L'emogasanalisi (EGA) è un test diagnostico fondamentale che permette di misurare tre importanti parametri del sangue: i livelli di ossigeno circolante, i livelli di anidride carbonica circolante e il pH (o acidità). I medici ricorrono all'emogasanalisi per capire con quale efficacia avviene lo scambio gassoso a livello degli alveoli polmonari, scambio da cui dipende l'ossigenazione del sangue. Serve per valutare la funzionalità polmonare, renale e metabolica di un paziente legate al suo equilibrio acido-base. L'equilibrio acido-base è strettamente connesso all'equilibrio idrico ed elettrolitico, allo stato di ossigenazione dell'organismo nonché al corretto funzionamento del sistema cardiocircolatorio.
Quando è Utile l'Emogasanalisi?
Tra le condizioni mediche per le quali è utile il ricorso all'emogasanalisi, rientrano:
- le malattie polmonari e respiratorie
- l'insufficienza renale
- l'insufficienza cardiaca
- il diabete
- le malattie del sonno notturno
- alcuni tipi d'infezioni
- i colpi alla testa che pregiudicano le capacità respiratorie
- l'overdose da droghe
L'emogasanalisi (EGA) è uno dei primi esami richiesti quando entra in Ospedale un bambino in condizioni critiche per valutare lo stato di ossigenazione e di idratazione dell'organismo.
Parametri Misurati nell'Emogasanalisi
L'emogasanalisi permette di valutare diversi parametri chiave:
- La pressione parziale dell'ossigeno (PaO2): È la pressione che l'ossigeno eserciterebbe all'interno dei polmoni, se fosse l'unico gas presente.
- La pressione parziale dell'anidride carbonica (PaCO2): È la pressione che l'anidride carbonica eserciterebbe all'interno dei polmoni, se fosse l'unico gas presente.
- Il pH sanguigno: Misurare il pH del sangue significa calcolarne la quantità di ioni idrogeno (o H+) presenti all'interno. Nel corpo umano, il sangue ha un valore di pH debolmente alcalino/basico, che può oscillare tra 7,35 e 7,45.
- I livelli sanguigni di bicarbonato (HCO3): Con HCO3 si indicano i bicarbonati, il valore ottimale dei quali si attesta tra 22-26 Mmol/l (millimoli per litro).
- Il contenuto sanguigno di ossigeno e la saturazione di ossigeno (SAT)
- L'eccesso di basi (BE): È un parametro che permette di stabilire se una persona soffre di un qualche disturbo dell'equilibrio acido-base. Il valore di riferimento si attesta tra -2 e +2 mmol/l.
- Gli elettroliti: Gli elettroliti sono ioni capaci di portare una carica elettrica. Possono essere anioni, ovvero elettroliti con una carica negativa come cloro (Cl-) e bicarbonato (HCO3-) oppure cationi, vale a dire elettroliti con una carica positiva come sodio (Na+), potassio (K+) e calcio (Ca2+).
- Lattati: Infine, l'Ega è in grado di misurare i lattati, il cui valore normale è < 4 mEq/l.
Come Viene Eseguita l'Emogasanalisi
Effettuata in un centro medico-ospedaliero, l'emogasanalisi consiste nel prelievo di un piccolo campione di sangue e nella successiva analisi di laboratorio di tale campione. Per eseguire un emogasanalisi occorre un prelievo di sangue arterioso, mediante l'uso di una siringa eparinata, priva di bolle d'aria. Il sangue deve essere analizzato immediatamente, al massimo entro 15-30 minuti.
La procedura di prelievo prevede:
- la sterilizzazione, per mezzo di alcol, dell'ago per il prelievo e del sito anatomico di prelievo.
- il prelevamento del sangue, tramite una siringa applicata all'ago precedentemente inserito nel sito di prelievo.
- l'estrazione dell'ago e l'applicazione di un piccolo pezzo di cotone, laddove è stato prelevato il sangue.
- il bendaggio del sito di prelievo e l'applicazione di una pressione digitale sul medesimo sito della durata di 5-10 minuti.
I pazienti sottoposti a emogasanalisi possono far rientro a casa appena conclusa la procedura. La sensazione dolorosa avvertita in occasione di un'emogasanalisi dipende anche da quanto una persona è sensibile al dolore.
Possibili Rischi
I rischi associati all'emogasanalisi sono minimi, ma possono includere:
- Sanguinamento dal sito di prelievo del sangue.
- Comparsa di un ematoma in corrispondenza del sito di prelievo del sangue.
- Danneggiamento di un nervo limitrofo all'arteria di prelievo o lesione della stessa arteria di prelievo.
Interpretazione dei Risultati dell'Emogasanalisi
I valori del pH e della paCO2 sono strettamente correlati. Se presi in esame in associazione forniscono un'indicazione delle condizioni del paziente. L'organismo produce continuamente sostanze acide, cioè ioni idrogeno (H+), derivanti in parte dalla respirazione cellulare e in parte dal metabolismo delle proteine introdotte con il cibo, ma il pH rimane sempre lo stesso (con valori tra 7.35 e 7.45). Sistemi tampone si trovano sia nel plasma sia nei globuli rossi, ma anche in altri tipi di cellule dell'organismo. Il sistema respiratorio, con la ventilazione, controlla l'anidride carbonica (acido).
Acidosi e Alcalosi
Nel caso in cui il pH si alzi, ovvero quando il valore sale al di sopra di 7.45, si parla di alcalosi. Se il pH è inferiore a 7,35 e la concentrazione di bicarbonato e la pressione parziale dell'ossigeno sono inferiori ai valori di riferimento, il paziente è in una condizione di acidosi metabolica.
- Acidosi metabolica: L’acidosi metabolica è dovuta alla riduzione della concentrazione sanguigna dei bicarbonati (HCO3).
- Acidosi mista: Le cause che portano ad un’acidosi mista sono una combinazione di fattori respiratori e metabolici, ciò significa che vengono a sovrapporsi due diverse cause creando un’alterazione del pH.
- Alcalosi respiratoria acuta: è la forma più sintomatica poiché non ha un sistema di compenso adeguato. Il paziente con alcalosi respiratoria presenta un aumento della frequenza respiratoria accompagnato da tachicardia, nausea, vomito, vertigini e disturbi neurologici. Tra i sintomi si ritrovano letargia, cefalea e nei casi più gravi convulsioni e tetania.
Il pH Urinario: Un Indicatore Complementare
Il pH urinario indica la capacità dei reni di eliminare dal nostro corpo le sostanze acide o alcaline/basiche in eccesso. I reni hanno infatti un ruolo significativo nella regolazione dell’equilibrio acido-base in quanto eliminano le sostanze di scarto prodotte dal metabolismo cellulare. Una buona funzionalità renale è estremamente importante per l'organismo perché serve a mantenere stabile il normale pH del sangue, che se se non restasse tra i 7.35 e i 7.45 potrebbe addirittura condurre alla morte.
Perché Monitorare il pH Urinario?
Il pH urinario viene monitorato per diversi motivi:
- valutare la quantità di acidi espulsi, che potrebbero a lungo andare sovraccaricare i reni e i tessuti urinari
- valutare la presenza di patologie renali, metaboliche o respiratorie
- correggere l'acidità o l'alcalinità delle urine per prevenire la formazione di cristalli, renella o calcoli renali
- alcalinizzare le urine per ridurre il dolore in caso di cistite e per non danneggiare la mucosa infiammata
- controllare la presenza di un'alcalosi o un'acidosi tissutale.
Valori Normali e Interpretazione del pH Urinario
Il ph urinario può variare da 4,5 a 8. Tuttavia i 2 valori estremi indicano già un eccesso rispettivamente di acidità e di alcalinità, che andrà corretto con l'alimentazione o con l'introduzione di integratori. Anche se le indicazioni ufficiali riportano che il pH fisiologico dovrebbe essere compreso tra 5 e 7, in caso di cistiti ricorrenti sarebbe auspicabile avere valori di pH superiori al 6 poiché un'urina eccessivamente acida comporta bruciore sulla mucosa vescicale infiammata.
E' normale avere un'urina molto acida al mattino in quanto durante la notte il nostro organismo cerca di eliminare le sostanze acide accumulate durante il giorno. Così come sarà normale avere un'urina alcalina dopo i pasti e un po' più acida prima dei pasti. La normale curva che si dovrà osservare nelle rilevazioni quotidiane deve quindi avere un andamento altalenante. Una voltra effettuate le rilevazioni quotidiane fai una media: somma tutti singoli dati ottenuti durante la giornata e dividi il totale per il numero di rilevazioni effettuate. Il numero che dovresti ottenere dovrebbe essere neutro (tra 6.8 e 7.2).
- Se il valore ottenuto è leggermente superiore a 7,2 vuol dire che stai assumendo troppe sostanze alcalinizzanti.
- Se al contrario il valore è leggermente inferiore a 6.8 siamo di fronte ad un'acidosi tissutale, che va compensata impostando una dieta povera di acidificanti e ricca di alcalinizzanti e/o ricorrendo ad integratori alcalinizzanti specifici.
- Se il valore ottenuto è molto alcalino (oltre 7.5) può rilevare patologie quali: cistiti causate da Proteus, perdita di troppi acidi (col vomito per esempio), iperattività delle ghiandole surrenali, iperventilazione (per esempio da dolore o da ansia, che aumenta la frequenza cardiaca facendo eliminare una quantità eccessiva di anidride carbonica), bassi livelli di ossigeno nel sangue e sovradosaggio di Aspirina.
- Se il valore è molto acido (inferiore a 6.5) può essere un segno di chetoacidosi diabetica, disidratazione severa, enfisema, malattie respiratorie.
- Se la curva risulta molto piatta è indice che il sistema tampone renale (e quindi i nostri reni) non stanno funzionando.
Come Misurare il pH Urinario
Il pH può essere valutato in laboratorio analisi su un campione di urine prelevate al mattino e conservate in un recipiente chiuso da consegnare nel più breve tempo possibile al laboratorio. Tuttavia se si vuole esclusivamente valutare il pH è più comodo ed economico utilizzare delle semplici cartine tornasole direttamente a casa. Si tratta di strisce reattive, contenenti un colorante di origine naturale, che a contatto con i liquidi cambia colore in base al pH.
La misurazione del pH urinario è molto semplice e veloce. Basterà raccogliere l'urina in un contenitore pulito (non è necessario che sia sterile). E' consigliabile eliminare il primo getto di urina e prelevare il secondo. Subito dopo la raccolta dell'urina immergere la cartina tornasole per un solo secondo (è sufficiente che si bagni) e confrontare la colorazione ottenuta con la scala cromatica di riferimento presente sulla confezione.
La rilevazione va effettuata per almeno 3 giorni consecutivi, se possibile ad ogni minzione, in quanto il ph varia in base a molteplici fattori.
E' importante bere almeno 2 litri d'acqua nei giorni in cui si rileva il pH dato che un'urina troppo concentrata potrebbe falsare il risultato.
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