L'ecografia del III trimestre, insieme all’ecografia del I trimestre e all’ecografia morfologica, fa parte delle ecografie di routine in gravidanza. Durante l’esame, la futura mamma viene sdraiata su un lettino e viene applicato un apposito gel sulla pancia. Il medico utilizza poi una sonda ecografica per visualizzare il feto e valutare la sua crescita. L’esame dura circa 30 minuti.
In tal modo sarà possibile riconoscere un accrescimento fetale inferiore o superiore a quello atteso. Si misurano alcuni parametri (diametro biparietale, circonferenza cranica e addominale, lunghezza del femore) che vengono confrontati con i valori rilevati nelle precedenti ecografie e con i parametri di riferimento della settimana di gestazione (valutazione del percentile). Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre trent’anni e non sono stati riportati effetti dannosi anche a lungo termine, sul feto.
Sviluppo Fetale e Misurazioni Ecografiche
Lo sviluppo del feto consiste proprio nell’insieme di fenomeni che permettono l’accrescimento e l’organizzazione delle strutture che formeranno il corpo del neonato. Una delle domande più comuni delle future mamme durante le prime visite ginecologiche riguarda quanto dovrebbe crescere il feto ogni settimana. La risposta è: dipende. La crescita del feto, infatti, non è uniforme e varia in base all’età gestazionale.
Anche le proporzioni, in particolare quella tra la testa e il corpo del nascituro, si modificano nelle varie fasi di gravidanza. Come accennato in precedenza, si inizia a parlare di feto dalla nona settimana di gestazione. Conoscere le dimensioni del feto permette di datare in maniera abbastanza precisa la gravidanza. È necessario avere a disposizione un metro di paragone per definire se la crescita sta seguendo la norma oppure se compaiono dei campanelli di allarme.
A tale scopo sono state studiate e messe a punto le tabelle di crescita fetale, che permettono di valutare se la lunghezza del feto, il suo peso e in generale le sue misure sono adeguate alla settimana di gestazione oppure se è necessario procedere con ulteriori approfondimenti. Durante il primo e all’inizio del secondo trimestre, la dimensione principale da tenere sotto controllo è il valore che si ottiene misurando dalla testa fino all’osso sacro (o lunghezza vertice-sacro, Crown-Rump Lenght, CRL).
Parametri Biometrici nel Terzo Trimestre
Diametro biparietale (BPD), lunghezza del femore (LF), circonferenza cranica (CC) e addominale (CA) sono analizzate anche nel corso dell’ecografia del terzo trimestre o biometrica, eseguita in genere tra la trentesima e trentaquattresima settimana.
Nel terzo trimestre di gravidanza (tra la 28a e la 32a settimana) si esegue la cosiddetta ecografia ostetrica o biometrica, che indaga nuovamente la crescita e l'anatomia fetale, permettendo di rilevare eventuali malformazioni sfuggite alla precedente ecografia morfologica. Questa indagine ecografica non viene mai utilizzata per datare la gravidanza, parametro che dev'essere già stato chiaramente stabilito nelle precedenti indagini ecografiche.
L'ecografia biometrica, piuttosto, valuta l'adeguatezza della crescita fetale in base a valori standard, riferiti all'età gestazionale stimata nei precedenti controlli; tra i parametri rilevati, ricordiamo il già citato BPD (diametro biparietale), la lunghezza del femore (LF), la circonferenza cranica (CC) e quella addominale (CA).
Le misure fetali ottenute mediante gli esami ecografici sono soggette a un’analisi basata sui cosiddetti “percentili”.
Tabelle di Crescita Fetale
Sono disponibili delle tabelle di riferimento che permettono di valutare la crescita del bambino settimana per settimana. È importante sottolineare che le misure elencate nelle tabelle sono delle indicazioni di massima che vanno prese come tali e non lette come parametri vincolanti.
Anomalie e Ritardi nella Crescita Fetale
Una delle principali sfide globali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità consiste nella riduzione della mortalità e della morbilità perinatale. La prevenzione di questi fattori passa anche dalla diagnosi precoce delle problematiche che possono insorgere durante la gravidanza o i primi mesi di vita. Una volta identificata una situazione di ritardo nello sviluppo è fondamentale monitorare con attenzione la crescita nelle settimane successive e studiare l’anatomia, la circolazione a livello dei vasi ombelicali e dell’arteria cerebrale fetale, il contenuto del liquido amniotico.
Tuttavia non tutti i casi al di sotto del decimo percentile sono da considerarsi patologici. Alcuni feti, infatti, sono costituzionalmente più piccoli, e dunque non è necessario ricorrere a un intervento medico (il ginecologo sarà in grado di fare questa distinzione). Qualora si confermi un ritardo dello sviluppo fetale, si devono escludere le cause patologiche più frequenti.
Inoltre, bisogna identificare eventuali problematiche fetali legate all’anatomia anomala (malformazioni fetali) o cause genetiche (alterazioni cromosomiche). Altre cause di crescita fetale lenta possono essere le infezioni o la sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
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