Ovaio Policistico: Cosa Si Vede con l'Ecografia

Le ovaie sono due ghiandole endocrine che fanno parte dell’apparato riproduttivo femminile. Una su quattro, tra le donne di età compresa fra i 20 e i 30 anni, soffre di Ovaio Policistico.

Ovaio Policistico (PCO) vs Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS): Quali Sono le Differenze?

Ovaio policistico (PCO) e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) sono la stessa patologia? La questione genera non poca confusione fra le donne, che spesso parlano delle due cose come se si trattasse dello stesso disturbo. Nonostante nomi molto simili però, ovaio policistico e sindrome dell’ovaio policistico sono due situazioni completamente diverse.

L’ovaio policistico (PCO) è una condizione ecografica delle ovaie: si parla di PCO quando le ovaie hanno ciascuna più di 20 micro-follicoli di diametro compreso tra 2 e 9 mm e/o un volume ovarico superiore a 10 cm3. La presenza di follicoli nelle ovaie è una condizione abbastanza normale e non vi sono sintomi particolari legati alla loro presenza.

Diversamente, quando si parla di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), parliamo di una complessa patologia endocrina. La sindrome dell'ovaio policistico (Polycystic Ovarian Syndrome, PCOS) è uno dei più comuni disordini endocrini diagnosticati nelle donne in età riproduttiva.

Sintomi della Sindrome dell'Ovaio Policistico

Disturbi del ciclo mestruale e irsutismo non sono gli unici sintomi, sebbene siano i più noti. Spesso, infatti, la presenza di ovaio policistico può manifestarsi con vari disturbi a livello cutaneo o del cuoio capelluto, ma può anche portare a insulino-resistenza e sindrome metabolica, con conseguenze che impattano in modo negativo sulla qualità di vita della donna in età fertile.

Campanelli d’allarme piuttosto chiari riguardo alla sindrome dell’ovaio policistico sono amenorrea o, al contrario, periodi mestruali prolungati in maniera anomala, acne ed altri disturbi di tipo dermatologico. I principali e più evidenti sintomi che insinuano il sospetto della malattia iniziano ad avere luogo subito dopo il primo ciclo mestruale e, in ogni caso, durante l’età fertile.

Causa principale è la presenza di un eccesso di ormoni maschili nel sangue (iperandrogenismo) che comporta sintomi come acne, irsutismo (peli in eccesso in zone del corpo “maschili”) e alopecia (perdita di capelli). Altri sintomi sono legati ad alterazioni della regolarità mestruale, come cicli ravvicinati (polimenorrea), molto distanziati (oligoamenorrea), assenza di mestruazioni (amenorrea) e mancanza di ovulazione (anovulazione cronica).

«Irregolarità del ciclo mestruale, cicli molto lunghi (oltre i 40 o 60 giorni), periodi di amenorrea e disfunzioni ovulatorie che possono causare infertilità devono essere campanelli d’allarme per la donna - spiega la professoressa Di Simone -. Le cause di disturbi del ciclo mestruale possono essere diverse, ma in presenza di alterazioni e irregolarità, accompagnate da irsutismo (peluria su viso e corpo), acne e alopecia, difficoltà a perdere peso con la dieta, è importante valutare anche la presenza di ovaio policistico.

Non tutte le donne affette da ovaio policistico hanno la stessa sintomatologia. In genere, però, l’irsutismo è uno dei problemi che le donne riferiscono, non sapendo che è la conseguenza dell’aumento di ormoni maschili (iperandrogenismo), è anche causa di anovulazione (assenza di ovulazione) e di un rischio aumentato di sindrome metabolica con sovrappeso, iperinsulinemia e quindi insulino-resistenza.

Conseguenze della Sindrome dell'Ovaio Policistico

«La sindrome dell’ovaio policistico è una patologia che può avere gravi ripercussioni sulla vita della donna - sottolinea la specialista -. Se dal punto di vista psicologico, la presenza di acne, peluria in eccesso sul viso o capelli diradati può rappresentare un problema per la donna giovane, le conseguenze dell’ovaio policistico non diagnosticato e non curato possono diventare importanti.

Obesità, diabete, ipertensione e ipercolesterolemia, depressione, disturbi del sonno (apnee ostruttive del sonno) e aumentato rischio di tumore dell’endometrio sono solo alcune delle possibili conseguenze di un iperandrogenismo non curato. In più, la presenza di ovaio policistico con alterazioni dell’ovulazione è causa di infertilità nel 40% dei casi, e aumenta l’incidenza di patologie ostetriche nelle donne in cui avviene il concepimento.

In gravidanza aumenta il rischio di aborto, diabete gestazionale, macrosomia fetale (elevato peso alla nascita), preeclampsia.

Diagnosi di Ovaio Policistico: L'Importanza dell'Ecografia

La diagnosi di Ovaio Policistico è spesso casuale, durante una visita ginecologica con ecografia. «La diagnosi di ovaio policistico richiede un’accurata raccolta di informazioni (anamnesi) da parte del ginecologo, la visita ginecologica e l’ecografia transvaginale, esame fondamentale per escludere altre cause di iperandrogenismo - prosegue l’esperta -. All’ecografia, infatti, le ovaie si presentano di dimensioni superiori alla norma e contenenti un gran numero di piccoli follicoli disposti a livello sottocorticale.

Come indicato dai criteri diagnostici di Rotterdam, l’esame ecografico consente di valutare la dimensione dell’ovaio (in caso di PCOS si verifica un aumento delle dimensioni da 1,5 a 3 volte rispetto alla condizione normale) e la presenza di 10-12 follicoli di piccole dimensioni (2-9 mm di diametro) in entrambe le ovaie, disposti principalmente sotto la corticale ovarica come un “filo di perle”. Al fine di poter formulare una diagnosi di PCOS l’immagine ecografica ottenuta deve essere correlata con l’esito degli altri esami eseguiti dalla paziente.

Ecograficamente le donne con PCOS possono presentare ovaie policistiche, cioè ovaie di dimensioni superiori alla norma, contenenti un gran numero di follicoli immaturi che tendono a raggrupparsi formando cisti ovariche. Tuttavia, è bene evidenziare che la presenza di ovaie policistiche non è sempre indice di PCOS.

Partiamo dal presupposto che per diagnosticare la presenza della PCOS è necessaria la presenza di almeno 2 tra i seguenti 3 criteri: presenza all’ecografia pelvica transvaginale di ovaie di aspetto policistico (PCO); presenza di iperandrogenismo clinico e/o biochimico; cicli irregolari con la diminuzione o l’aumento dell’intervallo tra una mestruazione e l’altra o l’assenza completa del ciclo mestruale. Di conseguenza, avere l’ovaio policistico in assenza di almeno uno degli altri 2 criteri, non significa avere la sindrome dell’ovaio policistico.

Questo aspetto ecografico delle ovaie con cicli mestruali regolari e senza altri sintomi deve essere considerato normale: fino al 20% delle donne può infatti avere la PCO senza avere la PCOS. Considerata la normalità e la elevata frequenza della morfologia ecografica PCO nelle ragazze più giovani, quando le ovaie hanno spesso un aspetto multi-follicolare, il primo di questi 3 criteri non può essere considerato nel caso di donne sotto i 20 anni.

Altre Valutazioni Diagnostiche

Una volta diagnosticata una condizione di policistosi ovarica, possono essere prescritti esami del sangue per valutare il profilo lipidico, la glicemia, l’ assetto ormonale, la funzionalità tiroidea e i livelli di vitamina D. La valutazione endocrinologica prevede invece l’esecuzione di specifici esami di laboratorio per valutare l’assetto ormonale della paziente. il rapporto tra la concentrazione sierica di LH (ormone luteinizzante) e l’FSH (ormone follicolo stimolante).

Trattamenti per la Sindrome dell'Ovaio Policistico

Il trattamento prevede la regolazione dei cicli mestruali, l’induzione dell’ovulazione (nelle donne che ricercano una gravidanza), la cura dell’acne e dell’irsutismo attraverso l’assunzione di farmaci estroprogestinici.

Dato che è una condizione ecografica normale, per la PCO non è necessaria alcun tipo di terapia. Diverso il discorso della PCOS: se legato a sovrappeso e obesità, il primo trattamento è dimagrire attraverso un regime dietetico e l’esercizio fisico. Una corretta alimentazione e l’attività motoria permettono di ridurre l’insulino-resistenza e di migliorare la ciclicità mestruale, nonché di ridurre i sintomi legati ad acne e irsutismo.

Per questi scopi è possibile utilizzare anche la pillola contraccettiva estro-progestinica: gli estrogeni della pillola riducono l’effetto periferico degli ormoni maschili e la produzione ovarica di testosterone, aumentando invece al livello del fegato la produzione di una proteina, la Sex Hormone Binding Globuline (SHBG) che diminuisce gli androgeni nel sangue. Se invece la paziente desidera una gravidanza e la regolarità ovulatoria e mestruale non è migliorata con il calo di peso, occorrono terapie mirate ad indurre l’ovulazione.

Se esiste un problema legato alla fertilità, si può considerare il trattamento farmacologico a base di FSH e LH, per supportare l’ovulazione.

Alimentazione e PCOS

«In caso di ovaio policistico, nella dieta non devono mancare i carboidrati complessi, preferibilmente provenienti dai cereali integrali - spiega la dottoressa Maria Bravo, biologa nutrizionista di Humanitas San Pio X - e le fibre, assunte attraverso il consumo di verdura e frutta di stagione. Da includere anche gli acidi grassi Omega-3, che si trovano in alcuni tipi di frutta a guscio (noci, semi di lino) e in alcune specie di pesce (acciughe, sardine, salmone, sgombro, trota, tonno, storione).

Inoltre, in caso di sindrome dell’ovaio policistico, i sali minerali che possono essere d’aiuto sono zinco, magnesio e selenio, mentre per le vitamine particolarmente utili sono quelle del gruppo B, in particolare la B12 e i folati, e la vitamina D. Gli alimenti da evitare, invece, sono la frutta sciroppata, zuccherata e disidratata, bevande gassate, formaggi, carni grasse, burro, insaccati, caffè e elevate quantità di sale.

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