Profilo Marziale: Esami del Sangue, Valori Normali e Interpretazione

Il metabolismo del ferro è un meccanismo complesso in cui entrano in gioco proteine di membrana, proteine di trasporto e anche ormoni. Ciò può rendere complesso il confronto con il proprio Medico curante, in quanto i diversi termini che si utilizzano per descrivere l’assetto marziale hanno differenti sfumature ed ambiti di applicazione. Solitamente l’analisi approfondita dell’assetto marziale è un esame di secondo livello, prescritto dal Medico curante nel sospetto di una malattia da accumulo o da deficit di ferro per valutarne l’eziologia.

Importanza del Ferro e Valutazione del Profilo Marziale

Il ferro è un componente fondamentale del sangue ed è un minerale che svolge una funzione chiave in molti processi fisiologici dell’organismo umano. Il ruolo principale del ferro è legato alla produzione di due proteine:

  • l’emoglobina, che ha il compito di trasportare l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo
  • la mioglobina, che favorisce il fissaggio dell’ossigeno all’interno dei tessuti dei muscoli.

Inoltre, il ferro è utilizzato dal corpo anche per la produzione di alcuni ormoni e del tessuto connettivo. Non a caso, è una delle sostanze presenti in maggiore quantità nel sangue. Alla luce del ruolo strategico che ricopre questo minerale, appare chiaro come tenerlo sotto controllo con esami del sangue adeguati è molto importante.

Gli esami per la valutazione del metabolismo del ferro consentono di avere informazioni riguardo la quantità di ferro circolante, la capacità totale del sangue di trasportarlo e la quantità di ferro immagazzinata nei depositi. I test per la valutazione del metabolismo del ferro però possono essere richiesti anche nel caso in cui si sospetti una patologia dovuta all’accumulo di ferro.

La carenza di ferro è un’anomalia estremamente frequente nella popolazione generale; in questo senso la valutazione dei principali componenti del sistema di metabolismo del ferro può essere uno strumento utile nella diagnosi differenziale e quindi efficace nell’indagine eziologica. Nonostante il deficit di ferro sia un reperto estremamente frequente in medicina, l’ambito di applicazione dove l’utilità della valutazione della transferrina è maggiore è probabilmente quello dello screening per le malattie come l’emocromatosi, dove tale elemento è presente in eccesso.

Esami del Sangue per Valutare il Ferro

Quando si effettuano gli esami del sangue mediante prelievo, i valori di riferimento a cui prestare attenzione per valutare la presenza di ferro sono essenzialmente tre:

  • Ferritina: è la proteina responsabile dell’immagazzinamento del ferro e si trova nei muscoli, nel fegato e nel midollo osseo.
  • Transferrina: è la proteina a cui è affidato il compito di trasportare il ferro nell’organismo (si divide in transferrina insatura, quando non è legata al ferro, e satura, quando invece è legata al minerale).
  • Sideremia: è la quantità di ferro legata alla transferrina.

La valutazione combinata di questi dati, da parte di un medico specializzato, permette di comprendere quanto ferro c’è nel sangue e se ci si trova in presenza di una carenza o di un eccesso (situazioni che vanno poi ulteriormente indagate per capire se sussistono patologie, come l’anemia).

Sideremia

Sideremia: è come viene chiamato il ferro nelle Analisi del sangue. Rappresenta il ferro di passaggio nel sangue.

Il test misura la sideremia, cioè la concentrazione di ferro nel sangue. Il ferro è un elemento molto importante per l’organismo, perché è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti e per la formazione di alcuni enzimi.

Se aumenta: Alti livelli di sideremia possono essere dovuti a: malattie genetiche (talassemie, emocromatosi), eccessive trasfusioni di sangue, emosiderosi (eccessivo accumulo di ferro), epatite virale acuta, leucemie, terapie con ferro, overdose accidentale di ferro, assunzione di alcune sostanze (estrogeni, pillola contraccettiva) e di alcuni farmaci (metildopa, cloramfenicolo).

Se diminuisce: Bassi livelli di ferro possono essere dovuti a: aumento delle richieste da parte dell’organismo, durante infanzia, gravidanza e allattamento (fisiologico), ridotto assorbimento (malattie del tratto gastrointestinale), emorragie, abbondanti perdite mestruali, anemia sideropenica (cioè dovuta a carenza di ferro), diabete, età avanzata, insufficienza renale, malattie infettive (tubercolosi, ascesso polmonare, endocardite batterica), malattie croniche (morbo di Chron), tumori (del seno, del polmone, linfoma di Hodgkin), infarto cardiaco, una dieta povera di ferro, assunzione di alcune sostanze (ACTH, testosterone) e di alcuni farmaci (colchicina, meticillina).

Ferritina

Il test misura la concentrazione della ferritina nel sangue. La ferritina è una proteina che lega il ferro e, insieme all’emosiderina, rappresenta la principale riserva di questo elemento nell’organismo.

Se aumenta: Aumenti della ferritina rispetto ai valori normali possono essere dovuti a: malattie del fegato, una malattia genetica detta emocromatosi, alcuni tumori maligni (del seno, dei polmoni, del pancreas, del colon, del rene, leucemie, neuroblastoma, malattia di Hodgkin), infezioni acute e croniche, alcune malattie autoimmunitarie (artrite reumatoide e lupus eritromatosus) ed eccessive trasfusioni di sangue.

Se diminuisce: Bassi livelli di ferritina possono essere dovuti a: carenza cronica di ferro, carenza di vitamina C e malnutrizione (riduzione delle proteine corporee). Una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno rossi della norma (microcitici e ipocromici), indica un’anemia sideropenica (causata da carenza di ferro).

Transferrina e TIBC (Total Iron Binding Capacity)

Il test misura la capacità totale del corpo di trasportare il ferro; di fatto, siccome il trasporto del ferro nel sangue è effettuato da una sola proteina, la transferrina, questa misura può essere anche espressa come concentrazione della transferrina nel sangue.

Parametro in parte correlato al valore di transferrinemia ed altrettanto importante nella valutazione del metabolismo del ferro è TIBC (total iron binding capacity), che si calcola dividendo la concentrazione del ferro sierico totale con quella della transferrina totale (sia legata che non).

Nello specifico la transferrina lega in maniera specifica il ferro trivalente, ed in condizioni fisiologiche la sua saturazione è mediamente pari al 50%. La concentrazione della transferrina nel sangue può variare in base a condizioni sia patologiche che para-fisiologiche, legate di solito all’assetto marziale del paziente.

Se aumenta: Una capacità ferro-legante totale elevata indica generalmente una carenza di ferro. Per esempio, nell’anemia sideropenica (da carenza di ferro) si osserva un’iniziale riduzione della ferritina, seguita da un aumento della capacità ferro-legante totale e da una riduzione della sideremia. Anche l’assunzione della pillola contraccettiva può incrementare la capacità ferro-legante.

Se diminuisce: Una bassa capacità ferro-legante totale può indicare: una malattia genetica chiamata emocromatosi, anemie causate da infezioni o malattie croniche, malnutrizione, cirrosi epatica, sindrome nefrosica (una malattia renale che causa un’eccessiva perdita di proteine con le urine), assunzione dell’ormone ACTH o dell’antibiotico cloramfenicolo.

Valori Normali di Ferritina, Transferrina e Sideremia

È opportuno sapere quali sono i parametri di riferimento che consentono di parlare di valori normali di ferritina, transferrina e sideremia negli adulti (diversi per uomo e donna).

Parametro Uomo Donna
Ferritina 24 - 330 microgrammi/litro 11 - 300 microgrammi/litro
Transferrina 215 - 366 milligrammi/decilitro 250 - 380 milligrammi/decilitro
Sideremia 65 - 178 microgrammi/decilitro *Valori possono variare

Potrebbe essere richiesto di eseguire il prelievo al mattino e/o a digiuno da 12 ore; in questo caso è possibile assumere solo acqua.

Anemia da Carenza di Ferro (Sideropenia)

L’anemia da carenza di ferro o sideropenia è la forma più diffusa di anemia. La causa principale di questo tipo di anemia è l’instaurarsi di una carenza di Ferro (Fe), elemento essenziale per la vita. In questo caso il ferro introdotto con l’alimentazione non soddisfa il reale fabbisogno del paziente. Questo tipo di anemia colpisce maggiormente le donne in età fertile a causa delle perdite mestruali abbondanti, ma anche in gravidanza perché il corpo umano richiede una quantità maggiore di ferro quotidiano.

I sintomi di anemia da carenza di ferro variano molto a seconda dei soggetti. Si va dal senso di stanchezza e affaticamento, a stati d’umore altalenanti con picchi di irritabilità. In alcuni pazienti si riscontra anche debolezza fisica accompagnata dal tipico “fiato corto” a seguito di attività fisica.

Per la diagnosi dell’Anemia da carenza di Ferro, rispetto agli esami elencati si prendono in considerazione in particolare i valori di Emoglobina (Hb), Ferritina e Recettore Stabile della Transferrina (sTFR). Secondo le linee guida, per una corretta diagnosi di anemia sideropenica, è bene valutare diversi esami del sangue per determinare i livelli di ferro (sideremia) nel sangue.

Diagnosi Differenziale e Altri Parametri

In corso di malattie infiammatorie croniche l’aumento dell’epcidina provocato dai mediatori infiammatori determina un ridotto assorbimento di Fe e una ridotta dismissione di Fe dal sistema reticolo endoteliale (disturbo del riciclo del Fe) per cui i depositi aumentano mentre la sideremia è ridotta (carenza “funzionale” di Fe). La % di saturazione della transferrina è normale o ridotta, la ferritinemia è >100 μg/L come riflesso della sequestrazione nei macrofagi, l’emoglobina scende moderatamente (anemia delle malattie infiammatorie) con indici eritrocitari MCV e MCH normali o solo lievemente ridotti.

Il quadro laboratoristico si complica se coesistono carenza reale di Fe e stato infiammatorio (ad es nelle malattie gastrointestinali infiammatorie con perdita emorragica): la sideremia scende, la % di saturazione della transferrina è ridotta (<20%), la ferritina è <100μg/L e vi è anemia microcitica- ipocromica.

Per diagnosticare correttamente la carenza reale di Fe nel contesto di copatologie, specie la patologie infiammatorie tipiche, ma non solo (ad es insufficienza renale, scompenso cardiaco, età avanzata), è importante la combinazione di ridotta % di saturazione della transferrina e di livelli di ferritina < 100 μg/L o anche più alti ( per es nella insufficienza renale si considera un cut-off <300 μg/L). Il riconoscimento della sideropenia assoluta in questi casi rappresenta una difficoltà diagnostica non ancora risolta.

Sovraccarico di Ferro

Il sovraccarico di Fe è una condizione in cui il Fe totale dell’organismo supera i livelli considerati normali per età e sesso. Una aumentata % di saturazione della transferrina è prerequisito per l’accumulo marziale a livello parenchimale (soprattutto miocardio, fegato,tessuti endocrini) che comporta danno tessutale. Valori indicativi di sovraccarico sono: sideremia aumentata, % di saturazione della transferrina >45% e ferritina>100 μg/L (donne fertili), >200 μg/L (donne in menopausa), >300 μg/L (maschio adulto), generalmente comunque in presenza di sovraccarico la ferritina è piuttosto elevata.

La valutazione del sovraccarico parenchimale richiede l’esecuzione di procedure quali biopsia epatica e risonanza magnetica. Il sovraccarico può essere geneticamente determinato (emocromatosi genetica; mutazioni a carico di geni coinvolti nel metabolismo del Fe, causanti aumentato assorbimento intestinale) o acquisito, generalmente meno marcato rispetto alle forme genetiche.

Considerazioni aggiuntive

Le persone sottoposte a terapia (ad esempio: con medicinali per il cuore, la tiroide, il diabete, l’artrosi, l’ansia, e la depressione ecc.), devono seguire le indicazioni del proprio medico.

Evitare di mangiare e fumare.

Evitare le situazioni stressanti.

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