Preparazione all'Esame della Creatinina: Digiuno e Altre Raccomandazioni

L'esame della creatinina è un test importante per valutare la funzionalità renale. La creatinina è una sostanza di scarto prodotta nei muscoli come risultato della reazione metabolica di una molecola chiamata creatina fosfato. Normalmente, viene liberata nel sangue e successivamente eliminata attraverso le urine grazie all'azione di filtraggio dei reni. L’esame del sangue relativo serve a misurare la sua concentrazione ematica.

Perché Fare il Test della Creatinina?

Le analisi possono fungere da indicatore dello stato di salute dei reni. Al di là di un monitoraggio generale delle condizioni di salute di una persona, le analisi della creatinina nel sangue vengono prescritte nel momento in cui sono presenti indicatori di una insufficienza renale. Nel caso in cui il paziente abbia una patologia renale e necessiti di monitoraggio costante possono essere prescritte le analisi della creatinina a intervalli regolari per valutare la funzionalità renale. La creatinina viene inoltre richiesta nel momento in cui il paziente sta seguendo cicli di dialisi.

Come Prepararsi all'Esame della Creatinina

Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In particolare, ci sono alcune ricerche scientifiche le quali hanno evidenziato che la carne cotta potrebbe aumentare la concentrazione di creatinina nel sangue. Astenersi dall’assumere cibi di questo tipo è, di conseguenza, un’altra richiesta che potrebbe essere fatta in preparazione al test.

Sarebbe preferibile, inoltre, astenersi anche dall’attività fisica nelle 8-12 ore che precedono le analisi. Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.

Altre precauzioni includono:

  • Non effettuare sforzi eccessivi.
  • Astenersi dall’attività fisica intensa dell’arto in cui è stato introdotto l’ago per almeno qualche ora dopo il prelievo.

Fattori che Influenzano i Livelli di Creatinina

Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco.

Anche alcuni antibiotici alterano i livelli di creatinina nel sangue: gli aminoglicosidi, ad esempio, possono aumentarla e produrre danni renali, mentre le cefalosporine ne aumentano i livelli nel sangue senza però causare alcun danno renale.

Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina.

In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.

Considerata la variabilità dei fattori che possono influenzare i livelli di creatinina, prima di trarre conclusioni affrettate sulla valutazione dei risultati delle proprie analisi è opportuno sottoporli al proprio medico e informarlo delle proprie abitudini e dell'eventuale impiego di farmaci concomitante alla misurazione della creatinina.

Come Viene Misurata la Creatinina?

L’esame per misurarne la concentrazione nell’organismo consiste in un semplice prelievo di sangue o di un test sulle urine. Nel caso in cui l’analisi venga effettuata su campioni ematici, è denominata creatininemia. Si procede prelevando un campione di sangue dalla vena del braccio. Infine, i risultati di questi due esami possono essere utilizzati per un terzo test che serve ad approfondire ulteriormente il quadro clinico del paziente.

Interpretazione dei Risultati

Il valore normale di creatinina nel sangue è compreso tra gli 0,84 e gli 1,21 mg/dl. Gli uomini, di solito, presentano livelli più elevati rispetto alle donne perché la quantità di creatinina nel sangue aumenta con l'ampiezza della massa muscolare. Tuttavia, valori diversi dalla norma non indicano necessariamente la presenza di una patologia. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Un’elevata concentrazione di creatinina nel sangue, infatti, può indicare una condizione di disfunzionalità renale. In casi di insufficienza renale la creatinina, così come altre sostanze come l’urea, non viene del tutto filtrata dai reni; in questo caso la creatinina non passa dal sangue alle urine e rimane nel flusso sanguigno. Quantità superiori a quelle individuate come normali (valori di riferimento) indicano che la creatinina è alta. Le persone muscolose possono avere livelli più elevati di creatinina nel sangue rispetto al normale senza che essi indichino la presenza di una malattia. Gli anziani, invece, possono avere valori più bassi della norma.

Qualsiasi condizione che compromette la funzionalità renale è in grado di aumentare il livello di creatinina nel sangue. Quindi, se risulta un aumento di creatinina nel sangue al di sopra dei valori medi indicati, occorre accertarne (diagnosticare) il motivo. In particolare, per prima cosa, bisogna capire se la causa sia un’insufficienza renale e, in caso affermativo, se sia presente da tempo o si sia verificata di recente. Anche la pressione alta e il diabete mellito possono portare ad un valore elevato di creatinina (ipercreatininemia). In questo caso i reni potrebbero non svolgere bene il loro lavoro e non far “passare” nelle urine la creatinina presente nel sangue.

Il medico, probabilmente, proporrà di eseguire un altro esame per confermare, o meno, il risultato. Se si sospetta un danno ai reni, infatti, è importante eliminare tutti i fattori che potrebbero aggravarlo poiché le alterazioni del funzionamento dei reni sono permanenti e irreversibili.

Meno comune, invece, è la condizione di ipocreatininemia (livelli bassi di creatina nel sangue), che solitamente non costituisce motivo di preoccupazione. Comunemente si registra un leggero abbassamento di creatinina durante la gravidanza, quando il feto inizia a svilupparsi nel grembo materno e i nutrienti vengono trasportati dalla madre al bambino tramite il cordone ombelicale.

Alla luce della molteplicità dei fattori che possono incrementare i livelli di creatinina nel sangue, per una valutazione corretta dello stato di salute del paziente, è necessaria una anamnesi completa. Questo significa che il medico deve essere informato sulle abitudini, gli stili di vita e gli eventuali trattamenti farmacologici che il paziente sta seguendo per formulare una diagnosi idonea e indicare le cure più adeguate.

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