Prima Ecografia Ginecologica: Quando Farla e Perché è Importante

L’ecografia è una metodica diagnostica ultrasonografica al giorno d’oggi molto utilizzata in medicina. In campo ginecologico l’ecografia ci permette la visualizzazione di utero, annessi e apparato urinario. Ci consente di valutare i rapporti tra questi organi e, con la loro manipolazione manuale, il movimento reciproco degli uni sugli altri.

Quando Effettuare la Prima Ecografia Ginecologica

Non esiste un’età giusta per sottoporsi alla prima visita ginecologica. Prevenzione e periodiche visite di controllo sono essenziali a qualunque età. Le pazienti in età fertile possono rivolgersi al ginecologo per disturbi del ciclo mestruale, per scegliere il sistema di contraccezione più idoneo o per risolvere problemi di fertilità.

Ecografia in Gravidanza: Tempistiche e Modalità

La prima ecografia in gravidanza è uno dei momenti più emozionanti nel percorso verso la genitorialità. C’è chi impaziente si rivolge al ginecologo già dopo la 6 settimana di gravidanza, chi invece aspetta un periodo più lungo prima di sottoporsi all’esame. Se il test di gravidanza è risultato positivo o magari il ginecologo ti ha comunicato la bella notizia durante una visita di routine, i medici consigliano di aspettare tra l’ottava e la dodicesima settimana per fare la prima ecografia fetale, detta anche tecnicamente Office.

La prima ecografia deve essere effettuata a partire dall’ottava settimana di gestazione, non prima. La gravidanza fisiologica, che non riporta cioè patologie o problematiche evidenti durante l’età gestazionale, ha una durata di circa 40 settimane, che equivalgono a 280 giorni.

La prima ecografia può essere svolta in due modalità: transaddominale, con una sonda esterna, o transvaginale, con una sonda interna. Entrambe le procedure sono indolori e innocue, sia per il feto che per la mamma. L’ecografia non prevede alcuna preparazione fisica particolare. È possibile assumere cibi e liquidi anche a ridosso dell’esame, ciò che può variare è la presenza di urina o meno in vescica. In caso di ecografia transaddominale, la vescica deve risultare piena, condizione non consigliata in caso di ecografia transvaginale.

Ecografie Raccomandate Durante la Gravidanza

Una delle domande più frequenti che si pongono i futuri genitori è quante ecografie fare in gravidanza. La Società italiana di ginecologia e ostetricia ha pubblicato il decalogo delle società scientifiche “Buone pratiche in Ginecologia”. In queste, si sostiene che, in caso di gravidanza fisiologica, cioè senza particolari fattori di rischio, «le ecografie essenziali, anche secondo il disposto dei nuovi LEA (i livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione, cioè il ticket), sono due». Queste due ecografie hanno il fine di verificare la regolarità del battito cardiaco, la crescita e la posizione del feto. A queste, si può aggiungere un’ulteriore ecografia durante il terzo trimestre.

  • Prima ecografia: tra l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione per stabilire il numero delle settimane di gravidanza e la data del parto.
  • Seconda ecografia: per valutare la morfologia del feto e la sua crescita.
  • Ecografia del terzo trimestre: tra la 30esima e la 32esima settimana, detta anche ecografia biometrica.

Nel caso di una gravidanza patologica o a rischio, invece, il numero di ecografie può aumentare sensibilmente, prevedendo controlli periodici con una cadenza che varia a seconda del caso specifico e dei problemi da monitorare.

Ecografia Transvaginale: Cosa Aspettarsi

La visita ginecologica con ecografia transvaginale viene effettuata dallo specialista ginecologo per valutare le condizioni di salute degli organi riproduttivi femminili. L’ecografia transvaginale è un esame strumentale utile per osservare, tramite una sonda inserita in vagina, gli organi riproduttivi e quelli circostanti.

La visita ginecologica con ecografia transvaginale è utile per mantenere sotto controllo la salute degli organi genitali femminili perché permette di visualizzare facilmente utero, ovaie, tube di Falloppio, vescica, ureteri, retto e sigma.

La visita ginecologica con ecografia transvaginale prevede una prima fase di anamnesi in cui il medico ascolterà le informazioni riportate dalla paziente, la sua storia clinica, quella dei suoi familiari, e quella relativa a eventuali segni o sintomi. Segue quindi la visita vera e propria con la valutazione visiva e clinica degli organi genitali esterni e interni, prima manualmente e poi attraverso la sonda per l’ecografia transvaginale.

L’ecografia transvaginale non è dolorosa né pericolosa e si basa sull’azione di onde sonore emesse da una sonda inserita all’interno della vagina della paziente, seduta in posizione ginecologica sul lettino. La visita ginecologica con ecografia transvaginale può essere eseguita anche durante il ciclo mestruale a meno che non vada eseguito anche il pap test: in tal caso la paziente non deve avere le mestruazioni in corso.

Altre Indicazioni per l'Ecografia Ginecologica

Nella donna in età fertile le più comuni sono legate ad alterazioni del ciclo mestruale e al dolore pelvico, associato o meno alle mestruazioni. Anche il dolore pelvico, sia legato alla fase mestruale (dismenorrea) che ad un qualsiasi altro momento del mese, richiede un approfondimento ecografico perché tra le tante cose può essere correlato ad una condizione clinica chiamata endometriosi che necessita di una precoce valutazione da parte dello specialista.

L’ecografia è lo strumento principale in corso di stimolazione ovarica per la valutazione della quantità e crescita dei follicoli; in questo caso una volta iniziata la terapia verranno eseguiti dei controlli seriati (circa ogni 2-3 giorni) fino all’induzione farmacologica dell’ovulazione. Nel caso in cui la paziente abbia eseguito un percorso di fecondazione in vitro (FIVET) sia il prelievo ovocitario (pick-up) che il transfer embrionario saranno procedure effettuate sotto guida ecografica.

E’ possibile visualizzare alterazioni fisiologiche o para-fisiologiche delle strutture in oggetto come la presenza di un utero retroverso o di un ovaio dislocato dalla sua sede tipica (fossetta ovarica). Si può valutare la presenza di malformazioni d’organo, dalla loro assenza (agenesia) alle più svariate anomalie congenite del tratto genitale ed urinario. Ci permette inoltre di valutare lo stato di salute di questi stessi organi e la presenza di masse patologiche, indirizzandoci, sulla base di precise caratteristiche, sulla loro benignità o malignità.

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