La relazione tra cortisone e glicemia è un argomento di grande rilevanza, soprattutto per chi è affetto da diabete o è a rischio di svilupparlo. Molte persone si chiedono: "Mi è venuto il diabete per colpa di un farmaco?". La risposta è che alcuni farmaci, in particolare i cortisonici, possono effettivamente influenzare i livelli di zucchero nel sangue.
Effetti del Cortisone sulla Glicemia
I corticosteroidi, o cortisonici, sono principi attivi simili al cortisone prodotto naturalmente dall’organismo. Oltre a essere potenti anti-infiammatori, hanno un’azione opposta a quella dell’insulina. Il cortisone aumenta naturalmente la quota di glucosio nel sangue, soprattutto poche ore prima del risveglio e nei momenti di stress.
Questo effetto collaterale è dovuto alla resistenza all’insulina e all’aumento della produzione epatica di glucosio (zucchero) nel sangue. I livelli di zucchero nel sangue tendono ad aumentare dopo i pasti, soprattutto 2 ore dopo pranzo, in coincidenza con l’effetto massimo del cortisone assunto al mattino.
Iperglicemia o diabete conclamato rappresentano uno degli effetti indesiderati più comuni, la cui prevalenza è stimata intorno al 10-20%.
Farmaci che possono influenzare la glicemia
- Corticosteroidi: Sono tra i più comuni farmaci che possono creare o anticipare il diabete di tipo 2.
- Farmaci anti-psicotici: Possono portare al diabete come conseguenza del rapido aumento di peso.
- Inibitori della proteasi e della transcrittasi inversa: Utilizzati per trattare l'HIV, possono avere un effetto iperglicemizzante.
- Diuretici tiazidici e beta bloccanti: Meno incisivi, ma possono contribuire a innalzare la glicemia.
Gestione del Diabete durante la Terapia con Cortisonici
È vero che non è possibile trattare con cortisone una persona affetta da diabete? Quali sono le accortezze per gestire al meglio una persona affetta da diabete durante la terapia con cortisonici? Si tratta di una semplice, ma importante domanda che spessissimo sorge nella mente delle persone affette da diabete.
Sì, potrebbero avere un effetto sul rialzo del diabete. Questo dipende dal tipo di cortisone utilizzato, dalla frequenza e dalla durata del trattamento. Anche se, è importante ricordare che le stesse malattie che hanno determinato il trattamento cortisonico locale sono esse stesse causa di aumento dello zucchero nel sangue.
Prima di tutto, il medico che prescrive cortisonici per terapie di lunga durata valuterà il rischio che il paziente ha di sviluppare il diabete sulla base dei consueti fattori di rischio. Poi potrà raccomandare l’esercizio fisico e un’alimentazione povera di zuccheri semplici e un frequente controllo anche domiciliare della glicemia.
Ecco alcune indicazioni utili per la gestione della terapia cortisonica:
Inizio della Terapia Cortisonica
- Pazienti non diabetici con glicemia normale: Dovrebbero misurare la glicemia prima e dopo l’inizio del cortisonico. Le misurazioni (stick domiciliare) dovrebbero essere effettuate con più frequenza nei primi 2-3 giorni, sia a digiuno che 2 ore dopo il pasto (colazione e pranzo in particolare). Se i livelli risultano alterati, è necessario eseguire un’analisi del sangue.
- Pazienti diabetici o con alterata tolleranza al glucosio (impaired glucose tolerance, IGT): È solitamente necessario aumentare il dosaggio degli antidiabetici e monitorare con maggior frequenza i livelli di glicemia. Questi pazienti dovrebbero essere seguiti sempre da uno specialista.
- Pazienti con NOSID: Devono ricevere un trattamento antidiabetico, allo scopo di mantenere livelli di glucosio a digiuno compresi fra 70 e 130 mg/dl (3,9-7,2 mmol/l) e <180 mg/dl (10mmol/l) 2 ore dopo i pasti.
Monitoraggio della Terapia Cortisonica
- Controllo della glicemia: Il momento ottimale per effettuare lo stick glicemico deve essere stabilito sulla base del profilo farmacocinetico del cortisonico somministrato.
- Prednisone (Deltacortene), metilprednisolone (Medrol, Urbason) e desametasone (Decadron): il loro picco plasmatico si verifica dopo circa un’ora dall’assunzione e la loro emivita è di circa 2,5 ore.
Intervento
- Dieta e esercizio fisico: Ogni paziente che inizia un trattamento a base di steroidi dovrebbe adottare queste misure preventive.
Antidiabetici Orali
- Farmaci Insulinosensibilizzanti (metformina e pioglitazone): Sono utili in una fase iniziale in quanto riducono la resistenza all’insulina. Inoltre la metformina riduce la gluconeogenesi e ha un basso costo. La metformina inoltre non causa edema e non aggrava l’osteoporosi come il pioglitazone. La metformina è tuttavia controindicata quando la velocità di filtrazione glomerulare è ridotta (<30 ml/min) e in presenza di gravi malattie epatiche. Il pioglitazone è invece controindicato in caso di insufficienza cardiaca e malattia epatica di qualunque grado.
- Farmaci che aumentano la produzione pancreatica di insulina (sulfaniluree e glinidi): Sono valide alternative terapeutiche che hanno il vantaggio di poter essere assunte prima dei pasti, riducendo la glicemia post-prandiale e risolvendo così il principale problema del diabete indotto da steroidi. Le sulfaniluree hanno però una finestra terapeutica ‘stretta’, determinando facilmente cali glicemici (non adatte quindi a pazienti anziani e con bassa velocità di filtrazione glomerulare).
- Farmaci che agiscono sul sistema della incretine (inibitori della DPP-4 e analoghi del GLP-1): Possono essere usati nei pazienti con NOSID con o senza metformina, ma hanno le stesse limitazioni della metformina e costi più elevati.
- Insulina: Ha molti vantaggi e sembra una scelta ragionevole, soprattutto quando la glicemia a digiuno o quella postprandiale sono molto elevate (> 300 mg/dl, 16,6 mmol/l). Di tutti i farmaci disponibili, l’insulina è l’unico che può essere utilizzato anche in caso di comorbidità multiple.
Tabella: Gestione della Glicemia durante la Terapia con Cortisonici
| Condizione del Paziente | Monitoraggio | Intervento |
|---|---|---|
| Non diabetico con glicemia normale | Misurazione frequente della glicemia (digiuno e post-prandiale) | Dieta e esercizio fisico |
| Diabetico o con IGT | Aumento del dosaggio degli antidiabetici e monitoraggio frequente | Seguito da uno specialista |
| NOSID | Mantenere la glicemia a digiuno tra 70 e 130 mg/dl e <180 mg/dl 2 ore dopo i pasti | Trattamento antidiabetico |
Conclusioni
La gestione degli effetti del cortisone sulla glicemia richiede un approccio attento e personalizzato. Consultare sempre il proprio medico per un piano di trattamento adeguato e monitorare regolarmente i livelli di zucchero nel sangue.
Riferimenti
- Angelopoulos TP, Tentolouris NK, Bertsias GK, Boumpas DT. Steroid-induced diabetes in rheumatologic patients. Clin Exp Rheumatol. 2014 Jan-Feb;32(1):126-130. Epub 2013 Oct 17. Review.
- Ruyssen-Witrand A, Fautrel B, Saraux A, Le Loët X, Pham T. Cardiovascular risk induced by low-dose corticosteroids in rheumatoid arthritis: a systematic literature review. Joint Bone Spine.
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