Esame del Sangue Occulto nelle Feci: Preparazione e Interpretazione

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame che individua piccole tracce di sangue nelle feci non visibili a occhio nudo e rilevabili solo attraverso uno specifico esame di laboratorio.

Cos'è l'Esame del Sangue Occulto nelle Feci?

Si parla di "sangue occulto nelle feci" quando gli escrementi presentano tracce di sangue piuttosto esigue, tali da non essere visibili ad occhio nudo ma apprezzabili soltanto mediante specifiche analisi di laboratorio. La ricerca di sangue occulto nelle feci rappresenta un importante test di screening per il tumore del colon-retto, consigliabile con cadenza annuale o biennale a partire dai 45/50 anni di età.

Questo esame rientra nel gruppo di esami di screening finalizzati alla diagnosi precoce del tumore del colon retto nei soggetti di età superiore ai 50 anni. È necessario fare questo test come screening per il tumore del colon retto. Come tutte le metodiche di screening la ricerca di sangue occulto nelle feci non ha significato diagnostico, ma identifica solo le persone a rischio per questa patologia e per i polipi intestinali.

La ragione principale per cui viene prescritta la ricerca del sangue occulto nelle feci è lo screening per una diagnosi precoce del tumore al colon. In particolare, ci sono sintomi o segnali in presenza dei quali sarebbe opportuno effettuare degli approfondimenti. La causa di sangue nelle feci può essere individuata rivolgendosi al proprio medico curante o effettuando una visita specialistica.

È consigliabile effettuare questo test perché la presenza di sangue nelle feci è spesso il primo e talvolta l’unico segnale che può individuare lesioni precancerose o cancerose in fase iniziale del colon-retto. L’esame del sangue occulto nelle feci non è in nessun modo invasivo ed è sicuro, affidabile e sottoposto a periodiche verifiche di qualità.

Secondo un importante studio epidemiologico, la ricerca di sangue occulto nelle feci ha mostrato una riduzione della mortalità pari al 33%, quando il test viene effettuato ogni anno, e del 21% quando il test viene effettuato ogni due anni. Esso va eseguito anche in assenza di disturbi, poiché i tumori del colon, in fase iniziale, non dànno alcun sintomo particolare.

Modalità di Raccolta del Campione

Il campione necessario per l’esecuzione del test del sangue occulto prevede la raccolta di un piccolo quantitativo di feci da sottoporre ad analisi. Le feci non vanno raccolte durante il flusso mestruale oppure se si soffre di emorroidi sanguinanti. Normalmente il sangue nelle feci deve essere assente.

È importante seguire attentamente tutte le indicazioni contenute nel kit per la raccolta e/o fornite dal personale sanitario. Le modalità di raccolta e conservazione variano in base al metodo utilizzato per l’esecuzione dell’esame. In genere può essere effettuata presso la propria abitazione. É importante seguire attentamente tutte le indicazioni contenute nel kit per la raccolta e/o fornite dal personale sanitario.

Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:

  • Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile.
  • Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi.
  • Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno.
  • Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche.
  • Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.

Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.

Come Funziona l'Esame: Metodi di Analisi

I metodi per la ricerca di tracce ematiche nei campioni fecali sono molteplici. Esistono diversi metodi per la ricerca del sangue occulto nelle feci, tra i quali il test al guaiaco (gFOBT) ed alcuni test “da banco” colorimetrici, ma gli unici raccomandati dalle linee guida europee sono i test immunochimici (FIT o iFOBT).

Test FOBT (Fecal Occult Blood Test)

Utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.

I test che, invece, misurano la parte non proteica dell'emoglobina (ossia il gruppo eme) sono i gFOBT o FOBT. A differenza dei Fit, però, i FOBT rilevano il gruppo eme che resiste alla degradazione nell’intestino. Per questa ragione, tali test sono in grado di rilevare eventuali emorragie in aree diverse del canale digerente.

Poiché il gruppo eme è resistente alla degradazione intestinale, questo tipo di test è in grado di rilevare sanguinamenti che originano anche da altri tratti del canale digerente, come lo stomaco o le gengive. I test FOBT sono pertanto meno specifici per il sanguinamento gastrointestinale rispetto ai FIT.

I test gFOBT e quelli colorimetrici “da banco” sfruttano delle reazioni chimiche che determinano delle variazioni di colore. Alcuni cibi, come carne rossa, broccoli, rape, cavolfiore, mele, arance, funghi e rafano, e alcuni farmaci, come la colchicina e i farmaci ossidanti (iodio e acido borico), possono sviluppare la stessa reazione colorimetrica generando risultati positivi anche in assenza di sangue umano nelle feci (falsi positivi). La presenza della Vitamina C invece potrebbe generare risultati falsamente negativi, interferendo con la reazione colorimetrica ed impedendo lo sviluppo di colore pur in presenza di sangue nelle feci.

Il test al guaiaco (gFOBT) prevede l’utilizzo di una “card” dotata di 1, 2 o 3 sezioni. La “card” a tre sezioni è quella più comunemente utilizzata e prevede la raccolta delle feci in tre momenti diversi (di solito tre giorni consecutivi). Le feci devono essere raccolte in un contenitore pulito, evitando la contaminazione con urine e acqua.

Test Immunochimico Fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test)

I test immunochimici principali sono i cosiddetti FIT, che ricercano la porzione proteica dell’emoglobina, ovvero la globina. I test immunochimici (FIT) sono disegnati per ricercare la porzione proteica dell’emoglobina umana e in genere non rilevano l’emoglobina derivante da altre fonti, come quella contenuta nella carne.

La ricerca del sangue occulto nelle feci mediante test immunologico quantitativo viene effettuata in laboratorio. Con i test di ultima generazione, come quello in uso presso il nostro laboratorio di analisi al Valparma Hospital, non è più necessaria una preparazione da parte del paziente, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica dell’emoglobina umana.

Questo test rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.

Per la ricerca di sangue occulto nelle feci tramite metodi immunochimici (FIT) non è richiesta nessuna dieta o preparazione specifica, se non l’indicazione di attenersi alle istruzioni di campionamento fornite dall’operatore sanitario al momento della consegna del dispositivo di prelievo.

Test FIT-DNA (o Test Genetico delle Feci)

Questo test combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.

Interpretazione dei Risultati

Un risultato positivo al test FIT è indicativo di un sanguinamento anomalo del tratto gastrointestinale. Il sanguinamento dei polipi intestinali o delle aree cancerose può essere intermittente e il sangue può pertanto non essere uniformemente distribuito nelle feci. La raccolta di campioni multipli in giorni differenti aumenta le possibilità di rilevare un sanguinamento intermittente. Questo è vero in particolar modo nel caso in cui vengano utilizzati i test gFOBT.

Il test del sangue occulto nelle feci (FIT o gFOBT) può generare risultati falsamente negativi nel caso in cui i polipi, seppur presenti, non sanguinino al momento della raccolta del materiale fecale.

L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.

Ecco una breve tabella per interpretare i risultati del test per il sangue occulto:

Campioni analizzatiRisultatoSignificato
0/3 positiviNegativoNessuna traccia rilevata.
1/3 positiviPositivo (*)Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare.
2-3/3 positiviPositivoAltamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento.

(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.

Cause del Sangue Occulto nelle Feci

Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:

  • Cause comuni e benigne:
    • Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
    • Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
    • Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
    • Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
  • Cause intermedie:
    • Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
    • Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
  • Cause gravi o potenzialmente gravi:
    • Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
    • Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
    • Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.

Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.

Cosa Fare in Caso di Esito Positivo?

Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.

Pertanto, nel caso fossero rinvenute tracce di sangue nelle feci del paziente, questo dev'essere indirizzato verso accertamenti diagnostici come la colonscopia. Come detto, l’esito positivo del test non deve necessariamente far pensare ad una patologia tumorale, che va comunque confermata con altri esami. Allo stesso tempo, anche un esito negativo non può escludere con certezza tumori o polipi, poiché queste condizioni patologiche, almeno nella fase iniziale della malattia, non necessariamente si manifestano con emorragie. I sanguinamenti, inoltre, possono presentarsi a intermittenza e, di conseguenza, rischiano di non essere rilevabili al momento dell’esame.

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