L'indice glicemico (IG) rappresenta la capacità dei carboidrati contenuti negli alimenti di innalzare la glicemia (valore che indica la quantità di glucosio presente nel sangue). Per quantificare l'indice glicemico di un alimento è necessario assumerne 50 grammi e monitorare i livelli glicemici nelle due ore seguenti. Tali valori andranno poi confrontati con quelli dello standard di riferimento che nella fattispecie è il glucosio o il pane bianco (indice glicemico=100).
Quando si parla di indice glicemico di un alimento è importante definire un range di valori che tenga conto di tutti quei parametri che possono influenzarlo in positivo o in negativo. Prima di parlare del carico glicemico è importante comprendere cos’è l’indice glicemico (IG). Per questo, nasce il concetto di carico glicemico, che considera anche la quantità di zuccheri presenti. Questo parametro si ottiene rapportando l'indice glicemico di un certo alimento alla sua porzione media. E' quindi sufficiente moltiplicare l'IG di un dato carboidrato (es. fruttosio IG=20) per la quantità assunta (ad esempio 30 grammi).
Indice e carico glicemico non sono i fattori su cui basare la tua alimentazione: dai priorità al fabbisogno calorico, alla quantità e alla qualità degli alimenti. Spesso, più salutari sono gli alimenti a basso indice glicemico, al contrario di quelli in genere considerati poco sani.
Detto questo, è fondamentale ricordarsi che non mangiamo quasi mai un alimento singolarmente, i pasti sono spesso un insieme di macronutrienti e non solo di carboidrati o solamente zuccheri. E’ la somma di ciò che assumi che comporta un innalzamento glicemico, più o meno marcato a seconda della composizione del pasto. Il pasto glucidico non deve far paura di per sé ma deve essere letto nel contesto alimentare generale. Conta la glicemia delle 24 ore e non quella immediatamente successiva al pasto!
Scopri quali sono i cibi a basso indice glicemico, cosa è l'indice glicemico e quali sono i benefici di una dieta a basso indice glicemico.Indice Glicemico - Gli alimenti a basso indice glicemico sono cibi come cereali integrali, legumi, frutta, verdure e latticini come latte e yogurt che contengono fibre o grassi che rallentano la digestione e l’assorbimento, evitando picchi glicemici improvvisi.
L’indice glicemico misura l’impatto dei carboidrati sui livelli di zucchero nel sangue, classificando gli alimenti su una scala da 0 a 100 in base alla rapidità con cui aumentano la glicemia dopo essere stati consumati.I valori si suddividono in tre categorie:
- Basso GI: da 1 a 55
- Medio GI: da 56 a 69
- Alto GI: 70 e oltre
Gli alimenti nella parte bassa della scala hanno un impatto minimo sui livelli di zucchero nel sangue, mentre quelli nella parte alta della scala hanno un grande effetto su tali livelli:
- Alimenti ad alto IG: causano rapidi picchi di glucosio nel sangue.
- Alimenti a basso IG: hanno un effetto più graduale e stabile.
Vari aspetti degli alimenti influenzano la velocità con cui il glucosio entra nel flusso sanguigno. Ad esempio:
- I carboidrati semplici (come gli zuccheri) vengono assorbiti rapidamente, causando picchi glicemici.
- I carboidrati complessi (come gli amidi e le fibre) richiedono più tempo per essere digeriti, rilasciando il glucosio gradualmente e mantenendo stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Il corpo scompone zuccheri e amidi in glucosio, un tipo di zucchero che entra nel flusso sanguigno e rappresenta la principale fonte di energia per le cellule. La fibra, invece, attraversa il corpo senza essere digerita.
Due ormoni prodotti dal pancreas, insulina e glucagone, aiutano a regolare i livelli di glucosio nel sangue:
- Insulina: facilita il trasferimento del glucosio dal sangue alle cellule, dove viene utilizzato come energia o immagazzinato.
- Glucagone: rilascia il glucosio immagazzinato nel fegato quando i livelli di zucchero nel sangue sono bassi, mantenendo così l’equilibrio energetico.
Il livello glicemico normale a digiuno oscilla tra 70 e 100 mg/dl, mentre valori tra 100 e 125 mg/dl indicano prediabete e superiori a 126 mg/dl suggeriscono diabete. Monitorare regolarmente questo parametro è fondamentale per prevenire alterazioni metaboliche.
Gli indici glicemici si suddividono in tre categorie:
- Basso (0-55): legumi, frutta fresca, yogurt naturale e verdure
- Medio (56-69): riso integrale, pasta integrale e alcuni tipi di frutta
- Alto (70-100): pane bianco, riso bianco, patate, dolci e bevande zuccherate
Conoscere l’indice glicemico dei cibi permette di costruire un’alimentazione equilibrata, particolarmente importante per chi soffre di diabete o sindrome metabolica.
Una dieta a basso indice glicemico (low-GI) è un piano alimentare basato sull’effetto che i cibi hanno sui livelli di zucchero nel sangue, chiamati anche livelli di glucosio nel sangue.
Imparare a conoscere l'indice glicemico dei cibi è molto importante sia per la linea sia per il mantenimento di un ottimo stato di salute. I carboidrati e gli zuccheri non sono tutti uguali: alcuni sono, infatti, responsabili di pericolose impennate glicemiche.
L'indice glicemico (IG) è la capacità dei carboidrati presenti in un cibo di innalzare i valori della glicemia (ovvero il glucosio presente nel sangue). E non tutti i carboidrati sono uguali: per esempio, gli zuccheri semplici causano dannose e importanti impennate glicemiche.
Alcuni carboidrati vengono assorbiti dal nostro organismo più lentamente e, quindi, rilasciano glucosio a lunga durata. Invece, altri carboidrati vengono assorbiti in modo molto rapido causando, appunto, rilevanti innalzamenti dei valori di glucosio nel sangue.
L'indice glicemico si misura facendo riferimento ai massimi valori, ovvero a 100 (valore glicemico di glucosio e pane bianco) e a una quantità di cibo pari a 50 gr. Per esempio: se un cibo ha un indice glicemico uguale a 80, ciò significa che quell'alimento va a innalzare la glicemia dell'80% rispetto a quanto si innalzerebbe ingerendo 50 gr di glucosio.
Controllare l'indice glicemico dei cibi è fondamentale non solo per chi deve fare attenzione ai valori della glicemia secondo le indicazioni del medico (diabetici, donne in gravidanza) ma per tutti.
I Datteri: Indice Glicemico e Consigli
I datteri secchi sono uno degli alimenti con indice glicemico più elevato (100-120), inoltre sono molto calorici. Però i datteri sono anche una fonte preziosa di minerali e vitamine importanti.
Prima di tutto, è bene moderare la quantità di datteri consumata e riservarli alla prima colazione. Poi, è fondamentale cercare di abbassarne l'indice glicemico abbinandoli a una fonte proteica e ad altri grassi. Per esempio: datteri insieme allo yogurt intero. Se si preparara una torta, si possono usare i datteri al posto del burro ma senza aggiungere altro zucchero e unendo all'impasto, invece, farine integre e semi oleosi.
Cosa vuol dire? Che per calcolare l’indice glicemico di un alimento è necessario mettere in relazione l’impatto sulla glicemia dello stesso con quello utilizzato come punto di riferimento standard, ovvero il glucosio o il pane bianco.
Come si procede, in pratica?
- Area sotto la curva (AUC): i dati raccolti vengono utilizzati per tracciare una curva che rappresenta l’aumento della glicemia nel tempo.
- Confronto con l’alimento standard: lo stesso processo viene ripetuto con un alimento di riferimento (glucosio o pane bianco).
- Variazioni individuali: la risposta glicemica può variare notevolmente da una persona all’altra.
- Composizione degli alimenti: l’IG di un alimento non è fisso. Può variare in base alla maturazione, al tipo di coltivazione, alla varietà dell’ingrediente principale (ad esempio, tipi diversi di riso) e al trattamento subito (raffinazione, conservazione, etc.).
- Metodo di preparazione: la cottura e la lavorazione degli alimenti influenzano l’IG. Per esempio, la pasta al dente avrà un IG più basso rispetto a quella ben cotta.
- Porzioni reali e composizione del pasto: gli alimenti vengono raramente consumati isolati come negli studi di IG.
- Condizioni sperimentali: gli studi che determinano l’IG utilizzano protocolli standardizzati che non rispecchiano sempre le condizioni reali di consumo. Ad esempio, come indicato nelle “Linee Guida per una sana alimentazione” elaborate da CREA, nella dieta italiana la fonte principale di carboidrati disponibili è rappresentata dal gruppo “Cereali e derivati”, che fornisce il 68% dell’apporto totale.
Sono composti per il 20 - 30 % d’acqua, per il 50-70% di zuccheri, per il 2,7% di proteine e per lo 0,6% di grassi. Sono ricchi di ferro, vitamine e sali minerali. In particolare contengono vitamine del gruppo B, come le vitamine B1, B2, B3 e B5, vitamina C ed E. Per quanto riguarda i minerali, sono presenti elevate quantità di potassio e magnesio e discrete quantità di fosforo, calcio, selenio, sodio, rame, zinco, manganese e ferro.
I datteri sono facilmente digeribili, per cui favoriscono un veloce recupero dell’energia per via del loro contenuto di zuccheri naturali, come il fruttosio. Durante il Ramadan, i fedeli per tradizione consumano datteri, più spesso al tramonto appena sospeso il digiuno, da soli o abbinati ad altri alimenti come per esempio lo yogurt. Essendo ricchi in carboidrati, soprattutto semplici, con un rapporto fruttosio/glucosio pari a 1:1, i datteri hanno un indice glicemico basso, circa 42. Rappresentano inoltre uno spezzafame salutare, soprattutto se si fa attenzione ad evitare i datteri conservati con additivi artificiali e sciroppo di glucosio.
I datteri sono consigliati non solo agli sportivi ma a tutte le persone impegnate in attività fisiche impegnative.
- Trattamento delle vie respiratorie: cuocere 100 gr di datteri in 1/2 litro di latte per alcuni minuti e aggiungere un cucchiaio di miele.
- Trattamento della stipsi: immergere i datteri per una notte in acqua, quindi ingerirli al mattino così inzuppati e bere anche la loro acqua di macerazione.
Convivere con il diabete di tipo 1 non significa doversi privare della frutta! Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc.
Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno. Più un frutto è maturo e più è alto il suo contenuto di zuccheri, soprattutto nel caso delle banane. Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.
Alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.
Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia.
Come si legge su Wikipedia “in ambiente naturale, la palma da dattero comincia a fruttificare a partire dal trentesimo anno d’età, anche se alcuni esemplari raggiungono la maturità fruttifera anche dopo il novantesimo anno. Una pianta che sembra dirti: “Ehi, so che vuoi mollare tutto, ma guarda qui, ho cibo, zuccheri e un po’ d’ombra.
I datteri sono una tipologia di frutta che dal punto di vista dei valori nutrizionali è molto ricca di carboidrati. Il termine dattero deriva dal greco antico “dáktylos” che indicava il dito, con riferimento alla sua forma oblunga. È il frutto della palma da dattero “Phoenix Dactylifera”, la varietà più conosciuta è il Medjool. Non trattato fornisce circa 124 kcal (puoi confrontare i valori con le altre calorie della frutta), prevalentemente da carboidrati, ed un quantitativo altissimo di potassio (410 mg). Due datteri essiccati dal peso di 10 g ognuno forniscono 54 kcal, 12,6 g di carboidrati solubili, 150 mg di potassio, quasi 14 mg di calcio e 13 mg di fosforo; è quindi particolarmente utile per coloro che devono reintegrare velocemente zuccheri e Sali minerali.
L’indice glicemico dei datteri freschi è compreso tra 45 e 60, mentre per i datteri secchi è compreso tra i 100 e i 120. È un prodotto adatto al consumo anche da parte dei pazienti celiaci poiché non contiene naturalmente glutine, tuttavia nei prodotti essiccati e confezionati sono possibili delle contaminazioni inoltre non contengono colesterolo ed il loro contenuto di fibre ha effetti sulla riduzione delle lipoproteine LDL.
È stata attribuita alla fibra alimentare solubile la capacità di formare soluzioni viscose che prolungano lo svuotamento gastrico, inibendo il trasporto di trigliceridi e colesterolo attraverso l’intestino e riducendo le concentrazioni totali di lipoproteine LDL.
L’allergia ai datteri è molto rara ma è possibile avere delle cross-reaction con i soggetti allergici al polline delle betulle. Secondo l’USDA si possono consumare fino a 4 o 5 datteri al giorno. Nel paziente diabetico si consiglia di limitare ulteriormente l’assunzione e inserire i datteri, all’interno di un pasto più completo ricco di fibre e grassi salutari. Non vi sono particolari raccomandazioni su quando assumerli, l’importante è tenere sotto controllo il quantitativo di frutta assunta.
Tabella: Indice Glicemico di Alcuni Alimenti
| Alimento | Indice Glicemico (IG) |
|---|---|
| Pane di segale integrale | ~45 |
| Crackers integrali senza zuccheri aggiunti | ~55 |
| Pane ai semi di chia | ~45-50 |
| Orzo perlato | ~25 |
| Orzo integrale | ~30 |
| Pasta integrale al dente | ~40 |
| Quinoa | ~35 |
| Farro intero | ~40 |
| Grano saraceno | ~40 |
| Amaranto | ~35 |
| Pasta di grano duro cotta al dente | ~50 |
| Teff | ~35 |
| Avena integrale | ~40 |
| Riso parboiled | 38-53 |
| Riso integrale parboiled | ~50 |
| Riso nero Venere | 42-45 |
| Riso rosso integrale | 50-55 |
| Fagioli neri, rossi, cannellini | ~30 |
| Lenticchie | 30-35 |
| Ceci bolliti | ~30 |
| Lupini | ~15-20 |
| Edamame | ~15-20 |
| Piselli freschi o lessati | ~39-50 |
| Patate dolci cotte al forno | 50-55 |
| Mele | ~39 |
| Pere | ~38 |
| Fragole, lamponi, mirtilli, more | 25-40 |
| Arance | ~48 |
| Prugne fresche o secche | 34-39 |
| Pompelmo | ~25 |
| Pesche fresche | 28-42 |
| Albicocche fresche o secche | 32-46 |
| Kiwi | 48-51 |
| Melograno fresco o succo naturale senza zuccheri aggiunti | 35-40 |
| Latte di cocco senza zuccheri aggiunti | ~40 |
| Yogurt naturale senza zuccheri aggiunti, greco o scremato | 35-40 |
| Spinaci | ~10-15 |
| Lattuga | ~10-15 |
| Broccoli | ~10-15 |
| Cavolo riccio | ~10-15 |
| Funghi | ~10-15 |
| Sedano | ~10-15 |
| Peperoni verdi e rossi | ~10-15 |
| Pane pita integrale | ~57 |
| Pane d’avena o multicereali macinati a pietra | ~65 |
| Couscous integrale o regolare | ~65 |
| Bulgur | ~55 |
| Patate dolci cotte al forno | ~64 |
| Uva rossa/bianca | ~59 |
| Barbabietola cotta | ~64 |
| Pane bianco raffinato | ~75 |
| Riso jasmine | ~70 |
| Patate bianche | ~85 |
| Datteri | ~103 |
| Uva passa | ~64 |
| Banane molto mature | ~62 |
| Zucca cotta | ~75 |
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