La glicemia, termine derivante dal greco antico (γλυκύς, *glykýs*, "dolce" e αἷμα, *haîma*, "sangue"), indica la concentrazione di glucosio presente nel sangue. Questa misurazione è fondamentale per valutare il metabolismo dei carboidrati e diagnosticare condizioni come il diabete mellito. Comprendere il significato della sigla e dei valori associati agli esami del sangue è cruciale per monitorare la propria salute e prevenire complicazioni.
Che cos’è la glicemia
La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. Il cervello e i globuli rossi, in particolare, possono risentire in maniera accentuata della sua carenza.
Il glucosio è uno zucchero che costituisce il carburante indispensabile per il nostro organismo. I suoi livelli nel sangue sono finemente regolati da un meccanismo che prevede l’intervento di diversi ormoni, ad esempio insulina e glucagone. Per favorire questo meccanismo di regolazione è molto importante seguire un corretto stile di vita ed una sana alimentazione.
Cosa è il Glucosio e Perché è Importante?
Il glucosio è uno zucchero semplice, la principale fonte di energia per le cellule del nostro corpo. Lo otteniamo principalmente attraverso l'alimentazione, in particolare dai carboidrati. Dopo essere stato assorbito dall'intestino tenue, il glucosio entra nel circolo sanguigno, pronto per essere utilizzato dalle cellule per produrre energia. L'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, svolge un ruolo chiave nel facilitare l'ingresso del glucosio nelle cellule.
Quando mangiamo, il pancreas rilascia insulina in risposta all'aumento della glicemia, permettendo al glucosio di essere utilizzato o immagazzinato per un uso futuro. Un equilibrio preciso tra insulina e glucosio è essenziale per mantenere la glicemia entro un intervallo normale.
Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio. A questo punto il glucosio viene immesso in circolo se i suoi livelli sono bassi. Quando i livelli sono alti, il glucosio viene dapprima trasformato in glicogeno (una molecola che funge da serbatoio di glucosio) e immediatamente utilizzabile.
Una volta raggiunte le riserve necessarie di glicogeno, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso. Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.
Come si Misura la Glicemia: Gli Esami del Sangue
La glicemia viene misurata attraverso un esame del sangue, che può essere eseguito in diverse modalità. I risultati sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dL) o in millimoli per litro (mmol/L). La conversione tra le due unità di misura è la seguente: 1 mmol/L = 18 mg/dL.
Tipi di Esami della Glicemia
Esistono diversi tipi di esami per misurare la glicemia, ognuno con uno scopo specifico:
- Glicemia a Digiuno: Questo test viene eseguito dopo almeno 8 ore di digiuno. Fornisce una misura del livello di glucosio nel sangue quando non è influenzato dall'assunzione di cibo. È un test di screening fondamentale per il diabete.
- Glicemia Postprandiale: Questo test misura la glicemia due ore dopo l'inizio di un pasto. Valuta come il corpo reagisce all'assunzione di carboidrati. È utile per diagnosticare il diabete gestazionale e valutare l'efficacia dei trattamenti per il diabete.
- Curva da Carico di Glucosio (OGTT - Oral Glucose Tolerance Test): Questo test consiste nella misurazione della glicemia a digiuno, seguita dall'assunzione di una soluzione glucosata (generalmente 75 grammi di glucosio) e da misurazioni successive della glicemia a intervalli regolari (solitamente ogni 30 minuti per 2 ore). È il test di riferimento per la diagnosi di diabete gestazionale e per valutare la tolleranza al glucosio. Uno di questi è la curva glicemica o meglio curva da carico orale di glucosio. Questa analisi misura la quantità di glucosio nel sangue sia a digiuno che dopo l’assunzione di una certa quantità di zuccheri. Si effettua attraverso due prelievi ematici, il secondo dei quali due ore dopo aver assunto 75 g di zucchero disciolto in acqua. Il test della curva da carico orale di glucosio viene prescritta di routine anche in gravidanza, allo scopo di diagnosticare un diabete gestazionale.
- Emoglobina Glicata (HbA1c): L'emoglobina glicata misura la percentuale di emoglobina (la proteina presente nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno) a cui è legato il glucosio. Fornisce una stima della glicemia media degli ultimi 2-3 mesi. Non richiede il digiuno e viene utilizzato per monitorare il controllo glicemico a lungo termine nei pazienti diabetici e per diagnosticare il diabete. L'emoglobina glicosilata o glicata A1c (in sigla HbA1c) è un parametro di laboratorio che misura un particolare tipo di emoglobina nel sangue. I valori di HbA1c rispecchiano le concentrazioni medie di glucosio nel sangue negli ultimi tre mesi. L'emoglobina glicata si forma quando nel sangue si accumula troppo glucosio: attraverso un processo che si chiama glicosilazione, una molecola di zucchero si lega all'emoglobina contenuta nei globuli rossi (che hanno vita media di circa 120 giorni), in maniera proporzionale alla glicemia. L'HbA1c risulta meno efficace rispetto all'emoglobina normale per quanto riguarda il trasporto dell'ossigeno. Considerata l'irreversibilità della glicazione, l'emoglobina glicosilata contenuta nei globuli rossi (avidi di glucosio) circola nel sangue per tutta la durata della loro vita (in media 90/120 giorni). Tutte queste caratteristiche rendono l'emoglobina glicata un parametro molto più utile della comune glicemia nella diagnosi e nel monitoraggio del diabete; l'emoglobina glicosilata è infatti espressione della glicemia media nel lungo periodo, non di un singolo momento; come tale, non è soggetta a variazioni acute (come l'alimentazione del giorno precedente o lo stress da esame) e non necessita quindi di un preventivo digiuno di almeno otto ore.
- Glicemia Random: Questo test misura la glicemia in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dall'assunzione di cibo. Viene utilizzato per diagnosticare il diabete in pazienti con sintomi come sete eccessiva, minzione frequente e perdita di peso inspiegabile.
Valori glicemia: quali sono quelli di riferimento
La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali. I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL.
Valori Normali della Glicemia
I valori normali della glicemia variano a seconda del tipo di test eseguito. Tuttavia, in generale, si considerano i seguenti intervalli:
- Glicemia a digiuno: 70-99 mg/dL (3.9-5.5 mmol/L)
- Glicemia postprandiale (2 ore dopo il pasto): Inferiore a 140 mg/dL (7.8 mmol/L)
- Emoglobina glicata (HbA1c): Inferiore a 5.7%
È importante notare che questi sono solo valori di riferimento e che il medico curante è la figura più indicata per interpretare i risultati degli esami del sangue in base al quadro clinico individuale.
Interpretazione dei Risultati: Cosa Significano Valori Alti o Bassi?
Valori di glicemia al di fuori dell'intervallo normale possono indicare diverse condizioni:
Glicemia alta: quando c’è da preoccuparsi
Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL (per le linee guida dell’ADA American Diabetes Association, già da 100 mg/dL) si parla di alterata glicemia a digiuno. Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue. Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione.
Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, petide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.
Iperglicemia (Glicemia Alta)
L'iperglicemia, ovvero un livello di glucosio nel sangue superiore alla norma, può essere causata da diverse condizioni, tra cui:
- Diabete mellito: La causa più comune di iperglicemia cronica.
Glicemia bassa: sintomi e rischi
Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia. Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati. Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina.
Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.
Le cause e i sintomi
In un organismo sano, tutti i meccanismi di regolazione permettono di mantenere sempre i livelli di glucosio a digiuno entro i limiti considerati normali. Se ciò non avviene e si superano costantemente i 126 mg/dL è probabile che si sia instaurata la condizione patologica definita diabete mellito. I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL. Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare.
I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono: aumento della sete; aumento della fame; aumento della quantità di urina escreta. Con l’avanzare della problematica possono insorgere: confusione; annebbiamento della vista; vomito; disidratazione. Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte.
L’iperglicemia però può essere provocata anche da un periodo di stress severo, come quello imposto all’organismo da un intervento chirurgico, da un infarto o da un’infezione. Anche alcuni farmaci, come il cortisone o i beta-bloccanti, possono provocare un aumento della glicemia. Anche una dieta eccessivamente ricca in cibi con alto indice glicemico e la mancanza di esercizio fisico, protratti per lungo tempo, possono portare ad un aumento dei livelli di glicemia.
Inoltre, bisogna prestare attenzione all’iperglicemia che può manifestarsi in gravidanza, per evitare che si instauri il cosiddetto diabete gestazionale.
I sintomi dell’iperglicemia sono: tremori; palpitazioni; fame intensa; pallore; convulsioni; sudorazione; scarsa lucidità. Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte.
Glicemia e Diabete: Un Approfondimento
Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da iperglicemia. Il test rappresenta la misura diretta del livello di glucosio nel sangue. Il glucosio si forma dalla digestione dei carboidrati e dalla conversione del glicogeno che avviene nel fegato. Questo dosaggio é di aiuto nella diagnosi di molte malattie metaboliche; in generale dei livelli francamente alti di glucosio sono indicativi di diabete mellito, ma non é questa la sola causa di iperglicemia: per esempio, sindrome di Cushing, Feocromocitoma, terapia con corticosteroidi, traumi, anestesia generale, infezioni, infarto miocardico ed altre forme di stress possono essere alla base di valori alti di glicemia.
Altri esami utili per la diagnosi del diabete
- test da carico orale di glucosio (OGTT) o curva glicemica: permette di individuare alterazioni del metabolismo dei carboidrati, viene eseguito facendo un prelievo di sangue con misurazione della glicemia prima e due ore dopo aver assunto una soluzione glucosata di 75 grammi per via orale.
- controllo dell’emoglobina glicata: l’esame rileva l’andamento della glicemia negli ultimi 3 mesi; è un esame fondamentale per valutare se il diabete è in fase di compenso.
- Ricerca di glucosio nelle urine (glicosuria): Di norma nelle nostre urine non sono presenti tracce di glucosio. Urine “dolci” (glicosuria), anche scoperte casualmente, possono pertanto essere un sintomo di pre diabete o di diabete effettivo.
Tutti gli esami di laboratorio per il monitoraggio della patologia vanno concordati sempre con il proprio medico e sono eseguibili in tutti i laboratori analisi.
Quando misurare la glicemia
Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare.
Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.
Come misurare la glicemia: scopri come usare il glucometro
L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi.
Per misurare la glicemia è necessario:
- il glucometro, strumento che misura la glicemia;
- le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue;
- la penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura;
- le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura.
Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:
- lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente;
- inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali);
- inserire la striscetta nel glucometro;
- pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte);
- far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva;
- attendere ed effettuare la lettura del risultato;
- gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore).
Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.
Tabella di conversione Hb glicata e glicemia media
La tabella di seguito riporta il rapporto fra valore di Hb glicata e glicemia media.
| HbA1c (%) | Glicemia Media Stimata (mg/dL) | Glicemia Media Stimata (mmol/L) |
|---|---|---|
| 6 | 126 | 7.0 |
| 7 | 154 | 8.6 |
| 8 | 183 | 10.2 |
| 9 | 212 | 11.8 |
| 10 | 240 | 13.4 |
| 11 | 269 | 14.9 |
| 12 | 298 | 16.5 |
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