La colonscopia è un'indagine endoscopica che, attraverso l’introduzione di una sonda dotata di microtelecamera nell’ano del paziente, permette al medico di visualizzare dall’interno il colon. La colonscopia è un esame endoscopico con cui è possibile osservare la superficie interna del colon e del retto.
Che cos'è la Colonscopia?
La colonscopia è un esame che consiste nella visualizzazione dell’ultimo tratto del tubo digerente, ovvero l’intestino crasso, dal retto risalendo fino al cieco. Si esegue utilizzando una sonda flessibile, un endoscopio (colonscopio), che al suo apice è dotato di una videocamera e di una fonte luminosa. Le immagini acquisite vengono riprodotte in un monitor, permettendo al medico di rilevare in diretta l’eventuale presenza di quadri infiammatori, diverticoli (estroflessioni della parete), polipi (tumori benigni) o tumori maligni.
Tipi di Colonscopia
A seconda della porzione di intestino che si esamina, si parla di:
- rettosigmoidoscopia, se vengono visualizzati solo gli ultimi 20-30 centimetri circa del tratto digestivo, costituiti dal retto e dalla parte finale del colon, chiamata sigma.
- pancolonscopia o, più brevemente, colonscopia, se lo strumento viene fatto risalire fino a raggiungere l'ultimo tratto dell'intestino tenue.
In alcune regioni italiane la rettosigmoidoscopia è utilizzata come test di screening per i tumori del colon-retto, poiché quasi due terzi di questi si sviluppano nel retto e nell'ultima parte del colon.
Quando è Indicata la Colonscopia?
La colonscopia è importante per la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto, il secondo tumore più frequentemente diagnosticato nella popolazione italiana. La colonscopia viene eseguita come prevenzione del tumore al colon-retto nei soggetti con familiarità per tumori intestinali e a partire dai 50 anni di età per individuare e asportare l’eventuale presenza di polipi, piccole “protuberanze” che costituiscono i precursori del tumore al colon. Solitamente si effettua in seguito a esito positivo per sangue occulto nelle feci, un esame previsto nei programmi di screening regionali per la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto, offerto gratuitamente alla popolazione fra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni fino a 74 anni).
Oppure, può essere prescritta in caso di:
- alterazioni dell’alvo (comparsa di diarrea o stipsi);
- calo ponderale;
- dolore addominale;
- sanguinamento rettale (proctorragia) e tracce di sangue (ematochezia);
- anemia;
- presenza di sangue occulto fecale;
- sospette lesioni del colon ad altri accertamenti (ecografia/TAC).
Colonscopia Diagnostica e Operativa
La colonscopia può essere:
- diagnostica, volta a descrivere il calibro, il decorso e l'aspetto della mucosa dei diversi tratti;
- operativa, in questo caso si possono eseguire biopsie (per definire una lesione), oppure asportare polipi (polipectomia).
Questo è possibile introducendo attraverso un canale operatore dell’ endoscopio i diversi accessori (come pinze, anse, aghi).
La colonscopia è, inoltre, indicata nell’ambito della diagnosi e della sorveglianza del cancro del colon-retto e dei polipi adenomatosi. Da anni, infatti, questo tipo di indagine rientra nel programma di screening previsto, in Italia, per tutti gli uomini e donne considerati a rischio medio per età, cioè i soggetti fra i 50 e i 69 anni, con l’obiettivo di ridurre la mortalità, individuando e rimuovendo per tempo eventuali polipi, e/o permettendo una diagnosi in fase molto precoce della forma tumorale.
In caso di asportazione endoscopica o chirurgica di polipi adenomatosi (polipectomia), è prevista la ripetizione di una colonscopia entro 3 anni e dopo altri 5 nei pazienti con polipi multipli o di dimensioni superiori a un centimetro. Anche la presenza di malattie infiammatorie croniche intestinali e di malattie genetiche ereditarie intestinali aumenta le possibilità di sviluppare un tumore del colon-retto.
Come si Esegue la Colonscopia
Forma, decorso, calibro e colore delle viscere vengono analizzati introducendo nel canale anale il colonscopio. Si tratta di uno strumento composto da un tubo flessibile collegato a una fonte di luce e munito di microcamera (sonda endoscopica). La colonscopia è una procedura endoscopica invasiva che la maggior parte delle persone teme perché può essere dolorosa e mettere a disagio. Per questo in genere si ricorre a una sedazione moderata (sedazione cosciente) con farmaci sedativi, ipnotici e antidolorifici, somministrati per via endovenosa, per favorire il rilassamento e ridurre fastidio e dolore. Solo in casi particolari si ricorre a una sedazione profonda, che addormenta completamente la persona.
Durante l’esecuzione dell’esame, il paziente è sdraiato sul fianco sinistro, con le cosce flesse sul bacino e le ginocchia piegate, in posizione fetale. Si viene fatti sdraiare su un fianco (generalmente sul fianco sinistro) con le ginocchia piegate e il colonscopio viene introdotto lentamente nel canale anale. Poi si inserisce nell’ano il colonscopio che viene introdotto lentamente lungo l’intestino e gonfiato con anidride carbonica per facilitare la visualizzazione delle pareti intestinali. Per facilitare i movimenti della sonda e consentire una migliore visualizzazione della mucosa, durante l’esame si insuffla nel colon (sempre attraverso il colonscopio) dell’aria che serve per distendere le pareti intestinali. Il colonscopio-sonda trasmette tramite una piccola telecamera la visione interna che viene esaminata dal medico.
Il medico esamina le immagini trasmesse dalla microcamera e, se vede una lesione sospetta che potrebbe per esempio essere sintomo di una malattia infiammatoria o tumorale, con apposite pinze introdotte attraverso il colonscopio può prelevare alcuni frammenti di tessuto (biopsia) da sottoporre a esame istologico. Durante l'indagine si possono anche asportare direttamente eventuali polipi (polipectomia). In caso nel corso dell’esame venga segnalata la presenza di polipi o il medico rilevi un’area che necessita di ulteriori approfondimenti, vengono effettuate colonscopia e biopsia insieme.
Colonscopia con o senza Sedazione
Essendo un esame invasivo, potrebbe risultare fastidioso. Per questo motivo si può valutare se effettuare la colonscopia in sedazione oppure no. La scelta della sedazione permette di evitare fastidi ed essere già pronti qualora si renda necessaria una biopsia. la colonscopia senza sedazione: alcune persone si orientano verso questa scelta, ma è da considerare che l’esplorazione, soprattutto dell’ultimo tratto di intestino, può causare qualche fastidio. I farmaci per la sedazione in genere vengono somministrati per via endovenosa.
In caso di sedazione profonda o anestesia, il paziente può avere la necessità di fermarsi in ospedale fino allo smaltimento del farmaco assunto o avere bisogno di un accompagnatore per andare a casa.
Asportazione dei Polipi e Biopsie
Se trascurati e lasciati in sede, alcuni tipi di polipi (adenomi) possono trasformarsi nel corso del tempo in tumori maligni o provocare complicazioni come un’occlusione intestinale. La procedura che prevede l’asportazione dei polipi avviene per via endoscopica nel corso dell’esame. Se durante lo svolgimento dell’esame si segnala presenza di uno o più polipi, viene inserito nel colonscopio un apposito elettrobisturi che permette di tagliare e coagulare al tempo stesso. Il polipo viene quindi estratto e sottoposto a valutazione istologica. In caso si noti la presenza di tessuti anomali durante l’esame, viene effettuata una biopsia che consiste nel prelevare un campione dei tessuti identificati.
Alternative alla Colonscopia Tradizionale
In alternativa alla colonscopia tradizionale, è possibile orientarsi verso la colonscopia virtuale. In questi casi, una possibile alternativa all’indagine endoscopica tradizionale è rappresentata dalla colonscopia virtuale, che permette di ottenere immagini tridimensionali dell’interno del colon senza inserire alcuna sonda.
Colonscopia Virtuale
Procedura: si utilizza un’apparecchiatura radiologica non invasiva TC multistrato e un software per immagini dedicato.
Enteroscopia con Videocapsula
Diversamente, l'enteroscopia viene eseguita mediante l'utilizzo di una capsula monouso dotata di telecamera, poco più grande di una compressa.
Quanto Dura la Colonscopia?
La durata della colonscopia dipende dalla lunghezza dell’intestino esplorato e dall’eventuale necessità di fare biopsie e asportare polipi. Una semplice rettosigmoidoscopia può durare da 5 a 15 minuti, nel caso ci siano polipi da togliere; per effettuare una pancolonscopia ci vuole più tempo, da 20 fino a 45 minuti. La colonscopia ha una durata di circa 20-45 minuti.
Preparazione alla Colonscopia
Sì, la preparazione alla colonscopia è fondamentale per la qualità dell’esame. Occorre qualche tipo di preparazione particolare all'esame? La colonscopia richiede di essere eseguita a intestino completamente libero. È anche uno degli aspetti più fastidiosi dell’indagine, perché richiede l’assunzione di un lassativo in modo da pulire completamente l’intestino. In genere, al momento della prenotazione, il centro al quale ci si rivolge fornisce un vademecum con le regole da seguire, che variano in base al numero di giorni disponibili prima dell’esame e in funzione dell’orario in cui lo si eseguirà. Al momento della prenotazione, ogni centro consegnerà un foglio con precise istruzioni al riguardo. È bene leggerle già al momento della prenotazione, annotando sul calendario la data in cui cominciare la preparazione all’esame, e seguirle scrupolosamente per non dover ripetere la procedura una seconda volta, nel caso la parete dell’intestino non sia sufficientemente libera per essere ben esaminata. Per garantire la completa pulizia dell’intestino, sempre il giorno precedente la colonscopia (o a volte anche il mattino stesso dell’esame, se questo è programmato per il pomeriggio) è generalmente prevista l’assunzione di lassativi specifici, secondo modalità ben indicate sulle confezioni degli stessi. Alcuni, per esempio, vanno sciolti in acqua in modo da ottenere 3-4 litri di bevanda purgante da bere nell’arco di alcune ore.
Dieta Prima della Colonscopia
Per quanto riguarda l’alimentazione, generalmente le restrizioni riguardano i 2 o 3 giorni prima dell’esame, in cui ci si deve astenere da tutti gli alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, pasta e cereali integrali. È possibile, invece, mangiare uova, carne, pesce, brodo, spremute, succhi di frutta, passate, omogeneizzati e, in piccole quantità, pasta e pane di farina raffinata. Di solito, dal giorno o dalla sera prima dell’esame occorre attenersi a una dieta totalmente liquida: si potranno quindi assumere solo brodo di dado (non vegetale), acqua, camomilla, tisane, succhi di frutta senza polpa, bevande analcoliche, caffè o tè senza latte, eventualmente con zucchero o miele. Modalità e orari relativi all’assunzione del lassativo possono cambiare se l’appuntamento è al mattino o al pomeriggio.
La dieta prima della colonscopia consiste nell’assunzione di tè o camomilla, anche ben zuccherati, oppure di altri liquidi trasparenti e non gasati; è possibile stabilirne la quantità in autonomia, in base alle proprie esigenze. È importante evitare di bere nelle 2 ore che precedono l’esame.Un'alternativa alla preparazione standard è la colon wash, un lavaggio intestinale che dura circa 45 minuti e precede la colonscopia. Viene inserita nel retto una cannula fornita di due tubi, uno più piccolo per l’entrata dell’acqua e l’altro più grande per aspirare ed eliminare il materiale fecale; vengono quindi eseguite irrigazioni con acqua tiepida, a bassa pressione e dei massaggi sull’ addome per favorire lo scollamento delle feci.
Le donne in gravidanza o che allattano, le persone allergiche, diabetiche o con grave insufficienza renale, cardiaca o respiratoria devono segnalarlo all’atto della prenotazione, così che venga loro prescritto un lassativo idoneo. Una volta terminata la soluzione per la pulizia del colon, qualora dovessero comparire nausea o disgusto bevendo il lassativo, questo è normale: assumerlo più lentamente e a piccoli sorsi.
Esempio di Dieta Pre-Colonscopia
- Pranzo: pranzare entro le 12 seguendo un’alimentazione priva di scorie (es.).
- Cena: cenare con brodo filtrato (di dado o carne) e ingerire le sole bevande limpide, zuccherate (es.).
Altre Raccomandazioni Pre-Esame
È meglio che mi faccia accompagnare da qualcuno o posso venire da solo? Potrò guidare la macchina per tornare a casa? Sì, il paziente deve farsi accompagnare in clinica e non guidare la macchina per tornare a casa, considerando che l’azione sedativa dei farmaci somministrati prima della colonscopia potrebbe rallentare i riflessi.
La Colonscopia è Dolorosa?
La colonscopia è dolorosa? Nel corso della procedura è possibile avvertire un senso di pressione e gonfiore all’addome e può presentarsi un leggero mal di pancia, dovuto soprattutto alla distensione delle pareti intestinali. La tollerabilità è soggettiva, dipende da diversi fattori come pregressi interventi addominali, la presenza di numerosi diverticoli, o una conformazione particolarmente allungata e tortuosa del colon (dolicocolon). Grazie alla sedazione cosciente (moderata) si possono ridurre fastidio e dolore fino ad azzerarli. Per alleviare il fastidio e/o dolore, viene somministrata per via endovenosa una sedazione cosciente, definita sedo-analgesia utilizzando un farmaco sedativo e uno analgesico.
Rischi e Complicazioni della Colonscopia
La colonscopia di per sé è un esame considerato sicuro, ma non è mai possibile escludere del tutto qualche rara complicazione, in particolare la perforazione dell’intestino e la comparsa di emorragie quando si asportano grossi polipi. La colonscopia è una procedura sicura, ma, come in tutte le pratiche della medicina, possono, seppur raramente, insorgere delle complicanze. La colonscopia è una procedura a basso rischio, ed è considerato un esame sicuro. Ma come tutte le procedure invasive, non è del tutto priva di complicanze. Pertanto è importante che venga eseguita quando ci sono indicazioni certe e condivise, racchiuse nelle linee guida.
Le complicanze sono rappresentate da:
- emorragia nel punto di biopsia o polipectomia, che normalmente viene controllata per via endoscopica e raramente richiede trasfusione di sangue;
- perforazione (cioè lacerazione) della parete intestinale che può essere risolta endoscopicamente (con il posizionamento di clip metalliche) o può talvolta rendere necessario un intervento chirurgico.
La perforazione, cioè l’apertura accidentale di un foro nella parete intestinale, è comunque nella maggior parte dei casi trattabile con l’applicazione di clip metalliche; raramente, può rendersi necessario un immediato intervento chirurgico di riparazione. Eventuali perdite di sangue dovute alla rimozione dei polipi vengono invece cauterizzate immediatamente attraverso lo strumento, in modo indolore.
Raramente possono verificarsi reazioni avverse o complicanze dovute ai sedativi, per lo più correlate a patologie cardiache o polmonari pre-esistenti. I sedativi possono talvolta provocare, oltre alla sonnolenza, secchezza della bocca e annebbiamento della vista. Raramente, per lo più in soggetti predisposti, si sono verificate aritmie cardiache o reazioni gravi, tali da richiedere un intervento medico: per evitarle è importante comunicare al personale sanitario eventuali allergie o intolleranze.
Controindicazioni
La colonscopia è sconsigliata in caso di diverticolite acuta, sospetto di perforazione intestinale, megacolon tossico. I casi in cui l’esame è controindicato sono pochi e di solito legati a un malessere improvviso e grave che faccia sospettare condizioni quali una dilatazione del colon su base infiammatoria (chiamata megacolon tossico), oppure una diverticolite acuta o una perforazione intestinale. La colonscopia è sconsigliata nelle prime settimane successive a un intervento chirurgico all'addome o nel periodo immediatamente successivo a un infarto, perché c’è il rischio che la procedura inneschi delle aritmie.
Cosa Aspettarsi Dopo la Colonscopia
No, ma nelle ore successive alla sua conclusione si potranno avvertire crampi e senso di gonfiore provocati dal gas insufflato nel colon per distendere le pareti. L’esame comporta rischi a lungo termine? Dopo l’asportazione di un polipo è normale che si verifichino, per diversi giorni, piccole perdite di sangue attraverso il retto. Se invece la quantità di sangue dovesse aumentare, è bene contattare il medico curante per verificare la possibilità di una perforazione dell’intestino. Se nelle ore o nei 2 o 3 giorni successivi all’indagine dovesse comparire un dolore addominale accompagnato da febbre inspiegabile, perdite di sangue ripetute, eventualmente con vertigini e debolezza, è meglio rivolgersi al pronto soccorso.
Al termine dell’esame, il paziente rimane in sala risveglio circa 15-20 minuti. Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto? Di solito, in seguito alla sedazione, si viene invitati a restare in clinica per una trentina di minuti, in attesa di recuperare la piena lucidità. A causa dei farmaci somministrati, poiché causano sonnolenza e/o rallentamento dei riflessi, è necessario che venga riaccompagnato a casa e che si astenga dalla guida di veicoli e da attività che richiedano attenzione e concentrazione per l’intera giornata. Nelle ore successive alla colonscopia, il paziente potrebbe riscontrare crampi e gonfiore addominale a causa dell'aria insufflata, sintomi comuni che normalmente si risolvono nel giro di qualche ora gradualmente e spontaneamente.
Recupero e Alimentazione Post-Colonscopia
Una volta riaccompagnati a casa, è bene restare a riposo tutto il giorno. Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Per 24 ore non si può guidare né praticare altre attività che richiedano attenzione e riflessi pronti, né maneggiare attrezzi pericolosi o assumere bevande alcoliche. Già nel giorno in cui si è stati sottoposti all'esame si può riprendere a mangiare normalmente, cominciando con cibi leggeri.
Dopo aver effettuato la colonscopia, il paziente potrà riprendere ad alimentarsi, preferendo cibi leggeri e di facile digestione. In genere, l’alimentazione può riprendere regolarmente dopo poche ore dall’esame. Si consideri infatti che l’intestino è completamente svuotato e per evitare sintomi intestinali come stipsi e diarrea, la dieta deve eliminare cibi grassi per le successive 24 ore privilegiando frutta, verdura e fibre solubili che regolarizzano l’attività intestinale. Dopo la colonscopia è opportuno seguire un’alimentazione che consenta di minimizzare il rischio di spiacevoli effetti collaterali (come stipsi e diarrea). Il ripristino della regolarità intestinale, dopo la Colonscopia, è subordinato al tempo di riempimento del tubo digerente; ovvero, finché l’intestino non è pieno, difficilmente le evacuazioni potranno essere regolari. prediligere una dieta a basso residuo insolubile, aumentando l’assunzione di fibre solubili.
Possibili Effetti Collaterali
E perdita di sangue dopo? alle prime evacuazioni, può presentarsi solo in seguito a biopsia o all’asportazione di polipi. Altri sintomi come diarrea o stitichezza dopo colonscopia , febbre e mal di pancia sono molto rari. In genere, gli effetti possibili sono di entità leggera e tendono a passare naturalmente in un breve arco di tempo. Nel caso in cui sia stata eseguita anche una biopsia o polipectomia (asportazione di polipi), durante la prima defecazione successiva all’esame si potrebbe osservare una minima perdita di sangue dall'ano. Se dovesse divenire importante o comparissero altri sintomi come dolore addominale intenso, febbre o vomito, sarà necessario rivolgersi immediatamente al medico.
Esito dell'Esame
L’esito diagnostico, in caso di assenza di tessuti da asportare o di polipi, può quindi venir comunicato dal medico specialista al paziente subito. Dopo quanto tempo arrivano i risultati della colonscopia? Il referto della colonscopia viene consegnato dal medico al termine dell’esame. Se nel corso della procedura è stata effettuata una biopsia/polipectomia, l’esame istologico sarà disponibile dopo 15-21 giorni.
Il Ruolo del Medico di Base
La colonscopia è prescrivibile dal medico di base solo se c'è presenza di sangue occulto? Il medico di famiglia è il professionista che in prima istanza deve valutare se il paziente presenta segni e sintomi che possano costituire indicazione a chiedere un accertamento endoscopico. In totale assenza di sintomi e segni si entra, dopo i 50 anni, in un programma di screening del tumore del colon e, a questo scopo, è opportuno eseguire prima un test del sangue occulto nelle feci. Questo perché, se dovessimo estendere la colonscopia a tutti gli ultracinquantenni, intaseremmo gli ambulatori di endoscopia: con scarsi risultati in termini di costo-efficacia.
Il discorso è diverso invece per i pazienti che hanno già tolto un polipo intestinale. In questi casi sarà il gastroenterologo a dare loro un appuntamento. L'intervallo è comunque abbastanza variabile: un controllo può rendersi necessario dopo sei mesi o dopo cinque anni, a seconda dell’istologia del polipo tolto. In questi casi non è necessario che l'eventuale colonscopia venga preceduta dalla ricerca del sangue occulto nelle feci.
In conclusione, il medico di famiglia va considerato come un alleato nel garantire la nostra salute non una controparte con cui contendere per ottenere un esame o l’altro.
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