La principale funzione del pancreas è quella di produrre succo pancreatico, insulina e glucagone. Il succo pancreatico è volto alla digestione di sostanze presenti nell’intestino tenue, mentre l'insulina e il glucagone controllano la concentrazione di glucosio nel sangue.
Pancreatite: Cause e Sintomi
Il pancreas può infiammarsi se gli enzimi prodotti dai succhi gastrici attaccano la ghiandola stessa, causando quindi danni al parenchima dell’organo. Tra le cause più comuni di pancreatite ci sono i calcoli biliari che si formano nella cistifellea e che raggiungono il pancreas attraverso il dotto biliare comune, e l’uso eccessivo e prolungato di alcool, che può scatenare anche condizioni come la fibrosi cistica. I sintomi tipici della pancreatite sono: dolore graduale o improvviso nell’addome superiore, che talvolta si irradia alla schiena, gonfiore addominale, nausea e vomito, eventualmente febbre.
La pancreatite può essere acuta o cronica. All’inizio la pancreatite si manifesta in forma acuta, se non viene curata può diventare una malattia permanente, detta pancreatite cronica. Si tratta di una patologia grave che può causare pericolose complicazioni. Ambedue le forme sono condizioni serie e possono avere complicanze.
Diagnosi della Pancreatite
I primi indizi utili a formulare la diagnosi di pancreatite derivano dall'analisi dei sintomi riferiti dal paziente. A scopo diagnostico, si utilizzano anche l'ecografia addominale o endoscopica, la tomografia computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e la l'ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica). L'ecografia può dare un'idea dell'estensione del danno pancreatico e, nello stesso tempo, è utile per rivelare l'eventuale presenza di calcoli biliari.
Esami di Laboratorio per la Funzionalità Pancreatica
La funzionalità pancreatica viene testata principalmente mediante esami di laboratorio che indagano amilasi e lipasi, il cui aumento è indice di pancreatite. Le amilasi sono enzimi coinvolti nella digestione dei carboidrati e sono principalmente prodotte dalle cellule del pancreas. Fisiologicamente, nell’organismo si ritrovano solo basse concentrazioni di amilasi, ma se vi è un danno a livello pancreatico la loro quantità aumenta. Il dosaggio delle amilasi viene fatto quando vi è il sospetto di una pancreatite, un’ostruzione del dotto pancreatico o un tumore. Viene eseguito se il paziente presenta come sintomatologia dolore addominale importante associato a febbre e inappetenza.
In caso di pancreatite acuta, oltre all’incremento della concentrazione di amilasi, può essere registrato anche un aumento della lipasi, un enzima coinvolto nei processi di lipolisi, ossia la scissione dei trigliceridi che consente di liberare acidi grassi. Anche le pancreatiti croniche spesso legate all’abuso di alcol possono comportare livelli moderatamente alti di amilasi.
Sia che venga raccolto un campione di sangue venoso sia che venga raccolto un campione di urine, è necessario evitare di assumere alcol nelle 24 ore che precedono l’esame dell’amilasi. In alcuni casi può essere chiesto di non bere nelle due ore precedenti il prelievo del campione.
Antigene Carboidratico 19-9 (CA 19-9)
Un altro esame che è importante eseguire per controllare la salute del pancreas è il CA19.9. Il CA 19.9, conosciuto anche con il nome di antigene carboidratico 19.9 è un marker tumorale che in genere si associa ad alcuni particolari tipi di cancro. In genere il CA 19.9 è presente nella maggior parte dei pazienti con un carcinoma al pancreas.
Il CA 19-9 non è un marcatore abbastanza sensibile e specifico da essere considerato uno strumento utile per lo screening tumorale. L’Antigene Carboidrato 19-9 viene usato principalmente per facilitare la diagnosi differenziale del tumore del pancreas rispetto ad altre condizioni non cancerose, come le pancreatiti, controllare la risposta del paziente al trattamento del tumore pancreatico, monitorare e rivelare le eventuali recidive della malattia neoplastica.
Tumore al Pancreas
Il tumore al pancreas è per le sue caratteristiche difficile da diagnosticare particolarmente nelle fasi iniziali della malattia. Oltre la metà dei pazienti con carcinoma pancreatico presenta una malattia in fase avanzata e un quarto circa ha già una diffusione regionale. Le malattie che possono simulare un tumore al pancreas sono molteplici quali l’aneurisma dell'aorta addominale, il carcinoma ampollare, l’ischemia intestinale, il linfoma gastrico o pancreatico, il carcinoma epatocellulare (epatoma), una stenosi o un tumore del coledoco o neoplasie del pancreas endocrino.
Anche i risultati di laboratorio nei pazienti con carcinoma pancreatico sono in genere non specifici. Spesso come in molti casi di neoplasia, si osserva uno stato anemico normocronico associato a trombocitosi. I livelli sierici di amilasi e/o lipasi sono elevati in meno della metà dei pazienti con tumori pancreatici resecabili e sono elevati in un solo quarto dei pazienti con tumori non resecabili. Tuttavia, circa il 5% dei pazienti con tumore al pancreas presenta amilasi e la lipasi elevate come conseguenza di una pancreatite acuta o cronica coesistente. In presenza di metastasi epatiche non si ha ittero clinico, ma possono essere presenti aumenti relativamente bassi dei livelli sierici di fosfatasi alcalina e transaminasi.
Antigene Carcinoembrionico (CEA)
L'antigene carcinoembriogenetico (CEA) è una glicoproteina ad alto peso molecolare, che si trova normalmente nei tessuti fetali. È stato comunemente usato come marcatore tumorale in altre neoplasie gastrointestinali. L'intervallo di riferimento è inferiore o uguale a 2,5 mg/ml. Solo il 40-45% dei pazienti con carcinoma pancreatico ha valori elevati di CEA.
Diagnostica per Immagini
A causa della sua onnipresente disponibilità e della sua capacità di immaginare l'intero addome e la pelvi, la TAC addominale continua a essere il cardine della diagnostica utilizzata per valutare i pazienti con il sospetto di un tumore al pancreas. I nuovi modelli di scanner, utilizzando la scansione TAC spirale e l'aumento del contrasto a doppia o tripla fase, hanno significativamente migliorato la sensibilità e la specificità della procedura. Alla TAC i tumori maligni appaiono come lesioni a bassa densità rispetto alla struttura circostante e sono spesso associati all'ostruzione del dotto pancreatico e/o biliare.
Sebbene sia meno costosa e generalmente più facilmente disponibile della TAC, l’ecografia transcutanea risulta meno utile nel tumore al pancreas rispetto alla TAC, poiché il pancreas è spesso oscurato dalla presenza di gas sovrastante dallo stomaco, dal duodeno e dal colon trasverso. La CPRE è più invasiva rispetto alle altre modalità diagnostiche strumentali disponibili per il carcinoma pancreatico e ha un rischio di complicanze di tipo pancreatitico di circa il 5-10%. Per questo motivo questa indagine è al giorno d’oggi solitamente riservata come procedura terapeutica per risolvere l'ostruzione biliare e consentire la palliazione terapeutica dell'ittero ostruttivo mediante il posizionamento di una protesi biliare in materia plastica o metallica o per definire la diagnosi di neoplasie pancreatiche insolite, come le neoplasie mucinose intraduttali del pancreas (IPMN).
L'interesse nell'utilizzo della risonanza magnetica per la diagnostica per immagini continua a crescere. La RM dinamica, potenziata con gadolinio, 3D, può offrire una maggiore sensibilità nella rilevazione di piccole lesioni pancreatiche oltreché per la valutazione iconografica dell'albero biliare e del dotto pancreatico. La scansione PET utilizza il 18-F-fluorodeossiglucosio (FDG) per l'immagine del tumore primario e della malattia metastatica.
Biopsia
Gli argomenti contro la biopsia preoperatoria delle lesioni pancreatiche sono che i risultati della biopsia normalmente non alterano la terapia, che la biopsia può causare la disseminazione neoplastica e interferire con la chirurgia definitiva. L'aspirazione con ago fine sotto guida ecografica o ecoendoscopica ha dimostrato di essere il mezzo più efficace per effettuare una diagnosi citologica definitiva del carcinoma pancreatico in oltre l’85-95% dei pazienti.
Trattamento della Pancreatite
La pancreatite acuta, a differenza di quella cronica, ha tendenza alla guarigione, se la causa viene rimossa. Il trattamento è inizialmente conservativo e richiede molto spesso l'ospedalizzazione del paziente; i primi interventi terapeutici mirano alla risoluzione del processo infiammatorio. A tale scopo, quindi, l'alimentazione orale viene sospesa per qualche giorno, seguita dalla lenta e graduale reintroduzione degli alimenti. Oltre a tutto ciò si instaura un trattamento farmacologico. La terapia medica si basa soprattutto sul controllo del dolore con analgesici e sulla somministrazione di soluzioni reidratanti per combattere la perdita di liquidi causata da vomito e sudore.
Una volta che l'infiammazione è sotto controllo, la terapia prevede l'eliminazione della causa che ha provocato la pancreatite. Ad esempio, a seconda dei casi, è possibile intervenire chirurgicamente per asportare i calcoli che ostruiscono il coledoco, spesso eseguita tramite la già citata ERCP (colangiopancreatografia retrograda endoscopica), che consiste nella discesa di un sondino per via orale fino al raggiungimento delle vie biliari extraepatiche. Nel trattamento della pancreatite, può essere utilizzata anche la terapia chirurgica, con asportazione del tratto di pancreas necrotico (pancreatectomia subtotale) o il drenaggio dei fluidi accumulati al suo interno. Molto importante - soprattutto nelle forme croniche, dove l'alcol rappresenta il più comune agente causale - è la definitiva astensione dalle bevande alcoliche.
Nella pancreatite cronica con insufficienza della ghiandola si somministrano ad ogni pasto estratti pancreatici (pancreatina), per consentire il normale espletamento dei processi digestivi. L'alimentazione, all'insegna della sobrietà, dovrebbe essere particolarmente povera di grassi, con preferenza verso frutta e verdura fresca, cereali integrali, semi e proteine magre.
Le forme lievi di pancreatite acuta possono regredire in pochi giorni, senza conseguenze.
Check-Up Gastroenterologico
Le analisi previste nel Check Up Gastroenterologico consentono di indagare il benessere di stomaco e pancreas, accertando la natura dei disturbi digestivi e indagando alcune patologie (tra cui la gastrite da Helicobacter Pylori e il tumore del colon-retto). I test per l’apparato digerente consentono di analizzare lo stato di salute di stomaco e pancreas per analizzare le cause dei disturbi digestivi, ma anche di intestino e fegato per avere una panoramica completa sul benessere del tratto gastrointestinale:
- Emocromo con formula, per individuare infezioni, anemie o problemi coagulativi
- Amilasi e lipasi pancreatica, indicatori di un’infiammazione da pancreatite acuta
- Transaminasi (AST/ALT), che possono rivelare patologie e/o infezioni epatiche
- Gamma GT, utile per individuare una disfunzione cellulare epatica
- Helicobacter pylori fecale, per analizzare eventuali cause di gastriti e ulcere
- Gastropanel, che offre una serie di chiare informazioni sullo stato della mucosa gastrica
Gli esami del sangue per pancreas e stomaco sono consigliati a tutti coloro che presentano disturbi digestivi sintomatici. Inoltre, le analisi sono raccomandate per pazienti che presentano problemi cronici o ricorrenti a carico dell’apparato gastrointestinale, soggetti con familiarità per patologie correlate o con malattie autoimmuni e controlli periodici per chi soffre di disturbi pancreatici, epatici o intestinali.
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