Quando Fare le Analisi del Sangue e Cosa Mangiare: Guida Completa

Sottoporsi a un esame del sangue è una pratica comune prescritta dal medico per verificare il funzionamento di un organo, l’andamento di una patologia o l’efficacia di una terapia. Analizzando un campione ematico in laboratorio, si possono valutare diversi parametri legati allo stato di salute, come i livelli di glicemia, creatinina, omocisteina, sodio, potassio, calcio, trigliceridi, colesterolo, ferro, acido urico e molti altri ancora.

Per garantire che gli esiti non siano falsati da comportamenti errati, è importante rispettare alcune regole prima di sottoporsi al prelievo. Spesso la domanda più frequente è: “Cosa devo fare prima del prelievo di sangue?”. In questo articolo, esploreremo cosa fare (e cosa non fare) prima di un prelievo venoso, rispondendo a dubbi comuni come il digiuno, l’assunzione di farmaci e l’attività fisica.

Preparazione alle Analisi del Sangue

È fondamentale prepararsi adeguatamente per gli esami del sangue per evitare risultati falsati. Ecco alcuni consigli utili:

Digiuno: Quanto e Perché?

Nelle ore precedenti al prelievo, è opportuno presentarsi a digiuno da almeno 8-12 ore. Durante questo lasso di tempo è possibile assumere piccole quantità di acqua, evitando ovviamente bevande zuccherate, alcol e caffè. La verità è che il digiuno non è indicato per tutti gli esami, ma visto che per molti analiti come glicemia, trigliceridi, colesterolo, azotemia ed elettroliti è necessario osservare il digiuno prima del prelievo venoso, l’accordo unanime è di rimanere a digiuno.

Si può bere acqua anche cinque minuti prima del prelievo! A differenza degli alimenti solidi, bere moderatamente e soltanto acqua non modifica né altera il metabolismo e, quindi, non c’è alcun rischio di falsificare gli esami del sangue. Anzi, una prolungata disidratazione potrebbe modificare alcuni valori come l’ematocrito o il sodio. Inoltre per lo stesso motivo, è sconsigliato fare la sauna o il bagno turco il giorno precedente l’esame ematico.

Dieta nei Giorni Precedenti

Per un corretto esito degli esami del sangue è importante anche la dieta seguita nei giorni che precedono il prelievo. «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.

La sera prima - e nei giorni precedenti - è importante mantenere una dieta il più possibile abituale, evitando eccessi o carenze. Lo scopo di molti esami (ad esempio colesterolo e altri lipidi) è verificare se il proprio stile di vita rappresenta un fattore di rischio per diverse patologie. Il consiglio, quindi, è questo: nei giorni precedenti e la sera prima delle analisi del sangue, mangiate ciò che è abituale per voi, assicurandovi che tra la fine del pasto serale e il prelievo trascorrano almeno 8 ore, preferibilmente 12. Come già detto, adeguati apporti di acqua sono consentiti.

Attività Fisica: Moderazione è la Chiave

L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti. E in ogni caso, è tassativo non fare sport o sforzi fisici nelle 24 ore precedenti il prelievo!«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviatain Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nelcervello», spiega il dottor Milone.

Pertanto, si può affermare che una leggera attività fisica il giorno prima non è raccomandata ma nemmeno sconsigliata se proprio non se ne può fare a mano (al massimo attività rilassanti come una passeggiata con il cane). L’attività fisica intensa, invece, è sempre sconsigliata, che sia sport o un un lavoro fisico importante ed è fondamentale ricordarsi di non fare sforzi intensi prima di un prelievo.

Assunzione di Farmaci

La preparazione agli esami del sangue dovrebbe prevedere la non assunzione di farmaci nelle ore che precedono il prelievo. Quello che il paziente dovrebbe sapere, per rispondere alla domanda se può prendere i farmaci prima delle analisi del sangue, è che la migliore preparazione prevede teoricamente di non assumere farmaci di alcun tipo prima del prelievo venoso. Ovviamente, questa condizione è pressoché impossibile da rispettare in molti casi.

Il consiglio è quindi di parlarne direttamente con il proprio medico, che deciderà, in base alla situazione clinica, quali farmaci dovranno essere sospesi, quali rimandati a dopo il prelievo e quali, invece, dovranno essere assolutamente assunti e a che orario. Generalmente, i farmaci non salvavita (esempio un antinfiammatorio) e gli antibiotici (soprattutto in caso di ricerca di batteri nel sangue) potrebbero essere rimandati dal medico ad appena dopo il prelievo.

Le alterazioni dei valori del sangue durante l’assunzione di una terapia sono comprovate da numerosi studi scientifici, ma non è possibile prevedere con precisione come questi possano influire, a causa di una serie innumerevole di fattori (Weigel, 2021). Inoltre, le linee guida internazionali raccomandano che l’assunzione di farmaci venga sospesa solo su indicazione medica, perché molti farmaci alterano i risultati degli esami del sangue, ma sospenderli arbitrariamente può mettere a rischio la salute del paziente.

Altre Precauzioni

  • Fumo: È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone.
  • Stress: Lo stress emotivo o fisico può influenzare ormoni come il cortisolo e la prolattina.
  • Malattie Acute: Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.

Cosa Mangiare Dopo le Analisi del Sangue

Dopo il prelievo, spesso il primo desiderio è andare al bar a fare colazione. In realtà, il miglior consiglio su cosa mangiare dopo le analisi del sangue è consumare cibi facilmente digeribili, soprattutto se il numero di provette prelevate è stato elevato.

Alcuni alimenti consigliati potrebbero essere:

  • Frutta ricca di acqua ed elettroliti come l’anguria.
  • Snack naturali a base di cereali e frutta secca.
  • Yogurt greco.
  • Alimenti ricchi in ferro nel resto della giornata come verdure a foglie verde, carni rosse e legumi.

È opportuno bere almeno un bicchiere d’acqua per recuperare la volemia persa con il prelievo e aiutare la pressione a risalire (soprattutto nelle persone ipotese). Un thè, un succo di frutta o una bevanda sana potrebbe essere un ottima alternativa all’acqua.

Va comunque considerato che, a parte casi estremamente eccezionali o donazioni di sangue, i quantitativi prelevati si aggirano intorno ai 30-50 ml (l’equivalente di una tazzina di caffè).

Il Prelievo di Sangue: Cosa Aspettarsi

Il prelievo di sangue viene eseguito da personale infermieristico qualificato. Dopo aver disinfettato accuratamente l’area del prelievo, l'infermiere applica un laccio emostatico per facilitare l'individuazione della vena. Una volta localizzata, si procede con l'inserimento dell’ago per raccogliere il campione ematico. Dopo il prelievo venoso si consiglia di mantenere per alcuni minuti il braccio disteso e la mano aperta e tenere premuto un batuffolo di cotone sul punto in cui è stato effettuato il prelievo.

Sincope Vasovagale: Come Gestirla

Molti non amano sottoporsi a un prelievo di sangue: per alcuni è la vista del sangue, per altri la paura dell’ago o il dolore della puntura. In altri casi, è l’ansia da prestazione, che comincia a farsi sentire già dalla sera prima. Qualunque sia il fattore scatenante (o trigger), è comune che alcune persone possano svenire prima, durante o dopo un prelievo. Questo fenomeno è noto come sincope vasovagale.

Si tratta di un evento frequente, ben conosciuto dagli infermieri che eseguono i prelievi, e che nella quasi totalità dei casi non rappresenta un’emergenza, essendo una reazione fisiologica a uno stimolo stressante. In caso l’episodio sia nuovo anche per voi, nessun problema, segnalate le vostre sensazioni all’infermiere che vi indicherà e vi accompagnerà a posizionarvi in sicurezza fino alla fine dell’episodio.

Nella maggior parte dei casi, lo svenimento è pericoloso solo se può causare dei traumi in situazione a rischio, come ad esempio svenire qualche minuto dopo il prelievo mentre si è alla guida, dato che potrebbe causare un’incidente. Nel peggiore dei casi, come nei pazienti anziani, fragili e cardiopatici, una sincope vagale potrebbe essere effettivamente pericolosa per la salute, ma a punto è necessario affidarsi al personale infermieristico.

Tabella Riepilogativa: Cosa Fare e Cosa Evitare

Azione Consigli
Digiuno Mantenere il digiuno per 8-12 ore prima del prelievo. Bere acqua è consentito.
Dieta Nei giorni precedenti, mantenere una dieta abituale senza eccessi o carenze.
Attività Fisica Evitare sforzi intensi e prolungati nei giorni precedenti e nelle 24 ore prima del prelievo.
Farmaci Consultare il medico per sapere quali farmaci sospendere o assumere prima del prelievo.
Fumo Astenersi completamente dal fumo nelle ore precedenti il prelievo.
Stress Evitare situazioni di stress emotivo o fisico prima del prelievo.
Malattie Acute Rimandare le analisi in caso di malattie acute come influenza o disturbi gastrointestinali.

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