L'Unità Operativa Complessa (UOC) di Ematologia dell'Ospedale di Treviso, diretta dal dottor Filippo Gherlinzoni, ha in programma di iniziare l'attività di Trapianto di Midollo Osseo Allogenico entro la fine dell'anno 2023, avendo ottenuto l'approvazione da parte del CNT, del CNS e della Regione Veneto. Prima dell'inizio di tale attività, vi è tuttavia la necessità di implementare la dotazione degli specialisti ematologi della UOC, con l'assunzione di una nuova unità, anche se non esperta in attività trapiantologica.
E' previsto un incarico a tempo determinato a rapporto esclusivo attraverso un avviso da espletare entro il 15 Novembre, a cui farà seguito un incarico a tempo indeterminato entro i primi mesi dell'anno 2024.
Il Dottor Filippo Gherlinzoni: Un Pilastro dell'Ematologia Trevigiana
Il dottor Gherlinzoni è stato professore di Ematologia e di Medicina Interna alle Scuole di Specializzazione dell’Università degli Studi di Bologna e, a partire dall'Anno Accademico 2019-2020, professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Ematologia dell'Università degli Studi di Padova.
“Al dottor Gherlinzoni, professionista di riferimento nell’ambito dell’ematologia con un’esperienza quarantennale - commenta il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi - va un sentito ringraziamento per la professionalità, la competenza, lo spirito di ricerca e innovazione e, ultima ma non meno importante, l’umanità e la disponibilità con cui, affiancato da un’ottima équipe, ha gestito un reparto di assoluta eccellenza nel cui ambito è stata recentemente avviata la collaborazione con il Centro trapianti di midollo osseo allogenico, diretto dalla dr.ssa Stanzani. A lui va la nostra riconoscenza sia per l’attività svolta sia per essersi reso disponibile a continuare a collaborare con l’Ulss 2. «Al dottor Gherlinzoni va un ringraziamento per l’importante lavoro svolto in questi anni - ha dichiarato il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi.
- Ha guidato un reparto di eccellenza che di recente ha avviato la collaborazione con il Centro trapianti di midollo osseo allogenico diretto dalla dottoressa Stanzani.
Laureatosi in Medicina e Chirurgia nel 1982 presso l’Università di Bologna, Gherlinzoni ha conseguito nello stesso ateneo la specializzazione in Ematologia e successivamente quella in Oncologia all’Università di Modena. Ha iniziato la sua attività professionale nel 1992 presso il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna.
Parallelamente all’attività ospedaliera, Gherlinzoni ha svolto un’intensa attività accademica, insegnando Ematologia e Medicina Interna presso le Scuole di Specializzazione dell’Università di Bologna e, dal 2019, presso la Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università di Padova. Nel corso della carriera ha partecipato a convegni nazionali e internazionali come relatore e moderatore, pubblicando 150 articoli scientifici su riviste di settore.
Membro di società scientifiche nazionali e internazionali, tra cui la Società Italiana di Ematologia, la Società Italiana di Ematologia Sperimentale, l’American Society of Hematology e la European Hematology Association (EHA), ha contribuito al progresso e alla diffusione delle conoscenze in ambito ematologico.
Affascinante la Sua instancabile curiosità, elemento fondante della spinta vitale che conduce l’uomo sempre più avanti nell’intento di raggiungere e superare i propri limiti e che costituisce caratteristica dominante del Dottor Gherlinzoni; sempre pronto e preparato nell’affrontare le molte sfide della scienza e dell’etica. Il suo esercizio professionale di medico e di ematologo ha ulteriormente arricchito la sua componente di umanità proprio perchè ha posto al centro della riflessione etica dell’esercizio professionale, la dignità della persona malata.
Nato ad Udine il 22 ottobre del ’57 e residente a Treviso, cresce in un ambiente dove fin dall’infanzia si respirava e alleggiava medicina (padre e fratello medici ortopedici). Difatti ho frequentato l’Università di Medicina a Bologna, compiendo un percorso di sei anni dove l’amore per l’ematologia è arrivato in seguito all’esame del terzo anno di patologia generale.
Si cominciava a parlare del sangue, del midollo osseo e di leucemie, allora assolutamente incurabili, mi venne l’idea e l’entusiasmo di dire “Questa malattia che è assolutamente inguaribile perché deve rimanere tale? Voglio contribuire anch’io con la mia preparazione e curiosità nel curare questo male”.
Proprio perché a quei tempi parlare di leucemia era come parlare di una condanna, sebbene adesso le cose sono clamorosamente cambiate. Quando mi trasferii a Treviso il Reparto di Ematologia era una Unità semplice ovvero un ambulatorio. Ho trovato un ambiente molto aperto e disponibile; altresì mi sono introdotto in punta di piedi e con molta umiltà, difatti pian piano da ambulatorio arrivarono i primi medici a darmi un supporto dall’Università di Padova e in parte da quella di Verona, crescendo moltissimo in pochi anni.
Tuttavia ho avuto una grande fortuna ovvero il sostegno di Treviso AIL, cioè l’ Associazione Italiana contro i linfomi e mielomi, allora presieduta dalla Signora Teresa Pelos, un carro armato con una notevole e nobile capacità di coinvolgere le persone, promuovendo molteplici iniziative destinate alla raccolta fondi, aiutandomi e sostenendomi nei contratti per medici, infermieri, biologi ed apparecchiature di un certo livello. Il reparto di ematologia tutt’ora ha dodici letti ed è stato costruito grazie alla donazione dell’AIL.
Il mio percorso è stato quello di un progressivo potenziamento delle strutture del Reparto di Ematologia di Treviso, abbiamo iniziato a fare il primo autotrapianto di midollo osseo con cellule staminali con poietiche nel 2005; attualmente siamo arrivati a farne circa novecentosettanta, una media di cinquanta all’anno. Per quanto riguarda l’impianto osseo allogenico ovvero da un’altra persona compatibile sia familiare o non familiare, che è una procedura molto più complessa dell’autotrapianto, siamo partiti a fine gennaio con ottimi risultati di cui due trapianti da fratelli HLA identici ed uno da fratello solo parzialmente compatibile; oggi è entrata la quarta paziente.
Una volta si prelevavano le cellule staminali dal midollo osseo, ora invece dal sangue periferico stimolando con una iniezione sottocute il midollo osseo del donatore, mandando in circolo le cellule staminali che interessano, finchè il donatore sano dopo una serie di giornate, ha mandato in circolo un numero di cellule staminali sufficienti per essere raccolte e reinfuse al paziente. Dopodichè per raccoglierle si preleva dalla vena del donatore, passando attraverso un apparecchio che si chiama separatore di cellule staminali che restituisce al donatore tutto il resto.
Si perché con le nuove frontiere della medicina una delle cose più importanti è la possibilità di curare l’anziano. E’ stato considerato nel 2019 tra i migliori medici in Italia.
Un paziente che vive una malattia come questa, vive in un costante stato di sospensione e prospettiva. Siamo dei privilegiati perché si ha la conoscenza per fare star meglio e felici le persone e questo è meraviglioso. E’ la più bella professione del mondo perché ti dà grandi soddisfazioni quando guarisci, aldilà della patologia.
Il medico non studia soltanto, è anche molto attento alla quotidianità del mondo, una conoscenza essenziale per calarsi nel vissuto delle persone. Si deve stabilire una relazione col paziente, mostrare capacità di ascolto che richiede tempo ma anche propensione nell’entrare nelle parole della persona, nel viverle con empatia e nel dare risposte a chi si aspetta aiuto da parte di professionisti.
L'Importanza della Ricerca
Si parla molto della indispensabilità della ricerca non solo nel Suo settore medico. La ricerca è indispensabile su qualsiasi tipo di sviluppo medico non c’è dubbio. Entrambe le cose, una perché è aumentata la domanda, la gente si cura di più ed è anche più impaurita e spaventata arrivando dal periodo del covid, temendo per se stessi e per i propri famigliari.
Convegno Nazionale a Treviso
TREVISO - Ci sarà il confronto tra gli esperti in arrivo da tutta l'Italia. E una lectio magistralis del professor Franco Locatelli, direttore dell'oncoematologia pediatrica dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Ma non solo. Saranno presenti professionisti provenienti da istituti universitari e ospedalieri dell'intero territorio nazionale, che discuteranno degli aspetti più innovativi della ricerca e della terapia di alcune malattie ematologiche. In particolare, quest'anno sarà dato ampio spazio alle emopatie e alle dermopatie, patologie del sangue e della cute, con due sessioni interamente dedicate ai linfomi primitivi della cute.
Il Programma del Convegno
L'evento è stato messo in calendario per venerdì 22 e sabato 23 nella sala convegni dell’ospedale di Treviso. I lavori saranno aperti, alle 15:30 di venerdì, da una lezione magistrale del professore, che discuterà delle nuove frontiere dell'Immunologia in ambito oncoematologico parlando di “CAR-T: prospettive future a breve e a lungo termine”.
Le CAR-T rappresentano la nuova frontiera dell’immunoterapia cellulare e offrono una possibilità di cura a pazienti pretrattati affetti da patologie oncoematologiche (leucemia acuta linfoblastica, linfomi non-Hodgkin, mielomi). Recentemente il Locatelli e il suo team hanno pubblicato, sulla prestigiosa rivista “New England Journal of Medicine”, l’esperienza nel trattamento della patologia pediatrica del neuroblastoma ad alto rischio.
Il Commento del Direttore Generale dell'Ulss 2
Al convegno sarà presente anche il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi: «Sarà un onore per la nostra Azienda ospitare il professor Locatelli, esimio professionista esperto ematologo - sottolinea Benazzi - mi complimento con il dottor Gherlinzoni per l’organizzazione di questo importante convegno di respiro nazionale, iunto alla ventesima edizione, che affronta con uno sguardo avanguardistico tematiche estremamente rilevanti per le cure dei nostri pazienti».
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