Il papillomavirus, o HPV, è un virus molto diffuso tra la popolazione generale, che si trasmette principalmente per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. La maggior parte delle persone è portatrice del virus senza saperlo. L'HPV (Human Papilloma Virus) è una famiglia formata da più di cento tipi diversi di virus.
Dei circa 100 diversi ceppi di HPV di cui siamo a conoscenza, 12 sono strettamente associati all’insorgenza del carcinoma della cervice uterina e per questo sono detti ceppi ad alto rischio oncogeno. Il test HPV (detto anche DNA HPV test) è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare la presenza di tali ceppi ad alto rischio oncogeno in un campione di mucosa della cervice.
Cos'è l'HPV e come si trasmette?
L’HPV, o Papilloma virus, rappresenta una famiglia di virus estremamente diffusa con oltre 200 varianti conosciute: di queste, circa 40 sono in grado di infettare l’area genitale sia negli uomini che nelle donne, trasmettendosi soprattutto attraverso i rapporti sessuali.
I virus si dividono in 2 categorie: HPV a basso rischio e HPV ad alto rischio oncogeno. Gli HPV a basso rischio sono responsabili di lesioni benigne, tra cui le verruche genitali (note anche come condilomi) e i papillomi orali; sebbene siano spesso fastidiose e fonte di disagio, queste lesioni non evolvono in forme maligne. Gli HPV ad alto rischio possono invece causare, anche a distanza di anni, lesioni precancerose e aumentare il rischio di sviluppare tumori (in primis il carcinoma del collo dell’utero ma anche di vulva, vagina, pene, ano e orofaringe); in particolare, i ceppi HPV 16 e 18 sono implicati in circa il 70% dei tumori della cervice uterina.
Trasmissione del Papillomavirus
Il Papilloma virus è uno dei più facilmente trasmissibili: il solo contatto tra pelle e mucose infette permette il passaggio da una persona all’altra.
La trasmissione del Papillomavirus umano avviene principalmente tramite:
- Rapporti sessuali di qualsiasi tipo - vaginali, anali e orali;
- Contatto diretto con le zone genitali o anali infette, anche senza penetrazione;
- Condivisione di sex toys non adeguatamente puliti, che possono veicolare il virus.
Cosa NON causa la trasmissione dell’HPV?
L’HPV non è trasmissibile attraverso il sangue o la saliva, né tantomeno tramite l’utilizzo comune di oggetti o ambienti come servizi igienici, docce o piscine.
Una delle caratteristiche più insidiose del virus HPV è la capacità di essere trasmesso anche da chi non presenta alcun sintomo o lesione. Chiunque sia portatore del virus, anche senza saperlo, può contagiare il partner: ecco perché la prevenzione è fondamentale.
Il profilattico permette di ridurre il rischio di contagio per tutte le infezioni sessualmente trasmesse, compreso l’HPV. Il virus può però infettare le aree non protette e trasmettersi con il contatto: quindi il preservativo abbassa le probabilità di contagio, ma non del tutto.
È importante informare il partner della condizione: mantenere comportamenti sessuali protetti, evitare rapporti in presenza di lesioni evidenti e, in caso di diagnosi recente, seguire le indicazioni del medico per assicurare la dovuta tutela reciproca.
Sintomi dell’HPV e differenze tra donne e uomini
La principale insidia dell’HPV è la capacità di restare completamente silente per mesi o anni: gran parte delle persone infette non manifesta alcun sintomo, motivo per cui il virus può passare inosservato e diffondersi facilmente (da qui l’importanza dello screening).
L’HPV non colpisce solo le donne: sebbene l’attenzione sia spesso focalizzata sul tumore al collo dell’utero, il Papillomavirus può colpire anche gli uomini causando condilomi genitali, lesioni precancerose e, nei casi più gravi, tumori di ano, pene e orofaringe.
Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riesce a eliminare il virus HPV spontaneamente nel giro di 1 o 2 anni: solo una minoranza delle infezioni persiste, aumentando il rischio di sviluppare lesioni precancerose o tumori nel lungo periodo.
Quando presenti, i sintomi dell’HPV possono variare a seconda del sesso e del tipo di infezione. Ecco i segnali più frequenti del Papilloma virus a cui prestare attenzione:
- Condilomi: piccole escrescenze molli, rosa o grigiastre localizzate sulla zona anale e genitale o, più raramente, nella bocca (in questo caso si parla di papillomi);
- Alterazioni del Pap Test con lesioni di basso grado (L-SIL) o alto grado (H-SIL);
- Dispareunia (dolore durante i rapporti) o perdite di sangue, soprattutto nelle donne.
Sintomi e segnali
| Donne | Uomini | |
|---|---|---|
| Condilomi e/o papillomi orali | Sì (vulva, vagina, cervice, regione anale) | Sì (pene, scroto, regione anale, perineo) |
| Alterazioni del Pap Test | Sì (lesioni precancerose rilevate con Pap Test) | No (Pap Test non applicabile) |
| Dolore nei rapporti sessuali e/o perdite ematiche | Possibili | Raramente |
| Tumori associati all’HPV | Collo dell’utero, vulva, vagina, ano, orofaringe | Pene, ano, orofaringe |
Diagnosi per Papilloma virus: quali test fare per HPV
La diagnosi dell’HPV è diversa tra donne e uomini, ma in entrambi i casi la prevenzione e lo screening hanno un ruolo determinante.
Per le donne il percorso diagnostico si basa su:
- Pap Test o Thin Prep: consigliati a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni, sono test semplici e indolori che permettono di rilevare alterazioni cellulari del collo dell’utero; molte infezioni asintomatiche da HPV vengono scoperte proprio con questi esami.
- HPV Test (DNA): raccomandato dai 30 anni in su o se il Pap Test ha dato un risultato anomalo; questo test non solo rileva la presenza del virus ma identifica anche il ceppo di HPV coinvolto, permettendo di distinguere quelli ad alto rischio oncogeno.
- Colposcopia: se il Pap Test o l’HPV Test risultano alterati, si procede con un esame specialistico che permette di osservare direttamente la superficie del collo dell’utero e di rilevare eventuali lesioni (attraverso una soluzione di acido acetico).
- Biopsia cervicale: in presenza di aree sospette osservate durante la colposcopia, si effettua una biopsia per ottenere la conferma istologica della diagnosi.
Per gli uomini non esistono attualmente test di screening per l’HPV raccomandati. La diagnosi avviene principalmente tramite ispezione clinica (dove si valuta la presenza di eventuali condilomi) e, in caso di lesioni sospette, viene effettuata una biopsia.
Soprattutto nelle donne, quindi, lo screening regolare è determinante per identificare precocemente le lesioni e prevenire lo sviluppo di tumori: Pap Test, Thin Prep e HPV Test sono in grado di salvare vite, permettendo di intervenire prima che la situazione peggiori.
Come si esegue l'HPV DNA test?
La modalità è così identica a quella di un pap test, ma con uno scopo diverso. Non si tratta di un test doloroso, per quanto alcune donne potrebbero sentire del fastidio durante il prelievo o in seguito.
Le modalità di esecuzione dell’esame sono analoghe a quelle del Pap test: nel corso di una normale visita ginecologica, si applica lo speculum, uno strumento che, dilatando il canale vaginale, permette la visualizzazione e l’accesso al collo dell’utero. A questo punto si inserisce delicatamente una speciale spatola o un bastoncino cotonato che serve a raccogliere piccole quantità di cellule sia dal collo dell’utero sia dal canale cervicale, da esaminare poi in laboratorio.
Il test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero (o cervice uterina) che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza del DNA del virus.
Preparazione all’HPV DNA test
La preparazione all’HPV test è molto simile a quella del PAP test.
Le uniche raccomandazioni sono di non eseguire l’esame durante il flusso mestruale e nei due giorni precedenti; astenersi dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti; evitare l'uso di deodoranti intimi, prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.
Non occorre nessuna preparazione specifica per effettuare il test HPV.
Cosa è bene NON fare prima dei test per HPV?
- Rapporti sessuali, lavande vaginali, ovuli almeno 24-48 ore prima dell’esame;
- Effettuare il test durante il ciclo mestruale (o nei giorni immediatamente precedenti);
- Omettere al personale sanitario eventuali sintomi o trattamenti in corso.
Non è necessario farsi accompagnare. L'esame non richiede nessun tipo di assistenza né altera le capacità di guidare veicoli.
L'esecuzione del test HPV è molto rapida. Dura pochi minuti, 5 al massimo.
L'esecuzione del test HPV non è dolorosa, anche se alcune donne possono trovare fastidiose le modalità del prelievo. Dopo l’esame non si dovrebbe avvertire alcun disturbo. In alcuni casi, nei giorni successivi al test si possono verificare piccole perdite di sangue.
Quando fare l'HPV test?
L’HPV test viene raccomandato alle donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni, e deve essere ripetuto ogni 5 anni. Il test HPV è più sensibile e specifico del Pap test ed è in grado di identificare con maggiore anticipo le donne ad alto rischio di sviluppare una lesione cancerosa rispetto a quanto avviene con il Pap test. È quindi possibile fare il test meno frequentemente, cioè allungare i tempi tra un test HPV e il successivo.
Il test HPV viene raccomandato alle donne di età superiore ai 30 anni poiché prima di questa età le infezioni da HPV, pur essendo molto frequenti, regrediscono spontaneamente in un’alta percentuale di casi e non evolvono quasi mai in tumore.
Dopo un test Hpv negativo, è inutile eseguire un successivo test prima di 5 anni, infatti eventuali nuove infezioni possono sparire da sole (80%) e comunque sono necessari tempi lunghi perché si possano sviluppare lesioni a rischio, che spesso possono ancora regredire spontaneamente.
Cosa succede se l’HPV test è positivo?
Se l’analisi laboratoriale mette in luce delle alterazioni delle cellule, si prosegue con la colposcopia. Nella maggior parte dei casi le infezioni da HPV sono transitorie: il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno.
Tuttavia, un esito positivo non significa necessariamente né che sia già presente un tumore, né che la donna lo svilupperà. Il test HPV permette di identificare con grande anticipo le donne a rischio di sviluppare questa malattia e, nella maggior parte dei casi, le donne risultate positive dovranno sottoporsi ai controlli più frequentemente.
Ricevere un risultato positivo al test per l’HPV può far preoccupare, ma è bene sapere che nella maggior parte dei casi non c’è motivo di allarmarsi. La presenza del virus di per sé non equivale ad una diagnosi infausta, al contrario - si tratta di un’informazione preziosa.
Cosa fare in caso di test positivo all’HPV:
- Seguire le indicazioni del medico: dopo un test positivo il ginecologo valuterà la situazione nel suo complesso (ceppo di HPV, presenza e gravità delle lesioni cellulari, storia e anamnesi clinica) e programmerà gli esami o i trattamenti più adatti.
- Non saltare i controlli: in molti casi si consiglia semplicemente un follow-up dopo alcuni mesi, per verificare se l’infezione è stata eliminata dal sistema immunitario. Non tutti i tipi di HPV sono pericolosi: solo alcuni ceppi, tra cui HPV 16, 18, 31 e 33, sono considerati ad alto rischio oncogeno (e anche in questi casi l’organismo è spesso in grado di eliminare spontaneamente il virus).
È bene però prestare attenzione quando:
- L’infezione da HPV risulta persistente da oltre 24 mesi;
- Sono presenti lesioni cellulari confermate dai test o dalla colposcopia;
- Fattori come fumo di sigaretta, stress cronico e immunosoppressione rendono più difficile l’eliminazione del virus e favoriscono la progressione delle lesioni.
Prevenzione
Tra le misure di prevenzione al Papilloma Virus c’è il vaccino che protegge i soggetti dai 9 ceppi di HPV più frequenti e aggressivi. La vaccinazione andrebbe fatta prima di iniziare l’attività sessuale.
Il vaccino rappresenta la prima via di prevenzione: protegge da vari ceppi di HPV ad alto rischio, riducendo drasticamente la probabilità di sviluppare lesioni o tumori.
Il vaccino per l’HPV rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la prevenzione dei tumori legati a questo virus. La vaccinazione è consigliata sia per le donne che per gli uomini perché protegge da numerosi ceppi a rischio, responsabili non solo del tumore del collo dell’utero, ma anche di lesioni pre-tumorali e condilomi genitali in entrambi i sessi.
Anche chi ha già contratto l’HPV in passato può beneficiare della vaccinazione: il Papilloma virus comprende oltre 200 varianti e il nostro organismo non sviluppa una difesa permanente dopo la guarigione da uno solo di essi. È infatti possibile infettarsi nuovamente, ed è per questo che il vaccino offre un’importante protezione aggiuntiva.
In Italia il vaccino è offerto gratuitamente a ragazze e ragazzi da 11 a 14 anni (quando la risposta immunitaria è massima): in molte regioni la gratuità si estende fino ai 25-26 anni, e può essere raccomandato anche agli adulti a rischio o a chi non si è mai vaccinato.
Domande frequenti sul vaccino per l’HPV
- Quali ceppi di Papillomavirus copre il vaccino?
I vaccini attualmente disponibili proteggono dai ceppi HPV 16, 18, 6, 11 e da altri tipi ad alto rischio oncogeno: ciò implica una copertura contro circa il 90% dei tumori cervicali e contro la maggior parte delle lesioni pre-tumorali e dei condilomi genitali. - Perché è importante vaccinarsi contro l’HPV?
Riduce drasticamente il rischio di tumori del collo dell’utero ma anche di vulva, vagina, ano, pene e gola, prevenendo la comparsa di lesioni pre-tumorali che potrebbero evolvere negli anni, diminuendo di conseguenza la diffusione del Papillomavirus nella popolazione. - Il vaccino è sicuro? Ci sono effetti collaterali?
Il vaccino HPV è sicuro e ben tollerato. Gli effetti collaterali più frequenti sono lievi: dolore, rossore o gonfiore nel punto di iniezione, e in rari casi febbre o malessere passeggero. Le controindicazioni sono minime (allergia nota ai componenti del vaccino e gravidanza).
Il vaccino per il Papilloma virus non sostituisce lo screening, ma lo completa: anche chi è vaccinato dovrebbe continuare ad aderire ai programmi di Pap Test e Thin Prep.
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