Risonanza Magnetica Seno: Indicazioni e Importanza nella Diagnosi

Nell'ambito della diagnostica per immagini, la Risonanza Magnetica Mammaria (RMN Mammaria) rappresenta una frontiera avanzata e altamente specializzata. La risonanza magnetica mammaria è oggi uno dei metodi principali per diagnosticare il tumore del seno insieme alla mammografia, all'ecografia e alle biopsie mammarie. Questo esame non fa parte dello screening di routine per il tumore al seno ma viene impiegato su indicazione specialistica per approfondire dubbi diagnostici sollevati dagli esami di primo livello come la mammografia in tomosintesi, l'ecografia mammaria e la visita senologica.

La risonanza magnetica seno (mammaria) è un esame diagnostico non invasivo che viene eseguito su una macchina ad alto campo magnetico (1,5T) per lo studio della ghiandola mammaria e delle stazioni linfonodali in pazienti con particolari indicazioni. Il Tomografo a Risonanza Magnetica è un cilindro con diametro da 60 /70cm e una lunghezza che varia da 150 a 200 cm. La paziente, sdraiata su un lettino, è posta in posizione prona con le mani lungo i fianchi o sotto il mento e con i seni appoggiati su apposite bobine a forma di coppa.

È fondamentale che la RMN Mammaria venga eseguita su macchinari ad alto campo magnetico (1,5 o 3 tesla). Le risonanze a basso campo (0,5 tesla) o a medio campo aperte (1 tesla) sono indicate solo per lo studio delle protesi e per le pazienti che non possono eseguire la RMN ad alto campo (ad es. pazienti claustrofobiche). L’indagine non utilizza radiazioni ionizzanti e quindi non comporta rischi per la paziente.

Cos'è la Risonanza Mammaria

La Risonanza Mammaria, spesso eseguita con mezzo di contrasto endovenoso (MDC), usa il campo magnetico per ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. L’uso del mezzo di contrasto, generalmente il gadolinio, lo classifica come esame invasivo. Eccezione a questa regola è la risonanza mammaria per le protesi, eseguita senza MDC.

Quando Effettuare la Risonanza Mammaria con Mezzo di Contrasto (MDC)?

La RMN Mammaria può essere eseguita con o senza l'utilizzo di mezzo di contrasto a seconda delle esigenze diagnostiche. In sintesi la scelta tra RMN con o senza Mezzo di Contrasto dipende dalle specifiche esigenze cliniche e diagnostiche di ciascun caso. Consultare un medico specialista è, quindi, fondamentale per determinare l’approccio più appropriato. Questo tipo di esame è cruciale per indagare sospetti tumori al seno emersi da esami di primo livello, per lo screening avanzato in pazienti con mutazioni genetiche BRCA 1/2 o per il follow-up di pazienti oncologiche già trattate chirurgicamente.

RMN Mammaria con Mezzo di Contrasto

L'uso del Mezzo di Contrasto nella RMN Mammaria è consigliato in vari casi, tra cui:

  • Monitoraggio di pazienti ad alto rischio: per donne con un elevato rischio di sviluppare tumori al seno, specialmente se presentano mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2;
  • Indagini aggiuntive: per chiarire dubbi emersi da mammografie o ecografie;
  • Pianificazione chirurgica: prima di un intervento chirurgico, per definire l'estensione del tumore e identificare eventuali focolai non visibili con esami tradizionali;
  • Valutazione post-operatoria: nelle pazienti operate per carcinoma mammario, per distinguere tra recidiva del tumore e cicatrici chirurgiche.

RMN Mammaria senza Mezzo di Contrasto

La RMN Mammaria senza Contrasto è utilizzata principalmente per:

  • Studio delle protesi: per controllare l'integrità delle protesi mammarie, sia estetiche che ricostruttive;
  • Identificazione di complicanze relative all’intervento di protesi: per rilevare eventuali rotture intra-capsulari o extra-capsulari, silicomi e contratture protesiche.

Preparazione e Controindicazioni

Prima di effettuare la RM Mammaria sarà necessario seguire una procedura di preparazione all’esame e, nel caso in cui sia previsto il mezzo di contrasto, alcuni prelievi ematici. Nel caso di esame effettuato con mezzo di contrasto (MDC) la preparazione prevede che la paziente sia a digiuno da almeno sei ore e fornisca un esame della creatinina per valutare la funzionalità renale. Questo permette ai medici di autorizzare in sicurezza l’uso del gadolinio.

La RMN Mammaria non è adatta a pazienti con pacemaker cardiaci o impianti ferromagnetici negli espansori mammari, che potrebbero interferire con il campo magnetico. L’esame ha una durata di circa 30 minuti e la paziente deve rimanere sdraiata a pancia in giù, con il seno inserito in cavità apposite nella bobina di risonanza; un tecnico offre supporto tramite video e citofono per qualunque evenienza.

Importanza della Prevenzione

Il consiglio principale della Dott.ssa Chiara Trattenero è fare prevenzione: la diagnosi precoce riduce la necessità di terapie e di interventi più invasivi. In questo scenario, la diagnosi precoce riduce la necessità di terapie e di interventi più invasivi. Spesso trovare un tumore in fase iniziale, e di piccole dimensioni, vuol dire guarire dopo l'intervento e dopo la terapia necessaria. "Non aspettiamo quindi che il tumore diventi così grande da sentirlo alla palpazione, dobbiamo diagnosticarlo quando non risulta palpabile.

Un radiologo senologo esperto sa fornire le corrette indicazioni per il suo svolgimento e per l’esito finale. Non si può definire un'età in cui eseguirla, né una frequenza specifica, fatta eccezione per le donne ad alto rischio alle quali è raccomandata 1 risonanza magnetica all'anno. Essendo un esame di III livello, e quindi altamente specialistico, non è considerato un esame di screening da svolgere periodicamente, come la mammografia e l'ecografia.

La risonanza magnetica è un’indagine sicura e del tutto innocua per l’organismo umano. La risonanza magnetica mammaria è un esame complementare alle tecniche più tradizionali (mammografia con tomosintesi ed ecografia mammaria), che per le caratteristiche di elevata sensibilità diagnostica non è applicabile a tutte le pazienti ma solo a casi selezionati. Il primo step è l’esecuzione della visita anamnestica con lo Specialista Radiologo che ha lo scopo di valutare la documentazione clinica della paziente e verificare l’appropriatezza dell’esame.

La risonanza magnetica mammaria non sostituisce mai la mammografia come indagine di screening per la diagnosi del tumore al seno. L’esame è uno strumento diagnostico molto potente che permette di identificare anche noduli molto piccoli, spesso impalpabili e invisibili con le metodiche tradizionali. Tuttavia non è indicato per la popolazione generale: ha infatti un elevato tasso di falsi positivi (identifica come tumori formazioni che non lo sono) e inoltre non è in grado di rilevare la presenza di microcalcificazioni. A oggi, la risonanza magnetica mammaria come metodica di screening in aggiunta alla mammografia e alla visita senologica è dunque indicata soltanto per donne con aumentato rischio di tumore al seno o con caratteristiche anatomiche che rendono poco efficaci i tradizionali strumenti diagnostici.

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