Parametri Glicemia Anziani: Linee Guida e Gestione

Capire i valori della glicemia è fondamentale per mantenere un buon stato di salute, soprattutto per chi convive con il diabete. La glicemia, o livello di zucchero nel sangue, è un indicatore essenziale che ci aiuta a capire come il nostro corpo gestisce il glucosio. Questo articolo esplorerà in dettaglio cos’è la glicemia, come misurare i valori glicemia e cosa fare quando questi sono troppo alti o troppo bassi. Ti guideremo attraverso informazioni utili, consigli pratici e risponderemo alle domande più frequenti.

Cos’è la glicemia e perché è importante

Definizione di glicemia

La glicemia è la quantità di glucosio presente nel sangue. Il glucosio è una delle principali fonti di energia per le cellule del nostro corpo e proviene principalmente dai carboidrati che consumiamo. Quando mangiamo, il nostro corpo scompone i carboidrati in glucosio, che viene poi assorbito nel sangue. È importante mantenere i livelli di glicemia entro un intervallo normale per garantire che il corpo funzioni correttamente.

Il ruolo dell’insulina

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che aiuta le cellule del corpo a utilizzare il glucosio nel sangue come fonte di energia. Dopo aver mangiato, i livelli di glucosio nel sangue aumentano e il pancreas rilascia insulina per aiutare le cellule a prendere il glucosio e abbassare i livelli di zucchero nel sangue. Se il corpo non produce abbastanza insulina o se le cellule diventano resistenti all’insulina, i livelli di glicemia possono rimanere elevati, portando a condizioni come il diabete.

Importanza del controllo della glicemia

Controllare regolarmente i valori della glicemia è essenziale per prevenire complicazioni a lungo termine. Alti livelli di zucchero nel sangue, se non controllati, possono danneggiare vari organi e sistemi del corpo, inclusi i nervi, i reni, gli occhi e il cuore. Monitorare i livelli di glicemia aiuta a mantenere sotto controllo queste condizioni e a vivere una vita più sana e attiva.

Valori glicemia: misurazione e interpretazione

Misurare i valori della glicemia è semplice. Addirittura, può essere fatto a casa con uno strumento chiamato “glucometro“.

Come misurare la glicemia

Si tratta infatti di uno degli esami del sangue più comuni. Ecco i principali metodi di misurazione:

  • Misurazione a digiuno: Eseguita al mattino, dopo un digiuno di almeno 8 ore, questo test fornisce una base per capire come il corpo gestisce il glucosio senza l’influenza del cibo: quello della glicemia a digiuno è l’esame più affidabile e comune.
  • Misurazione post-prandiale: Misurata due ore dopo un pasto, questo test mostra come il corpo gestisce il glucosio quando viene introdotto con il cibo.
  • Test dell’HbA1c: Questo test misura la glicemia media negli ultimi 2-3 mesi, fornendo una panoramica a lungo termine del controllo del glucosio nel sangue.

Cos’è e come usare il glucometro

Un glucometro è un dispositivo portatile utilizzato per misurare i livelli di glucosio nel sangue. È uno strumento essenziale per le persone con diabete, poiché permette di monitorare la glicemia in modo semplice e rapido. Il funzionamento è piuttosto semplice: si inserisce una striscia reattiva nel glucometro, si preleva una piccola goccia di sangue dal dito utilizzando una lancetta e si applica la goccia di sangue sulla striscia reattiva. Il glucometro analizza il sangue e fornisce una lettura del livello di glucosio in pochi secondi. Questo monitoraggio regolare aiuta le persone a gestire meglio il diabete, consentendo loro di apportare eventuali modifiche alla dieta, all’attività fisica o al dosaggio dei farmaci.

Valori normali della glicemia a digiuno

Conoscere i valori normali della glicemia è fondamentale per interpretare correttamente i risultati. Generalmente, i valori normali della glicemia sono:

  • A digiuno: Tra 70 e 100 mg/dL
  • Post-prandiale: Inferiore a 140 mg/dL
  • HbA1c: Inferiore al 5.7%

Questi valori possono variare leggermente a seconda delle linee guida utilizzate, ma rappresentano un buon riferimento per capire se i livelli di glicemia sono sotto controllo. Come hai visto, i valori di glicemia a digiuno differiscono notevolmente da quelli presi in altri momenti della giornata.

Per capire se hai il diabete mellito, ci sono alcuni segnali chiave da tenere d’occhio. Se la tua glicemia a digiuno è di 126 mg/dl o più in due diverse occasioni, o se il livello raggiunge o supera i 200 mg/dl in qualsiasi momento della giornata (soprattutto se hai sintomi), è un campanello d’allarme. Anche se, dopo un test da carico orale di glucosio, i tuoi valori sono sopra i 200 mg/dl dopo due ore, è il caso di consultare un medico.

Interpretazione dei risultati

È importante discutere i risultati dei test della glicemia con un medico. Valori elevati di glicemia possono indicare una predisposizione o la presenza di diabete, mentre valori bassi di glicemia possono suggerire ipoglicemia. Solo un medico può fornire una diagnosi accurata e consigliare i passi successivi per mantenere i livelli di glicemia entro limiti sicuri, quindi evita il fai da te! La glicemia è infatti uno degli indicatori chiave quando si tratta di effettuare l’esame del diabete.

Implicazioni dei valori glicemici alterati

Glicemia Alta (Iperglicemia)

L’iperglicemia, o glicemia alta, si verifica quando i livelli di zucchero nel sangue sono superiori ai valori normali. La glicemia alta può essere causata da vari fattori come una dieta ricca di zuccheri, stress, malattie o una gestione inadeguata del diabete. I sintomi più comuni della glicemia alta (iperglicemia) includono:

  • Sete eccessiva
  • Minzione frequente
  • Affaticamento
  • Visione offuscata

L’iperglicemia cronica può portare a gravi complicazioni, come danni ai nervi (neuropatia), danni ai reni (nefropatia), problemi alla vista (retinopatia) e malattie cardiovascolari.

Glicemia Bassa (Ipoglicemia)

L’ipoglicemia, o glicemia bassa, si verifica quando i livelli di zucchero nel sangue scendono sotto i valori normali. Questo può accadere per vari motivi, tra cui:

  • Eccessiva somministrazione di insulina
  • Attività fisica intensa senza adeguata alimentazione
  • Saltare pasti

I sintomi dell’ipoglicemia includono tremori, sudorazione, confusione, irritabilità e, nei casi più gravi, svenimenti. L’ipoglicemia severa richiede un intervento immediato per prevenire conseguenze gravi come convulsioni o perdita di coscienza.

Gestione dei valori glicemici alterati

Un valore di glicemia fuori dai normali parametri può allarmare. Per questo è importante sottoporsi regolarmente a controlli ed esami. Conoscere e monitorare i propri livelli di glicemia può aiutare a prevenire complicazioni e a vivere una vita più sana e attiva. Adottare uno stile di vita sano, monitorare regolarmente la glicemia e seguire le indicazioni mediche sono passi essenziali per mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.

Linee Guida Specifiche per Anziani

Le linee guida definiscono anziane le persone over 65 anni, ma nella maggior parte dei casi fortunatamente le differenze in termini di salute tra gli ‘under’ e gli ‘over’ 65 sono ormai limitate, pertanto, come spiega Maria Antonietta Pellegrini che dirige il gruppo di studio AMD Diabete nell’Anziano, si è deciso di spostare l’asticella che delimita la popolazione ‘anziana’ a 75 anni. Anche così delimitata, rimane una popolazione molto eterogenea. Va quindi distinta la situazione dell’anziano relativamente autonomo, quella dell’anziano ‘fragile’ e quella dell’anziano fragile ricoverato in una casa di riposo.

Target personalizzati

Lo slogan ‘il paziente al centro della terapia’ assume nel caso dell’anziano una valenza differente. Il diabetologo, nel definire la terapia ottimale, deve aver presente sia la situazione strettamente diabetologica del paziente, sia le sue esigenze di salute complessive, le sue capacità cognitive, il supporto di cui gode e la sua attesa di vita. Prendiamo gli obiettivi ad esempio. Se una persona di 75 anni o più non ha complicanze, è in buone condizioni di salute ed è autonomo o ben supportato, noi gli proponiamo di mantenere gli obiettivi standard: una emoglobina glicata pari al 7% (53 mmmol/mol), una pressione arteriosa di 140/80. Ma se la persona ha altre patologie, condizioni critiche o se ha un forte rischio cardiovascolare, allora possiamo accontentarci di 8 o 8,5% di glicata (64 e 69 mmol/mol) che corrispondono a una glicemia media di quasi 200 mg/dl. Stando attenti però a non superare i 300 mg/dl.

Teniamo presente la qualità della vita

Nell’anziano politrattato, che deve prendere numerose medicine per seguire diverse patologie più o meno correlate al diabete, una terapia ‘da manuale’ per il solo diabete di tipo 2 può comprendere anche 30 pillole alla settimana che si aggiungono magari a 50 o 60 assunzioni settimanali. Con le difficoltà, le ansie e anche i pericoli di errato dosaggio che questo comporta, vale la pena di disegnare terapie ‘perfette e EBM’ per avere una riduzione delle complicanze fra 10 o 15 anni?

Nuove opzioni ed algoritmi

L’innovazione farmaceutica viene in aiuto. Se ieri il diabetologo prescriveva sulfaniluree (pericolose nell’anziano soprattutto se con problemi renali perché possono provocare ipoglicemie difficili da diagnosticare e ancora di più da trattare) e metformina (che nell’anziano con danni renali può avere delle controindicazioni), oggi abbiamo gli inibitori della DPP-IV che sembrano disegnati apposta per rispettare le esigenze dell’anziano e sono anche stati i primi a essere studiati su una popolazione over 80. Non sono escreti per via renale e quindi possono essere prescritti anche dove i reni ‘scricchiolano’ e non provocano una perdita di peso che nel grande anziano è generalmente sconsigliabile (l’anziano leggermente sovrappeso con BMI di 29-30 ha una sopravvivenza maggiore). Il Gruppo di Studio Diabete nell’Anziano ha elaborato e messo on line un algoritmo terapeutico per l’anziano fragile.

Sapere di più sulla persona

Una buona prescrizione però richiede informazioni specifiche: prima di prescrivere dobbiamo assolutamente sapere come funzionano i reni (filtrato renale) e cercare di capire lo stato cognitivo della persona. Dobbiamo capire ad esempio se una terapia che comporta il rischio di ipoglicemie è compatibile con i livelli di assistenza di cui l’anziano gode.

Case (non) di cura

Rimane poi il problema dei tanti anziani residenti in case di cura, dove l’accesso allo specialista è rarissimo, le terapie approssimate e il personale di rado ha la formazione necessaria anche solo a misurare la glicemia, a dosare e iniettare l’insulina. C’è molto da fare fuori dalla Diabetologia, ma c’è molto da fare al nostro interno.

Chi dovrebbe sottoporsi all’esame della glicemia

Non tutti hanno bisogno di controllare regolarmente la glicemia, ma ci sono gruppi di persone per cui questo esame è particolarmente importante:

  • Persone con sintomi di diabete: Chiunque manifesti sintomi come sete eccessiva, minzione frequente, perdita di peso inspiegabile o affaticamento dovrebbe controllare la glicemia. Senza parlare dei pazienti diabetici, per i quali il controllo è fondamentale.
  • Individui con una storia familiare di diabete: Se in famiglia ci sono casi di diabete, il rischio di sviluppare la malattia è maggiore.
  • Donne incinte: La glicemia deve essere monitorata durante la gravidanza per prevenire il diabete gestazionale.
  • Persone in sovrappeso o obese: Il sovrappeso è un fattore di rischio per il diabete di tipo 2.
  • Chi ha uno stile di vita sedentario: La mancanza di attività fisica può aumentare il rischio di diabete.
  • Anziani: Con l’avanzare dell’età, aumenta il rischio di sviluppare diabete.

FAQ sui valori glicemia

Ecco alcune domande frequenti sui valori della glicemia:

  • Quali sono i sintomi di un livello di glicemia alto? I sintomi includono sete eccessiva, minzione frequente, affaticamento e visione offuscata. È importante monitorare i livelli di glicemia e consultare un medico se si manifestano questi sintomi.
  • Come posso abbassare i miei livelli di glicemia rapidamente? Per abbassare rapidamente i livelli di glicemia, è utile bere molta acqua, fare esercizio fisico e consumare alimenti a basso indice glicemico. Consultare sempre un medico per un piano personalizzato.
  • Quali sono i valori normali della glicemia a digiuno? I valori normali a digiuno sono generalmente tra 70 e 100 mg/dL. Se i valori sono fuori da questo intervallo, è consigliabile fare ulteriori verifiche con un medico.
  • Cosa può causare un improvviso aumento della glicemia? Un improvviso aumento della glicemia può essere causato da una dieta ricca di zuccheri, stress, malattie o una gestione inadeguata del diabete. È importante identificare la causa e agire di conseguenza.
  • Come posso prevenire l’ipoglicemia? Per prevenire l’ipoglicemia, è importante mangiare regolarmente, monitorare i livelli di zucchero nel sangue e seguire le indicazioni mediche per l’uso dell’insulina o altri farmaci.

Diabete nell'anziano: Approccio terapeutico

Il diabete mellito di tipo 2 è una patologia che riguarda oltre il 25% degli individui con più di 65 anni. Particolare attenzione va posta al rischio di ipoglicemia, spesso causata da una non corretta gestione della terapia da parte del paziente o del caregiver. I targets glicemici ed i regimi terapeutici vanno dunque adattati al fine di minimizzare gli eventi ipoglicemici.

Alcuni trials come l’ACCORD ed il VADT hanno dimostrato come adottare un trattamento intensivo, con target dell’A1C<6%, causi un rischio notevolmente elevato di eventi ipoglicemici anche gravi. Pertanto, in soggetti anziani risulta vantaggioso adottare un target di A1C<7-7.5% in caso di comorbidità lievi. Se presenti comorbidità importanti o decadimento cognitivo e problematiche nel caregiving, tale soglia si può alzare fino ad A1C<8.5%.

Devono pertanto essere privilegiati farmaci che abbiano un basso rischio di sviluppare ipoglicemia nonché bassi effetti collaterali di tipo cardio-metabolico. Secondo le linee guida ESC 2019 la metformina è il farmaco di prima scelta in pazienti che inizino un trattamento farmacologico per diabete e non abbiano malattia aterosclerotica o alto rischio cardiovascolare, con le dovute precauzioni legate al rischio di acidosi lattica in corso di malattia acuta o procedure invasive e la controindicazione in caso di GFR <30 ml/min.

In caso di alto rischio cardiovascolare e/o malattia cardiovascolare aterosclerotica vanno considerati in prima battuta gli SGLT2 inibitori o i GLP1-RA, aggiungendo la metformina in caso di mancato raggiungimento dei target glicemici. Gli antagonisti recettoriali del GLP1 hanno dimostrato benefici cardio-vascolari ma sono associati ad effetti collaterali gastrointestinali ed essendo agenti iniettabili richiedono un adeguato livello cognitivo o comunque la presenza di un caregiver. Anche gli SGLT2 inibitori hanno mostrato benefici cardio-vascolari e renali ed hanno il vantaggio della somministrazione orale, ma bisogna verificarne la prescrivibilità sulla base del GFR.

Inoltre, le possibili infezioni delle vie urinarie e dell’apparato genitale correlate all’uso di questi farmaci ne limitano la tolleranza, così come il rischio di deplezione volemica che potrebbe essere più accentuato nei soggetti anziani. Tra le altre classi farmacologiche utilizzabili in caso di mancato raggiungimento del target glicemico ricordiamo come i tiazolidinedioni andrebbero usati con molta cautela nel paziente anziano per il rischio di esacerbare lo scompenso cardiaco, l’osteoporosi e l’edema maculare.

Gli inibitori del DPP-4 sono generalmente ben tollerati, non hanno effetto sul peso corporeo ed hanno un basso rischio di indurre ipoglicemia, tuttavia l’uso di saxagliptin non è raccomandato in pazienti ad elevato rischio di scompenso cardiaco. Hanno inoltre il vantaggio di non essere particolarmente influenzati dalla funzione renale (soprattutto il linagliptin). Le sulfaniluree e gli altri secretagoghi andrebbero preferenzialmente evitati per il rischio di ipoglicemia iatrogena: se proprio necessario, possono essere usate solo quelle a breve emivita, come la glimepiride.

Il trattamento degli altri fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipertensione e dislipidemia, deve essere individualizzato anche considerando l’aspettativa di vita e lo stato di salute globale del soggetto. Nelle linee guida ESC 2019 si raccomanda ad esempio di mantenere la pressione arteriosa sistolica tra i 130 ed i 139 mmHg nei soggetti over 65, mentre nei più giovani si può utilizzare un target più stringente (<130 mmHg).

Un altro aspetto fondamentale nel paziente anziano con diabete è la corretta gestione dello stile di vita. Si raccomanda fortemente una nutrizione ottimale ed un adeguato apporto proteico, associati a regolare esercizio fisico aerobico, da individualizzare sulla base delle comorbidità.

Valori Ottimali per Anziani in Buona Salute

Le persone diabetiche in età più avanzata in buona salute, con un’aspettativa di vita sufficiente per raccogliere i benefici di una gestione intensiva del diabete a lungo termine (circa 10 anni), attivi, cognitivamente integri, e che sono in grado di praticare l’autogestione, dovrebbero essere incoraggiati a farlo, finalizzando il trattamento agli stessi obiettivi dei diabetici più giovani. Se non sono presenti complicanze cardiovascolari possono essere perseguiti valori di HbA1c <7.0% (standard Italiani), e livelli di glicemia a digiuno <100 mg/dl e post-prandiali <140 mg/dl (IDF 2007) , come per i soggetti più giovani.

Bisogna tener presente che l’iperglicemia postprandiale è correlata oltre che a un aumento del rischio di retinopatia e del rischio cardiovascolare, anche a un aumento del rischio di cancro e in particolare negli anziani con diabete mellito tipo2 con riduzione delle funzioni cognitive.

Nel paziente anziano, secondo la maggior parte degli studi, l’obiettivo pressorio viene definito da valori <140/90 mmHg. Un obiettivo più stringente <130/80 viene suggerito allo scopo di rallentare la progressione delle complicanze microangiopatiche e inoltre un controllo ottimale del regime pressorio può essere di aiuto a mantenere le funzioni cognitive e migliorare la memoria.

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