Iperglicemia: Sintomi, Cause e Gestione

L'iperglicemia, o glicemia alta, è un eccesso di glucosio nel sangue. Con il termine "iperglicemia" si intende quella condizione in cui si riscontrano valori elevati di glicemia nel sangue a digiuno maggiore di 100 mg/dl. L’iperglicemia è il riscontro di valori elevati di glicemia nel sangue.

Che cos'è la glicemia?

La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.

La regolazione della glicemia

La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni, l’insulina e il glucagone, il primo promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, e il secondo aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo. Si viene così a creare un fine meccanismo di controllo dei livelli glicemici, che diminuiscono nel digiuno prolungato (ipoglicemia) ed aumentano dopo un pasto abbondante (iperglicemia). Durante la giornata oscillazioni che vanno dai 60 ad 140 mg/dl sono considerate normali. Nelle situazioni opposte, cioè quando il glucosio ematico scarseggia (ipoglicemia), l'organismo interviene in maniera diametralmente opposta, riducendo la secrezione di insulina ed aumentando quella degli ormoni iperglicemizzanti, come il glucagone ed i glucocorticoidi.

Diabete, iperglicemia e ipoglicemia

Quando i livelli di glucosio nel sangue si alzano oltre la norma (iperglicemia) a causa di una scarsa (o assente) produzione di insulina, oppure per l’incapacità dell’organismo di utilizzare questo ormone, si parla rispettivamente di diabete di tipo 1 o 2. La causa più conosciuta di iperglicemia è senza dubbio il diabete mellito, malattia caratterizzata da un difetto di secrezione e/o di azione dell'insulina.

Altre cause di iperglicemia

Più raramente, l’iperglicemia può essere secondaria a condizioni stressanti, quali:

  • infarto;
  • ictus;
  • infezioni;
  • patologie endocrine come l’acromegalia e la sindrome di Cushing;
  • malattie del pancreas.

Alcuni farmaci possono portare a un aumento transitorio della glicemia o a un suo peggioramento in pazienti già diabetici, tra cui:

  • corticosteroidi;
  • anti-psicotici;
  • anti-retrovirali.

Cause di ipoglicemia

L’ipoglicemia è invece causata:

  • il più delle volte, dall’inappropriata somministrazione di farmaci utilizzati per controllare il diabete, quali sulfaniluree ed insulina;
  • più raramente, in seguito a tumori del pancreas secernenti insulina, malattie endocrine, quali il morbo di Addison, malattie epatiche avanzate e alcuni interventi di chirurgia bariatrica.

Valori normali di glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”.

Quando i valori della glicemia sono preoccupanti?

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Una glicemia a digiuno o prima dei pasti superiore a 130 mg/dl e un livello superiore a 160 mg/dl 1-2 ore dopo un pasto sono entrambi considerati iperglicemia.

Cosa influenza la glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
  • praticare attività fisica regolarmente;
  • in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Alimentazione e indice glicemico

L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.

Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.

Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.

Le cause di iperglicemia

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

Nel diabetico in terapia ipoglicemizzante, l'iperglicemia deriva molto spesso dall'insufficiente somministrazione di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti. I cortisonici, mimando l'azione del cortisolo, aumentano le concentrazioni sieriche di glucosio al pari dell'epinefrina (adrenalina). ridurre bruscamente il livello di attività fisica o consumare un pasto ricco di carboidrati contribuisce, soprattutto nel paziente diabetico, ad elevare significativamente i livelli glicemici.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
  • sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
  • pancreatite;
  • tumori del pancreas;
  • eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
  • episodi infettivi acuti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
  • vita sedentaria;
  • inefficacia dei farmaci.

I sintomi dell'iperglicemia

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. Spesso l’iperglicemia non dà alcun sintomo né segno, per questo il diabete (malattia cronica secondaria alla persistente iperglicemia) è ritenuto una malattia subdola. A volte i sintomi compaiono quando la malattia è già presente da anni. L'iperglicemia, o glicemia alta, è un eccesso di glucosio nel sangue.

Anche quando si fa del proprio meglio per gestire la glicemia, a volte si possono verificare degli sbalzi. Questi picchi possono essere pericolosi se non si interviene rapidamente o se sono frequenti.

Il primo passo per gestire l'iperglicemia è riconoscere i segnali ed i sintomi. I seguenti sintomi suggeriscono valori glicemici significativamente elevati, ma bisogna ricordare anche che gradi minori di iperglicemia possono essere completamente asintomatici.

Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida. Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie.

Sintomi iniziali di iperglicemia

  • Aumento della sete
  • Necessità di urinare spesso, specialmente durante la notte
  • Maggiore stanchezza rispetto al solito
  • Vista offuscata
  • Mal di testa
  • Perdita di peso

Come intervenire in caso di iperglicemia

Successivamente, cerca di indagare sul motivo per cui la glicemia è alta.

Cerca di capire perchè la lettura glicemica è alta

  • Hai consumato un pasto o uno spuntino più abbondante del solito?
  • Hai calcolato correttamente l'apporto di carboidrati?
  • Hai assunto la quantità corretta di insulina?
  • Hai svolto meno attività fisica del solito?
  • Hai febbre, tosse, dolore al petto, dolore durante la minzione, nausea, vomito o qualsiasi altro segnale di malattia acuta?

Cosa fare per abbassare la glicemia

Intervieni per abbassare la glicemia ai livelli prefissati. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica.

Nota: quando inizialmente discuti il tuo piano di cura del diabete, chiedi al medico come regolare l'insulina quando la tua glicemia è alta. Se la glicemia è alta solo da poco tempo e non ci sono sintomi:

  • Svolgi almeno 30 minuti di attività fisica e bevi molta acqua o altri liquidi durante l'attività per evitare la disidratazione.
  • Ricontrolla la glicemia per vedere se è diminuita.
  • Se il valore rimane alto per alcuni giorni, consulta il team di cura. Potrebbe essere necessario modificare il tuo piano di gestione del diabete.

Chetoacidosi diabetica

A volte la glicemia alta può diventare un problema più serio.

Se la glicemia è molto alta (>240 mg/dl) o se si presentano i sintomi descritti di seguito, non fare attività fisica, controlla la presenza di chetoni e rivolgiti a un medico.

La chetoacidosi si sviluppa quando il corpo non produce abbastanza insulina per trasformare il glucosio dei carboidrati in energia. Al contrario, l'organismo deve scomporre i grassi o metabolizzare fonti di carburante alternative. La metabolizzazione dei grassi crea i chetoni. I livelli di chetoni possono essere misurati con un semplice esame delle urine o del sangue tramite le strisce reattive per i chetoni (simili a quelle per la glicemia), disponibili in farmacia.

La chetoacidosi è grave e pericolosa e può portare al coma diabetico. La chetoacidosi di solito si sviluppa lentamente, ma quando si verifica il vomito, questa condizione pericolosa per la vita può progredire in poche ore.

Sintomi di chetoacidosi

Se noti questi sintomi, rivolgiti subito ad un medico:

All'inizio:

  • Sete o bocca molto secca
  • Minzione frequente
  • Elevati livelli di glicemia
  • Alti livelli di chetoni nelle urine

In seguito:

  • Sensazione di stanchezza costante
  • Pelle secca o arrossata
  • Nausea, vomito o dolore allo stomaco
  • Difficoltà a respirare
  • Alito dall'odore fruttato
  • Difficoltà a prestare attenzione o sensazione di confusione

Poiché potresti aver bisogno dell'aiuto di chi ti circonda, potrebbe essere utile:

  • Indossare un braccialetto identificativo per avvisare le persone della tua condizione.
  • Avvisare le persone vicine (amici, familiari, allenatori) dei sintomi a cui prestare attenzione e delle azioni da intraprendere.
  • Tenere a casa una scorta di strisce reattive per i chetoni, se il medico lo raccomanda.

Prevenzione dell'iperglicemia

Per prevenire l'insorgenza dell'iperglicemia è consigliabile:

  • mantenere un sano stile di vita svolgendo esercizio fisico regolare, anche moderato;
  • mantenersi in peso-forma e attuare strategie per il dimagrimento nel caso si sia in sovrappeso;
  • seguire una dieta equilibrata e appositamente bilanciata, evitando bevande zuccherate e cibi particolarmente calorici.

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico.

In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.

Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità, non fare una vita sedentaria. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Comprendere i segnali ed i sintomi dell'iperglicemia è il primo passo per gestire un evento di glicemia alta. Insieme, tu ed il tuo team di cura potete consultarvi ed elaborare un piano d'azione specifico e personalizzato da mettere in atto in caso di iperglicemia. Sebbene l'iperglicemia non sia sempre prevenibile, le sue conseguenze gravi e pericolose per la vita possono essere quasi sempre evitate.

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