso, la mano aperta e premere il cotone sul punto di prelievo, senza strofinare, per almeno 5 minuti.
- se il paziente assume farmaci anticoagulanti, se è in chemioterapia o in stato di gravidanza e in stati fisiologici o patologici in cui la coagulazione risulti rallentata, l’accortezza dovrà essere maggiore e sarà necessario dunque che la pressione sul cerotto venga esercitata per 8/10 minuti
- evitare di portare pesi e compiere sforzi con il braccio sul quale è stato effettuato il prelievo nei primi minuti successivi allo stesso
- consigliamo a persone emotive, bambini e donne in gravidanza di fermarsi in sala d’attesa per alcuni minuti dopo il prelievo e di avvisare il personale di laboratorio in caso di qualsiasi disturbo.
Lividi o Edemi: Eventi Possibili nel Prelievo di Sangue
Il prelievo ematico è comunque un evento traumatico per il vaso sanguigno ed è probabile la comparsa di fenomeni post traumatici quali ecchimosi (livido) o edemi (lieve gonfiore).
Non allarmarsi dunque per queste evenienze poco gradevoli ma dalla prognosi benigna e applicare una pomata specifica come Arnica, Reparil, Hirudoid, Lasonil.
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