L'isteroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare l’interno dell’utero e di diagnosticare ed eventualmente trattare diverse condizioni patologiche a carico della cavità uterina (cervice e corpo).
Cos'è l'isteroscopia operativa?
È una procedura endoscopica che permette di osservare l’interno dell’utero e di diagnosticare ed eventualmente trattare diverse condizioni patologiche a carico della cavità uterina (cervice e corpo). Le principali applicazioni sono:
- Biopsie mirate
- Rimozione di polipi
- Rimozione di miomi sottomucosi (con diametro non superiore a 1,5 mm)
- Correzione di malformazioni (setti uterini parziali o completi,utero T shaped)
- Lisi di aderenze
- Rimozione di dispositivi intrauterini (IUD) o di corpi estranei
- Ablazione endometriale
Perché si fa l'isteroscopia operativa?
L'isteroscopia operativa serve a stabilire se è in corso un'infezione a livello cervicale o vaginale. Con più precisione:
- Accertare la presenza di fibromi o polipi uterini, o aderenze intrauterine;
- Capire i motivi di un’infertilità o indagare i motivi che portano una donna ad avere aborti spontanei ricorrenti;
- Valutare lo stato di salute generale dell’endometrio, durante la menopausa;
- Valutare il fenomeno dell’ iperplasia endometriale;
- Risalire alle cause di un‘irregolarità nel ciclo mestruale, di una perdita anomala di sangue dall’utero;
- Ricercare le cause delle mestruazioni nelle donne che hanno superato la menopausa;
- Pianificare nei dettagli un intervento chirurgico a livello dell’utero;
- Verificare la presenza anomala di tessuto endometriale nel miometrio (adenomiosi);
- Accertare la presenza di un’anomalia congenita a carico dell’utero;
- Prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (biopsia). Tale pratica permette di accertare la presenza di un carcinoma endometriale (un tumore maligno dell’endometrio) e stabilirne lo stadio di avanzamento.
Durata e Anestesia
La durata dell'isteroscopia operativa è tra i 15 e i 60 minuti, in base alla complessità dell’intervento. L’isteroscopia viene eseguita con un ricovero giornaliero che dura dalle ore 7 alle ore 17 dello stesso giorno, in anestesia, una blanda sedazione.
Cosa Aspettarsi Dopo l'Isteroscopia
In genere, è possibile riprendere le proprie attività abituali il giorno stesso della procedura o il giorno dopo, se l’isteroscopia è stata condotta in anestesia locale o senza anestesia. La paziente può guidare se sono stati usati solo anestetici locali o in assenza di anestesia. Se la procedura ha richiesto l’anestesia generale bisogna essere affiancati da un adulto per almeno 24 ore, finché gli effetti degli anestetici non sono completamente spariti.
La convalescenza può accompagnarsi a:
- Crampi, simili ai dolori mestruali.
- Perdite o sanguinamento, che possono persistere anche una o due settimane.
Questi effetti collaterali sono normali e non devono destare preoccupazione, anche se bisognerà ricorrere al medico se particolarmente intensi.
La maggior parte delle donne può riprendere le proprie attività, compreso il lavoro, il giorno dopo l’isteroscopia.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile.
Quando Preoccuparsi
Si tratta di una procedura in genere molto sicura, che solo raramente è associata allo sviluppo di complicazioni. Una possibile complicanza è:
- infezione dell’utero: può manifestarsi con perdite vaginali maleodoranti, febbre e sanguinamento massiccio.
Perdite di Sangue Persistenti: Cosa Fare?
Per comprendere le cause di un sanguinamento che si protrae per giorni dopo l'isteroscopia, occorre effettuare indagini mirate, che deve essere il ginecologo curante a indicare. Solo se il sanguinamento dovesse proseguire ancora per molti giorni può essere utile un controllo.
Un’isteroscopia diagnostica può essere utile per diagnosticare un’eventuale endometrite, ossia un’infiammazione dell’endometrio, che è lo strato interno dell’utero, o lesioni quali un’iperplasia o un polipo.
In caso di spotting persistente, è doveroso fare un approfondimento diagnostico, che include anche l’isteroscopia diagnostica. La cura è risolutiva solo se, individuate le cause, va alla radice del problema.
Spotting: Cosa Significa?
Le piccole perdite di sangue (chiamate “spotting” dall’inglese “to spot”, macchiare), più o meno continue, sono molto fastidiose. Come regola generale, infatti, la donna dovrebbe perdere sangue solo con la mestruazione, idealmente con un inizio e un termine netti, senza perditine né prima né dopo il flusso, e, tantomeno, per tutto il mese.
Il colore scuro è dovuto a un fattore molto semplice: quando la perdita è scarsa, il sangue esce dalle vie genitali molto lentamente. L’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno contenuta nei globuli rossi, nel frattempo si ossida e il suo colore, da rosso vivo, vira al nero. Questo causa uno sfaldamento irregolare che è la causa biologica dello spotting.
Due sono le cause più frequenti: innanzitutto lo stress prolungato, perché altera e riduce la produzione quantitativa del progesterone. Se non c’è fecondazione, e/o se il progesterone manca o è inadeguato per quantità, l’endometrio si sfalda in modo irregolare, e in anticipo rispetto alla mestruazione, dando luogo appunto allo spotting nerastro. La seconda frequente causa di alterazioni ormonali è la premenopausa, che può iniziare anche 6-8 anni prima dell’ultima mestruazione.
Lo spotting a metà ciclo è invece più spesso legato a irregolarità dell’ovulazione.
Altre Cause di Sanguinamento Anomalo
- una possibile infezione da Clamidia Trachomatis: un germe tanto silenzioso quanto insidioso.
- polipi, fibromi sottomucosi, o iperplasie dell’endometrio, ossia alterazioni della maturazione cellulare delle cellule della mucosa che riveste la parte interna dell’utero e che possono aumentare il rischio di tumori maligni dell’utero.
Pe completezza, aggiungo le cause che favoriscono lo spotting nelle donne che assumono contraccettivi ormonali per bocca:
- dimenticanze della pillola, per cui si abbassano i livelli di estrogeni e progesterone nel sangue: questo causa lo sfaldamento irregolare dell’endometrio, ma riduce anche l’efficacia del contraccettivo;
- sindrome dell’intestino irritabile a variante diarroica: accelera il transito intestinale, anche dei farmaci, e ne riduce l’assorbimento e quindi l’efficacia;
- patologie come la celiachia, malattia autoimmune che lede la capacità di assorbimentointestinale, sia dei nutrienti, sia dei farmaci.
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