Un caso di presunto abuso durante visite mediche ha scosso Palermo. Lorenzo Barresi, un medico di 60 anni originario di Catania, è accusato di aver palpeggiato pesantemente le pazienti durante le visite nel suo studio all'Isme di via Ruggero Settimo.
Le accuse contro Lorenzo Barresi
Secondo le accuse, Barresi, presentandosi come allergologo, senologo e immunologo, avrebbe approfittato delle visite per palpeggiare le pazienti nelle parti intime. Il sostituto procuratore Giorgia Righi ha chiesto il rinvio a giudizio per l'imputato, che era stato arrestato a settembre dell'anno scorso a seguito della denuncia di due donne.
Durante l'interrogatorio, Barresi ha negato le accuse, sostenendo di essere semplicemente un medico "molto scrupoloso". Tuttavia, le intercettazioni rivelano che Barresi si vantava di occuparsi di "cose che salvano la vita" e di prevenire patologie degenerative negli anziani.
Il modus operandi
Col pretesto della prevenzione di alcuni tumori, Barresi avrebbe esteso la visita per un'allergia a toccare seni e inguine delle pazienti. Per questo, Barresi sarebbe ricorso a "controlli manuali", anche di fronte alle perplessità delle donne.
Una paziente gli chiedeva: "Ma perché questa orticaria può essere collegata anche al seno?" e il medico replicava: "No, però vede in una situazione di stress, poi siamo in un'età di passaggio, la ghiandola mammaria è un organo bersaglio...". A un'altra paziente che poneva gli stessi dubbi, Barresi aveva risposto che le ghiandole mammarie "m'interessano per il discorso allergico, perché lì l'infiammazione prende piede...".
Secondo il gip Clelia Maltese, che aveva disposto i domiciliari, l'allergologo avrebbe costretto le pazienti "a subire atti sessuali travestiti da controlli clinici". Nell'ordinanza di custodia cautelare, aveva rimarcato "la gravità, la sistematicità e la metodicità delle condotte poste in essere dall'indagato", in modo "ripetuto e quasi ossessivo".
Le indagini e il processo
L'inchiesta dei carabinieri è partita dalla denuncia di due presunte vittime. Grazie a una telecamera piazzata nello studio di Barresi, gli investigatori sono riusciti a registrare in diretta almeno un'altra decina di casi in cui il medico ne avrebbe approfittato per palpare seni, abbassare mutandine e toccare l'inguine alle sue pazienti.
Inizierà a metà giugno, davanti alla seconda sezione del tribunale, il processo a carico di Lorenzo Barresi, l'allergologo dell'Isme accusato di aver abusato sessualmente di diverse pazienti. Sono una decina le pazienti del medico che hanno deciso di costituirsi parte civile e sono difese, tra gli altri dagli avvocati Francesco Cutraro, Ettore Barcellona, Claudio Congedo, Maurizio Cicero e Salvino Pantuso.
Le reazioni e le testimonianze
Qualcuna delle pazienti durante "il controllo manuale" sollevava dei dubbi, visto che di fatto si erano rivolte a Barresi per risolvere problemi legati ad allergie e si sarebbero ritrovate senza reggiseno, con gli slip abbassati, le mani del medico sul corpo, incalzate da "domande non consone", allusive, o legate al funzionamento del cuore, dello stomaco e dell'intestino.
Il 29 giugno, peraltro, è stata intercettata la conversazione tra una paziente e il suo fidanzato, in cui la ragazza riferiva di una visita durante la quale il dottore Barresi le avrebbe fatto togliere il reggiseno e le avrebbe sfregato il capezzolo: "Mi ha slacciato il reggiseno e iniziò a farmi così...".
La posizione dell'Asp di Catania
La Asp di Catania ha assicurato “celerità e trasparenza per gli adempimenti”, ma evidenzia anche: “Ogni anno, presso l’UOC di Diagnostica per Immagini di Acireale vengono effettuate 5000 prestazioni. In questi anni non sono mai stati segnalati simili gravi episodi”.
La procedura attivata dalla paziente, attraverso il reclamo all’URP del Presidio, assicura la Asp, “sarà completata assicurando celerità e trasparenza per gli adempimenti, i provvedimenti e/o le tutele del caso”.
La Asp evidenzia tuttavia come “ogni anno, presso l’UOC di Diagnostica per Immagini dell’Ospedale di Acireale vengono effettuate 5000 prestazioni. Ricorda, infine, l’Azienda che “la mammografia si esegue mentre il seno è posizionato sul piano di lavoro e viene compresso, utilizzando uno strumento dedicato, per favorire la diagnostica.
Mammografia: procedura e prevenzione
Una paziente ha riferito di essere stata palpeggiata durante una mammografia all'ospedale di Acireale. Così è scattata l'indagine interna, disposta dal direttore medico della struttura e dal primario di Diagnostica per Immagini. Il 14 giugno la paziente una mammografia clinica effettuata da due esperti tecnici di radiologia.
La mammografia si esegue mentre il seno è posizionato sul piano di lavoro e viene compresso, utilizzando uno strumento dedicato, per favorire la diagnostica. Al termine della mammografia la signora è stata visitata dal medico, al quale non ha presentato nessuna segnalazione. Ogni anno il reparto di Diagnostica per Immagini dell’ospedale di Acireale vengono effettuate 5000 prestazioni.
È comunque un buon mezzo per conoscere il proprio corpo e rilevare in tempo modificazioni palpabili e perchè no rilevarle ante tempo rispetto talvolta a ecografie che si effettuano una volta all’anno o alla mammografia che viene proposta a partire dai 50 anni.
La mammografia si esegue mentre il seno è posizionato sul piano di lavoro e viene compresso, utilizzando uno strumento dedicato, per favorire la diagnostica. Il tecnico di radiologia deve posizionare la mammella sul piano di lavoro e se il capezzolo non è in asse deve sistemarlo in maniera tale che l’esame venga effettuato correttamente.
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