Argomento di cui molti uomini non amano parlare, neppure con il proprio medico, spesso credono sia normale, invecchiando, che la prostata si ingrossi. Ma è vero? Anche se non è la regola, tuttavia già a partire dai 30 anni la prostata tende ad aumentare di volume, cioè può iniziare quel processo di ipertrofia prostatica benigna noto comunemente come “prostata ingrossata”.
Cos'è la Prostata?
La prostata è una ghiandola che si trova nel tratto urinario inferiore, al di sotto della vescica, disposta a circondare l’uretra. Solo gli uomini hanno la prostata e la sua funzione è di produrre il fluido che trasporta gli spermatozoi.
La prostata ha la funzione di fluidificare e proteggere lo sperma: produce, infatti, i componenti fondamentali per la sopravvivenza, la qualità e la motilità degli spermatozoi. Tra questi componenti ricordiamo soprattutto l’enzima noto come antigene prostatico specifico (PSA), che contribuisce a rendere lo sperma più liquido.
Durante l’eiaculazione, la prostata si contrae e rilascia i suoi fluidi all’interno dell’uretra, dove si mescolano al liquido prodotto dalle vescicole seminali, alle cellule spermatiche dei testicoli e alle secrezioni della ghiandola bulbouretrale, dando vita allo sperma.
Non da ultimo, la prostata contribuisce al mantenimento dell’erezione, perché aumenta la pressione di sangue verso il pene, e controlla il flusso di urina, impedendo alla vescica di svuotarsi finché non arriva lo stimolo a urinare, ed evitando che l’urina si mescoli allo sperma in fase eiaculatoria.
Nella prostata, inoltre, l’ormone maschile testosterone viene trasformato in una forma biologicamente attiva, il diidrotestosterone (DHT).
Dimensioni e Cambiamenti della Prostata con l'Età
Il volume di una prostata normale è quantificato in circa 20 grammi di peso. Tuttavia, la prostata tende ad aumentare di dimensioni con l’avanzare dell’età. In alcuni soggetti il processo di ipertrofia prostatica avviene in maniera talmente abnorme da arrivare a pesare anche 200 grammi.
La prostata, in condizioni fisiologiche, ha una forma piramidale con base rivolta in alto e apice verso il basso, simile ad una castagna. In un uomo adulto il diametro trasversale medio della prostata si aggira intorno ai 4 cm, verticalmente ha una lunghezza di 3 cm, con un diametro anteroposteriore di circa 2 cm. Il peso complessivo medio è circa di 20 g.
Dopo i 30 anni le dimensioni della prostata rimangono virtualmente immodificate fino ai 45-50 anni, momento in cui le cellule prostatiche vanno in modo fisiologico incontro ad un processo di progressiva proliferazione, dando luogo alla così detta iperplasia prostatica benigna (IPB).
L’eziopatogenesi dell’IPB si associa ad una disregolazione a livello locale tra azione di estrogeni ed androgeni sul tessuto prostatico, a favore dei primi. Ne consegue un aumento dell’espressione dei recettori degli androgeni e un incremento della capacità di captazione del testosterone, stimolatore della crescita cellulare a livello prostatico con la conseguente crescita della parte centrale della prostata, nota come adenoma.
Sebbene non sempre sia associata a sintomi, con l’invecchiamento una progressiva iperplasia prostatica benigna è inevitabile. In relazione agli stimoli ormonali, genetici e ambientali la prostata con l’avanzare degli anni può arrivare a raggiungere dimensioni molto elevate, superando in rari casi i 200 g di peso complessivo.
Patologie della Prostata
Inoltre, sia per la sua collocazione che per le funzioni che svolge, la prostata può essere soggetta a disturbi e patologie, tra cui:
- Prostatite: un’infiammazione che spesso dipende da un’infezione.
- Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB): un ingrossamento della ghiandola prostatica che determina fastidiosi disturbi della minzione ed incontinenza urinaria; l’IPB di solito si sviluppa nella zona di transizione della prostata, dove passa l’uretra.
- Tumore alla Prostata: una delle neoplasie più diffuse tra la popolazione maschile, che, nella maggior parte dei casi, è trattabile e assume le caratteristiche di una patologia cronica; si sviluppa di solito a partire dalla zona periferica della prostata.
Sintomi dell'Ipertrofia Prostatica Benigna
Avere una prostata con un volume più ampio, in alcuni casi significa avere una maggiore possibilità di andare incontro a problemi quali difficoltà a svuotare la vescica, frequente stimolo ad andare in bagno, oltre a bruciore, dolore nella zona renale e febbre, tutti sintomi che devono già spingere l’uomo a rivolgersi ad uno specialista.
L’ingrossamento prostatico benigno può influenzare il modo in cui si urina. Questo accade perché la prostata ingrossata comprime l’uretra all’uscita della vescica. A volte i sintomi sono lievi, come la necessità di urinare più spesso o difficoltà a svuotare completamente la vescica. A volte, i sintomi sono molto fastidiosi e possono avere un effetto negativo sulla qualità della vita.
In una prima fase, i pazienti possono presentare una difficoltà nella minzione (disuria), un gocciolamento di urine al termine dell’atto minzionale (dribbling terminale), oppure una sensazione di incompleto svuotamento. È proprio il mancato svuotamento completo della vescica che può portare il paziente a urinare più frequentemente (pollachiuria), spesso di notte (nicturia). Inoltre, lo stimolo a urinare diventa più impellente (urgenza minzionale).
L'iperplasia prostatica è spesso una patologia “progressiva”, soprattutto se non viene diagnosticata e trattata adeguatamente. L'incompleto svuotamento della vescica può favorire le infezioni del basso apparato urinario e anche la formazione di calcoli. La ritenzione urinaria, acuta o cronica, è un’altra forma comune di progressione della patologia. In alcuni casi si rende necessario il posizionamento di un catetere vescicale per porre rimedio all’impossibilità di svuotare la vescica.
Come Valutare le Dimensioni della Prostata
Con l’aumento di dimensioni e volume della ghiandola prostatica associata all’età, si assiste ad un progressivo sviluppo di sintomatologia delle basse vie urinarie (LUTS). A causa dell’ostruzione al deflusso di urina determinata dalla crescita dell’adenoma prostatico il paziente con l’invecchiamento può iniziare a lamentare sintomi della fase di riempimento e svuotamento vescicale. Per tale motivo è importante avvalersi di esami clinici e strumentali che consentano di oggettivare le dimensioni della prostata.
Un attento inquadramento del paziente si avvale di:
- Esplorazione rettale (ER): il modo più semplice e rapido per valutare il volume prostatico è attraverso l’esplorazione prostatica digitale. Grazie a questo esame è possibile apprezzare volume e consistenza della ghiandola prostatica; tuttavia, se da un lato attraverso l’ER è possibile valutare accuratamente l’estensione latero laterale della prostata, d’altro canto risulta più difficoltoso analizzare lo sviluppo antero-posteriore e cranio-caudale.
- Ecografia addome inferiore: attraverso l’utilizzo di una sonda ecografica posizionata in sede sovrapubica è possibile valutare le dimensioni e la forma della prostata e calcolarne il volume.
- Ecografia prostatica transrettale (TRUS): analogamente alla precedente consente di misurare le dimensioni prostatica, stavolta attraverso il posizionamento della sonda ecografica a livello transrettale.
Il volume prostatico è uno dei vari dati clinici utili per decidere il corretto trattamento del paziente con sintomi urinari. In generale il paziente con IPB può essere sottoposto a terapia medica farmacologica oppure a un trattamento chirurgico.
La procedura più semplice, anche se non sempre precisissima, è costituita dalla visita medica urologica con esplorazione rettale. L’esame che viene tipicamente utilizzato per misurare i 3 diametri prostatici è rappresentato dall’ecografia prostatica per via sovrapubica. E’ una procedura completamente non invasiva che viene eseguita utilizzando una sonda ad ultrasuoni “appoggiata” sulla parte inferiore dell’addome.
Il calcolo del volume prostatico risulta ancora più preciso in corso di ecografia prostatica transrettale: questo tipo di esame prevede l’inserimento di una particolare sonda ecografica nel retto.
Diagnosi e Esami
Periodicamente tutti gli uomini oltre i 50 anni di età - ma anche prima, se manifestano sintomi o hanno familiarità con patologie prostatiche - dovrebbero tenere sotto controllo la prostata. Per farlo ci si rivolge normalmente all’urologo, che può suggerire diversi tipi di esami. In assenza di sintomi importanti o di sospetti clinici, questi esami andrebbero ripetuti con ricorrenza annuale.
Esplorazione Digito-Rettale (DRE)
Tra i più comuni c’è l’ esplorazione digito-rettale (DRE), un esame obiettivo che consente al medico di valutare le dimensioni, la forma e la consistenza della prostata.
Altri Esami Diagnostici
Prima di impostare un piano terapeutico, gli esami che solitamente vengono effettuati, oltre al dosaggio del PSA, sono l’esplorazione rettale digitale ed eventuale ecografia, per valutare la quantità di ristagno urinario in vescica, o l’uroflussometria, cioè la misurazione del flusso urinario.
- L’esame delle urine e il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA) sono esami obbligatori nel corso di una prima valutazione o follow-up di un paziente con ipertrofia prostatica sintomatica.
- Talvolta, in caso di sospetta infezione delle vie urinarie, può essere utile ricorrere all’esecuzione di un esame colturale delle urine.
- L’uroflussimetria, completata dalla valutazione del residuo urinario post-minzionale, rappresenta un esame fondamentale nell’iter diagnostico e follow-up di un paziente con iperplasia prostatica. Essa fornisce una misura obiettiva del flusso urinario.
- L’ecografia sovrapubica consente di valutare e quantificare il residuo urinario post-minzionale, di accertare la presenza di una concomitante patologia vescicale che può essere o meno espressione di complicanze dovute all’iperplasia prostatica: diverticoli vescicali, calcolosi vescicale, neoformazioni vescicali.
- L’ecografia prostatica per via transrettale rappresenta un esame da riservare a pazienti ostruiti con indicazione all’intervento chirurgico (al fine di valutare l’esatta volumetria della ghiandola) o a pazienti con elevazione del PSA sierico. Inoltre rappresenta l’imaging fondamentale per l’esecuzione di una biopsia prostatica.
- L’uretrocistoscopia viene eseguita nei casi di sospetta stenosi del collo vescicale o uretrale.
- La biopsia prostatica è consigliata nei casi di elevazione del PSA sierico e/o presenza di anomalie palpatorie all’esplorazione rettale.
Opzioni di Trattamento
Le opzioni terapeutiche variano dalla vigile attesa, a modifiche dello stile di vita, da trattamenti farmacologici a interventi chirurgici. Le terapie farmacologiche sono le più sicure ma anche quelle che impattano in modo minore sull’entità della sintomatologia.
Terapia Farmacologica
Sul fronte della terapia, i farmaci oggi a disposizione che agiscono riducendo il volume prostatico, cioè la finasteride e la dutasteride, sono prescritti in casi selezionati perché possono avere effetti indesiderati sull’erezione, e quindi sulla sfera sessuale del paziente, oppure farmaci alfalitici che agiscono sul collo della vescica riducendo la resistenza allo svuotamento, ma possono dare effetti collaterali reversibili quali la riduzione della pressione sanguigna e retrospermia, cioè il reflusso dello sperma in vescica.
Generalmente questi farmaci possono essere prescritti in associazione tra loro e con fitoterapici, privi di effetti collaterali, tra i quali il più noto è la Serenoa Repens, cioè l’estratto di una palma nana che ha una lenta azione antinfiammatoria sui processi di crescita prostatica, anche se non ha un’efficacia comparabile a quella della finasteride.
La terapia medica è generalmente la prima linea di trattamento per l’iperplasia prostatica benigna. Essa può alleviare significativamente i sintomi urinari, migliorando la qualità di vita del paziente. In pazienti giovani e con sintomatologia minzionale iniziale si preferisce l’utilizzo di integratori contenenti estratti vegetali come la Serenoa Repens.
Per disturbi lievi e moderati è consigliata l’assunzione di farmaci cosiddetti “alfa-litici”, che favoriscono il rilassamento del collo vescicale e contrastano l’ostruzione causata dall’adenoma prostatico. Per disturbi moderati o severi, la terapia con alfa-litici può essere combinata con un inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi (come Finasteride o Dutasteride). I 5ARIs posso agire sul volume prostatico, migliorando la sintomatologia in un arco di tempo che va dai 6 ai 12 mesi dall'inizio dell’assunzione.
Esistono diversi farmaci in grado di trattare in maniera soddisfacente questa patologia: si tratta fondamentalmente da due categorie di farmaci differenti, con azioni ed effetti diversi ma che possono tranquillamente essere utilizzati contemporaneamente.
Alfa-bloccanti (o Alfa-litici)
Gli alpha bloccanti (o alfa-litici), nati come farmaci contro l’ipertensione arteriosa per la loro capacità di diminuire la contrazione muscolare delle arterie, sono ad oggi utilizzati prevalentemente nell’ipertrofia prostatica. Le molecole più conosciute sono doxazosina, terazosina, alfuzosina e tamsulosina. Agiscono sulla muscolatura del collo vescicale e della prostata, la cui contrazione, come abbiamo visto, è uno degli elementi principali nella sintomatologia legata all’ipertrofia prostatica. Essi devono essere assunti giornalmente e consentono, in buona parte dei pazienti, di ottenere un buon controllo sulla sintomatologia. Possono procurare un lieve calo pressorio e talvolta una eiaculazione retrograda. In quest’ultimo caso il piacere sessuale non risulta in alcun modo diminuito, tuttavia il liquido spermatico fluirà in vescica e non all’esterno.
Inibitori della 5a-reduttasi
È stato scoperto che la crescita del tessuto prostatico, alla base dell’ipertrofia prostatica benigna è dipendente (ma non solo probabilmente) da un ormone chiamato diidrotestosterone (DHT): esso è prodotto dalle cellule prostatiche stesse a partire dal testosterone normalmente circolante nel sangue nel maschio. Gli inibitori della 5a-reduttasi (dutasteride e finasteride) impediscono questa conversione e di conseguenza riducono il volume prostatico, consentendo una parziale riduzione del volume prostatico.
I farmaci alfa-litici (tamsulosina, alfuzosina, doxazosina, terazosina) posseggono una ottima efficacia sulla sintomatologia irritativo-ostruttiva con una rapidità di azione che li rende i farmaci più prescritti per l’iperplasia prostatica. Tamsulosina, alfuzosina e silodosina risultano i farmaci più tollerati ma non privi di effetti collaterali, seppure in misura differente tra loro (ipotensione, eiaculazione retrograda o assente).
Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride e dutasteride) agiscono in un periodo di tempo più prolungato (sono necessari almeno 6 mesi di terapia continuativa) determinando una riduzione del volume prostatico (circa il 20-25%) che si traduce spesso in un significativa riduzione della sintomatologia minzionale. Gli effetti collaterali sono per lo più a carico della sfera sessuale (diminuzione della libido).
Intervento Chirurgico
Se la terapia medica non è efficace, è indicato il trattamento chirurgico di resezione endoscopica della prostata (TURP), ancor oggi il più diffuso, oppure l’intervento mini-invasivo con tecnica laser (HoLEP) soprattutto nella prostata di grosse dimensioni.
Sebbene la maggior parte degli uomini con sintomi urinari derivanti dall'ipertrofia prostatica benigna non necessiti di interventi chirurgici, ci sono situazioni in cui l'opzione chirurgica può diventare necessaria. Le tecniche chirurgiche per il trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna sono molteplici e variano in base alle preferenze del paziente, alle sue condizioni generali e alle caratteristiche specifiche della prostata, come volume e forma.
La terapia chirurgica è indicata nei casi di ostruzione severa, comparsa di complicanze o fallimento della terapia medica.
Tecniche Chirurgiche
Fin dall’antichità sono stati tentati approcci che consentissero di asportare parti di prostata attraverso l’uretra per risolvere l’ostruzione derivante dall’ipertrofia prostatica benigna. Con il termine di chirurgia endoscopica si fa riferimento ad una tecnica chirurgica che consente l’accesso agli organi da trattare attraverso le cavità naturali del corpo. Parlando di prostata la tecnica prevede, dopo un’anestesia spinale che rende insensibile la metà inferiore del corpo o un’anestesia generale, l’introduzione di uno strumento rigido nell’uretra attraverso il pene con cui raggiungere la porzione di uretra compresa nella prostata.
Di seguito sono elencate alcune delle tecniche chirurgiche più comuni:
- TURP (Resezione Transuretrale della Prostata): è l’intervento chirurgico standard per l’IPB; lo scopo è rimuovere la parte della prostata che provoca i sintomi. La procedura viene eseguita attraverso l’uretra senza fare un’incisione nella parte inferiore dell’addome. Durante questo intervento viene asportata solo la porzione di prostata che causa l’ostruzione e non vengono interessate le strutture nervose situate in prossimità della capsula prostatica.
- TUIP (Incisione Trans Uretrale della Prostata o del collo vescicale): dopo l’introduzione dello strumento si effettuano dei tagli nel tessuto prostatico e a livello del collo vescicale per allargare il lume naturale della prostata. Questo tipo di intervento è consigliato per pazienti che presentino prostate non voluminose.
- TULIP: si tratta di incisioni e resezioni transuretrali che utilizzano la luce laser per effettuare la resezione.
- Vaporizzazione Laser: è un’opzione di trattamento comune per l’IPB. Il laser utilizza la luce intensa per vaporizzare il tessuto prostatico. La vaporizzazione può essere fatta con differenti sistemi laser. La vaporizzazione può essere un’opzione se la prostata è più piccola di 80 cc.
- Enucleazione Laser della Prostata: è un’opzione di trattamento comune per l’IPB. Il laser utilizza la luce intensa per vaporizzare il tessuto prostatico. Se la prostata è più di 80 cc, l’enucleazione laser può essere l’opzione migliore per voi, perché rimuove l’intero adenoma.
- Stents Prostatici: sono utilizzati per mantenere l’uretra aperta al fine di migliorare il flusso di urina. Gli stent sono principalmente consigliati per gli uomini che non sono candidabili ad intervento chirurgico, ma che sono ancora in grado di svuotare la vescica per conto proprio. Ad oggi gli stent non sono raccomandati come opzione di trattamento permanente.
- TUNA - TUMT: L’ablazione transuretrale della prostata e la terapia a microonde transuretrale (TUMT) della prostata sono minimamente invasive. Il trattamento utilizza il calore (TUNA) o energia a microonde (TUMT) per indurire le parti trattate del tessuto prostatico.
- HoLEP (Enucleazione di Adenoma Prostatico con Laser ad Holmio): è una metodica endoscopica in cui l’adenoma non viene resecato, ma si procede al suo scollamento dalla capsula prostatica attraverso l’utilizzo di un laser. Questa tecnica consente di trattare pressochè tutti i tipi di prostata, anche fino ad un peso di 300g ed è associata a numerosi vantaggi: ridotto sanguinamento, mantenimento del catetere vescicale solo per 24 ore con conseguente ridotta degenza ospedaliera.
La terapia chirurgica a cielo aperto, che, prima del perfezionamento delle tecniche chirurgiche endoscopiche era frequentemente praticata, ad oggi trova applicazione per le prostate particolarmente voluminose (superiori a 100g) o in caso di ipertrofia prostatica complicata da voluminosa litiasi vescicale o da importanti diverticoli vescicali. Questa tecnica, eseguita in anestesia generale o spinale, prevede un’incisione nella parte inferiore dell’addome attraverso la quale il chirurgo, dopo aver aperto la vescica, potrà rimuovere l’adenoma prostatico. Anche in questo caso, la prostata non è completamente eliminata, ma viene asportata soltanto la porzione che circonda l’uretra. Questo intervento richiede una maggior degenza ospedaliera ed è gravato da maggiori complicanze intra e post operatorie.
Tabella Riassuntiva delle Opzioni di Trattamento Chirurgico
| Tecnica Chirurgica | Descrizione | Indicazioni |
|---|---|---|
| TURP | Resezione transuretrale della prostata | Sintomi da moderati a gravi causati da IPB |
| TUIP | Incisione transuretrale della prostata | Prostate di dimensioni inferiori a 35 ml senza ostruzione grave |
| Vaporizzazione Laser | Vaporizzazione del tessuto prostatico con laser | Prostate più piccole di 80 cc |
| Enucleazione Laser | Rimozione dell'intero adenoma con laser | Prostate più grandi di 80 cc |
| HoLEP | Enucleazione dell'adenoma prostatico con laser ad Holmio | Prostate di tutte le dimensioni, fino a 300g |
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