La mammografia è un esame radiologico delle mammelle fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella. Permette di identificare lesioni in stadi iniziali ed è quindi un’arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia. Si tratta di un esame radiografico non invasivo del seno che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno.
Cos'è la Mammografia?
La mammografia è un esame radiologico e ne esistono 2 tipi: quella di screening e quella diagnostica. La mammografia di screening viene eseguita su tutte le donne asintomatiche in determinate fasce di età. Nel caso dell’Emilia-Romagna dai 45 anni ai 50 la mammografia di screening è prescritta annualmente, mentre dai 50 ai 75 ogni due anni. La mammografia è una radiografia del seno fondamentale per individuare patologie a carico della mammella. Può essere prescritta dopo un esame clinico, come la palpazione del seno, o un'ecografia per escludere un sospetto di tumore.
Come si Esegue la Mammografia?
La donna viene invitata ad appoggiare una mammella per volta su un piano del mammografo e a seguire le istruzioni del tecnico di radiologia sanitaria. Vengono eseguite due immagini per ciascuna mammella, una orizzontale ed una obliqua. Per eseguire bene l’esame bisogna comprimere il seno: alcune donne provano un certo fastidio o dolore, che però dura solo pochi secondi. L’esame, che utilizza raggi X a bassa dose, prevede la compressione del seno tra due piastre. La compressione dura pochi secondi e viene effettuata in due o più proiezioni per lato.
Per completare l’esame è necessario stringere la mammella tra due lastre e ciò favorisce la definizione dell’immagine radiografica con l’obiettivo di ottenere informazioni dettagliate, fin nei minimi particolari, circa lo stato di salute dei seni. Le immagini vengono poi analizzate da un medico radiologo che valuta la presenza di opacità nodulari, micro-calcificazioni oppure aree di distorsione strutturale.
Quando Fare la Mammografia Durante il Ciclo Mestruale?
È possibile sottoporsi all'esame mammografico in qualsiasi momento. Tuttavia, se la paziente ha la possibilità di scegliere, è consigliabile effettuare l'esame durante la prima settimana del ciclo mestruale, o al massimo entro il 14° giorno del ciclo. Alcuni studi suggeriscono che l’indagine potrebbe essere più tollerata se effettuata nella prima fase del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. La sensibilità del seno è infatti più alta in questo periodo grazie ai cambiamenti della struttura della mammella.
Preparazione all'Esame
Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Nel giorno dell’esame è però meglio non usare creme, lozioni, deodoranti o talco, in quanto possono alterare l’immagine radiologica. Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini. Inoltre, per eseguire la mammografia è necessario svestirsi fino alla vita e togliere eventuali gioielli. Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.
Mammografia: è un Esame Doloroso?
La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame. La mammografia non è dolorosa ma comporta una compressione importante, per questo alcune pazienti con elevata sensibilità al seno potrebbero trovarla fastidiosa. La metodica non provoca danni ai tessuti e se ci si chiede se la mammografia è dolorosa la risposta è no, anche se alcune donne la trovano fastidiosa. Ogni donna ha una sensibilità differente, pertanto per alcune può essere dolorosa, per altre no. Per eseguire la mammografia la mammella viene compressa con un apposito piatto in plexiglas; la compressione, se effettuata con delicatezza, provoca per lo più un leggero fastidio, poche donne riferiscono un minimo dolore, pochissime un dolore molto forte.
Controindicazioni ed Avvertenze
La mammografia non ha particolari controindicazioni, ma, salvo eccezioni, non si esegue in gravidanza. Pertanto, la donna in gravidanza che riceve un invito è bene che contatti il Centro Screening di riferimento per comunicare il suo stato e programmare l’esame dopo il parto. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni. Non tutte le lesioni neoplastiche vengono però evidenziate tramite la mammografia bilaterale di screening: specie se mascherate dalla maggior densità della mammella, condizione che si ritrova spesso in donne giovani e in donne in età fertile. Tuttavia, come tutti gli esami radiologici, la mammografia non può essere eseguita in caso di gravidanza certa o presunta.
- Avere le protesi mammarie non impedisce di effettuare una mammografia. La mammografia può essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame. In presenza di protesi è però necessario informare il clinico che adatterà la compressione.
- Si può effettuare la mammografia anche se si hanno secrezioni dal capezzolo.
- In generale non si esegue la mammografia di screening prima che siano passati almeno 12 mesi da una mammografia precedente.
Alternative alla Mammografia
L’ecografia mammaria e la mammografia sono due tipi di esami utilizzati per la diagnosi e la valutazione delle patologie mammarie, ma si differenziano per il metodo utilizzato per l’acquisizione delle immagini. La mammografia utilizza i raggi X per produrre immagini delle mammelle. Durante l'esame viene applicato un gel sulla superficie del seno e viene utilizzato un apposito strumento, l'ecografo, per visualizzare le strutture interne della mammella. L’ecografia mammaria utilizza, invece, gli ultrasuoni per produrre immagini delle mammelle. Nelle donne sotto i 40 anni, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può risultare poco leggibile; pertanto, nelle donne più giovani viene generalmente consigliata l’ecografia mammaria.
Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. È utile soprattutto per completare la mammografia nelle donne che presentano un seno denso.
Tabella comparativa tra Mammografia ed Ecografia Mammaria
| Caratteristica | Mammografia | Ecografia Mammaria |
|---|---|---|
| Metodo | Raggi X | Ultrasuoni |
| Radiazioni | Basse dosi | Nessuna |
| Efficacia | Seni con tessuto adiposo | Seni densi |
| Età consigliata | Dopo i 40 anni | Sotto i 40 anni |
| Rilevazione | Microcalcificazioni | Masse e anomalie palpabili |
Dopo l'Esame
Non è necessario essere accompagnati, in quanto la mammografia è un semplice esame radiografico che non prevede anestesia né lascia conseguenze che richiedano l’aiuto di un’altra persona. Il tempo di esecuzione di una mammografia è di 5-10 minuti. Alla fine non devi restare in osservazione.
Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di tumore al seno. In caso di anomalie sospette, seguiranno ulteriori accertamenti per confermare o meno la diagnosi. Ricevere un esito positivo può generare ansia e preoccupazione, ma è importante comprendere che non significa necessariamente la presenza di un tumore, ma indica semplicemente la necessità di approfondire gli esami.
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