Il monitoraggio della glicemia è fondamentale sia per diagnosticare il diabete sia per monitorare la patologia nel tempo. La si può effettuare attraverso le analisi del sangue oppure comodamente a casa, con il reflettometro, ovvero lo strumento che ne consente l’auto misurazione.
Parliamo oggi di come misurare la glicemia o, come dicono alcuni nonnetti, “misurare il diabete”, ovvero quella operazione volta a conoscere livelli di zuccheri nel sangue, necessaria per una eventuale diagnosi di diabete e per tenere la malattia sotto controllo negli anni. È bene saperlo fare, specialmente ora che arrivano le feste e che è ancora più difficile rinunciare alle leccornie: capiamo come essere il più autonomi possibile e come trascorrere un Natale sereno.
Perché Misurare la Glicemia?
Conoscere i valori glicemici del proprio paziente, è necessario al medico per formulare una terapia volta a ristabilire i livelli glicemici giusti. Il controllo della glicemia è quindi importante per capire se una cura sta dando i suoi frutti, ma anche in forma di auto misurazione, per aiutare i pazienti diabetici ad agire tempestivamente in caso di valori alterati.
È importante ricordare che in presenza di sintomi come incremento della sete e bocca asciutta, la necessità di mingere spesso, la stanchezza cronica, concomitanti alla rilevazione di alti livelli glicemici, ci si trovi spesso di fronte ai sintomi del diabete.
Come Misurare Correttamente la Glicemia?
È bene sapere gli orari in cui misurare la glicemia: solitamente, è bene farlo la mattina a stomaco vuoto, meglio ancora se da almeno 12 ore. Farlo da soli a casa è molto semplice, infatti la eseguono oramai anche tanti over 80 in tutta tranquillità. Anzi, si tratta proprio di un’abitudine che tutti i medici raccomandano, in quanto anche totalmente priva di rischi.
Come anticipato, la si effettua tramite l’ausilio di un reflettometro, che è ideato per rilevare la glicemia analizzando una goccia di sangue capillare, prelevata dai polpastrelli delle dita delle mani. Per ottenere tale goccia, si utilizza una penna pungi-dito per far fuoriuscire una goccia di sangue dal polpastrello di un dito e versarla sulla striscia reattiva oppure accostata alla sua estremità, in base al modello di reflettometro con il quale si effettua la misurazione. Sarà quest’ultimo, in automatico, a rilevare i valori glicemici del sangue.
Glucometri di Ultima Generazione
I glucometri indossabili di ultima generazione consentono di misurare la glicemia senza puntura grazie ai sensori CGM (Continuous Glucose Monitoring). Dispongono di un sottile ago filamento posto sotto la pelle in determinati punti (retro del braccio, addome, schiena, coscia). Questo ago esamina il liquido interstiziale per controllare il tasso di glucosio nel sangue H24, 7 giorni su 7. Se rileva ipoglicemia o iperglicemia invia avvisi.
In tal caso, il dispositivo è munito di un sensore fisico-chimico, che misura la glicemia senza il bisogno della goccia di sangue: in genere il sensore va posizionato nella zona del braccio e passandoci sopra il lettore, appaiono i valori sullo schermo.
Come Utilizzare il Glucometro Standard
Il modello standard di glucometro viene venduto in kit, completo di strisce reattive e penna pungidito. Il glucometro analizza una piccola goccia di sangue capillare prelevata dal polpastrello da porre sulla striscia reattiva. Il tasso di glucosio porterà ad una reazione enzimatica (ossidazione) con conseguente variazione cromatica.
Per stimare la glicemia, il glucometro analizza una piccola goccia di sangue capillare - generalmente prelevata dal polpastrello - posta su un'apposita striscia reattiva inserita al suo interno.
Per l'automonitoraggio della glicemia è necessario disporre di un glucometro, di una penna pungidito con aghi e di apposite strisce reattive. I glucometri solitamente sono venduti in kit contenenti questi strumenti; una volta esaurite le strisce reattive e gli aghi del pungidito è possibile acquistarli separatamente mantenendo il glucometro originale.
Ecco i passaggi da seguire:
- prelevare una striscia reattiva dal contenitore e richiuderlo immediatamente
- inserire la striscia reattiva nel misuratore ed attendere la conferma dello strumento
- porre delicatamente una goccia di sangue capillare sulla parte reattiva (estremità libera) della striscia; questa goccia di sangue viene prelevata attraverso appositi dispositivi pungidito eseguendo una puntura su un polpastrello (prima di effettuare la puntura ricordarsi sempre di lavare ed asciugare le mani, disinfettando il polpastrello). Per favorire la vascolarizzazione e la fuoriuscita del sangue, si consiglia di massaggiare delicatamente il polpastrello prima del prelievo
- Attendere la conferma di adeguatezza del campione (che potrebbe essere insufficiente od eccessivo) da parte del glucometro e leggere sul display il valore della glicemia misurato
- Annotare il valore glicemico sul proprio diario ed adeguare eventualmente la terapia secondo quanto prescritto dal medico.
Molti glucometri permettono di conservare nella memoria interna al dispositivo i valori di svariate decine di misurazioni glicemiche, e di trasferirli al proprio computer tramite cavo usb; ancora, alcuni modelli traducono questi valori in grafici mostrando per esempio la glicemia media giornaliera e l'ampiezza delle escursioni glicemiche quotidiane.
I modelli più moderni di glucometro svolgono la misurazione appena in 5- 10 secondi, a differenza di quelli più vecchi che impiegano 30 secondi.
Importante
- Il dispositivo per l'autoprelievo e le lancette sterili NON devono essere condivisi con altre persone.
- Utilizzare sempre una lancetta nuova e sterile e una nuova striscia reattiva per il test del glucosio (essendo questi monouso)
Trattandosi di una descrizione generale, ed essendo presenti in commercio svariati dispositivi automatizzati, si raccomanda di rispettare con estrema cura le norme procedurali suggerite dall'azienda produttrice. Il farmacista o il medico che hanno in cura il paziente dovrebbero inoltre istruirlo sulle corrette modalità di utilizzo, fugando qualsiasi dubbio si dovesse presentare.
Quando e Quanto Spesso Effettuare la Misurazione?
In genere, l'automonitoraggio tramite strisce reattive è raccomandato per tre o quattro volte al giorno secondo lo schema prescritto dal medico. Si tratta comunque di una indicazione di massima, variabile ad esempio in base al tipo di diabete (1 o 2) e alla terapia farmacologica intrapresa.
Uno schema tra i più utilizzati si basa su quattro determinazioni glicemiche giornaliere: al mattino a digiuno e due ore dopo ciascun pasto (colazione, pranzo e cena). In determinate circostanze può essere utile sfruttare il glucometro anche prima di pranzo e prima di cena, magari eseguendo queste due misurazioni aggiuntive soltanto in 2-3 giorni alla settimana. Si fanno modifiche alla routine o alle abitudini alimentari, per es.
Valori Normali della Glicemia
I valori glicemici normali a digiuno sono tra 70 e 100mg/dl. Parliamo di iperglicemia quando si verifica un aumento del glucosio nel sangue che può portare a disturbi di diverso tipo anche seri.
Quando si è diabetici, è bene non lasciare passare troppo tempo tra l’assunzione di insulina e il pasto, dato che può portare ad avere la glicemia bassa che, a sua volta, porta le cellule del corpo a non riuscire a produrre le giuste quantità di energia necessaria alle loro funzioni.
Prodotti Utili per il Monitoraggio della Glicemia
Nel caso in cui si sospetta un mal funzionamento del proprio reflettometro, ricordiamo che è sempre bene chiedere consiglio in farmacia, rivolgendosi a professionisti.
- Contour Next Glucometro Bayer: Glucometro professionale per la misurazione della glicemia in pochi secondi e per tenerla sotto controllo in ogni momento della giornata. Dotato di una penna pungi-dito per la preparazione della goccia di sangue e una confezione con 10 strisce reattive.
- Accu-Chek Active Roche: Misuratore di glicemia tradizionale, con caratteristiche innovative: offre le medie dei risultati fino ai 90 giorni, invia un avviso in caso di sotto-dosaggio, ri-dosaggio entro 10 secondi e promemoria prima e dopo i pasti, oltre a creare il proprio profilo glicemico.
- Glictest Strisce Pic Solution: Nuove strisce reattive per la misurazione glicemica, compatibili con i glucometri BeGlic Easy e GoGlic Smart. Le consigliamo per la loro misurazione di qualità, con una grande praticità, e che sfrutta l’innovativa 2-Scan Tech che consente di ottenere i valori grazie a un’analisi che verte sia sui globuli rossi che sul plasma.
Pungidita e Dolore
I pungidita sono le lancette che vengono utilizzate nel kit di un glucometro per prelevare la goccia di sangue su cui fare l’analisi. I glucometri automatici mirano a rendere invisibile la lancetta mentre penetra molto rapidamente nella cute, raggiungendo una profondità nota e stabilita.
Molte persone testimoniano che tale problema si verifica soprattutto all’inizio, durante le prime settimane dall’inizio dell’autocontrollo della glicemia con un glucometro ma che va scemando nelle settimane successive. Il progresso della tecnologia ha consentito, inoltre, di avere a disposizione glucometri che richiedono solo una piccola goccia di sangue rispetto al passato e quindi non è necessario pungersi in profondità.
Disinfettare le Dita Prima del Test?
In realtà NON è consigliabile disinfettare i polpastrelli con alcol o sostanze simili in quanto potrebbero creare delle interferenze con le strisce usate per il test. È molto importante che ogni volta che ci si punge, le mani e le dita siano perfettamente pulite per evitare che resti di cibo o batteri o altro possano alterare il risultato del test della glicemia e che si possano innescare delle infezioni.
Accuratezza dei Risultati
Se effettuata nel pieno rispetto delle norme di corretto utilizzo dettate dal produttore, la stima della glicemia attraverso strisce reattive e glucometro portatile risulta particolarmente accurata. I progressi tecnologici degli ultimi anni hanno infatti permesso di aumentare sensibilmente l'attendibilità della misura, anche in condizioni particolari.
Tra queste, il valore di ematocrito, che quando particolarmente basso ( 60-65%) potrebbe - a seconda del modello - rendere inaccurata la stima della concentrazione di glucosio nel sangue (sovra o sottostimandola indicativamente di un 10-15%). Infine, possono esservi delle differenze importanti in base al tipo di strisce reattive utilizzate, anche se prodotte dalla stessa azienda e dello stesso modello (possibile variazione da lotto a lotto).
A tale scopo, alcuni glucometri richiedono di inserire il codice od il chip presente nella confezione per autocalibrarsi in base alle caratteristiche delle strisce reattive utilizzate; altri sono in grado di rilevare autonomamente questo dato. In caso di procedura automatica (inserimento del chip o rilevazione automatica) è comunque importante accertarsi che il glucometro visualizzi lo stesso codice riportato sulla confezione delle strisce.
Per tutte queste ragioni, l'affidabilità del glucometro risulta accettabile quando il suo impiego è confinato all'automonitoraggio della glicemia, mentre risulta insufficiente per quanto concerne l'impiego per la diagnosi di diabete, di IFG (alterata glicemia a digiuno) o di IGT (ridotta tolleranza al glucosio). In altre parole, il glucometro deve essere utilizzato soltanto per testare il glucosio nel sangue e solo con campioni di sangue intero capillare.
È possibile verificare la precisione di tutti i glucometri con gocce di liquido specifico per l'apparecchio, dette soluzione di controllo, quando si ritiene che il dispositivo o le strisce reattive non funzionino adeguatamente.
Vantaggi dell'Automonitoraggio Glicemico
Grazie al glucometro, sarà possibile evitare sia gli episodi di ipoglicemia che quelli di iperglicemia, nonché rendersi conto della reale efficacia di un eventuale terapia in corso, controllando le variazioni glicemiche. Fedele alleato dei diabetici, soprattutto di quelli sottoposti a terapia insulinica, il glucometro è l'indiscusso protagonista dell'automonitoraggio domestico della glicemia, che a sua volta rappresenta il cardine di una terapia per il diabete ragionevole e ragionata.
Tramite il corretto utilizzo del glucometro, infatti, il paziente è in grado di valutare in prima persona i propri livelli glicemici, aggiustando all'occorrenza la terapia nutrizionale, l'esercizio fisico ed il trattamento farmacologico.
L'automonitoraggio glicemico permette di:
- prevenire gli episodi di ipoglicemia ed iperglicemia
- intervenire in modo mirato e tempestivo in situazioni di scarso controllo del diabete, riducendo l'entità e la frequenza delle escursioni glicemiche
- aumentare la sicurezza per sé e per gli altri (pensiamo al rischio di subire una grave crisi ipoglicemica mentre si guida o si utilizzano macchinari)
- nel complesso, prevenire o comunque ritardare la comparsa delle complicanze tipiche del diabete
Educazione Alimentare e Comportamentale del Paziente
Rielaborando criticamente i valori glicemici e mettendoli in relazione alla dieta, al livello di attività fisica e ad eventuali malattie in atto (anche passeggere come i tipici malanni invernali), il paziente prende coscienza dell'enorme influenza di questi fattori sui livelli glicemici.
Per esempio, noterà come una dieta corretta ed un'attività fisica costante permettano di ridurre sensibilmente la glicemia e con essa le dosi di insulina necessarie; viceversa, il diabetico constaterà come lo stress psico-fisico, alcuni alimenti, la sedentarietà e le malattie possano innalzare i valori glicemici richiedendo un aumento della dose di insulina.
NOTA BENE: l'automonitoraggio glicemico con glucometro, pur stimolando l'auto-educazione e l'auto-correzione delle dosi insuliniche, NON può e non deve sostituirsi all'interazione tra specialista diabetologo e malato, relazione che al contrario deve uscire rafforzata da questa pratica raccomandabile.
Cos'è la Glicemia
Il glucosio è uno zucchero che costituisce il carburante indispensabile per il nostro organismo. I suoi livelli nel sangue sono finemente regolati da un meccanismo che prevede l’intervento di diversi ormoni, ad esempio insulina e glucagone. Per favorire questo meccanismo di regolazione è molto importante seguire un corretto stile di vita ed una sana alimentazione. Vediamo quindi insieme cos’è la glicemia, quali sono i valori considerati normali e quali invece devono mettere in allarme. Infine, capiamo come misurare autonomamente la glicemia in maniera corretta.
La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. Il cervello e i globuli rossi, in particolare, possono risentire in maniera accentuata della sua carenza.
Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio. A questo punto il glucosio viene immesso in circolo se i suoi livelli sono bassi. Quando i livelli sono alti, il glucosio viene dapprima trasformato in glicogeno (una molecola che funge da serbatoio di glucosio) e immediatamente utilizzabile. Una volta raggiunte le riserve necessarie di glicogeno, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso.
Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.
Valori Glicemia: Quali Sono Quelli di Riferimento
La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. Ma quali sono i valori normali della glicemia? Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali.
I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL.
Glicemia Alta: Quando C’è da Preoccuparsi
Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL (per le linee guida dell’ADA American Diabetes Association, già da 100 mg/dL) si parla di alterata glicemia a digiuno.
Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue. Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione. Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, peptide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.
Le Cause e i Sintomi dell'Iperglicemia
In un organismo sano, tutti i meccanismi di regolazione permettono di mantenere sempre i livelli di glucosio a digiuno entro i limiti considerati normali. Se ciò non avviene e si superano costantemente i 126 mg/dL è probabile che si sia instaurata la condizione patologica definita diabete mellito.
I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL. Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare.
I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono:
- aumento della sete;
- aumento della fame;
- aumento della quantità di urina escreta.
Con l’avanzare della problematica possono insorgere:
- confusione;
- annebbiamento della vista;
- vomito;
- disidratazione.
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte. L’iperglicemia però può essere provocata anche da un periodo di stress severo, come quello imposto all’organismo da un intervento chirurgico, da un infarto o da un’infezione. Anche alcuni farmaci, come il cortisone o i beta-bloccanti, possono provocare un aumento della glicemia. Anche una dieta eccessivamente ricca in cibi con alto indice glicemico e la mancanza di esercizio fisico, protratti per lungo tempo, possono portare ad un aumento dei livelli di glicemia. Inoltre, bisogna prestare attenzione all’iperglicemia che può manifestarsi in gravidanza, per evitare che si instauri il cosiddetto diabete gestazionale.
Glicemia Bassa: Sintomi e Rischi
Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia.
I sintomi dell’iperglicemia sono:
- tremori;
- palpitazioni;
- fame intensa;
- pallore;
- convulsioni;
- sudorazione;
- scarsa lucidità.
Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte. Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati.
Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina. Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.
Quando Misurare la Glicemia
Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare. Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.
Come Misurare la Glicemia: Scopri Come Usare il Glucometro
L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi.
Per misurare la glicemia è necessario:
- il glucometro, strumento che misura la glicemia;
- le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue;
- la penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura;
- le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura.
Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:
- lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente;
- inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali);
- inserire la striscetta nel glucometro;
- pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte);
- far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva;
- attendere ed effettuare la lettura del risultato;
- gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore).
Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.
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