Papilloma Virus Umano (HPV) negli Uomini: Esami, Sintomi e Prevenzione

Per anni, erroneamente, si è creduto che l’HPV (Human Papilloma Virus) fosse in grado di far ammalare soltanto le donne. Seppur con incidenza minore rispetto alle donne, l'HPV può colpire anche gli uomini provocando lesioni benigne, dette condilomi e, più raramente, tumori a pene, ano, cavo orale e infertilità.

Prevalenza e Contagio

In termini di prevalenza, secondo le ultime stime dell'Istituto Superiore di Sanità, circa 8 italiane su 10 entrano a contatto con il virus nel corso dell'età fertile. Quanto agli uomini, un analogo dato nazionale non c'è ma alcuni studi hanno stimato una prevalenza del 70 per cento tra gli individui di sesso maschile. L’infezione da HPV (“human papilloma virus”) rappresenta la più frequente malattia a trasmissione sessuale. È un virus talmente comune che circa tre quarti delle persone sessualmente attive vengono contagiate almeno una volta nella vita.

Attualmente in Europa la prevalenza di persone contagiate risulta pari al 14% (14 persone su 100 sono HPV+) e si registrano ogni anno 16 milioni di nuovi casi. La forma tumorale HPV-indotta più frequente è rappresentata dal cervicocarcinoma (o tumore del collo dell’utero). In Italia - ogni anno - si registrano circa 3000 nuovi casi di questo tumore: in tutti la causa è rappresentata dall’infezione da HPV. Fortunatamente solo l’1% delle donne positive per HPV ad alto rischio oncogeno svilupperà nel tempo un tumore delle cervice uterina.

Come avviene il contagio?

Tipicamente la trasmissione avviene durante i rapporti sessuali completi di natura genitale-genitale e ano-genitale. Risulta inoltre possibile attraverso rapporti oro-genitali, oro-anali, manuali-genitali e anche per semplice contatto delle aree genitali esterne (senza penetrazione). Recenti studi hanno dimostrato una certa resistenza del virus al di fuori delle aree genitali e anche dopo trattamento con disinfettanti. Questo rende teoricamente possibile un contagio “non-sessuale” attraverso il solo contatto manuale o tramite l’utilizzo di oggetti contaminati (come ad esempio biancheria intima ecc.).

Sintomi e Diagnosi

Uno dei più grandi problemi legati all’HPV è il fatto che l'infezione sia silente e non dia sintomi come ad esempio bruciore urinario che potrebbero indurre a fare un controllo. Gli uomini sono ulteriormente penalizzati in quanto per i maschi non esistono test di screening dell'infezione da HPV come per le donne, che possono invece ricorrere a Pap test o HPV-test. In realtà, moltissimi uomini contraggono l’HPV almeno una volta nella vita: nella maggior parte dei casi in maniera asintomatica e con risoluzione spontanea.

L’unico modo per riconoscere il virus è quello di andare a dimostrare la presenza del DNA virale all’interno di cellule umane infettate. Nella donna questo è possibile con l’HPV-test (che rappresenta un’integrazione del Pap-test) su cellule prelevate direttamente dalla cervice uterina. Nell’uomo è possibile esaminare cellule cutanee peniene (prelevate mediante brushing): il problema è dove eseguire il prelievo.

Lo ‘strumento’ più efficace di cui oggi disponiamo per fare diagnosi è l’esame obiettivo, ovvero una attenta rilevazione dei potenziali sintomi e indicatori di malattia, fatto dall’urologo nel corso di una normale visita specialistica.

Esami diagnostici

  • Penoscopia: Un esame che può aumentare la sensibilità diagnostica è la penoscopia (chiamata anche peniscopia, balanoscopia o glandoscopia). Consiste nell’analisi della cute dei genitali esterni ad elevati ingrandimenti eventualmente anche dopo “toccature” con acido acetico. In questo modo è possibile riconoscere lesioni cutanee da HPV anche molto piccole: in queste sedi potrà essere eseguito il brush-test per la ricerca del DNA virale. Generalmente, la ricerca del DNA virale viene eseguita attraverso la penoscopia, un’analisi della cute dei genitali esterni ad elevati ingrandimenti.
  • Tampone Molecolare Uretrale per HPV: è un esame diagnostico avanzato utilizzato per rilevare la presenza del virus del papilloma umano (HPV) nelle cellule prelevate dall'uretra. Il test prevede il prelievo di un campione di cellule dall’uretra attraverso un sottile tampone sterile. La procedura è rapida e minimamente invasiva.
  • HPV Test: è un esame diagnostico che rileva la presenza del DNA del Papilloma Virus nel corpo. Gli uomini possono (e devono) effettuare un test HPV, utilizzando tamponi anali, genitali o orali.

Tipologie di HPV

Il virus HPV (se ne contano più di 150 ceppi differenti) è molto diffuso e si trasmette per contatto. Secondo l’inquadramento clinico tradizionale vengono suddivisi in genotipi a “basso”, “medio” e “alto” rischio, intendendo con ciò il potenziale di evoluzione tumorale. I primi vengono identificati in “HPV a basso rischio” e tra questi i più comuni sono i genotipi HPV-6 e HPV-11. altri possono essere responsabili di tumori maligni - in particolare il tumore del collo dell’utero nelle donne.

HPV 6 e HPV 11 sono i ceppi virali responsabili della formazione dei condilomi. Questi genotipi rientrano come detto in precedenza nelle forme a basso rischio: non sono infatti capaci di determinare una trasformazione tumorale delle cellule colpite. I condilomi si presentano di solito come piccole protuberanze della cute peniena o anale. Possono essere più o meno estesi. Spesso sono multipli. In alcuni casi diventano particolarmente voluminosi e assomigliano a “creste di gallo”; altre volte risultato sessili e poco visibili.

Ecco una panoramica dei ceppi di HPV:

Tipo di Ceppo Rischio Associazioni
HPV 6 e 11 Basso Condilomi genitali
HPV 16 e 18 Alto Tumori cervicali, anali, orofaringei e del pene
Altri (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66, e 68) Medio/Alto Lesioni ad evoluzione potenzialmente maligna

Trattamento

Nel caso in cui il paziente presenti condilomi, una soluzione terapeutica è rappresentata dall’asportazione chirurgica in anestesia locale, oppure dall’applicazione di creme, contenente il principio attivo imiquimod, che aiutano a combattere il virus responsabile dei condilomi. I condilomi possono essere asportati per via chirurgica (mediante fotocoagulazione laser, elettro-cauterizzazione o crio-ablazione) o eliminati mediante l’utilizzo di una crema topica immunomodulatrice (imiquimod o Aldara) capace di aumentare la risposta locale del sistema immunitario.

Non esiste una terapia diretta anti-virale.

Prevenzione

L'assenza di uno screening per la popolazione maschile, e allo stesso tempo l’assenza di sintomi, rende ancora più importante la vaccinazione. Per azzerare i tumori causati dall’HPV (primo fra tutti il tumore della cervice uterina) infatti, la vaccinazione deve diventare una priorità anche per gli uomini. Vaccinare i maschi ha senso più che altro per non far circolare la malattia, oltre che per proteggere la salute dell’uomo. Anche per gli uomini il vaccino rappresenta ad oggi l’arma per prevenire e mettersi al riparo dal rischio di contrarre il papilloma virus.

Attualmente in Italia viene proposta la vaccinazione a tutte le bambine e i bambini prima dell’inizio dell’attività sessuale (all’età di 12 e 13 anni) e a tutte le donne non vaccinate in precedenza fino all’età di 26 anni. Questo vaccino consente quindi una protezione importante in senso anti-tumorale anche per i soggetti di sesso maschile.

  • Vaccinazione: Il vaccino riduce il rischio di infezione da ceppi oncogeni fino al 90%. Il consiglio è farlo in giovane età, entro i 12 anni, o comunque prima dell’inizio dell’attività sessuale.
  • Preservativo: Utilizzare il preservativo quando non si ha una relazione a lungo termine reciprocamente monogama. Il preservativo è uno strumento importante per ridurre il rischio di trasmissione dell’HPV, ma non offre una protezione totale. Il virus può infettare aree della pelle non coperte dal preservativo.
  • Educazione: Essere consapevoli di come si trasmette l’HPV e quali sono i fattori di rischio aiuta a ridurre le probabilità di contrarre il virus.

Il Ruolo del Sistema Immunitario

Nella maggior parte delle persone infettate (circa il 90% del totale) il sistema immunitario riesce a debellare il virus in un periodo variabile da alcuni mesi fino a un paio di anni. Si - come già detto - il sistema immunitario è in grado di eliminare completamente il virus nel 90% delle persone infette, in tempi variabili fino ai 2 anni.

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