Piastrine Alte ed Emoglobina Bassa: Cause e Approfondimenti

Il riscontro di un'alterazione nei valori delle piastrine e dell'emoglobina può segnalare la presenza di una grandissima varietà di condizioni fisiologiche o patologiche. Approfondiamo le possibili cause e le implicazioni di tali alterazioni.

Piastrine Alte (Trombocitosi)

Fisiologicamente, in un microlitro di sangue che circola nel corpo sono presenti dalle 150.000 alle 450.000 piastrine. In alcune condizioni, tuttavia, questo valore può aumentare oltre la soglia massima di riferimento: si parla, allora, di piastrine alte.

Le piastrine (o trombociti) sono piccoli elementi corpuscolati del sangue, privi di nucleo. Una volta rilasciate nel circolo sanguigno, le piastrine svolgono un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione e nella regolazione dell'emostasi (ossia nel blocco delle emorragie, che fanno seguito ad una qualunque lesione). Quando si verifica un danno ai vasi sanguigni o ai tessuti ed inizia la perdita ematica, esse aderiscono e si aggregano tra loro a formando una sorta di tappo, che rimane nella zona, finché il danno non è risolto.

La vita media delle piastrine è di 8-10 giorni; il midollo osseo deve produrre continuamente nuovi elementi per rimpiazzare quelli degradati, consumati e/o persi durante il sanguinamento. Il numero totale di piastrine per volume di sangue (PLT) è un parametro determinato per un controllo generico dello stato di salute. In un individuo adulto, in buono stato di salute, questo valore si aggira tra le 150.000 e le 450.000 unità per microlitro di sangue.

Volume medio (MPV, acronimo di "Mean platelet volume"): indica quanto grandi sono mediamente le piastrine presenti nel sangue del paziente. Conta delle piastrine (PCT): comunemente noto come piastrinocrito, è un parametro analogo all'ematocrito. Tale valore, espresso in percentuale, indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine ed il volume totale del sangue.

Le piastrine circolanti, nella loro forma inattiva, sono piccole strutture a forma di disco biconvesso (come una lente), con un diametro maggiore di 2-3 µm; le piastrine cosiddette attive, invece, dispongono di proiezioni della membrana che ricoprono la loro superficie per il reclutamento di altri elementi e l’adesione ai vasi sanguigni.

Il fulcro del meccanismo di funzionamento di questi elementi è l’esposizione, nel vaso lesionato, di particolari proteine che mediano il processo di attivazione piastrinica: una volta individuata la soluzione di continuità (ossia il danno del vaso sanguigno), le piastrine si legano alla parete vascolare e si legano a loro volta con altre piastrine in modo da formare una prima struttura di contenimento. In contemporanea vengono rilasciate sostanze che favoriscono l’attivazione di altre piastrine e l’innesco del sistema coagulativo: quest’ultimo è un complesso meccanismo, indipendente dai trombociti, che consente la formazione di un coagulo in grado di fermare stabilmente il sanguinamento.

Cause delle Piastrine Alte

Le condizioni che si possono associare alle piastrine alte sono eterogenee e numerose. Per la valutazione delle piastrine alte, è sufficiente sottoporsi ad un esame emocromocitometrico completo (emocromo). I parametri piastrinici sono calcolati mediante uno strumento automatizzato per l'analisi emocitometrica.

La trombocitosi secondaria accompagna, invece, altre patologie, come malattie infettive, tumori e disordini infiammatori (es.). Altre cause delle piastrine alte comprendono fratture ossee, emorragie acute da traumi, infarti d'organo e varie patologie ematologiche (tra cui l'anemia sideropenica).

Le trombocitosi secondarie transitorie non predispongono, in genere, il paziente a nessuna conseguenza specifica. Quando il numero delle piastrine è molto elevato o la piastrinosi è cronica, invece, aumenta il rischio di sviluppare complicanze trombotiche. Nella maggior parte dei casi, trattando la causa all'origine delle piastrine alte, i valori rientrano lentamente nei range di normalità.

Trombocitopenia

Le condizioni in cui la quota circolante di piastrine risulta ridotta (quindi inferiore alla soglia del laboratorio di riferimento) sono dette trombocitopenie o piastrinopenie. Da un punto di vista clinico, e quindi dei sintomi, è importante premettere che le carenze piastriniche lievi non sono da considerarsi strettamente dannose; il deficit diventa manifesto quando la conta piastrinica risulta inferiore alle 50.000 unità, con una certa variabilità interindividuale.

A differenza delle piastrinopenie, che hanno un quadro clinico correlato all’aumentato rischio di sanguinamento, l’eccessiva presenza di trombociti configura un quadro pro-trombotico che può avere conseguenze altrettanto gravi. L’assetto piastrinico nella maggior parte dei casi viene richiesto come parte integrante dell’emocromo completo. La gamma di patologie della coagulazione sospettabili in soggetti sintomatici è vasta.

Emoglobina Bassa (Anemia)

Si parla di anemia quando nel nostro organismo la quantità di emoglobina diminuisce sotto la soglia di normalità. L’emoglobina è il componente fondamentale per il trasporto dell’ossigeno alle cellule e se questa diminuisce si presentano i classici sintomi come: affaticabilità, mal di testa e difficoltà di concentrazione. Questi disturbi di solito compaiono lentamente e possono essere sottovalutati per un periodo più o meno lungo, a seconda della causa dell’anemia.

Le anemie vengono classificate in base all’evento fisiopatologico che le determina:

  • Insufficiente o alterata produzione midollare
  • Alterata sintesi di emoglobina
  • Ridotta sopravvivenza dei globuli rossi
  • Acute perdite di sangue

Cause dell'Emoglobina Bassa

L’emoglobina può abbassarsi per motivi diversi, e nella maggior parte dei casi si tratta di carenze che possono essere facilmente risolte. I tumori del sangue o non del sangue, possono dare questo come sintomo. La presenza di un basso livello di emoglobina, o di anemia diagnosticata, non è però direttamente correlata allo sviluppo di un tumore.

Un esempio è l'anemia mediterranea, o beta-talassemia major o anemia di Cooley, una malattia del sangue ereditaria provocata da un difetto genetico che induce la distruzione dei globuli rossi. È molto importante capirlo subito dal momento che la malattia se non trattata porta alla morte in poche settimane.

La carenza di ferro è piuttosto comune e se è momentanea, dovuta a un’alimentazione non equilibrata o sufficiente, non deve destare preoccupazione. I cibi più ricchi di ferro sono quelli di origine animale (si parla di ferro emico), i quali sono assorbiti in quantità elevate dall’organismo.

Anemia Sideropenica

L’anemia sideropenica è la più frequente e diffusa forma di anemia, la cui caratteristica principale è la carenza di ferro, elemento essenziale per la vita. Nel nostro corpo, di ferro ne abbiamo circa 4-5 grammi in condizioni normali, di cui ben 3 grammi presenti nell’emoglobina a completare una particolare struttura chiamata gruppo eme. La molecola di ferro in tale gruppo è fondamentale per la capacità di legare l’ossigeno, rendendone così possibile il trasporto a tutte le cellule del corpo.

Nella norma perdiamo una determinata quantità di ferro ogni giorno: circa 1,4 mg nelle donne, 0,8 mg negli uomini. Questa perdita viene reintegrata attraverso gli alimenti, ma nel caso si vada incontro a una momentanea carenza, essa viene compensata dalla mobilitazione del ferro in riserva, immagazzinato principalmente sotto forma di ferritina.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano circa 2 miliardi di persone affette da anemia sideropenica. Una maggiore presenza è registrata nei paesi sottosviluppati, diretta conseguenza dello stato di malnutrizione della popolazione.

Diagnosi dell'Anemia Sideropenica

La comparsa dell’anemia è un processo molto lento. In una prima fase (sideropenia) vengono utilizzate le riserve di ferro e quando esse terminano si instaura l’anemia vera e propria.

I sintomi tipici sono pallore, stanchezza, palpitazioni, mancanza di fiato, scarsa resistenza allo sforzo, ma possono essere presenti anche lesioni della cute e fragilità delle unghie. Per la diagnosi dell’anemia sideropenica si prendono in considerazione i valori di emoglobina e la grandezza dei globuli rossi, misurata con il volume corpuscolare medio (MCV): in questa forma i globuli rossi sono infatti piccoli. Il numero totale dei globuli rossi è poi ridotto. Si valuta quindi l’assetto marziale, attraverso i parametri del ferro, della transferrina e della ferritina. Valutati assieme, questi consento di porre diagnosi di carenza di ferro. Talvolta i valori delle piastrine possono essere elevati come reazione alla carenza di ferro, anche se il meccanismo non è del tutto chiarito.

Come in tutte le anemie è fondamentale, dopo la diagnosi, arrivare a identificare le cause che sono all’origine della carenza. Tra le donne è frequente che il motivo possa essere un aumentato flusso mestruale o una gravidanza, la cui richiesta di maggiore fabbisogno potrebbe non essere adeguatamente compensata dalla dieta. Per entrambi i sessi è frequente che l’anemia sia causata da perdite di sangue del tratto gastrointestinale. In alcuni casi la causa può essere un alterato assorbimento o uno scarso apporto, specie nelle diete vegane.

Terapia dell'Anemia Sideropenica

Nella maggioranza dei casi la terapia consiste nella somministrazione per via orale di sali ferrosi o ferrici, a seconda della tollerabilità e della capacità di assorbimento dell’individuo. Nei casi con scarso assorbimento, è a volte necessaria la somministrazione per via endovenosa, come in una rara condizione detta irida (iron refractory iron deficiency anemia, ovvero anemia ferro-carente refrattaria al ferro) dovuta a una mutazione genetica di una proteina coinvolta nell’assorbimento e trasporto del ferro.

Siamo in grado di assorbire circa il 10% del contenuto di ferro presente negli alimenti.

Esami del Sangue: Profilo Anemia

Il profilo anemia serve per verificare una eventuale riduzione dell’emoglobina all’interno dei globuli rossi. È fondamentale sentire il parere di un medico e non interpretare da soli le informazioni: anemia è un termine “ombrello” che comprende patologie diverse fra loro.

  • SIDEREMIA: Il test misura la sideremia, cioè la concentrazione di ferro nel sangue. Bassi livelli di ferro possono essere dovuti a: aumento delle richieste da parte dell’organismo, durante infanzia, gravidanza e allattamento (fisiologico), ridotto assorbimento (malattie del tratto gastrointestinale), emorragie, abbondanti perdite mestruali, anemia sideropenica (cioè dovuta a carenza di ferro), diabete, età avanzata, insufficienza renale, malattie infettive (tubercolosi, ascesso polmonare, endocardite batterica), malattie croniche (morbo di Chron), tumori (del seno, del polmone, linfoma di Hodgkin), infarto cardiaco, una dieta povera di ferro, assunzione di alcune sostanze (ACTH, testosterone) e di alcuni farmaci (colchicina, meticillina).
  • FERRITINA: Il test misura la concentrazione della ferritina nel sangue. Bassi livelli di ferritina possono essere dovuti a: carenza cronica di ferro, carenza di vitamina C e malnutrizione (riduzione delle proteine corporee). Una ferritina bassa (22 ng/ml), associata a valori alterati di emoglobina ed ematocrito e in presenza di globuli rossi di piccole dimensioni e meno rossi della norma (microcitici e ipocromici), indica un’anemia sideropenica (causata da carenza di ferro).
  • TRANSFERRINA: Il test misura la capacità totale del corpo di trasportare il ferro. Una capacità ferro-legante totale elevata indica generalmente una carenza di ferro.
  • EMOCROMO:
    • Globuli rossi (RBC): diminuiscono in caso di anemia, emorragie, malattie renali, malnutrizione, carenze di ferro e vitamine B6, B9 e B12.
    • Emoglobina (HGB): diminuisce in caso di malattie ereditarie (talassemie, anemia falciforme), carenza di ferro e vitamine B6, B9 e B12, emorragie, eccessiva distruzione dei globuli rossi (emolisi), anemie, malattie renali, cirrosi epatica.
    • Ematocrito (HCT): diminuisce in caso di anemie soprattutto da carenza di ferro, emorragie, carenza di vitamine e altri minerali, cirrosi epatica.
    • Piastrine: diminuiscono in caso di alcuni tipi di leucemie e malattie che causano una crescita alterata delle cellule del sangue, chemio/radio terapia, farmaci (paracetamolo, chinidina, sulfamidici, ecc.), autoanticorpi contro piastrine.
    • Mcv (volume corpuscolare medio): diminuisce in caso di carenza di ferro, talassemie.
    • Mchc (concentrazione emoglobinica corpuscolare media): diminuisce quando diminuisce MCV.
    • Rdw (ampiezza di distribuzione eritrocitaria): un suo aumento può indicare la presenza di globuli rossi di dimensioni diverse.

Emoglobina Alta

L’emoglobina può anche alzarsi a causa di malattie come l’ipossia cronica. I valori dell'emoglobina si dovrebbero attestare in condizioni normali negli adulti tra i 140 e 180 g/L per gli uomini e tra i 120 e i 160 g/L per le donne.

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