All'incirca un terzo della nostra vita lo passiamo dormendo. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se il sonno ricopre un ruolo così importante per la nostra salute. Mentre dormiamo il nostro organismo continua a lavorare, e anzi c’è un gran numero di processi che si attivano proprio durante la nostra fase di sonno.
Di notte, oltre a ricaricare le batterie, il nostro corpo si adopera per assicurare diverse funzioni vitali: potenzia il sistema immunitario, ripara i tessuti danneggiati ecc. All’inverso, quando non si dormono le ore necessarie, non ha il tempo sufficiente per terminare i suoi compiti e, piuttosto che irrobustire le proprie difese, si debilita.
Negli ultimi anni ci sono sempre più studi scientifici che indicano che la mancanza di sonno, o deprivazione di sonno in termini più tecnici, favorisce lo sviluppo di alcune patologie. In particolare, hanno evidenziato come avere un sonno insufficiente o di scarsa qualità aumenti il rischio di obesità e diabete di tipo 2.
Il legame tra sonno e diabete
Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da alti livelli di zuccheri (glucosio) nel sangue, una condizione nota con il nome di iperglicemia. Il diabete mellito di tipo 2, è quello che si manifesta nella popolazione adulta e rappresenta il 90% dei casi. Questo tipo di diabete è fortemente correlato a fattori sociali e ambientali, come lo stile di vita sedentario, abitudini alimentari scorrette, sovrappeso e obesità. Si è scoperto, inoltre, che anche un sonno adeguato contribuisce ad allontanare il rischio di diabete. Assieme all’attività fisica e all’alimentazione il sonno è infatti fondamentale per mantenere un sano metabolismo corporeo.
Il nostro corpo ha bisogno dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, per regolare i livelli di glucosio nel sangue e attivare diversi processi metabolici e cellulari. Tuttavia, degli studi hanno dimostrato che un sonno insufficiente influisce sulla nostra capacità di metabolizzare il glucosio. Le cellule non riescono a utilizzare correttamente l’insulina e il glucosio finisce per accumularsi nel sangue aumentando i valori della glicemia. Si verifica così una condizione simile a quella di insulino-resistenza.
Inoltre, altri fattori intervengono a complicare questo quadro. L’alterazione degli ormoni grelina e leptina influenzano l’appetito del paziente con carenza di sonno. La grelina aumenta, comunicando al suo cervello che ha fame, mentre la leptina diminuisce impedendogli di capire quando ha raggiunto la sazietà. Allo stesso tempo, poiché durante il giorno si avvertono stanchezza e sonnolenza, per mantenersi sveglio il paziente aumenta l’apporto calorico scegliendo cibi molto grassi oppure ricchi di zuccheri. D’altra parte, la mancanza di energie lo porta a muoversi meno peggiorando la sedentarietà.
La catena di eventi appena descritta non riguarda solo chi soffre di disturbi del sonno come insonnia, OSAS (apnee ostruttive del sonno) e altri, ma anche le persone che per via del proprio cronotipo hanno la tendenza ad addormentarsi molto tardi. I "lupi notturni", a differenza dei mattinieri, avrebbero un 19% in più di rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Il motivo, però, non sarebbe dovuto all’ora in cui si va a dormire, ma al fatto che nella maggioranza dei casi queste persone devono comunque alzarsi presto per andare al lavoro o dedicarsi ai loro impegni.
Il diabete peggiora la qualità del sonno
Tra sonno e diabete si instaura un circolo vizioso che è molto difficile spezzare. Abbiamo visto come dormire poco e male rende più propensi ad ammalarsi di diabete, ma anche il diabete, a sua volta, mina il riposo dei malati. Quando la glicemia si eleva, i reni tentano di abbassarne i livelli espellendo il glucosio tramite le urine. Le frequenti minzioni costringono però il paziente a interrompere più volte il proprio ciclo di sonno. Tutto ciò non fa che aumentare la stanchezza diurna e alimentare i comportamenti nocivi che già conosciamo. Secondo alcune statistiche, il 90% delle persone diabetiche riportano almeno un disturbo del sonno.
Glicemia alta di notte: cause
I valori della glicemia possono essere alti appena svegli per fattori molto differenti. L’iperglicemia è una condizione dovuta all’assunzione di insufficienti unità di insulina. Questa situazione si può verificare sia per terapie con un’unica iniezione al giorno, cioè al mattino, sia per terapie basate su due o tre iniezioni al giorno, fra cui una prima del pasto serale. In questo caso sarà proprio quest’ultima iniezione la causa della dose insufficiente di insulina. Se l’insulina assunta la sera, invece di assicurare una copertura di 12 ore dura semplicemente 8-10 ore, fino a notte inoltrata, il risultato sarà un’iperglicemia alla mattina.
Alcuni ormoni, la cui secrezione aumenta durante le ore notturne, provocano un rialzo della glicemia (dovuta alla produzione di glucosio da parte del fegato). In questo caso, il fabbisogno insulinico aumenta ma la quantità di insulina iniettata alla sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio.
Se soffri di diabete e ti svegli spesso alle 2 o alle 3 del mattino, potrebbero verificarsi degli improvvisi picchi di insulina nel sangue che causa il risveglio. Possono esserci due cause che causano questi livelli irregolari di insulina: l’effetto Somogyi o il fenomeno dell’alba.
Effetto Somogyi
L’effetto Somogyi o iperglicemia di rimbalzo è la risposta dell’organismo all’ipoglicemia durante la notte, la quale può essere causata dalla scarsa assunzione di carboidrati nell’ultima parte della giornata oppure da un’eccessiva insulinizzazione. L’effetto Somogyi porta inizialmente all’ipoglicemia e poi all’iperglicemia, quindi sarebbe utile controllare i livelli di zucchero prima di andare a dormire e ricontrollarli appena svegli.
Fenomeno dell'alba
Appena svegli abbiamo bisogno di molta energia e proprio per questo il nostro organismo utilizza il glucosio immagazzinato per produrla, oltre al glucosio extra rilasciato nel sangue dall’ormone della crescita, dal cortisolo e dalle catecolamine.
Strategie per gestire la glicemia notturna
Qualora tu ne senta il bisogno, non esitare a controllare la glicemia prima di andare a dormire e, se necessario, correggere un’iperglicemia o un’ipoglicemia. Trascorrere una brutta nottata rischia di far passare una brutta giornata.
Dopo aver controllato la glicemia, se tendi all’iperglicemia, finché sei sveglio/a, approfittane per un bolo o un’iniezione; se sei incline all’ipoglicemia, l’unica soluzione è ripristinare gli zuccheri.
Per chi non si accorge delle ipoglicemie notturne, esistono i dispositivi CGM che, sotto una determinata soglia, emettono degli allarmi sonori. E parlando di allarmi… I microinfusori hanno tutti (o praticamente tutti) dei sistemi di allarme, sia per indicare che il serbatoio di insulina è quasi vuoto sia per avvisare di un problema, ad esempio un’occlusione. Prima di coricarti, verifica la quantità di insulina nel microinfusore, questo ti eviterà di svegliarti all’improvviso e favorirà una sana dormita.
Un pasto molto abbondante di sera non ha mai aiutato a trascorrere una buona nottata, quindi comportati di conseguenza se vuoi scongiurare un insonnia causata dalla glicemia. Anche se i carboidrati favoriscono l’addormentamento, si consiglia di cenare in modo sano. È importante sapere, inoltre, che le proteine possono provocare risvegli. Attenzione a non esagerare prima di andare a dormire.
L’alimentazione e l’attività fisica sono fondamentali per raggiungere un buon equilibrio nella gestione del diabete. Non lo ripeteremo mai abbastanza: l’attività fisica è un toccasana per l’organismo, sotto ogni aspetto. Praticare sport durante il giorno, significa predisporre il corpo a passare una buona nottata. Attenzione però a non fare sport proprio prima di coricarsi.
Se durante la notte ci si accorge di essere in ipoglicemia, a volte, la preoccupazione porta ad assumere un eccesso di zuccheri (zollette di zucchero e biscotti e magari anche del pane). Una dose di 15 g di zucchero (in qualsiasi forma) di norma è sufficiente, di più è troppo.
Ulteriori consigli
- In caso di disturbi del sonno, è importante rivolgersi a uno/a specialista per una corretta diagnosi.
- Non è sempre facile riaddormentarsi dopo essere stati svegliati/e dal sensore glicemico. Alcune tecniche di respirazione, meditazione o rilassamento possono aiutare a distendersi e a ritrovare il sonno.
- Non è stato ancora dimostrato che la privazione di sonno in quanto tale influisca sulla glicemia, tuttavia, alcune persone con DT1 riscontrano un rapporto di causa-effetto, in un senso o nell’altro.
- Ricordiamo anche che il sonno ha un ruolo essenziale nella digestione. Quando dormiamo, l’organismo secerne degli ormoni per favorire la digestione e influire sul senso di sazietà durante il giorno. Un sonno disturbato altera tali secrezioni.
- Anche i genitori di bambini che vivono con il DT1 possono essere soggetti a risvegli notturni a causa della gestione del diabete mellito del bambino. Il/la convivente di una persona con DT1 può allo stesso modo vivere delle notti agitate a causa del rumore o della luce accesa quando l’altra persona si alza per via del diabete.
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