Esami del Sangue per la Tiroide: Quali Sono e Quando Farli

Gli esami del sangue si rivelano indispensabili nel caso di disturbi specifici, già preziosi per uno screening di routine. Con gli esami del sangue per la tiroide è possibile valutare la funzionalità della ghiandola endocrina che si trova alla base del collo, nella sua parte anteriore.

Grazie a una corretta funzionalità, la tiroide influisce positivamente su moltissimi aspetti del corpo, dal ritmo del battito cardiaco alla respirazione, dalla temperatura corporea fino alla salute del sistema nervoso centrale. Ecco perché è importante individuare qualsiasi variazione del suo stato e procedere con esami del sangue per la tiroide.

Come Funziona la Ghiandola Tiroidea

La ghiandola tiroidea è una ghiandola endocrina a forma di farfalla, situata nella parte anteriore inferiore del collo. La sua principale funzione è quella di produrre gli ormoni tiroidei, che vengono rilasciati nel sangue e trasportati a tutti i tessuti del corpo. Questi ormoni sono essenziali per aiutare l'organismo a utilizzare l'energia, mantenere la temperatura corporea e far funzionare correttamente organi come il cervello, il cuore, i muscoli e altri organi vitali.

Il principale ormone secreto dalla tiroide è la tiroxina (T4), chiamata così perché contiene quattro atomi di iodio. Per esercitare i suoi effetti, la T4 viene convertita in triiodotironina (T3), mediante la rimozione di un atomo di iodio. Questo processo avviene principalmente nel fegato e in altri tessuti, come nel cervello, dove la T3 svolge la sua funzione.

La produzione di T4 è regolata da un altro ormone, il TSH (Ormone Stimolante della Tiroide), prodotto dalla ghiandola pituitaria, situata alla base del cervello. Quando il livello di T4 nel sangue è basso, la ghiandola pituitaria produce più TSH per stimolare la tiroide a produrre più T4. Quando i livelli di T4 raggiungono una quantità adeguata, la produzione di TSH viene ridotta, creando un equilibrio tra i due ormoni.

Gli ormoni T4 e T3 sono trasportati nel sangue legati a specifiche proteine. Variazioni nei livelli di queste proteine possono influire sulla quantità di ormoni liberi, misurabili nel sangue. Questo può accadere durante la gravidanza o con l'uso di contraccettivi orali.

Quali Esami del Sangue Valutano la Funzione Tiroidea?

Gli esami del sangue hanno un ruolo imprescindibile per verificare la funzionalità della tiroide: offrono dati e risposte oggettive per chiarire l’origine dei sintomi, spesso così aspecifici, indagando i livelli degli ormoni tiroidei. L’attività della tiroide è regolata attraverso l’ormone TSH (tireostimolante) prodotto dall’ipofisi, ghiandola situata subito dietro il naso.

Se nell’organismo circolano troppi ormoni tiroidei, il TSH frena l’attività della tiroide; se ne circolano pochi, il TSH stimola la tiroide a rilasciarne di più.

Esame del TSH

Oltre a valutare questi ultimi (in particolare il T4, l’ormone principale prodotto dalla tiroide), è raccomandato anche l’esame dell’ormone tireostimolante (TSH), che in effetti è il più importante per valutare la funzionalità tiroidea. Il primo esame che viene prescritto per testare la funzionalità tiroidea è il dosaggio del TSH. Un livello elevato di TSH indica che la tiroide non sta producendo abbastanza ormoni (ipotiroidismo), mentre un TSH basso generalmente suggerisce una produzione eccessiva di ormoni tiroidei (ipertiroidismo).

Come suggerisce il nome, questa molecola, prodotta dall’ipofisi, regola la funzionalità della tiroide: eventuali anomalie permettono di identificare non solo possibili problemi ipofisari (che a loro volta alterano la funzionalità tiroidea) ma anche per stabilire se l’iper- o ipotiroidismo sono clinici (o conclamati) oppure subclinici. La distinzione tra queste forme ha un ruolo prezioso nell’indirizzare il trattamento.

  • Forme cliniche: Sono quelle in cui i livelli di ormoni tiroidei sono più alti o più bassi della norma. In caso di ipotiroidismo, però, i livelli di TSH sono elevati: significa che l’organismo ha rilevato la scarsità di ormoni tiroidei, e quindi l’ipofisi lavora di più nel tentativo di stimolare la tiroide ad aumentarne la produzione.
  • Forme subcliniche: Sono le forme in cui i sintomi sono ancora lievi, se non assenti. In questi casi, i livelli di ormoni tiroidei possono ancora essere nella norma: a essere alterati sono invece i soli valori del TSH.

Test del T4 e T3

Il test per misurare il T4 totale, che include sia l'ormone legato che quello libero, può rivelarsi utile, ma è più preciso misurare la T4 libera. Un livello basso di T4 libero in presenza di un TSH elevato suggerisce un ipotiroidismo primario, mentre un basso TSH con un T4 libero elevato può indicare ipertiroidismo.

Il test per misurare il T3 è particolarmente utile per diagnosticare ipertiroidismo. In alcuni casi di ipertiroidismo, solo il T3 può essere elevato, mentre i livelli di T4 rimangono normali. Nel caso di ipotiroidismo, il test T3 raramente diventa anomalo prima che altri test, come il TSH o il T4, mostrino dei cambiamenti.

Test Anticorpi Tiroidei

Il/la medico/a può raccomandare ulteriori esami per meglio indagare le cause dell’alterata funzionalità della tiroide. Questi possono comprendere l’ecografia della tiroide e la scintigrafia per valutare lo stato della ghiandola e identificare eventuali anomalie (in particolare la presenza di noduli che possono essere la causa dell’ipertiroidismo) e, soprattutto, esami del sangue per la ricerca di anticorpi, anche detti immunoglobuline, che indicano la presenza di una condizione autoimmune.

In alcuni casi, i linfociti del sistema immunitario possono produrre anticorpi contro le cellule della tiroide, portando a condizioni autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto o la malattia di Graves. La misurazione degli anticorpi tiroidei aiuta a diagnosticare queste patologie. Per esempio, un test positivo per l'anticorpo anti-perossidasi tiroidea o l'anticorpo anti-tireoglobulina è indicativo di tiroidite di Hashimoto. Nei pazienti con la malattia di Graves, può essere utile misurare l'anticorpo del recettore TSH stimolante (TSI).

  • Anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb): La tireoglobulina è una molecola necessaria come precursore per la sintesi degli ormoni tiroidei.
  • Anticorpi anti-perossidasi tiroidea (TPOAb)
  • Anticorpi anti-recettori dell’ormone stimolante la tiroide (TSHRAb): Sono auto-anticorpi che agiscono contro il recettore delle cellule della tiroide che le consentono di “ricevere” il messaggio ormonale del TSH e, quindi, di regolare la produzione ormonale.

Alcuni di questi esami sono particolarmente importanti in caso di gravidanza, come forma di monitoraggio per le donne che hanno già ricevuto una diagnosi. In particolare, il TSI associato alla malattia di Basedow-Graves è in grado di attraversare la placenta e stimolare la tiroide del feto, con potenziali conseguenze dannose per il bambino.

Quando Sottoporsi agli Esami della Tiroide

Tutti gli esami citati fin qui sono fondamentali per la diagnosi e, spesso, per il monitoraggio dei disturbi della tiroide. La decisione sul momento migliore per farli deve essere presa con il/la proprio/a medico/a curante, che li indicherà nel caso sospetti un problema di iper- o ipotiroidismo (non sono un esame di routine, anche se possono essere utili come monitoraggio in presenza di fattori di rischio) e per valutare l’evoluzione della patologia e l’efficacia del trattamento.

I sintomi che suggeriscono la necessità di esami tiroide sono spesso sfumati e aspecifici. L’ipertiroidismo può manifestarsi con tachicardia, perdita di peso nonostante l’aumento dell’appetito, tremori, ansia e intolleranza al caldo. L’ipotiroidismo, invece, provoca stanchezza cronica, aumento ponderale, sensibilità al freddo, stipsi e rallentamento psicomotorio.

Gli esami tiroide sono raccomandati in presenza di familiarità per patologie tiroidee, dopo esposizione a radiazioni nella regione del collo, in gravidanza o in menopausa, periodi in cui le fluttuazioni ormonali possono influenzare la funzionalità tiroidea. Anche alterazioni del ciclo mestruale, infertilità e dislipidemia possono essere manifestazioni indirette di disfunzioni tiroidee.

Preparazione agli Esami del Sangue per la Tiroide

Si tratta di esami semplici e non invasivi che richiedono solo un prelievo di sangue e nessuna preparazione specifica, sebbene a volte sia richiesto il digiuno nelle ore precedenti l’esame.

Tuttavia, è importante informare il/la medico/a se si stanno assumendo farmaci o integratori, perché potrebbero interferire con la produzione di ormoni tiroidei, e per le donne può essere utile anche indicare la fase del ciclo mestruale.

Prima di sottoporsi ad un esame del sangue per la tiroide, è importante evitare il fumo e l’assunzione di bevande alcoliche. Inoltre, è consigliato non modificare le abitudini alimentari e di vita, evitando sforzi fisici intensi nei giorni che precedono l’esame.

Cosa NON fare prima delle Analisi della Tiroide?

  • Non assumere integratori di iodio.
  • Non consumare cibi ad alto contenuto di iodio.
  • Non assumere farmaci senza consultare il medico.

Disturbi della Tiroide: Ipertiroidismo e Ipotiroidismo

Non sempre però la tiroide funziona correttamente. Le patologie tiroidee sono di frequente riscontro nella popolazione, soprattutto nelle donne in cui sono da 5 a 10 volte più frequenti rispetto agli uomini, con un trend in continua crescita negli ultimi anni. Le malattie della tiroide possono essere legate a un’alterazione della sua funzione (ipotiroidismo o ipertiroidismo), oppure alla comparsa di formazioni all’interno della ghiandola che prendono il nome di noduli.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide caratterizzata da un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei. Esiste anche una forma di ipotiroidismo congenito (presente cioè dalla nascita), che può derivare da condizioni genetiche predisponenti o da una grave carenza materna di iodio in gravidanza.

L’ipotiroidismo congenito è una forma che deve essere riconosciuta e trattata in tempi stretti per evitare conseguenze gravi e irreversibili al neonato, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale. In casi di ipotiroidismo grave si può verificare anche una condizione definita mixedema, caratterizzato da un accumulo di liquidi nei tessuti, in particolare nella pelle e nei muscoli, contribuendo al gonfiore cutaneo e alla riduzione delle performance muscolari e cardiaca.

Per diagnosticare una condizione di ipotiroidismo, anche in una fase precoce, sono sufficienti dei semplici esami del sangue che andranno a valutare i livelli di ormoni tiroidei (FT4, FT3) e i livelli di TSH. A titolo complementare, e in particolar modo in presenza di condizioni autoimmuni alla base, il medico potrebbe prescrivere un’ecografia della tiroide e un dosaggio nel sangue degli anticorpi anti-tiroide (anticorpi anti tireoglobulina e anti tireoperossidasi).

Essendo una condizione autoimmune, alla base vi è un malfunzionamento del sistema immunitario, che vede nella ghiandola tiroidea una minaccia esterna e la attacca tramite la produzione di anticorpi mirati. Pur non essendo una condizione genetica, esiste comunque una predisposizione familiare.

Questa tiroidite può rimanere silente anche per anni, ma nel momento in cui la distruzione progressiva della ghiandola non consente più alla tiroide il corretto funzionamento, possono comparire i sintomi dell’ipotiroidismo. Talvolta, inoltre, il processo di distruzione è così repentino da causare il rilascio nel circolo sanguigno di un’ingente quota di ormoni tiroidei, che erano precedentemente immagazzinati nelle cellule della tiroide.

Il trattamento standard si basa sulla terapia ormonale sostitutiva, ovvero la somministrazione per via orale dell’ormone tiroideo deficitario, la levo-tiroxina. Vi sono alcuni farmaci, cibi e integratori che possono inibire l’assorbimento di tale ormone, come soia, papaya, avena, integratori di ferro, colestiramina, calcio, idrossido di alluminio.

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una disfunzione tiroidea associata a un eccesso in circolo di ormoni tiroidei, con inevitabili conseguenze sul metabolismo. La diagnosi richiede in genere una visita specialistica endocrinologica, durante la quale il medico raccoglie un’anamnesi accurata del paziente valutandone storia clinica e sintomatologia, e svolge un esame fisico accurato per valutare eventuali segni o sintomi caratteristici.

In genere viene prescritto un esame del sangue per valutare la funzionalità tiroidea (dosaggio degli ormoni TSH, FT3, T4) e per valutare la presenza di patologia autoimmune (dosaggio degli anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti-tireoperossidasi, anticorpi anti-recettore del TSH).

Se l’ipertiroidismo è associato a gozzo (nodulare o meno) il trattamento deve essere personalizzato a seconda del quadro clinico del paziente. La visita endocrinologica è utile per diagnosticare una condizione di ipertiroidismo, grazie a una valutazione della storia clinica e della sintomatologia del paziente.

Noduli Tiroidei

Spesso, anche se non in via esclusiva, il gozzo può dipendere da una carenza di iodio. I noduli sono formazioni solide che si sviluppano all’interno della tiroide, Solitamente si tratta di formazioni benigne (le forme maligne rappresentano solo il 3-5% dei casi).

Le tecnologie diagnostiche più moderne, in particolare l’ecografia tiroidea, hanno permesso negli ultimi anni di individuare un numero crescente di noduli, anche di dimensioni molto piccole, che sfuggirebbero alla palpazione. Nodulo con caratteristiche sospette per malignità: sarà da discutere con l’endocrinologo di riferimento l’eventuale asportazione chirurgica di una parte o dell’intera tiroide.

Si privilegia un trattamento il più possibile personalizzato, basato sul rischio individuale, che permette di eseguire terapie meno invasive per i casi a prognosi buona, riservando quelle più complete alle forme più aggressive. La visita endocrinologica consente di definire gli esami più adatti nel momento in cui si riscontrano anomalie alla tiroide come ingrossamento o formazione di noduli.

Prevenzione

Anche se non ci sono delle misure specifiche che possono essere adottate per prevenire le condizioni tiroidee, una carenza di iodio è spesso alla base dell’insorgenza di alcune di esse. Quindi, può essere utile, con l’aiuto di un medico o nutrizionista, correggere la propria alimentazione in modo da apportare una giusta quantità di questo elemento, ad esempio, tramite un maggiore consumo di pesce e l’uso di sale iodato.

Per tale ragione, prima o durante la gravidanza è raccomandato eseguire le appropiate indagini di funzione tiroidea per assicurarsi che questa sia ottimale.

Tabella Valori Normali degli Esami Tiroidei

Esame Valori Normali
TSH 0,4-4,5 mIU/L
FT3 2,3-4,2 pg/mL
FT4 0,8-1,8 ng/dL

Cosa fare in caso di Anomalie

In caso di risultati degli esami tiroidei fuori dai valori normali, è fondamentale consultare un medico specialista (endocrinologo) per una diagnosi precisa e un piano di trattamento personalizzato.

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