Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. Un aumento significativo dei livelli di glucosio nel sangue indica quindi la presenza di iperglicemia.
Cos'è la Glicemia Alta?
L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno. È frequente che l’iperglicemia sia asintomatica, infatti spesso i sintomi si manifestano quando il paziente presenta questa condizione ormai da anni.
La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano il paziente ha sviluppato un’iperglicemia.
Cause della Glicemia Alta
La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci. Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.
Gentile Signora, ci sono diverse cause che potrebbero portare ad un aumento della glicemia mattutina, non è una cosa impossibile nonostante le ore di digiuno. La secrezione di questi ormoni aumenta proprio durante le ore notturne determinando un aumento del glucosio nel sangue a partire dai depositi contenuti nel fegato. Questo porta ad avere delle glicemie mattutine più elevate di quelle riscontrate la sera precedente, nonostante le ore di digiuno.
Fattori che possono alterare la glicemia a digiuno:
- Assunzione di alcuni farmaci
- Diabete
- Condizioni o patologie che comportano fattori di rischio
- Fattori di stress
In caso di elevati valori di glicemia, caratterizzati da un lavoro in deficit nel sangue del pancreas, altri ormoni, definiti diabetogeni come il cortisolo, possono far oscillare, in condizioni di stress, i livelli di glucosio nel sangue.
Un digiuno eccessivamente protratto nel tempo innesca il fenomeno della gluconeogenesi. Per cui la glicemia e la regolazione di tale valore non è legato ad un singolo fattore ma a una serie di fattori.
Fenomeni specifici:
- Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
- Effetto Somogyi: Spesso per contrastare un’ipoglicemia notturna, si cade nell’errore di assumere troppi zuccheri. Una dose eccessiva assunta durante la notte, può quindi essere la causa dell’iperglicemia mattutina.
- Resistenza insulinica: Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica.
Se l’insulina assunta la sera, invece di assicurare una copertura di 12 ore dura semplicemente 8-10 ore (quindi fino a notte inoltrata) il risultato sarà un’iperglicemia alla mattina. In questo caso, il fabbisogno insulinico aumenta, ma la quantità di insulina iniettata alla sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio.
Glicemia Alta e Diabete: Quando Preoccuparsi?
La diagnosi di diabete mellito scatta a precisi valori glicemici, ovvero quando si attestano uguali o superiori a 126 mg/dl. Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.
Come Viene Diagnosticata?
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
L’alterata glicemia a digiuno ha una diagnosi ovviamente basata su un campione di sangue venoso prelevato dopo un digiuno di almeno otto ore.
Valori di riferimento:
| Condizione | Valore Glicemico (mg/dl) |
|---|---|
| Normale (a digiuno) | 70 - 100 |
| Diabete mellito (a digiuno) | ≥ 126 |
| Normale (2 ore dopo i pasti) | < 140 |
| Ridotta tolleranza ai carboidrati (2 ore dopo i pasti) | 141 - 199 |
| Diabete mellito (2 ore dopo i pasti) | > 200 |
Sintomi di Glicemia Alterata
I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori.
Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta
La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.
Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico.
I rimedi per l’iperglicemia sono legati alla gravità della condizione e alla causa sottostante. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica.
Strategie per abbassare la glicemia alta:
- Alimentazione equilibrata: In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche.
- Attività fisica regolare: Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. È opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno. In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica. L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia.
- Controllo del peso: Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. L’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina. L’obesità può essere trattata anche farmacologicamente con farmaci inibitori dell’assorbimento (Orlistat).
- Gestione dello stress: Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
- Idratazione: Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
- Riposo adeguato: Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.
Corretta alimentazione e uno stile di vita ordinato, attività fisica possono influenzare in maniera positiva questa condizione.
Quel che posso consigliarle e di rivolgersi ad un nutrizionista per un piano alimentare personalizzato.
Monitoraggio della Glicemia
Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.
È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.
Non esisti a contattarmi.
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