La colposcopia è un esame ambulatoriale necessario per individuare anomalie delle mucose, infezioni o malattie tumorali nella vulva, nella vagina e nella cervice uterina o collo dell’utero. Si tratta di un esame diagnostico eseguito principalmente per prevenire e diagnosticare precocemente tumori e lesioni al collo dell’utero. La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test.
Indicazioni per la Colposcopia
La colposcopia è consigliata in presenza di diverse condizioni, tra cui:
- Formazioni tumorali e pre-tumorali a livello di collo dell'utero, vagina o vulva.
- Verruche genitali conseguenti a un'infezione da Papilloma Virus Umano (HPV).
- Cervicite.
- Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.
Come Prepararsi alla Colposcopia
Non vi è una particolare preparazione per la colposcopia, basta osservare alcuni piccoli accorgimenti:
- Non bisogna utilizzare tamponi vaginali e creme vaginali nelle 48 ore precedenti l’esame.
- Sarebbe preferibile astenersi dall’avere rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti l'esame.
- La colposcopia non può essere eseguita durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare. Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa.
- Le donne ancora mestruate devono concordare con il medico la data dell'esame in base al ciclo mestruale, in quanto le mestruazioni rappresentano una controindicazione alla colposcopia con biopsia.
- È inoltre opportuno evitare di sottoporsi all'esame in presenza di una forte infiammazione o di una distrofia della mucosa vaginale, condizioni tipiche della menopausa, quando l’esame, per le modifiche a cui va incontro l’utero, diventa meno utile.
- Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno cinque giorni prima dell’indagine.
- È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame.
- È possibile effettuare una colposcopia in gravidanza: l’esame può essere eseguito in modo sicuro, ma lo specialista deve essere informato prima in modo corretto dello stato della paziente.
Come si Esegue la Colposcopia
La colposcopia si effettua facendo sdraiare la paziente sul lettino, in posizione ginecologica. Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. Il ginecologo, poi, introduce all’interno della vagina lo speculum, uno strumento che distende le pareti della vagina mostrando così il collo dell’utero e le pareti stesse della vagina. L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte.
Dopodiché viene inserito un piccolo tampone sul quale è applicata una soluzione a base di acido acetico prima e di iodio poi. L’esame avviene sul lettino ginecologico con il medico che distende le pareti della vagina con lo strumento chiamato speculum e, dopo aver tamponato le zone di interesse con un batuffolo di cotone applica una soluzione a base di acido acetico o di iodio che facilita il riconoscimento di eventuali anomalie dei tessuti. Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze. In questo modo eventuali anomalie dei tessuti vengono più facilmente identificate. A questo punto con il colposcopio, una specie di grande lente di ingrandimento, il medico osserva i tessuti nel dettaglio in cerca di eventuali anomalie. La sua funzione principale è quella di individuare eventuali lesioni macroscopicamente rilevabili sulle quali potrebbe essere importante eseguire una biopsia mirata.
Colposcopia con Biopsia
Qualora vengano evidenziate anomalie in qualche area oggetto di esame, è possibile effettuare una colposcopia con biopsia del collo dell’utero, della vagina o della vulva, che consiste in un piccolo prelievo di tessuto che sarà poi analizzato in laboratorio. Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche.
Cosa Aspettarsi Dopo la Colposcopia
Dopo la colposcopia, è possibile che si verifichino:
- Come può accadere dopo l’esecuzione del pap-test, anche la colposcopia può dar esito nei 2 o 3 giorni successivi a qualche piccola perdita di sangue.
- È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare.
È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali. In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali.
Interpretazione dei Risultati della Biopsia
I risultati della biopsia possono indicare diverse condizioni:
- La colposcopia è negativa quando il collo dell’utero ha un aspetto nella norma oppure si trova in uno stato di infiammazione e carenza ormonale.
- Displasia moderata, o CIN II: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in un tumore maligno vero e proprio. Risvolti terapeutici: tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
- Displasia severa, o carcinoma "in situ" o CIN III: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale interessano tutto lo spessore di cellule che riveste il collo dell'utero, membrana basale esclusa; pertanto, il numero di cellule epiteliali coinvolte è elevato. Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in un tumore maligno vero e proprio. Risvolti terapeutici: la displasia cervicale severa necessità assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
- Presenza di tumore al collo dell'utero: quest'esito indica che la lesione analizzata in laboratorio è vero e proprio tumore maligno a carico del collo dell'utero.
Nuove Tecnologie
Oggi l’uso della colposcopia digitale ad alta definizione permette di realizzare una documentazione fotografica accurata che può essere confrontata per valutare la presenza di eventuali cambiamenti nel tempo.
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