Magnesio e controllo della glicemia: un'analisi approfondita

Il magnesio è un macroelemento, uno dei minerali presenti nell’organismo in quantità più elevate. Si tratta di un micronutriente essenziale, che viene assimilato attraverso l’alimentazione e poi filtrato dai reni ed eliminato attraverso sudore, urina e feci.

Il magnesio (Mg) rappresenta lo 0,34% della massa corporea di Homo sapiens sapiens: ciò lo rende l’undicesimo elemento più abbondante nel nostro organismo. Questo minerale è fondamentale per la corretta crescita delle ossa, ma non solo.

È importante per l’apparato cardiocircolatorio, favorendo la coagulazione, aiutando a mantenere il corretto pH del sangue e regolando il ritmo cardiaco, e per quello nervoso e muscolare, intervenendo nella conduzione dell’impulso nervoso e nella contrazione delle miofibrille. Non a caso, una sua carenza può manifestarsi anche con piccoli spasmi muscolari.

Le ultime conferme arrivano anche dalla ricerca: il magnesio è un sale minerale indispensabile al buon funzionamento del nostro organismo, ed in particolare di oltre 300 enzimi. Il fabbisogno quotidiano varia a seconda dell’età e del sesso, ma solo il 30-40% di quello che viene ingerito è poi assorbito dall’organismo. Attenzione, però, anche a quantità esagerate che potrebbero provocare i disturbi che il magnesio dovrebbe curare.

Magnesio e diabete di tipo 2: un legame cruciale

Il diabete di tipo 2 è spesso associato a carenza di magnesio, che aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, i livelli di glucosio nel sangue, la pressione sanguigna e la produzione di proteine. La maggior parte degli individui assume magnesio attraverso il cibo, come legumi, noci, cereali integrali, verdure a foglia verde e latticini. Tuttavia, esistono integratori di magnesio per coloro che non ne assumono abbastanza con la dieta.

Secondo alcuni studi, la carenza di magnesio è frequente nei diabetici e può implicare lo sviluppo di un cattivo controllo metabolico e di complicanze croniche. Studi precedenti hanno osservato una maggiore prevalenza di deficit di magnesio tra le persone con diabete di tipo 2, in particolare quelle scarso controllo della glicemia. Inoltre, i pazienti più anziani sono più inclini all’ipomagnesemia.

Il monitoraggio dei livelli di magnesio è fondamentale per gestire l’ipomagnesemia nel diabete di tipo 2, legata a uno scarso controllo glicemico e alle complicanze. In questo senso, la collaborazione tra medici, farmacisti e infermieri è essenziale per gestire la carenza di magnesio.

In particolare, i farmacisti possono avere un ruolo chiave nel valutare i farmaci che causano carenza di magnesio o nel fornire indicazioni su eventuali integratori. I sintomi di carenza possono includere perdita di appetito, nausea, vomito, affaticamento e debolezza.

Benefici del magnesio sul controllo glicemico

Una recente revisione italiana ha messo in evidenza il ruolo positivo della supplementazione di Mg nella gestione della glicemia in pazienti ad alto rischio di sviluppare diabete o con diabete conclamato. Condotta dal Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Palermo, dalla Scuola di Medicina dell’Università Kore di Enna, dal Dipartimento di Cure Primarie dell’Usl Toscana Sid-Est e dall’Università di Modena Reggio Emilia, questa revisione si concentra in particolare su studi randomizzati controllati che mettono a confronto gli effetti dell’integratore sui parametri sanguigni di glucosio e sensibilità all’insulina, rispetto a un placebo.

Il lavoro conferma che l’integrazione con Mg è in grado di migliorare significativamente la glicemia a digiuno in pazienti diabetici, ma non solo. Grazie ai nuovi studi è stato possibile evidenziare effetti positivi della supplementazione di questo minerale anche in soggetti ad alto rischio di sviluppare diabete: riduzione della glicemia a digiuno, miglioramento del test orale di tolleranza al glucosio (OGTT) a due ore dal pasto e dell’indice HOMA-IR, che parla di insulino-resistenza.

Come può il Magnesio ottenere questi risultati? Sempre secondo lo studio, ci sarebbero varie strade. La più importante sembra essere proprio quella di agire sull’insulino-resistenza, diminuendola, risultato già indicato da precedenti studi.

Studio clinico sull'integrazione di magnesio nei diabetici

Per investigare sulla necessità degli integratori a base di magnesio per i diabetici con bassi livelli di magnesio, i medici hanno condotto un test clinico in doppio cieco. L'esperimento ha interessato 63 diabetici di tipo 2. Una parte dei partecipanti ha ricevuto 2,5 g di magnesio al giorno, per 16 settimane. L'altra parte ha ricevuto, per lo stesso periodo, un placebo.

Alla fine del trattamento, chi aveva ricevuto il magnesio aveva maggiori concentrazioni di magnesio, una migliore sensibilità all'insulina e livelli più bassi di emoglobina glicosilata. Secondo i medici, i risultati dimostrano gli indubitabili benefici dell'assunzione di magnesio orale come terapia di supporto nei diabetici di tipo 2.

Infatti, dato il basso costo e la sicurezza degli integratori al magnesio, possono essere considerati dei validi strumenti per il raggiungimento del controllo metabolico nei diabetici. L’importanza di monitorare e trattare carenze di magnesio Quando i livelli di magnesio sono troppo bassi, si possono manifestare aritmie e i pazienti con infarto miocardico acuto potrebbero essere a più alto rischio di aritmie ventricolari entro le prime 24 ore.

Il monitoraggio e la gestione dei livelli sierici di magnesio sono, dunque, una componente fondamentale della cura per i pazienti con diabete di tipo 2. Per approfondire questo aspetto, il team ha valutato i livelli di magnesio e la loro correlazione con l’emoglobina glicata A1c, la glicemia a digiuno e la glicemia postprandiale, in 300 pazienti con diabete di tipo 2 e 100 pazienti abbinati per età e sesso senza diabete o malattie metaboliche.

Associazione tra controllo glicemico e carenza di magnesio

Nel campione, il 76% dei diabetici e il 14% dei non diabetici mostravano bassi livelli di magnesio. Inoltre, glicemia a digiuno, glicemia postprandiale ed emoglobina A1c erano significativamente elevati per gli individui con ipomagnesemia rispetto alle persone con normali livelli di magnesio.

I livelli di questo elemento erano anche negativamente correlati con glicemia a digiuno, glicemia postprandiale, emoglobina A1c e insulina. La ricerca, dunque, sottolinea l’importanza della diagnosi precoce e dell’intervento per affrontare il deficit di magnesio, che può essere regolato attraverso modifiche della dieta, integrazione e stretta collaborazione tra pazienti e operatori sanitari.

Magnesio: terapia naturale

Ha capacità di regolare i processi di contrazione muscolare, attenuando l’affaticamento e evitando i crampi, modula l’attività del sistema nervoso e protegge l’apparato cardiovascolare da aritmie, palpitazioni e ipertensione, collabora con il calcio a mantenere le ossa in salute e sostiene il tono dell’umore (specie quando si è sotto stress) controllando l’ansia, riequilibra il ciclo del sonno. Ultimi studi parlano poi anche di un aiuto nel controllo di glicemia e colesterolo. Sono solo i principali (buoni) motivi per regalare al nostro organismo il giusto apporto di magnesio.

Come accorgersi se si è carenti o in riserva? «I segnali più evidenti di un basso livello di magnesio - spiega Pier Luigi Rossi, Professore di Nutrizione Clinica all’Università Bologna - sono l’umore irritabile, l’apatia o lo stato ansioso, il sonno disturbato da continui risvegli o problemi di palpitazioni e aritmie».

A causare l’eccessivo dispendio di magnesio possono contribuire fattori di stress, una dieta iperproteica, cibi ricchi di ossalati, quali ad esempio birra scura, cioccolato, salsa di soia, o alcuni farmaci in particolare i diuretici.

«L’apporto di magnesio - aggiunge Pier Luigi Rossi - va incrementato, sempre sotto il controllo medico per non determinarne gli eccessi che potrebbero causare effetti contrari, se si soffre di sindrome premestruale, mal di testa muscolo tensivo o da vasospasmo, o di disturbi della menopausa».

Alimenti ricchi di magnesio

Una alimentazione ricca di verdura (3 porzioni al giorno), legumi, cereali integrali, frutta secca e fresca aiutano a raggiungere il giusto quantitativo quotidiano di magnesio. «Vanno privilegiate le verdure verdi a foglia, come ad esempio gli spinaci - precisa l’esperto - avendo cura di tagliarle in piccoli pezzi prima di prepararle. Una accortezza che consente di mantener all’incirca l’80% del sale minerale che altrimenti andrebbe perso nel processo di cottura».

Esistono diverse fonti naturali di magnesio, molte delle quali sono facilmente integrabili nella dieta quotidiana. Ecco alcuni degli alimenti più ricchi di magnesio:

  • Verdure a foglia verde: Spinaci, cavolo riccio, bietole
  • Frutta secca e semi: Mandorle, semi di zucca, noci, semi di girasole
  • Legumi: Fagioli neri, lenticchie, ceci
  • Cereali integrali: Quinoa, riso integrale, avena
  • Frutta: Banane, avocado, fichi
  • Pesce grasso: Salmone, sgombro, tonno

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