Tra gli esami del sangue che il medico professionista può indicare, l’esame relativo alla procalcitonina può essere richiesto quando il paziente si trova con sintomi e segni di sepsi e nei casi di infezioni batteriche sistemiche, che potrebbero essere determinate da immunodeficienza o altre patologie in stadio avanzato. Vediamo insieme, con maggiore dettaglio, perché fare un test per la procalcitonina, quali sono i valori di riferimento e cosa indicano valori fuori forma.
Cos'è la Procalcitonina (PCT)?
La procalcitonina (PCT) è una proteina presente nel nostro organismo e prodotta da diversi tipi di cellule. La procalcitonina è il precursore della calcitonina. Questi due composti presentano, però, caratteristiche ben distinte tra loro. La calcitonina viene secreta esclusivamente dalle cellule C della tiroide, in seguito a determinate sollecitazioni ormonali; la PCT può essere prodotta da diversi tipi di componenti cellulari e da molti organi in risposta a stimoli pro-infiammatori.
In queste circostanze i valori tendono ad aumentare in modo estremamente marcato. I valori di procalcitonina, come sarà approfondito in seguito, tendono a salire intorno alle 2, massimo 4 ore rispetto all’insorgenza dei sintomi correlati, per poi raggiungere un picco entro le 12 - 24 ore. Questo marker, o marcatore, è stato scoperto in tempi relativamente recenti.
Quando Bisogna Fare il Test per la Procalcitonina?
Tra gli esami del sangue che il medico professionista può indicare, l’esame relativo alla procalcitonina può essere richiesto quando il paziente si trova con sintomi e segni di sepsi e nei casi di infezioni batteriche sistemiche, che potrebbero essere determinate da immunodeficienza o altre patologie in stadio avanzato. Quando i valori di questa proteina sono di poco sopra la media, con tutta probabilità nell’organismo del paziente è in corso una infezione non grave e localizzata.
Quali Informazioni Vengono Date da Questo Test?
Esistono altri esami che possono essere richiesti in concomitanza. Esami quali emocromo completo, analisi del liquido cerebrospinale, nella evenienza di meningite acuta nell’adulto.
Come Interpretare il Risultato del Test?
Anche le patologie infiammatorie non generalizzate possono essere causa di un aumento della procalcitonina, con la specifica che non siano causate da infezioni. Il livello in questi casi difficilmente supera 1 ng/ml.
La procalcitonina (PCT) è un marcatore biologico di sepsi e shock settico, e di gravi reazioni infiammatorie. A livello plasmatico, il riscontro di valori elevati di PCT è fortemente suggestivo di una risposta flogistica a un'infezione batterica sistemica. La procalcitonina plasmatica viene misurata come test precoce di sepsi. Per tale condizione, la PCT presenta un elevato grado di accuratezza diagnostica e permette di anticipare l'intervento terapeutico.
Oltre a supportare la diagnosi di sepsi, la procalcitonina si è dimostrata utile anche nel monitoraggio del decorso e della gravità della risposta infiammatoria sistemica. La determinazione della procalcitonina può essere richiesta insieme ad altre indagini di laboratorio, come emocultura, emocromo con formula leucocitaria, analisi del liquor e misura della proteina C-reattiva (PCR).
Valori alti di procalcitonina sono riconducibili a diverse patologie, oltre quelle indicate finora: peritonite, complicazione di un’appendicite.
Valori di Riferimento della Procalcitonina (PCT)
Normalmente, le concentrazioni plasmatiche di procalcitonina sono inferiori a 0,05 ng/ml. Superiori a 0,5 ng/ml vengono interpretati come valori anormali, suggestivi di una sindrome settica. Superiori a 2 ng/ml sono fortemente suggestivi di un processo infiammatorio con coinvolgimento sistemico.
I livelli di procalcitonina plasmatica aumentano rapidamente (entro 6-12 ore) in seguito a un insulto infettivo con conseguenze sistemiche. Nei pazienti con sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS) non di origine batterica, le concentrazioni di procalcitonina sono inferiori, di solito, a 1 ng/ml.
Indipendentemente dalla presenza di un processo infettivo, i livelli di PCT possono risultare elevati anche subito dopo un trauma multiplo o un intervento di chirurgia, nelle ustioni gravi o nei neonati (con meno di 48 ore di vita). In questi casi, però, il ritorno ai valori di base è rapido; un eventuale secondo aumento della procalcitonina potrebbe indicare lo sviluppo di un episodio settico.
Bassi livelli di procalcitonina non sono associati, di solito, a problemi di tipo medico e/o a conseguenze patologiche, pertanto non vengono considerati clinicamente rilevanti.
Le variazioni giornaliere dei livelli di procalcitonina danno indicazioni sul decorso della malattia e sulla prognosi del paziente con sepsi. Un alto valore di procalcitonina deve indurre a iniziare la terapia antibiotica appena possibile. Se i livelli plasmatici della procalcitonina risultano inferiori a 0,5 ng/ml, invece, la presenza di una sepsi batterica è improbabile.
Si tratta quindi di un marker infiammatorio utile a evidenziare la natura batterica dell’infezione, a differenza di altri esami (come la proteina C-reattiva), che mancano di questa specificità, utile ad esempio a capire quando ricorrere a una terapia antibiotica. La terapia antibiotica nelle infezioni virali è inutile. In corso di infezioni batteriche invece il livello aumenta nettamente e in poche ore. Lo stesso vale per la PCR, anche se, a differenza della PCT, la PCR può alzarsi sia in corso di infezioni batteriche, sia per altri tipi di infiammazioni.
È interessante notare che può essere utile anche per escludere, non solo per riconoscere, un’infezione batterica; sembra una differenza sottile, ma in realtà non è così scontata in ematologia.
L'esame della procalcitonina viene eseguito su un campione di sangue prelevato dalla vena di un braccio. Per sottoporsi al prelievo di sangue, è necessario astenersi da cibi e bevande per almeno 8-10 ore.
Altri Marcatori e Esami del Sangue Utili
Oltre alla PCT e alla PCR, altri esami del sangue possono fornire informazioni importanti sullo stato di salute del paziente:
- Leucociti (globuli bianchi): numerose patologie respiratorie infiammatorie e infettive, acute e croniche, possono accompagnarsi ad alterazione della quantità dei globuli bianchi presenti nel sangue (esame emocromocitometrico), con possibile aumento dei valori (leucocitosi) o riduzione degli stessi (leucopenia).
- Fibrinogeno: precursore circolante della fibrina, proteina finale del processo coagulativo del sangue.
- D-dimero: prodotto di degradazione della fibrina (FDP), che trova indicazione anche nelle malattie tromboemboliche e, tra queste, nell’ embolia polmonare, ma che può, più semplicemente, essere espressione di un generale stato infiammatorio dell’organismo.
- Ferritina: proteina che lega il ferro di deposito presente nei tessuti.
- Piastrine (o trombociti): sono piccoli elementi del sangue importanti per la normale coagulazione. Queste cellule sono prodotte dal midollo osseo e sono rilasciate nel circolo sanguigno. Le piastrine sopravvivono in circolo per 8-10 giorni e il midollo osseo deve produrre continuamente nuove cellule per rimpiazzare quelle degradate, consumate e/o perse durante il sanguinamento.
Piastrinocrito (PCT)
Il piastrinocrito (PCT) è un parametro analogo all'ematocrito. Nello specifico, PCT indica il rapporto tra il volume totale delle piastrine e il volume totale del sangue. L'ematocrito piastrinico (PCT) indica il volume del sangue occupato dalle piastrine. Questo parametro è dunque un efficace strumento di screening per rilevare le anomalie quantitative delle piastrine.
La misura del piastrinocrito dev'essere effettuata insieme a volume medio (MPV), conta delle piastrine (PLT), ampiezza di distribuzione dei volumi piastrinici (PDW) e test di funzionalità piastrinica.
L'ematocrito piastrinico (PCT) è un parametro riportato come percentuale (%). L'intervallo di riferimento è compreso tra 0,20 e 0,36%. Tuttavia, occorre sempre considerare che questo range può cambiare in funzione della strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Esempio: quando il valore di PCT risulta pari a 0,20%, significa che lo 0,20% del volume totale del sangue è costituito dalle piastrine.
In ogni caso, i risultati anomali richiedono ulteriori accertamenti, che andranno discussi e interpretati con il proprio medico curante.
leggi anche:
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Esami del Sangue in Gravidanza: Quali Sono Gratuiti e Come Accedere?
- Come Calcolare il Colesterolo LDL: Guida Completa per Controllare la Salute del Cuore
- Scopri le Tariffe Esami del Sangue: Prezzi Aggiornati e Cosa Influisce sul Costo!
