PTT alto e Fibrinogeno basso: cause e implicazioni

Quando un vaso sanguigno si rompe, ad esempio nel caso di una ferita, l’organismo innesca una cascata di reazioni, ovvero una serie di processi chimici collegati tra loro per riparare il danno. In sostanza si tratta di uno dei 13 fattori della coagulazione responsabili della cascata coagulativa. Il fibrinogeno è un fattore della coagulazione, il fattore I per la precisione.

Emostasi e Coagulazione

Il meccanismo di riparazione si sviluppa in due fasi:

  • Emostasi primaria (coagulazione piastrinica): consiste nella formazione di una sorta di toppa temporanea per sigillare la lesione, grazie all’azione delle piastrine (elementi cellulari del sangue). Per fare ciò, le piastrine che circolano nel sangue si attaccano al tessuto danneggiato e si attivano.
  • Emostasi secondaria (cascata della coagulazione): il tappo piastrinico è il primo passo per fermare l’emorragia, ma non è abbastanza stabile a lungo termine. Questa fase coinvolge molecole nel sangue chiamate “fattori di coagulazione”, che si attivano in sequenza (cascata della coagulazione) auto-alimentando la reazione.

Se ad esempio manca uno qualsiasi tra i fattori di coagulazione, si trova in circolo ad un livello basso o non funziona correttamente, il sangue potrebbe coagulare troppo lentamente dopo un qualsiasi infortunio, anche banale, o dopo un intervento chirurgico.

Cos'è il Fibrinogeno?

Il fibrinogeno, o fattore I della coagulazione è una proteina del sangue contenuta nel plasma, che viene prodotta dal fegato. È fondamentale perché interviene tempestivamente in caso di ferite, sanguinamenti, emorragie.

Quando c’è un sanguinamento il nostro organismo mette in atto un meccanismo chiamato cascata della coagulazione. Il fibrinogeno costituisce il substrato su cui agisce la trombina, un enzima proteolitico che determina la conversione del fibrinogeno in fibrina. Il fibrinogeno entra in gioco verso la fine della cascata coagulativa, quando viene convertito in fibrina, la quale intrecciandosi con altri filamenti di fibrina costituirà una rete. Filamenti di fibrina e piastrine, infine, formeranno un coagulo stabile.

Quando c’è un deficit di uno o più fattori della coagulazione, e fra questi il fibrinogeno, la cascata non si attiva correttamente, non si formano i coaguli e si rischia di avere un sanguinamento eccessivo.

Valori Normali e Alterazioni del Fibrinogeno

Di base i valori normali di fibrinogeno in un soggetto sano si aggirano tra i 200 e i 400 mg/dl. Se i valori di fibrinogeno alto rappresentano un fattore di rischio in gravidanza, lo sono anche i valori eccessivamente bassi, ovvero al di sotto della soglia 250-300 mg/dl.

Fibrinogeno Alto

Il fibrinogeno però può salire in determinate circostanze: quando si prendono per via orale anticoncezionali di prima generazione, quando si subiscono ustioni e il nostro corpo cerca di tornare a livelli normali, se si soffre di patologie a carico dei reni come nefrite e nefrosi, se si hanno uno o più linfomi, infine in presenza di ferite di grande entità che sono in fase di cicatrizzazione.

Fibrinogeno Alto in Gravidanza

In gravidanza il discorso cambia perché ovviamente il valore di fibrinogeno è legato a tutti gli scompensi ormonali e cambiamenti fisiologi che avvengono nel corpo di una gestante. Il valore ritenuto normale dagli esperti si aggira tra i 400 e i 700 mg/dl, quindi leggermente più alto. In conclusione una donna in dolce attesa non deve preoccuparsi se attraverso un semplice esame del sangue scopre un livello di fibrinogeno alto durante i nove mesi di gestazione, purché, si badi bene, si rispetti la forbice di cui si è parlato poc’anzi.

In caso di fibrinogeno alto in gravidanza occorre consultare immediatamente il proprio ginecologo che sarà in grado di individuare velocemente le cause. Una su tutte ad esempio l’aumento di peso che in alcune donne eccede rispetto “alla tabella” consentita. Esiste una correlazione diretta tra IMC ossia indice di massa corporea e livello di fibrinogeno nel sangue, poiché i due valori aumentano in modo direttamente proporzionale. In ultimo l’età della gestante: tanto più si affronta in età avanzata una gravidanza tanto più si dovrà fare i conti con un livello più elevato di fibrinogeno.

Se in gravidanza il fibrinogeno dovesse superare i 700 mg/dl aumenterebbe percettibilmente il rischio di distacco della placenta e ahimè anche di aborto, proprio perché lo stato di salute della placenta lo si valuta dal parametro del fibrinogeno nel sangue. Uno stile di vita sano e armonico aiuta in tutto, maggiormente in gravidanza al fine di mantenere tutti i valori nella norma.

Se i rimedi naturali non sono sufficienti e la situazione tende a peggiorare, il proprio medico di fiducia può optare per esami più approfonditi come i test di coagulazione e quindi decidere una profilassi farmacologica. Ovviamente in questa sede non ci permetteremo certo di consigliare farmaci in quanto inopportuno da parte nostra. Saranno solo gli esperti che valuteranno caso per caso.

Fibrinogeno Basso

Tra i motivi più comuni troviamo il fattore ereditario e le patologie a livello epatico. Tutte le malattie che attaccano il fegato infatti tendono a ridurre la produzione di fibrinogeno e dunque la sua presenza nel sangue.

Tempo di Tromboplastina Parziale (PTT)

Si parla di tempo di tromboplastina parziale (Ptt) per definire l’esame finalizzato a valutare la capacità di coagulazione del sangue del soggetto. In presenza di un campione di plasma, reso incoagulabile con citrato di sodio, si definisce tempo di tromboplastina parziale (PTT - Partial Thromboplastin Time) il tempo che intercorre tra l'aggiunta di calcio e tromboplastina parziale, e la formazione del coagulo di fibrina all'interno dello stesso.

Il PTT misura quanto tempo ci mette un campione di sangue a formare dei coaguli dopo l’aggiunta di specifici reagenti. La valutazione del tempo di tromblopastina parziale (PTT) determina l'attività dei fattori appartenenti alla via intrinseca della coagulazione, rapportata a quella normale. Il PTT è indicativo della quantità e della funzionalità di alcune proteine chiamate fattori della coagulazione, che svolgono un ruolo importante nella formazione del coagulo in caso di lesione di un vaso sanguigno.

PTT Alto

Avere un Ptt alto significa che il processo di coagulazione dell’organismo è allungato per cui necessita di più tempo per essere completato. Un tempo di tromboplastina parziale attivata eccessivo può essere causato anche dal ridotto apporto alimentare o dal cattivo assorbimento della vitamina K, dalla ridotta sintesi dei fattori della coagulazione (cirrosi, insufficienza epatica ecc.), dall'ipofibrinogemia, dalla malattia di Von Willebrand e dall'assunzione di anticoagulanti orali come il coumadin.

PTT Basso

Avere un tempo di tromboplastina basso, al contrario, significa che il sangue impiega meno tempo del normale a coagulare.

Esami di Laboratorio e Monitoraggio

Il dosaggio del fibrinogeno viene eseguito in maniera routinaria in ambito di ricovero ospedaliero, insieme al calcolo del valore del tempo di protrombina (PT). L’esame inoltre viene effettuato quando la persona ha valori alterati di PT e/o PTT (tempo di tromboplastina parziale) o quando c’è una famigliarità per malattie della coagulazione.

I test della coagulazione vengono consigliati dal medico quando una per­sona deve sottoporsi ad un intervento chirurgico o vuole semplicemente conoscere il proprio stato di salute oppure per controllare la terapia anticoagulante quando una persona ha avuto malattie riconducibili ad una alterata coagulazione del sangue come l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale oppure per diagnosticare malattie legate alle piastrine o ai fattori delle coa­gulazione quando una persona evidenzia, per esempio, la comparsa fre­quente di ematomi.

Il prelievo ematico per il dosaggio del fibrinogeno non richiede una preparazione particolare. È però utile, al fine dell’interpretazione del risultato, che il medico sia a conoscenza dell’eventuale assunzione di farmaci che possono alterare la coagulazione (es. Trattamenti a base di eparina possono provocare una diminuzione delle piastrine nota come trombocitopenia.

Considerazioni aggiuntive

Numerosi studi evidenziano come elevati livelli plasmatici di omocisteina, causa di coaguli nel sangue, migliorino del 25% circa con l’assunzione di vitamine del gruppo B e acido folico per l’appunto. No invece alle compresse a base di curcuma mentre la piccola quantità presente negli alimenti non arreca danni.

Valori cronicamente elevati di fibrinogeno, come anticipato, sono associati a un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris e infarto).

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