Il tempo di protrombina (PT, dall'inglese Prothrombin Time) è un'analisi del sangue in grado di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina. Si tratta di un test utile per la valutazione della funzionalità della via estrinseca e della funzionalità epatica di sintesi dei fattori della coagulazione.
Come Funziona il Test PT
Il tempo di protrombina (PT) è la misura del tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina quando al plasma del paziente, raccolto in citrato, si aggiungono tromboplastina e calcio. In caso di lesione di un vaso sanguigno, si verifica la conversione della protrombina (fattore II) in trombina (fattore IIa). La lesione di un vaso sanguigno determina la rapida conversione della protrombina (fattore II) in trombina (fattore IIa), che a sua volta converte il fibrinogeno in un polimero di fibrina insolubile; si produce così un intreccio di fibre che partecipa alla formazione del coagulo.
Espressione dei Valori PT
Il valore del PT può essere espresso in secondi o come attività percentuale rispetto ad un pool di plasmi normali a cui viene convenzionalmente attribuita un’attività del 100%. La misurazione del PT viene ad essere complicata per via della sua dipendenza da diverse variabili, la più importante delle quali è la composizione della tromboplastina utilizzata come reattivo, questo rende non confrontabili fra di loro valori di PT ottenuti in laboratori e/o con reattivi diversi.
Introduzione di ISI e INR
Per ovviare a questi inconvenienti, nel 1987 sono stati introdotti due nuovi parametri, l’ISI (International Sensitivity Index, Indice Internazionale di Sensibilità) e l’INR (International Normalised Ratio, Indice Internazionale Normalizzato): ad ogni preparazione commerciale di tromboplastina viene assegnato un valore di ISI calcolato rispetto ad un preparato internazionale di riferimento, quindi per ogni paziente viene determinato il rapporto tra il suo valore di PT e quello di un pool di plasmi normali, questo valore (ratio) viene normalizzato per elevazione al valore dell’ISI della tromboplastina utilizzata, al fine di ottenere il valore dell’INR. Il calcolo dell’INR permette di poter confrontare i valori di PT ottenuti in laboratori diversi o con preparazioni commerciali di tromboplastina differenti.
L'international normalized ratio (INR, rapporto internazionale normalizzato) permette di eliminare la variabilità dei risultati ottenuti nei diversi laboratori. Questo parametro viene solitamente utilizzato per le persone che assumono farmaci anticoagulanti, nel cui caso dovrebbe essere compreso tra 2,0 e 3,0. In condizioni normali, il valore ottimale di INR è compreso tra 0,9 e 1,3.
Poiché sono disponibili numerose forme di tromboplastina, laboratori differenti otterrebbero tempi diversi a seconda del reagente utilizzato; per ovviare a queste discrepanze numeriche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha introdotto il rapporto normalizzato internazionale (INR), che è diventato la forma standard per esprimere il risultato.
Valori Normali del Tempo di Protrombina
In condizioni normali, il tempo di protrombina varia indicativamente dagli 11 ai 13 secondi, in relazione alle metodiche analitiche adottate. Il più delle volte, comunque, il tempo di protrombina viene espresso mediante un indice detto INR (International Normalized Ratio), che tiene conto della sensibilità del reagente tromboplastinico utilizzato.
| Parametro | Valore Normale |
|---|---|
| Tempo di Protrombina (PT) | 11-13 secondi (variabile) |
| INR (International Normalized Ratio) | 0.9 - 1.3 (non in terapia anticoagulante) |
| INR (in terapia anticoagulante) | 2.0 - 3.0 (valore target) |
Quando e Perché Viene Prescritto il Test PT
Il tempo di protrombina viene richiesto soprattutto per riscontrare anomalie della coagulazione del sangue. Ecco alcune delle ragioni principali per cui il test PT e PTT vengono prescritti:
- Monitoraggio dell’anticoagulazione: le persone che assumono farmaci anticoagulanti, spesso devono sottoporsi a test regolari di PT per assicurarsi che il loro sangue sia anticoagulato in modo sicuro.
- Diagnosi di disturbi della coagulazione: entrambi i test possono essere utilizzati per diagnosticare disturbi della coagulazione, come l’emofilia e altre malattie ereditarie o acquisite del sistema di coagulazione.
- Preparazione per interventi chirurgici: i test vengono talvolta eseguiti prima di interventi chirurgici per valutare il rischio di sanguinamento durante l’operazione.
- Valutazione della funzione epatica: PT e PTT possono essere inclusi nei pannelli di funzionalità epatica per valutare la salute del fegato. In effetti, il fegato è coinvolto nella produzione di molte proteine necessarie per la coagulazione del sangue, nello specifico la protrombina, e problemi epatici possono influenzare questo processo.
- Valutazione del rischio trombotico: in alcune situazioni, i test di PT e PTT possono essere utilizzati per valutare il rischio di trombosi, ovvero di formazione di coaguli, in pazienti con fattori di rischio come la fibrillazione atriale o le malattie tromboemboliche.
Cosa Indica un Tempo di Protrombina Alto
Il tempo di protrombina alto indica che il sangue tende a coagulare più lentamente, quindi il paziente è esposto al rischio di emorragie. In tal caso, potrebbe essere necessario diminuire la dose di anticoagulante. Un aumento del tempo di protrombina può dipendere, infine, da difetti della coagulazione o disfunzioni (carenza o alterazione) di uno dei fattori implicati nel processo.
Ecco alcune delle cause più comuni di valori elevati di PT e PTT:
- Carenza di vitamina K: in caso di carenza di questa vitamina nel corpo, il processo di coagulazione può essere rallentato, portando ad aumenti nei valori di PT.
- Malattie del fegato: come spiegato prima, il fegato è coinvolto nella produzione di molte proteine necessarie per la coagulazione del sangue. Malattie del fegato, come l’epatite o la cirrosi, possono influenzare la produzione di queste proteine, portando a valori elevati di PT e PTT.
- Uso di farmaci anticoagulanti: i farmaci anticoagulanti (come il warfarin) influenzano il processo di coagulazione del sangue. Un dosaggio eccessivo di questi farmaci o una loro reazione con altri farmaci possono portare a valori elevati di PT.
- Malattie ereditarie della coagulazione: alcune persone sono nate con disturbi ereditari della coagulazione, come l’emofilia, che causano valori elevati di PT e PTT.
Un tempo di protrombina alto potrebbe essere un indizio di problemi al fegato, come cirrosi, epatite o insufficienza epatica. Valori superiori alla norma possono essere causati da molti farmaci, soprattutto anticoagulanti, antibiotici e antinfiammatori.
Cosa Indica un Tempo di Protrombina Basso
Valori inferiori indicano che il sangue coagula più rapidamente rispetto alla norma. Un tempo di protrombina basso significa che il sangue coagula più velocemente.
Fattori che Influenzano il Tempo di Protrombina
Molti fattori possono influenzare i risultati del tempo di protrombina. I barbiturici, i contraccettivi orali e le terapie ormonali sostitutive, possono accorciare il tempo di protombina. Se si stanno seguendo terapie anticoagulanti, il prelievo dev'essere effettuato prima della dose giornaliera.
Il tempo di protrombina è utile per valutare cinque dei dodici fattori della coagulazione (I -fibrinogeno -, II - protrombina, V - proaccelerina, VII - proconvertina e X - protrombinasi). Tutti questi fattori sono sintetizzati dal fegato e tre di questi (II, VII e X) sono attivati da enzimi vitamina K-dipendenti. Gli anticoagulanti orali, come il coumadin - warfarin, sono degli antagonisti della vitamina K e come tali inibiscono l'attivazione dei sopraccitati fattori della coagulazione.
Interpretazione dei Risultati
Interpretare i risultati dei test PT e PTT richiede una valutazione da parte di un medico o di un operatore sanitario qualificato, in quanto i valori possono variare in base a diversi fattori, come l’età, il sesso, la presenza di patologie o l’assunzione di farmaci. Quando si esegue un test del PT e del PTT, la misurazione viene fatta basandosi sui seguenti valori di riferimento:
- Tempo di protrombina (PT): può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra 1.5 e 5 I.N.R. (International Normalized Ratio). Alcuni laboratori potrebbero utilizzare un rapporto, chiamato “tempo di Quick”, espresso in percentuale in relazione al tempo di protrombina di una persona sana. In questi casi, i valori di riferimento sono 70-120%, mentre in terapia coagulante 18-38%. Maggiore è il tempo di coagulazione, minore è il valore di Quick;
- Tempo di tromboplastina parziale (PTT): può considerarsi normale quando il suo valore oscilla tra lo 0 e i 40 secondi di tempo necessario perché si formi il coagulo.
In generale, si consiglia di attenersi a quanto riportato sul referto del laboratorio, sul quale sono indicati anche i valori di riferimento, oltre a quelli del paziente. È importante ricordare, infine, che alcuni fattori possono influenzare i valori PT e PTT, come l’assunzione di farmaci anticoagulanti, patologie epatiche o ematiche già diagnosticate, alcolismo cronico. Per questo motivo, è fondamentale comunicare al medico queste condizioni, al fine di tarare i risultati alle stesse.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
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