Esami del Sangue: Valori Normali e Interpretazione

Le analisi del sangue sono uno strumento diagnostico fondamentale per valutare lo stato di salute generale. Per effettuare le analisi del sangue è necessario sottoporsi al prelievo di un campione di sangue, campione che di norma viene prelevato dalla vena di un braccio tramite una siringa sterilizzata. È fondamentale, per la maggior parte dei valori, leggere le analisi del sangue nel loro insieme, così com’è fondamentale interpretare i risultati anche in base alle caratteristiche della singola persona.

Qual è dunque il modo giusto di prepararsi all’esecuzione delle analisi del sangue? Si deve poi tenere conto che l’assunzione di determinati integratori alimentari può interferire con i risultati dell’esame.

Emocromo: Valori e Interpretazione

L’emocromo (anche esame emocitometrico o come emmogramma) è un esame basilare.

  • Globuli rossi (RBC) - Sono cellule del sangue (detti anche eritrociti o emazie) a forma di disco appiattito, prive di nucleo, che trasportano l’ossigeno, fissato tramite l’emoglobina in esse contenuta, fino alle cellule dei tessuti e riportano ai polmoni parte dell’anidride carbonica prodotta. Il valore normale nell’uomo è di 4,5-6 milioni/mm3, nella donna 4-5,5 milioni/mm3; anche in questo caso per gli atleti di discipline di resistenza si devono diminuire tali valori di circa 0,5 milioni/mm3.
  • Globuli bianchi (WBC) - Sono cellule del sangue (detti anche leucociti) che hanno il compito di difendere l’organismo da attacchi esterni. Si suddividono in granulociti, linfociti e monociti. I granulociti si suddividono a loro volta in neutrofili (che attaccano i batteri), eosinofili (attivi contro le allergie e le infezioni causate da parassiti) e basofili (che agiscono come filtri fra intestino e altri organi). I globuli bianchi sono un’ottima spia contro le infezioni. Nel caso di aumento dei granulociti si è molto probabilmente di fronte a un’infezione provocata da batteri, mentre se aumentano i linfociti, l’infezione dovrebbe dipendere da un virus. Valori normali sono: da 4.000 a 7.000 per mm3 nella donna e da 5.000 a 8.000 per mm3 nell’uomo. I neutrofili costituiscono il 40-75%, gli eosinofili lo 0-7%, i basofili lo 0-2%, i linfociti il 18-50% e i monociti il 2-9%. I globuli bianchi possono aumentare anche per la somministrazione di alcune sostanze (arginina) o in determinati periodi (gravidanza, mestruazioni).
  • Ematocrito (Hct) - È la percentuale di parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, piastrine e globuli bianchi). I suoi valori vanno da 37 a 46 nella donna, mentre nell’uomo variano da 42 a 50.
  • Emoglobina (Hgb) - È la proteina che trasporta l’ossigeno ed è presente nei globuli rossi. I valori normali sono da a 14 a 18 (g/l) per l’uomo e da 12 a 16 per la donna.
  • Volume corpuscolare medio (MCV) - Indica la grandezza dei globuli rossi ed è importante perché serve nella diagnosi delle anemie: i globuli rossi possono essere più piccoli del normale (anemia microcitica) o più grandi (anemia macrocitica). Si ricava da (ematocrito*10/numero di globuli rossi) e i valori normali vanno da 80 a 100 femtolitri (indicati con fl).
  • Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH) - È la quantità di emoglobina contenuta in media in un globulo rosso.
  • Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC) - Indica se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina. Si ricava da (emoglobina*10/ematocrito) e i valori normali espressi in percentuale vanno da 31 a 37.
  • Piastrine (PLT) - Dette anche trombociti, sono corpi del sangue senza nucleo, di forma discoidale, che giocano un ruolo essenziale nei processi di coagulazione. Valori normali vanno da 150 a 440 migliaia/microlitro. I valori sono alterati in caso di forti emorragie, circolazione rallentata del sangue, problemi alla milza, leucemie o lesioni del midollo osseo.

Fattori della Coagulazione

Fra gli esami di laboratorio ematologici di routine vengono di norma richiesti anche valori che indicano l’assetto coagulativo della persona. I fattori della coagulazione sono 13 e ognuno di essi gioca un ruolo importante nella cascata coagulativa.

  • PT (Tempo di Protrombina): Il PT è l’esame che misura quanto rapidamente si coagula il sangue. È un valore utilizzato per le persone in terapia con anticoagulanti orali. È conosciuta anche come fattore II.
  • PTT e aPTT (Tempo di Tromboplastina Parziale): PTT e aPTT vanno a valutare la funzionalità dei fattori della coagulazione e la loro quantità. Valutano l’efficacia della via intrinseca e della via comune della coagulazione. Per questo motivo il tempo rilevato dall’aPTT è più breve rispetto a quello del PTT.
  • Fibrinogeno: Il fibrinogeno è una proteina prodotta dal fegato che interviene nel meccanismo della coagulazione. Il dosaggio di fibrinogeno permette di dosare la concentrazione di fibrinogeno circolante.

Profilo Epatico: Valori e Interpretazione

Sono diversi i test ematici che possono dare indicazioni sullo stato di salute del fegato, è importante dunque valutarli nel loro insieme.

  • TRANSAMINASI (AST, ALT): Le transaminasi sono enzimi, cioè sostanze proteiche, che si trovano soprattutto nelle cellule del fegato. Iloro livelli nel sangue sono utili per valutare il corretto funzionamento del fegato, ma possono anche riflettere lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Negli esami di routine si misura la transaminasi ALT (o GPT) che riguarda soprattutto il fegato, gli altri indici di funzionalità epatica si eseguono nello screening annuale o in casi selezionati. Valori superiori a quelli normali possono essere determinati da disturbi epatici come cirrosi, epatiti, ittero ostruttivo, metastasi epatiche. L’aumento di ALT può dipendere anche da malattie che colpiscono organi e tessuti diversi dal fegato: per esempio, distrofie muscolari, scompenso circolatorio, traumi, obesità, pancreatite, distruzione dei globuli rossi (emolisi) e mononucleosi (la cosiddetta malattia del bacio).
  • GAMMA GT: L’esame misura la concentrazione di GGT, o gamma glutamil transpeptidasi, nel sangue. GGT è un enzima che si trova soprattutto nel fegato e che di norma è presente nel sangue a livelli molto bassi. In presenza di un danno epatico, però, la quota di GGT nel sangue aumenta. Valori elevati di GGT indicano invece che qualcosa non va a livello del fegato o dei dotti biliari; quanto più alto è il GGT, tanto più grave è il danno epatico. Tuttavia un semplice aumento del GGT non permette al medico di discriminare tra una malattia e l’altra; per questo motivo l’uso del GGT è controverso e le linee guida dell’Associazione americana per lo studio delle malattie epatiche non lo raccomandano come esame di routine. Un GGT alto può anche essere indice di abuso di alcol o di alcuni farmaci, tra cui gli antinfiammatori non steroidei (FANS), certi antidepressivi, alcuni antibiotici, antistaminici e ormoni come il testosterone. Livelli di GGT bassi o normali non destano preoccupazioni perché sono indicativi di una buona funzionalità epatica: le probabilità che il paziente soffra di una malattia del fegato sono quindi basse. In alcuni casi la riduzione del GGT potrebbe dipendere dall’assunzione di certi farmaci, come la pillola anticoncezionale o i clofibrati (usati per abbassare i livelli di grassi nel sangue, soprattutto i trigliceridi).
  • FOSFATASI ALCALINA: L’esame consente di misurare la concentrazione della fosfatasi alcalina (AlPh) nel sangue. La AlPh è un enzima presente in diversi tessuti del corpo. In particolare, essa si trova nelle ossa e nelle cellule del fegato che formano i dotti biliari (i canalicoli che trasportano la bile all’intestino dove è necessaria per la digestione dei grassi). Quando un paziente ha segni evidenti di malattia epatica, livelli elevati di AlPh indicano un blocco dei dotti biliari. In generale, livelli di AlPh superiori alla norma sono indice di una malattia del fegato o delle ossa. Le malattie delle ossa associate ad aumento di AlPh sono: morbo di Paget, metastasi ossee, artrite deformante, osteomielite, rachitismo, sarcoidosi, fratture ossee. Una riduzione di AlPh nei pazienti con tumore al fegato o alle ossa indica che il terapia adottata è efficace. Una diminuzione di AlPh può anche essere causata da ipotiroidismo, anemia, malnutrizione o età avanzata.
  • BILIRUBINA: L’esame misura la concentrazione di bilirubina nel sangue. La bilirubina è una sostanza che derivaprevalentemente dalla demolizione dell’emoglobina, la proteina che lega l’ossigeno nei globuli rossi. Della bilirubina totale presente nel sangue si possono distinguere due frazioni: la bilirubina indiretta (non ancora trasformata dal fegato), che rappresenta la frazione più cospicua, e quella diretta (già trasformata dal fegato). Un eccesso di bilirubina indiretta può essere dovuto a: un’aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi), alcune malattie ereditarie che alterano la capacità del fegato di convertire la bilirubina indiretta in quella diretta, ittero fisiologico dei neonati e dei prematuri e reazione di incompatibilità tra Rh materno e quello delneonato. Un aumento della bilirubina diretta può dipendere da: alcune malattie ereditarie come le sindromi di Dubin-Johnson e Rotor, malattie del fegato come cirrosi, epatiti virali ed epatite tossica, ostruzioni delle vie biliari dovute per esempio a calcoli o tumori del fegato o del pancreas. Una diminuzione dei livelli di bilirubina totale, indiretta e diretta, può invece essere causata da: alcuni tipi di anemie (aplastica, sideropenica), assunzione di certi sedativi, i barbiturici.
  • TRIGLICERIDI: Questo esame misura la concentrazione dei trigliceridi nel sangue, sono la forma diimmagazzinamento dei grassi nell’organismo e sono utilizzati come scorta di energia. Essi derivano soprattutto dalla dieta e in piccola parte sono prodotti dall’organismo (fegato). I trigliceridi possono aumentare sia per predisposizione ereditaria sia per diete ricche di grassi e carboidrati. L’aumento dei trigliceridi nel sangue rappresenta un importante fattore di rischio per le malattie cardiache e il diabete. Alcuni farmaci aumentano i livelli di trigliceridi nel sangue: corticosteroidi (cortisone), pillola anticoncezionale, estrogeni, alcuni diuretici (furosemide), alcuni agenti antifungini (miconazolo), eccetera. Quando i valori sono molto alti (superiori a 1000 mg/dl), c’è il rischio di sviluppare una pancreatite, cioè un’infiammazione del pancreas. Una diminuzione dei trigliceridi si osserva invece nelle seguenti condizioni: insufficienza epatica, malassorbimento intestinale, malnutrizione, ipertiroidismo, iperparatiroidismo, malattie epatiche gravi. Alcuni farmaci fanno diminuire i trigliceridi nel sangue: clofibrati, eparina, androgeni, steroidi anabolizzanti, vitamina C, eccetera.

Granulociti Eosinofili e ECP Sierico

I granulociti eosinofili sono cellule del sistema immunitario implicate in reazioni a patologie infiammatorie, comprese le allergie. Nella reazione allergica tramite dei recettori presenti sulla superficie degli eosinofili avviene un legame con anticorpi appartenenti alla classe immunoglobulinica IgE, (reagine). A sua volta queste molecole anticorpali adese agli eosinofili, sono in grado di legarsi specificatamente a porzioni di proteine (antigeni) che nel soggetto allergico vengono identificate come sostanze nocive e pericolose. Le cellule in questione rilasciano tale proteina durante il processo di coagulazione "in vitro".

Il dosaggio di ECP sierico consente di valutare l'entità di un processo infiammatorio in corso, che si può manifestare a carico della cute ( dermatite atopica), di articolazioni soggette a patologie autoimmuni e di apparati quali il gastroenterico, il genito-urinario ed il respiratorio, in certe infezioni e in alcune malattie parassitarie. Se il paziente asmatico viene sottoposto all'esame in seguito o durante l'assunzione di farmaci cortisonici, è evidente una diminuzione di ECP sierica.

Importanza dell'Interpretazione Medica

È fondamentale ricordare che l'interpretazione dei risultati degli esami del sangue deve essere effettuata da un medico, che terrà conto della storia clinica del paziente, dei sintomi e di altri fattori rilevanti. Non è consigliabile auto-diagnosticarsi o intraprendere terapie sulla base dei soli risultati degli esami del sangue.

L’intervallo di normalità - Accanto al valore dell’esame, ogni laboratorio di analisi indica un intervallo di normalità. Di massima tali intervalli (che sono desunti da medie sulla popolazione) sono simili, ma non perfettamente uguali.

La variazione percentuale - Una conseguenza del punto precedente è che non conta la variazione assoluta del parametro, quanto quella percentuale. Un parametro doppio rispetto al normale può essere preoccupante, mentre di solito non lo è una variazione di qualche unità.

I valori composti - Alcuni valori dipendono da altri. È il caso del colesterolo totale, somma di quello cattivo e di quello buono. Indicare un massimo di colesterolo totale(per esempio 220) è fuorviante perché ciò che conta è avere un valore nella norma di colesterolo cattivo (tant’è che ci si riferisce più correttamente all’indice di rischio cardiovascolare definito come colesterolo totale / colesterolo buono).

L’assunzione di farmaci - L’assunzione di farmaci (anche quelli più banali) può alterare ovviamente l’esame, proprio come l’effettuarlo a digiuno o no.

La gravidanza - Anche la gravidanza altera i valori di riferimento.

L’attività sportiva - Emocromo, CPK, transaminasi, uremia ecc. sono tutti parametri che possono essere alterati da un’intensa attività sportiva (anche occasionale come una sporadica partita a tennis o una massacrante gita in montagna).

2) Questo valore è “sballato”. Da un singolo esame quasi mai si riesce a risalire alla patologia del soggetto. Deve essere valutato insieme a tutti gli altri, anche quelli normali. Per cui è inutile esaminare il solo dato al di fuori dei valori di riferimento. Inoltre è necessario inquadrarlo con il vissuto del paziente, cosa che solo il medico curante con una visita diretta può fare.

Come abbiamo visto molte volte le analisi ematiche sono il punto di partenza per avviare le indagini cliniche, multiMed ha pensato di semplificare il servizio prelievi, dividendo in semplici pacchetti checkup quelli che sono gli esami comunemente richiesti.

Tabella Riassuntiva Valori Emocromo

Parametro Valori Normali (Uomo) Valori Normali (Donna)
Globuli Rossi (RBC) 4.5-6 milioni/mm3 4-5.5 milioni/mm3
Globuli Bianchi (WBC) 5.000-8.000/mm3 4.000-7.000/mm3
Ematocrito (Hct) 42-50 37-46
Emoglobina (Hgb) 14-18 g/dL 12-16 g/dL
Piastrine (PLT) 150-440 migliaia/microlitro 150-440 migliaia/microlitro

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