Cos'è la PET (Tomografia a Emissione di Positroni)?

La PET, o Tomografia a Emissione di Positroni, è una sofisticata tecnica diagnostica di Medicina Nucleare. PET è una sigla che deriva dall'inglese "Positron Emission Tomography", cioè tomografia a emissione di positroni. Chiamata anche PET imaging o PET scan, si tratta di una modalità di IMAGING FUNZIONALE che permette di misurare la concentrazione locale di isotopi che, nel loro decadimento, emettono POSITRONI (cioè particelle corpuscolate β+ emettenti).

Questa metodica offre informazioni dettagliate sulle patologie degli organi e dei tessuti del corpo, rispondendo a specifici quesiti clinici con estrema precisione. La PET trova particolare utilizzo in oncologia per la diagnosi e la stadiazione dei tumori, nonché nel follow-up post-chirurgico o radioterapico per monitorare l’andamento dei trattamenti.

Come Funziona la PET?

La PET (tomografia a emissione di positroni) si basa sulla somministrazione al paziente d'isotopi radioattivi, capaci di emettere positroni (cioè particelle corpuscolate). Quest'ultimi, dopo aver percorso un brevissimo tratto nella materia, si annichilano (cioè si annullano), per effetto del decadimento β+ del radioisotopo, reagendo con un elettrone, con emissione di due fotoni di energia pari a 511 keV, fra loro in coincidenza.

In termini pratici, l'esame PET prevede che uno scanner rilevi come una piccola quantità di farmaci e agenti fisiologici radiomarcati (in genere, viene usato del glucosio, ma anche metionina o dopamina), iniettata nel paziente per via endovenosa, si distribuisce all'interno delle cellule del corpo. Una volta in circolo, il tracciante radioattivo emette particolari particelle, chiamate positroni, che vengono captate da uno scanner (tomografo).

Se sostituiti ad un atomo stabile di una molecola biologica o di un composto organico (es. glucosio), i radioisotopi non ne cambiano il comportamento o le proprietà permettendo, con un esame di tipo PET, di seguire la distribuzione in-vivo di farmaci e agenti fisiologici radiomarcati all'interno di un organo o di un determinato tessuto biologico.

La PET è una tecnica di imaging funzionale, cioè permette di studiare i processi fisiologici (o fisiopatologici) dei vari organi del nostro corpo. L'immagine restituita dal tomografo consente di valutare in che modo si distribuiscono questi traccianti all'interno di un organo o di un determinato tessuto biologico.

A Cosa Serve la PET?

Le applicazioni di quest'indagine sono numerose. Le applicazioni della PET sono molteplici e comprendono lo studio di malattie reumatologiche, infettive, neurologiche ecc. Inoltre, serve anche per comprendere se il protocollo terapeutico attuato contro la patologia è stata efficace.

La sua applicazione principale, è sicuramente l’Oncologia. In questo campo, l’utilizzo diagnostico della PET è importante non solo per individuare il tessuto malato, ma anche per valutarne accuratamente l’estensione e per avere informazioni in tempo quasi reale sull’andamento di una cura: se le cellule malate non consumano più zucchero, infatti, significa che stanno morendo, quindi la persona sta rispondendo in modo positivo al trattamento.

È poi molto utile anche in Neurologia per la valutazione delle demenze, perché riesce a differenziare in maniera precoce, per esempio, una demenza di tipo Alzheimer o di altro tipo mentre in Cardiologia permette di valutare il flusso del cuore e di stabilire la vitalità di parti del suo tessuto. In seguito ad un’ischemia, per esempio, consente di capire se, nonostante non vi sia il flusso di sangue al cuore, il tessuto è ancora vivo.

Come si Svolge l'Esame PET?

Per l'esecuzione delle PET, si fa sdraiare il soggetto su un lettino, che scorre all'interno di un macchinario costituito da un grosso anello profondo circa mezzo metro (per intenderci, lo stesso della TC): la macchina registra le radiazioni emesse dal radiofarmaco. Per l'esecuzione delle PET, si fa sdraiare il soggetto su un lettino, che scorre all'interno di un macchinario costituito da un grosso anello profondo circa mezzo metro (per intenderci, lo stesso della TC): la macchina registra le radiazioni emesse dal radiofarmaco.

La PET prevede la somministrazione del radiofarmaco per via endovenosa. Il tomografo rileva le radiazioni d'annichilazione derivate dall'interazione dei positroni con la materia immediatamente circostante ed effettuando misurazioni da differenti angoli.

Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente attende un periodo variabile, generalmente tra 60 e 90 minuti, per consentire al farmaco di distribuirsi nel corpo e raggiungere i tessuti di interesse. L’esame vero e proprio dura circa 20 minuti, con variazioni in base al tessuto da analizzare.

Durante l’esame, il paziente rimane supino e immobile in un macchinario a forma di anello aperto, il tomografo, che registra le radiazioni emesse dal farmaco e riproduce le immagini su un computer. Prima della PET, viene sempre eseguita una TAC con lo stesso tomografo per una corretta ricostruzione delle immagini e localizzazione anatomica.

Preparazione all'Esame PET

Per prepararsi all’esame PET, è necessario mantenere il digiuno per almeno 6 ore. Nel caso di PET con 18F-FDG, si consiglia una dieta priva di carboidrati la sera precedente. È importante che il paziente svuoti la vescica prima del test per una visualizzazione ottimale degli organi. Durante l’esame, il paziente può indossare abiti comodi ma deve evitare oggetti metallici che potrebbero interferire con l’esame.

Per quando è programmato l'esame, conviene non presentarsi con bracciali, collane o anelli. Quasi sempre si chiede alla persona di presentarsi a digiuno da almeno otto ore, astenendosi soprattutto da cibi zuccherati (dolci, biscotti, brioches e frutta).

PET-TAC: Un Approccio Combinato

Per sfruttare ancor meglio le caratteristiche dell'esame PET sono state sviluppate delle apparecchiature dette PET-TAC che possono registrare immagini legate al funzionamento di un organo o di un tessuto (immagine PET) in contemporanea alle informazioni sulla loro forma e composizione (immagini morfologiche) normalmente date dalla TAC. La PET-CT presente in Humanitas raccoglie contemporaneamente informazioni anatomiche e metaboliche e le fonde fra loro, garantendo un potenziale informativo altrimenti non possibile.

Precauzioni Post-Esame

Al termine del test, il paziente può lasciare il reparto senza necessità di precauzioni particolari, poiché le radiazioni emesse dal radiofarmaco hanno un’emivita breve e si eliminano quasi completamente durante la permanenza in reparto.

Si può tornare alla vita di tutti i giorni, ma con qualche accortezza da osservare nelle quattro-cinque ore successive all'esecuzione dell'esame: è bene evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli, prima che la radioattività sia scomparsa dall’organismo.

Durata dell'Esame

L'esecuzione della PET vera e propria (acquisizione) si protrae per un tempo che varia, in base alla zona del corpo da esaminare, da 20 a 30 minuti. La durata dell’intera procedura, dalla somministrazione del radiofarmaco alla fine dell’esame (compresa l’attesa precedente all'esame), varia da due a tre ore.

Controindicazioni

L'esame ha una controindicazione assoluta per le donne in gravidanza o in allattamento. Tuttavia, è necessario evitare la PET alle donne in attesa, perché non è giustificato sottoporre il feto a inutili radiazioni. Pertanto, è bene segnalare eventuali gravidanze in atto o ritardi del ciclo mestruale al Medico Nucleare.

Inoltre le persone che hanno eseguito trattamenti radioterapici da meno di tre mesi e quanti hanno subito interventi chirurgici o procedure invasive da meno di un mese devono dichiararlo prima dell'esame, per agevolare l'interpretazione del risultato.Per i pazienti con diabete conclamato e in terapia ipoglicemizzante è raccomandata una valutazione da parte del medico prima dell'eventuale esecuzione dell'esame in quanto l’esame prevede la somministrazione di glucosio.

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